lunedì 24 ottobre 2011

Peccato di ignavia, per un giorno.

Gli eventi si susseguono, più veloci di me.
Scherzo.
Oggi però sono riuscita, come succede solo poche volte a settimana, ad incastrare bene alcune delle mie attività che io vorrei quotidiane, ma che sono a malapena settimanali.
Oggi sono andata in palestra, dove ho lottato per la vita e la morte, uscendone vittoriosa: non so se sia un residuo dell'allenamento di quei tre mesi invernali agli inizi del 2011, o se semplicemente ora sto meglio, ma la realtà dei fatti è che rischio meno la vita, anche quando, con molta nonchalance, l'istruttrice mi immerge dalla testa ai piedi nel letale cardio fitness.
Dopo la palestra ho preso in mano alcune magliette che mi sono state consegnate con richieste ben precise per modifiche non esattamente veloci, ma che è: ho forse qualcos'altro da fare io? Se la persona che me le ha consegnate non avesse fretta mi sentirei meglio. Ma ne ha, ed io devo darmi una mossa.
Fra un punto lento e l'altro avrei volentieri guardato un film, ma ho preferito non trascurare i miei doveri di cronaca, perciò ho letto la posta, scritto alcune mail, scritto una presentazione di me stessa per il corso, letto varie info su internet, spulciato in alcuni blog così, per fare due chiacchiere o anche per leggere a scrocca e basta. Nel frattempo cucivo e ascoltavo musica.
In questi giorni non leggo un romanzo, non mi va perché nessuno di quelli che ho a casa mi ispira. Ma attendo con ansia il pacco di libri per il corso che ho ordinato, in cui ho inserito (naturalmente) un romanzo per i casi di necessità, ad esempio il caso in cui non ho a casa libri che mi ispirino, ma mi va eccome di leggere un bel romanzo. Si tratta di sopravvivenza.

Sono le 23.10, orario che mi fa sempre un certo effetto.
A tal proposito, cercando di non dilungarmi, volevo fare la lista di persone che mi hanno mandato un messaggio, ma oggi mi rendo conto che quest'anno non sono importanti né i nomi né l'orario, ma solo due dettagli:
- fa piacere quando con la scusa degli auguri si riscoprono persone che da un po' erano "assenti" e si avvia un normalissimo scambio di tu-come-stai-io-bene anche un po' meno stringati di così; meno piacere quando con questa scusa ripartono le catene di messaggi portafortuna da inoltrare-a-chi-vuoi-bene che odio, e naturalmente ignoro;
- fa piacere quando il messaggio arriva, anche se il giorno dopo, perché è sempre meglio del "silenzio" dell'anno scorso.

Quest'anno però è stato brutto, fastidioso. Non triste, ma... fastidioso, non so come altro definirlo, perché la verità è che:
- potevo ignorarlo, saltarlo, ma è sempre molto molto difficile; oppure:
- potevo esaltarlo al massimo, sparendo per un giorno.
Invece non ho fatto nulla di tutto ciò, e questo sembra peggio.
Ma ormai è andata, chi se ne frega.

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