lunedì 17 ottobre 2011

Pro e contro del passare del tempo.

Miglioro a vista d'occhio.
Preoccupata per la sorte di alcuni dei miei pochi euro (per la precisione 80), ho scritto una mail che, secondo il parere della parte più passiva di me, potevo lasciar perdere.
Nel bel mezzo del mio pomeriggio di divano-al-sole-che-altrimenti-c'è-freddo e di leggiamo-questo-libro-che-ci-fa-bene-ampliare-gli-orizzonti mi è squillato il telefono. Come una professionista del settore ho sbuffato, poi mi sono infilata in bocca la matita con la quale sottolineavo, e ho preso in mano il cellulare. Nel 99,9% di questi casi, sul display mi compare la foto di una persona ben nota, ossia di quella che mi aveva appena mandato un messaggio del tipo sei viva?
Ma stavolta no, e il numero del chiamante è:
- a me sconosciuto
- fisso
- dal prefisso norditalico.
Come se fossi una che ogni giorno non brama altro che ricevere telefonate, e per di più da parte di numeri sconosciuti, ho risposto pensando ad uno scherzo.
- Signorina Elle? –
Voce professionale, e femminile, e chiede di me. Comandi.
- Sì, sono io. –
E fu così che sorrisi per tutta la telefonata, fiera di me, e ascoltai poco e niente e risposi a monosillabi. Perché per tutta la telefonata non ho fatto altro che pensare: miglioro a vista d'occhio. Ho risposto ad una telefonata, capite? Che rispondeva alla mia mail, ora è chiaro? Che mi tranquillizzava sulle sorti di alcuni dei miei pochi euro (per la precisione 80). Miglioro a vista d'occhio nei rapporti telefonici.
Per bilanciare il miglioramento, ecco un piccolo peggioramento: tutto ciò non sarebbe successo se io avessi accompagnato quei pochi euro (80) ai miei dati personali, tipo nome e cognome, in modo che la persona che li ha ricevuti, ovvero la signorina gentile dalla voce professionale e norditalica, potesse subito collegarli a me e dare avvio al servizio che con quei pochi euro intendevo pre-pagare.
Sto perdendo colpi e precisione maniacale.
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