domenica 20 novembre 2011

Cascasse il mondo o morisse il Nonno.

Nonno Simpson è in fin di vita.
O almeno così pensiamo tutti, a turno e con diversi gradi di preoccupazione, a CasaMia.
Mentre secondo me, è anche e soprattutto lui a pensarlo, e si comporta di conseguenza.

In questi ultimi giorni sono stata così impegnata con i biglietti d'auguri, che quando li ho finiti mi sono resa conto di essere stata in una bolla, isolata da tutto, come al solito. Nel frattempo Brigante e Nonno Simpson erano passati in secondo piano, silenziosi e ubbidienti, nonostante la porta ancora chiusa. Quando io sono uscita dalla bolla, però, ho trovato Nonno Simpson in fin di vita, e il resto della casa perplesso, ammutolito e reso inerme dalla strana situazione che si era creata. Nonno Simpson in fin di vita, lui, la colonna portante di questa casa, lui, che da anni ha abbandonato lentamente tutte le sue mansioni, fino all'ultima. Stamattina.

Oggi è iniziata una nuova era.
Stamattina sono stata svegliata verso le 8 e un quarto, non era previsto, né lo sospettavo. Le

voci di corridoio, le urla belluine incuranti della mia esistenza (o ignoranti la mia esistenza?), le improvvisate all'alba: non mi sono mai piaciute. Essere svegliata da altri nemmeno, no, non mi è mai piaciuto. Ci riuscì, senza infastidirmi irrimediabilmente, solo un uomo in aereo che voleva passare per andare in bagno: avevo talmente sonno che, nel tempo che lui impiegò per andare fare e tornare, io mi ero già riaddormentata; entrambe le volte mi ha svegliata sfregando delicatamente il dorso del dito indice sulla mia spalla ed io, che ho comunque un sonno leggero, mi sono svegliata delicatamente, senza alcun pensiero omicida.
Stamattina il tocco leggero è stato sulla porta, mentre la vocina timida di una Principessa che temeva di venir sbranata, pronunciava incerta il mio nome. Io ho aperto gli occhi e mi sono rigirata un po'. La vocina ha aperto la porta con circospezione e ripetuto il mio nome con timore. Io mi sono rigirata e ho pensato al peggio. Infine il terzo richiamo, numero magico risveglia-spiriti, mi ha fatto rispondere con un "mm" mentre fissavo il soffitto, rassegnata ma per nulla incazzata.
L'era del drago dormiente è finita.
Vengo svegliata all'alba (per me) e non brucio vivo nessuno con un urlo disumano per l'affronto.
Miglioro a vista d'occhio.
Poi il mio inconscio ha sussurrato qualcosa al mio conscio e, mentre mi alzavo, capivo.
Principessa stamattina era l'inviata speciale della casa, la prescelta per portarmi l'ambasciata: abbiamo fame, vogliamo fare colazione, Nonno Simpson non si vuole alzare.

Da due giorni Nonno Simpson accusa sintomi vari, dopo l'ultima sfuriata con cui se l'è presa, stavolta, con Principessa che faceva la pipì proprio quando lui voleva andare in bagno. Nonno Simpson non ha reagito bene al fatto di essersela fatta addosso. Principessa ha da sempre il rito della pipì prima di cena, gli ho urlato a mia volta, ma lui ha inveito ancora di più, con parolacce e altre frasi anche un po' sconclusionate ai fini della determinazione di colpa, contro di noi, contro l'Italia di merda, contro il mondo che va in malora. Ci mancava che se la prendesse pure con Hitler. Ad un tratto l'ho mollato, non mi sembrava valesse la pena di continuare.
Quella sera, mentre noi tutti cenavamo, Nonno Simpson si è chiuso nel suo mutismo offeso, infine a quanto pare si è dato malato. Io, nella mia bolla, non ci ho fatto molto caso, nonostante per due notti non mi abbia fatto chiudere occhio, perché si svegliava ogni due ore e urlava domande sconclusionate: "ma che ore sono? non è mattina?" e poi "gira tutto oi oi oi gira tutto. Mi sento male". Stava bene solo a letto, diceva, ma lamentava anche di non riuscire più a dormire. Camminava storto, e tremava tutto. Aveva freddo e non aveva fame. Gli girava un po' la testa, e si spaventava per ogni minimo rumore, nonostante da anni sia ufficialmente mezzo sordo.  In sogno vedeva figure strane, forse i fantasmi di persone morte, o santi, non era sicuro. Anche la sua stessa foto, appesa fra le altre alla parete, gli sembrava diversa, diceva. La Nonna, dal canto suo, era molto preoccupata, soprattutto dopo aver sentito delle figure sfigurate: lei non solo crede ad apparizioni e premonizioni, ma è pure paranoica. Perciò è stata la prima a credere Nonno Simpson in fin di vita.

