domenica 2 ottobre 2011

Il meglio di te con il coaching di Antonella Rizzuto.

Per caso vi avevo parlato di cose che avvengono casualmente in contemporanea? E una di queste cose contemporanee era forse la lettura di un libro?
Bene, è arrivato il momento di dirvi che cos'è la PNL: è la Programmazione Neuro Linguistica.
Siccome io sono un bastian contrario, una pecora nera, una gallina bianca, una mosca bianca, e come se non bastasse cerco sempre di distinguermi dalla massa, anziché spiegarvi che cos'è la PNL dicendovi che tipo di corsi, libri, esercizi propone - come chi me ne ha parlato ha fatto con me - vi dirò che cosa significa "programmazione neuro linguistica", a parole mie, e secondo quello che ho capito io. Significa che imponendoci (programmandoci) di pensare (neurologicamente) con parole (lingua) positive, ad esempio, noi saremo più positivi, agiremo in positivo (per noi stessi) e di conseguenza la nostra vita verrà migliorata (da noi, appunto).
Troppo astratto?
Non per chi sa cosa significa svegliarsi con la luna storta, essere scazzato, intrattabile, nervoso, pessimista e palloso, noioso ripetitivo, mangiamaroni e vedete che qui riunisco termini coi quali una persona così può essere identificata, ma anche paroline che noi stessi usiamo per definirci quando ci sentiamo così. Perché è un arma a doppio taglio, nel senso che quando siamo così rompiamo il cazzo agli altri ma anche a noi stessi.
Ma se siamo, al contrario, di buonumore cosa succede? La stessa cosa: contagiamo gli altri e noi stessi.
Con la programmazione di cui sopra possiamo:
- imparare ad essere sempre positivi, ovvero
- imparare a vedere noi, la nostra vita, le persone che ci circondano e il luogo in cui viviamo con occhi nuovi e con mente aperta: è solo un nuovo modo di descriverci, e per parlare, si sa, bisogna prima pensare, perciò diventa un nuovo modo di pensarci. A noi stessi. Pensare a noi stessi, vederci, concepirci. Capi'?
La prima volta infatti ho commentato: "ah ecco, la pi-enne-elle è tipo un lavaggio del cervello".

Poi ho letto il primo libro, e ho sottolineato tantissimo: errori di traduzione, errori di espressione, errori di ortografia ed errori di stampa. Avrei corretto pure il protagonista, perché ho conosciuto un tipo che si piangeva addosso così, ed è davvero fastidioso.
Il concetto base della pi-enne-elle però lo approvo e condivido appieno, si tratta infatti di cose che io ho sempre fatto nella mia vita, esercizi compresi, senza saperlo e senza che arrivasse uno psicologo americano a dirmi come cambiare visuale sulla mia vita per migliorarla. Basta questo, infatti.

Poi ho letto il secondo libro*, che è una vera e propria guida che accompagna passo passo nell'applicazione del metodo, attraverso un'attività talmente semplice da sembrare banale. Almeno per me che se non scrivo sto male. Si tratta infatti di prendere appunti su un apposito quaderno, appunti che non sono altro che risposte ad una serie di domande mirate a delineare noi stessi in un arco temporale ben definito, che è di volta in volta il nostro presente, il nostro passato (cinque anni fa) e il nostro futuro (anche a lunghissimo tempo, ma un passo alla volta!), e attraverso ogni aspetto della nostra vita, dai classici salute, lavoro, amore (nell'ordine che preferite) fino al metafisico "il mio posto nel mondo".
La sensazione di conoscere già questo metodo stavolta è stata molto più lieve, forse solo perché non ho mai messo nero su bianco  i progetti per il futuro e i ricordi del passato: sui miei blog scrivo sempre e solo del presente.
La sensazione di aver già fatto tutto è stata molto più lieve, forse solo perché le mie grandi sfide al cambiamento di MeStessa sono vecchie di qualche anno, e da un bel po' vivo di rendita.

Ho iniziato a leggere questo libro, però, proprio perché mi trovavo:
- in uno stallo rispetto ai grandi cambiamenti della mia vita attuale, finora teorici, e per di più vaghi: il metodo di scrivere tutto in maniera via via più dettagliata è stato per me una sorpresa gradita al pari della manna dal cielo per altri;
- alla fine di settembre che, a parte quello tragico del 2009, ho sempre considerato come il mio mese dei cambiamenti, della svolta alla mia vita, non so nemmeno perché, dato che nel concreto ho sempre preso le mie decisioni tra maggio e agosto e le ho messe in pratica raramente prima di ottobre, ma la mente umana è un pozzo senza fondo.
Credevo insomma che un libro che accompagna il lettore sfigato o anche solo disorientato verso il miglioramento di sé sarebbe stato l'aiuto giusto per me, a questo punto. E vedete che la presunzione seguita al primo libro, ora è sparita: allora infatti non avevo in mente cambiamenti, nemmeno in modo vago.
Ho continuato a leggere con quel vago senso di già fatto, accompagnato da un forte senso di gratitudine per la dritta, e anche se non ho tenuto un quaderno, la mia mente si è risvegliata al punto da considerare prioritario tenere a mente ogni passaggio, applicarlo subito alla mia realtà, svilupparlo ed elaborarlo. Ora comincio a delineare il mio futuro.

Ma ciò che volevo dirvi è che, contemporaneamente alla lettura di questo libro, aggiornavo il blog su quanto è accaduto durante le ferie, quando non avevo il pc e scrivevo su un quaderno-diario, e cos'ho trovato? Che quel diario cartaceo l'avevo iniziato qualche mese prima, proprio per la necessità impellente di scrivere, di delineare, di classificare su scale di priorità, di cancellare o aggiungere, aggiornare o ripetere qualcosa della mia vita. Avevo risposto già a molte delle domande che il libro offre come esempio di riflessione sulla nostra vita!
Che genio, ragazzi.
Io, certo.
Poi ho deciso di trasferire sul pc quelle pagine, sul file dove ho tutte quelle che scrivo ormai da anni, perché l'esigenza di scrivere a mano come per avere una maggiore presa sui fatti, sui pensieri, e sui desideri si era conclusa all'apertura di questo blog. E cosa scopro? Che anche nelle pagine precedenti che avevo scritto direttamente sul pc, il metodo è sempre quello: io da anni lo applico, più o meno approfonditamente (ma sempre meno rispetto a quanto suggerisce il libro), per delineare i miei obiettivi principali, sia per quanto riguarda me stessa, il mio modo di essere, sia per quanto riguarda la mia vita nel concreto, quelli di base, quelli intermedi, quelli da lasciare per un po' a favore di altri più urgenti, quelli effimeri che correggo presto... proprio come il libro suggerisce!
Sono un genio, altro che casalinga!


*Intendo che ho letto il secondo libro sull'argomento, non credo si tratti di una serie numerata, e se lo fosse potrebbero esserci altri titoli fra l'uno e l'altro o essere cronologicamente invertiti.
Per i più curiosi il libro è Il meglio di te con il coaching di Antonella Rizzuto e con la collaborazione di Alessio Roberti.

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