sabato 15 ottobre 2011

Torta di mele e cannella.

E poi dicono le patate.
In Germania le mele ve le mettono ovunque. Dolce, salato, crudo, al forno, in padella, con olio e sale, con cannella, con zucchero o senza. Ecce-te-ra.
Sono buonissime. Perciò, se fino a qualche anno fa io adoravo le patate perché si possono propinare a se stessi, pigri ma allo stesso tempo monotonia-fobici, in varianti incommensurabili, da un po' di tempo ho scoperto che l'amica mela può fare di più, perché sfora dal dolce al salato come mai una patata potrà fare.
Naturalmente la mela trasforma il salato in agrodolce, più o meno, ma questo oggi non ci interessa.
Io sono infatti in una fase, che dura da un bel po' di mesi, in cui per merenda voglio qualcosa di dolce, e siccome qualche settimana fa avevo trovato una ricetta particolare per una torta di mele, ho deciso che sarebbe stata la prossima creatura del mio fine settimana di scazzo totale e letale.
Il fatto che la ricetta in questione fosse "particolare" addirittura, si è rivelato un banale frutto della mia fervida
immaginazione, se non addirittura della mia depressione: ricordavo che le mele andavano immerse nell'impasto a fettine sottili e, complice il ricordo di una ricetta per la torta di mele affondate che avevo fotografato nella vetrina di un negozio di prodotti per dolci, e il ricordo di una ricetta per la torta di pere che andavano invece infarinate per non affondare, io avevo immaginato questa torta di mele come la regina della particolarità di mele.
Invece non solo l'unica particolarità di questa ricetta sta nel fatto che la descrizione del procedimento è riportata in poche righe e l'unica fotto è quella, bellissima e golosa, del risultato finale - ma a scanso d'equivoci il titolo della ricetta recita "torta di mele, un classico", ossia: nulla di speciale.
Almeno fino a quando non l'ho assaggiata.
Ed eccoci qua per la mia versione della classica torta di mele.

Ingredienti.
2 tuorli d'uovo
100 gr. di burro fuso ma freddo
100 gr di zucchero
200 gr di farina 00
un pizzico di sale
una bustina di lievito (io in realtà ne ho usato mezza perché la bustina intera era raccomandata per 500 gr. di farina)
mezzo bicchiere di latte
cannella quanto vi pare
una mela qualsiasi

Procedimento.
In un pentolino ho fatto sciogliere il burro, a fuoco basso.


Io ho spento quando il burro era sciolto solo a metà, perché tanto a stare a bagno nel burro fuso anche l'altra metà si sarebbe sciolta presto. E infatti andò così. No, giusto per risparmiare gas, capito.


In una ciotola mescolare i due tuorli e lo zucchero.


Io mi sono fatta questo nuovo misurino con un bicchiere di plastica, riusabile finché non vi chiede pietà. A circa dodici tacchette dal basso sono 50 gr. di zucchero o farina. All'ultima tacchetta prima del bordo sono 100 gr. di zucchero o farina. Grammo più, grammo meno. Non lo lavo nemmeno, se è solo impolverato di zucchero o farina, tanto questi due ingredienti me li ritrovo in tutte le ricette. Ho messo una strisciolina di cartoncino come segno, attaccata con nastro largo trasparente. Prima o poi sarà da cambiare, ma forse muore prima il bicchiere.


Una volta raffreddato il burro, l'ho aggiunto all'uovo/zucchero e ho mescolato finché non è diventato omogeneo.


Ho messo il sale poi, armata di colino, ho aggiunto un primo bicchiere di farina (100 gr.) a poco a poco.


Siccome mescolavo a mano (no, giusto per risparmiare energia elettrica, capito) e la farina rendeva sempre più pesante l'impasto, ho aggiunto metà del latte, e ho continuato a mescolare.


Poi ho setacciato un altro bicchiere di farina (altri 100 gr.) e mescolato ancora.


Ho aggiunto il resto del latte e mescolato ancora, infine ho messo il lievito.



Ho imburrato e infarinato una teglia e ci ho lasciato sgocciolare la frusta, perché ho scoperto che una volta aggiunto il lievito, se si sbatte la frusta o il cucchiaio sul bordo della ciotola per pulirlo dall'impasto, il colpo fa andare tutto il lievito sul fondo e per questo non farà lievitare la torta in modo uniforme. Stesso divieto è posto sul bordo della teglia.


Una volta versato l'impasto ho usato la spatola per ripulire bene la ciotola e per livellare bene l'impasto nella teglia. Ho pulito la spatola col dito senza sbatterla.


Ho acceso il forno a 190° e nel frattempo ho sbucciato e affettato una mela di quelle che avevo a casa, la meno pestata. La ricetta che ho semi-seguito parlava di un chilo di mele, ma quattro mele delle mie arrivavano solo a 800 grammi, e dove minchia me le metto cinque mele se l'impasto nella teglia non è alto nemmeno un dito?


Perplessa, ho distribuito le fettine sottilissime sulla torta, e me ne sono pure avanzate, perciò le ho aggiunte sopra le altre, perché così sottili non sarebbero state troppe nemmeno in due strati.


Ho versato un po' di cannella nel colino, ma una volta sulla torta la cannella è finita tutta in un angolo, perciò ho aggiunto quantità di cannella a caso finché non mi è sembrato che in tutte le mele ci fosse lo stesso grumo scuro. Incrociando le dita ho infornato.


La ricetta parlava di 45 minuti di cottura, che a me son sembrati troppi per una tortina così sottile, perciò ho deciso che sarei tornata a controllare dopo 30. A quel punto mi è sembrata ancora cruda, perciò ho deciso di dar retta alla ricetta e ho lasciato la torta in forno per complessivi 45 minuti, dopodiché l'ho infilzata col ferro da maglia preposto alla mansione, e lui zitto zitto ne è venuto fuori pulito. Ho spento e tolto la torta dal forno.


L'ho ammirata, poi capovolta su carta forno, poi capovolta su un bel piatto da torta, infine nascosta in camera mia, dove si è raffreddata lontana da grinfie che conosco bene.


Alle cinque, ora della merenda, l'abbiamo gustata in famiglia. Tutti abbiamo concordato che è buonissima, e tutti ma proprio tutti ci siamo leccati i baffi. Io sorridevo pure come un ebete, perché trovavo incredibilmente perfetto il contrasto tra la torta croccante ma soffice e la mela morbida, e la degustazione accompagnata dal profumo di cannella dava al tutto un non so che di esotico. E l'ho fatta io!!


Solo Principessa ci ha tenuto a dire qualcosa: buonissima, la prossima volta però lasciala meno sotto, perché si stava quasi bruciando.
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