Le leggende sulla morte di Nonno Simpson in realtà sono di vecchia data, perché l'unica non paranoica di CasaMia sono io, anche se...
Quando il Nonno ancora usciva, spesso tardava a rientrare, e le donne di casa, riunitesi a recitare un rosario espiatorio, mi dicevano "vai e fatti un giro, che non sia successo qualcosa".
Io ho sempre risposto bruscamente: "la smettete di fare le paranoiche? È uscito per non stare in questa casa piena di galline starnazzanti".
Lo capivo, eccome. Ma la preoccupazione era tale e tanta che alla fine mi contagiava sempre un po', e anche se, passando le ore, continuavo a rifiutarmi di uscire, ad un certo punto iniziavo a protestare dentro di me per quella richiesta che, seppur sempre assurda ai miei occhi, lo era oramai per un altro motivo; pensavo infatti: "ma perché lo devo trovare io morto? Lasciamo che lo trovi un passante e che ce lo riconsegni quando è già ricomposto in bara chiusa."
Anche il Nonno però ci si metteva, a farmi venire le paranoie.
Lui ha sempre dormito tantissimo, come tutti gli uomini di casa e al contrario delle donne che, come me, hanno bisogno di pochissime ore di sonno, possibilmente di pomeriggio (invece io preferisco dormire la mattina dalle 4 alle 10), mentre la notte potremmo passarla tutta sveglie e incolumi. Quando il Nonno dormiva un intero pomeriggio, senza dar segni di vita, le donne di casa, riunitesi in un consesso teso forse a definire le cause di tanto sonno sospetto (dalla morte imminente alla morte entro pochi giorni), mandavano me a controllare: "vai a vedere, mi sembra strano, non si è ancora svegliato".
Io ho sempre risposto bruscamente, come al solito distolta da questioni più importanti (ad esempio studiare per un esame): "la finite di fare le paranoiche? È da quando lo conosco che vive per dormire! Se iniziaste a pensare positivo sarebbe un bene per questa casa!"
Poi tornavo a rifugiarmi nelle mie stanze, nell'ala più fredda del castello, in fondo al corridoio, l'ultima dopo tutte le altre stanze, quella di Nonno Simpson compresa, e lo vedevo ogni volta lì sul suo letto, dove si era addormentato con la luce accesa – addormentato? – sul suo letto, disteso con le mani intrecciate sul petto come i morti, e mi veniva un accidente – con la bocca aperta e gli occhi chiusi ed una espressione allucinata in viso, come se fosse stato colto all'improvviso da stupore, o da..

In questi ultimi anni Nonno Simpson ha regolarizzato le sue uscite, preferendo sguinzagliare i Folletti per il paese, al suo comando, e qualche volta, con insuccesso, anche me; ha anche regolarizzato le ore di sonno, finendo per gettare la casa nello scompiglio, per via delle sue frequenti invettive e malumori. Ultimamente però s'era calmato pure in questo, almeno finché non ho chiuso la porta della dispensa e allora è tornato alla ribalta al fianco di Brigante, forte del suo ruolo, esercitato alla bell'e meglio ma valido per principio secolare, di capo famiglia. Della sua morte imminente però, da almeno un anno, non si era più parlato.
Fino a stamattina, quando Principessa è venuta a svegliarmi e mi ha detto che Nonno Simpson, quando l'ha chiamato come ha fatto con me, le ha risposto: "on c'ho voglia, i sento male" con la voce tremolante di chi è in fin di vita.

