mercoledì 19 ottobre 2011

Ho deciso.

L'ho detto e l'ho ripetuto che volevo e dovevo ricominciare la palestra.
Così come ho detto e ripetuto che avrei potuto anche rinunciarci.
Per ripetere, più a me stessa che a voi, che della palestra è bene che il mio corpo non faccia a meno troppo a lungo.
E non sono certo stata lì a ripetervi che, però, per questioni ufficialmente puramente economiche, forse sarebbe stato il caso di rimandare.
Forse però non vi ho mai detto che io ho un ottima memoria, che talvolta sono generosa, soprattutto se spinta da precisione maniacale e rispetto delle scadenze, e che lo spirito d'osservazione è quasi il mio secondo nome. Forse non vi ho detto nemmeno che non sono scema, scusate, non so perché l'avevo dato per scontato.
Ma andiamo con ordine.
- In questi giorni ho avuto di nuovo quei vaghi dolori alle spalle e, soprattutto, alla cervicale, complici la mia postura a letto, se e quando decido di dormire su un fianco, e la mia postura al tavolo; quest'ultima provoca la cosiddetta cefalea tensiva, termine che ho letto sul periodico della farmacia dove volevo un semplice burrocacao "idratante e potente" e ho finito per prendere anche la rivista gratuita da far leggere ai miei genitori, ma poi  non gliel'ho data perché l'unico termine medico di uso comune che contiene è, appunto, cefalea: per tutti gli altri serve la laurea o un interprete. Siccome la palestra è sempre nella mia mente, dove l'hanno accompagnata i sensi di colpa per farmelo apposta, insomma: fra le altre cose io, dall'ottima memoria, ho ricordato il benessere fisico che ricavai davvero dal fare palestra, in quei tre mesi della mia prima volta (nella vita, capito?). Gli stessi dolori sparirono in pochi giorni, e la sensazione di leggerezza del corpo, e di facilità nella respirazione mi ricordarono che io non sono vecchia, né invecchiata, semplicemente faccio una vita sedentaria di merda. Durante l'estate il troppo caldo mi ha impedito (giustamente, e lo ringrazio) di andare a suicidarmi in quella stanza surriscaldata già in inverno, ma ho ovviato con un mese circa di lavoro da schiava (esagerata) e con varie altre attività casalinghe che mi hanno distolto dalla vita sedentaria, o meglio: l'hanno felicemente integrata con altri tipi di vita.

- La mia generosità è un'utopia, secondo molti, ma anche quando si affaccia al mondo reale, lo fa senza farsi scorgere, non per niente è qualità di uno Spirito. Perciò è successo che quando una Persona si era incaricata di pagare la bolletta di quell'Altra Persona, ma zitta zitta ha rimandato spendendo i soldi in altro modo, la mia generosità, spinta dalla mia precisione maniacale e dal mio rispetto delle scadenze, ha deciso di usare lo stipendio di quell'unico mese di lavoro del mio 2011 per pagare la suddetta bolletta al posto della Persona, e facendo credere all'Altra Persona che fosse tutto a posto da giorni e grazie alla Persona in persona. In questi ultimi giorni, dopo due mesi dal fatto, la Persona mi ha restituito i soldi di quella bolletta, cosicché la questione puramente economica della mia palestra si è risolta. Almeno per un po'.

- In qualità di Spirito Osservatore ho notato il benessere derivatomi dalla palestra e la stupidità del pensiero "non mi serve, è una futilità", soprattutto se applicato a me, che sono sedentaria da far schifo, e che quando mi muovo faccio sforzi scorretti, che anche da ferma ho una postura ignobile, che al massimo cammino ma mi fa male il ginocchio, e che per la respirazione continuo a imbottirmi di aerosol, nonostante la fama di non prendere mai medicine (non vale solo per le pastiglie) e con la scusa che me l'ha prescritto il mio medico del quale sono convinta di essere diventata amica solo perché mi sorride, ormai troppo vecchio per atteggiare il viso ad altra espressione, ogni volta che entro nel suo studio. Ho bisogno di una guida seria, ho notato.

- Non sono scema, e sono anzi molto brava in matematica, faccio volentieri due più due e, all'occorrenza anche cinque meno due, perciò stavolta ho sommato i miei problemi di salute ai miei problemi di (a)socializzazione, ottenendo un bel problema, dal quale però ho prontamente eliminato il problema economico, poi ho aggiunto la necessità di fare tutto alla chetichella per non subire pressioni né dissuasioni, aperta parentesi, ho tolto il problema dell'indecisione presentandomi lì un giorno prima per lasciare la mia promessa di tornare oggi, chiusa parentesi, tutto moltiplicato per il mio rispetto per le scadenze (o promesse che siano). Meno, perché il problema non si pone, aperta parentesi, la lezione era alle dieci e mezza e non alle dieci, chiusa parentesi, ma ho fatto mezz'ora di riscaldamento regalato, infine ho moltiplicato per la mia forza di volontà quando si tratta di sfidare me stessa e, contemporaneamente, di farmi del bene. Ho tolto una certa dose di sfiga che avrebbe potuto esserci ma non c'è stata... e aggiunto un sorriso che non guasta mai.
Uguale?
Non s'è capito nulla... ripeto:

{[2 problemi di salute (respirazione e postura) + 2 problemi di (a)socializzazione (non vedo mai nessuno e se vedo qualcuno è vecchio)] - 2 problemi economici (non ho soldi, e quando ce li ho, sono limitati nel tempo)} + 2 chetichella: perché c'è chi mi dice non è urgente questa spesa (-1) e chi mi dice devi assolutamente non si può vivere senza palestra  (-1) + {[(-5) (indecisione) + (+5) (promessa)] x 5 (rispetto scadenze)} -  {[10,5 - 10 (orario)] + 0,5 (riscaldamento)} x {5² (forza di volontà sia come sfida sia per farmi del bene)} - {[-19 (sfiga del giorno)] + [-10 (sfiga del mese)] + 1 (sorriso)}

ovvero:

{[2+2] -2} + [(-1) + (-1)] + {[(-5)+(+5)] x5} - {[10.5-10] +0.5} x {5²} - {[(-19)+ (-10)] +1} = 0 + 0 - 25 -(-28) = - 25 + 28= 3
Capito?
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