lunedì 3 ottobre 2011

Non è un passatempo: è una sfida continua.

Come vi dicevo ieri, ecco appunto, mo' ci si mettono pure i film.
Era tardi, era iniziato, avevo la ferma intenzione di leggere, dopo cena, dopo lo zapping annoiato, e invece ho trovato 'sto film. Convinta che la protagonista fosse una, sono andata avanti nella visione finché non ho capito che le protagoniste erano almeno due, infatti il titolo The women, potrebbe essere un plurale? Ma questo l'ho scoperto solo dopo la prima pubblicità, quando alla ripresa del film è passato in sovraimprensione.
La trama prevedeva anche altri personaggi simpatici, come la governante, nell'insieme era un piacevole diversivo, ma solo verso la fine è arrivata la frase magica, che mi ha fatto cogliere il collegamento: Cosa vuoi per te, Mary? E poi lei ha preso una superficie di sughero, o di compensato, o di legno, e ha puntato le parole ritagliate dal giornale, da giornali diversi (What do you want.. è possibile che si dica così?), poi foto, articoli, parole, post it eccetera fino a costruire un mosaico visivo di ciò che desiderava per se stessa. Peccato che a New York tutti vogliano essere stilisti, quindi non si può prendere spunto al 100% se si ha in mente tutt'altro. Poi certo questa newyorkese in particolare aveva anche una mamma disposta a finanziarla in contanti.
Ho visto il trailer adesso, ma ho deciso di non postarvi il link perché non rende assolutamente l'idea: infatti, anche se io ho faticato a capire che la protagonista non era solo Mary, ma anche la sua migliore amica Sylvia, è molto meglio vedere il film dall'inizio alla fine, che il trailer che mescola, come tutti i trailer, scene posteriori a scene precedenti in ordine inverso, e scene che succedono ad altri passandole per scene che succedono alla protagonista. E le protagoniste sono pure due. Uff non volevo parlare del film, ma ora che ho parlato dell'inversione di scene mi è venuto in mente... Va bene, sarò breve: nel film c'è una donna che ha il ruolo di amante, nel trailer quasi non si parla d'altro, e ad un certo punto si vede l'amante in un bagno di schiuma, che sorride soddisfatta (della sua strategia?): sembrerebbe che guardi se non l'amato, la moglie; invece no: nel film guarda una persona che nel trailer viene mostrata solo di sfuggita.
Che senso ha fare la misteriosa con voi? Forse lo conoscete già tutte! Ma mi piace.. ehehe. Mi è venuto in mente questo: in tutto il film non compare un uomo, nessuno! Nessuno di quelli nominati!! Né il capo, né il padre, né il marito, né l'amante: nessun uomo!!

Cosa vuoi per te, Mary?
Vi ricordo che lo scopo del post era collegare questa frase, e la conseguente ripresa di Mary della sua vita, ripresa in mano e portata dove vuole lei, con il mio post di ieri, con i miei post di sempre, con il libro eccetera. Il concetto è ancora una volta: prima scopri cosa vuoi, contemporaneamente ti convinci che puoi, alla fine lo avrai. Stare fermi non è una fase del processo.

Io ad esempio nelle vecchie pagine di diario di cui parlavo ieri ho scritto che volevo dedicarmi al giardino, ossia a quel quadrato di terra che ancora oggi mi ostino a chiamare giardino, ma che è stato un deserto dei tartari per tutta l'estate. Ora invece, con le prime sporadiche piogge, le erbacce son cresciute, e il buono delle erbacce è che sono verdi e rigogliose, perciò a ben vedere è un belvedere, almeno per chi, come me, non distingue un'erbaccia da una rucola.
Infatti la rucola è stata piantata, e così la cicoria, la bietola e il basilico, il prezzemolo, le carote e i ravanelli, mentre la menta cresce dove le capita, spontanea e possibilmente fra le crepe del cemento, infine la salvia è stata... "potata". Ma, c'è sempre un ma: il ravanello è cresciuto storto, prezzemolo e carote si sono persi nella notte dei tempi, il basilico è più giallo della paglia, la menta profuma tutto, la salvia ricresce grintosa (è figlia mia, si vede!!), la bietola sta rispuntando ora, tre ciuffi fra la rucola, la rucola ha un profumo così forte che è l'unico modo che ho per distinguerla da un'erbaccia quando la taglio, perché la forma delle sue foglie non è la stessa di quella che si compra al supermercato; la cicoria è la più riconoscibile, ma solo perché è stata piantata da un'altra parte, precisamente in mezzo alla cenere, quindi l'impressione di natura viva in mezzo alla morte e alla desertificazione è fortissima.
Sono orgogliosa! Ma non so di cosa.

Ho perso le foto che documentano la sopravvivenza del cosiddetto giardino all'estate torrida.


Ma, c'è sempre un ma: abbiamo anche qualche perla.
Un melograno invadente, che per fortuna manda i suoi frutti ad invaderci.


Una strana margheritina.


Due roselline in un mare di spine.


Bene. L'obiettivo che mi ero posta era un giardino rigoglioso con cespugli e fiori, e questo non l'ho raggiunto: le rose e le margherite infatti vengono tagliate subito e messe in vaso da Brigante che, tutto orgoglioso, le mostra come se fossero suoi parti. Invece no. Le verdure non rendono l'idea, se fra i ciuffi verdi spunta il grigio della terra (che da sempre invece è marrone, nell'immaginario dei bambini che disegnano, così come la pelle delle persone è rosa). I cespugli non ci sono, nemmeno l'ombra, infatti l'unica ombra è data dal melograno che si affaccia oltre il muro del vicino (un terreno abbandonato, per fortuna nostra), un ulivo che fa lo stesso giochetto ma con olive immangiabili (andrebbe annaffiato, dicono), e una tettoia che potrebbe contenere amianto, quindi mi fa paura, più che ombra.

Problema risaputo e confermato in mesi di analisi estiva (fatta rigorosamente dalla finestra) è la terra ormai sterile. Mezzo sacco è rimasto dopo le varie talee di Matilde, che sono bellissime!! Ma dovrei comprarne ancora (tanta tantissima) per mescolarla se non sostituirla a quella che c'è, ed infine piantare i bei cespugli che vorrei, uno in particolare ha un fiore bellissimo che vi avevo già mostrato una volta. Spero che un giorno potrò aggiornarvi con foto di fiori a cui manca solo la parola e con un orgoglio da tagliarsi a fette.


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