Da due giorni parla solo per lamenti prolungati e modulati sulle vocali, con un tono profondo, dalle profondità degli inferi suppongo, e ripete le solite poche frasi:
- Mi sento male.
- Chiamo il dottore?
- 'On lo so.
- Se non lo sai tu.

- Ma che ore sono?

- Elle! Guarda sotto il letto, mi è caduta.
Non vi dico cosa c'è sotto il suo letto, oltre alla sveglia che continua a lanciare giù dal comodino quando per l'ennesima volta la prende per guardare che ora è.

- Mi sento male. C'ho un mal di testa.
- Certo, se stai tutto il giorno a letto, devo muoverti, camminare, far circolare il sangue.
- Cosa devo fare??
- Muo-verti, cammi-nare..
- No cado, mi gira tutto.
- Ma vai piano, mica è una gara, è solo per far circolare il sangue.

Ma niente, dice che a letto sta meglio, si rimette a letto e piano piano in casa cresce la tensione.
Ieri mi ha anche chiamato al suo capezza.. in camera sua, sfoggiando una confidenza eccessiva e nuova con il mio nome, per chiedermi dove fosse la sua giacca e, poi, di prendergli dalla tasca il portamonete.
- E mo' cosa deve fare? Comprarsi il gelato? – ho borbottato scocciata, facendo ridere tutte.
Ho dato il borsellino al Nonno, e lui l'ha preso, si è assicurato che fosse quello giusto, e me l'ha porto di nuovo: "to' vedi se c'è qualcosa e prendi quello che ti serve". Io ho sbuffato uscendo dalla sua camera: per questo avevo lasciato la cena in sospeso?
- Cosa voleva? – mi hanno chiesto in soggiorno.
- Sta facendo testamento, mi ha lasciato il suo portamonete. – ho risposto facendo ridere tutte.
Ma la tensione per la sua morte imminente è rimasta alta. Da due giorni sta a letto e urla da lì, per fare domande o semplicemente chiacchierare con chi c'è in soggiorno. Ripete il mio nome. Rimane a letto e parla con voce stralunata e biascicante. Mi ricorda i post sbornia della domenica mattina, quando avevo vent'anni.
Si affaccia alla mia stanza, quelle poche volte che esce dalla sua, e dice "ah, Elle, ciao.."
Da quando lo conosco non si è mai avvicinato alla mia stanza oltre due metri dalla porta, anzi di solito urla dalla sua poltrona in soggiorno.

Ogni sua frase o gesto era sospetto, cosa sogna? Dorme? O è svenuto?
Ad un certo punto sono andata a prelevarlo, costringendolo ad alzarsi e camminare, ma dopo poco è tornato a letto disperato "i seto maale", con un gorgoglio di vita agli sgoccioli. È sempre stato un attore, sebbene mediocre, ma fino a fingersi morente?
Il medico che l'ha visitato ha detto solo che questi capogiri da disteso potrebbero essere di origine neurologica e ha prescritto la visita specialistica. Nemmeno un'aspirina per il mal di testa. Credo che la nostra amicizia sia finita oppure non ha saputo cosa dire, perché io non ero presente a consigliargli una diagnosi più precisa.

Ieri sera le risate a CasaMia si son fatte forzate, fino a quando non ho detto che è possibile che abbia la febbre, perché mentre noi ci attorniamo alla stufa a legna già da una settimana, lui si ostina a stare in veranda con la porta aperta al gelo. Avrà l'influenza, ho concluso, tranquillizzando tutte, mentre io assorbivo la loro paranoia e me la tenevo, sempre più convinta di aver inventato questa storia della febbre solo per togliermi quegli sguardi sconsolati di torno, ma che non fosse vera.
Che lui sentisse davvero che stava per morire? Funziona così? O è la debolezza tipica degli uomini che al primo mal di testa della loro vita pensano a un tumore fulminante e riuniscono la famiglia per l'ultimo saluto commosso?

Da due giorni, e pure oggi, Nonno Simpson non cena, né fa la sua solita merenda: dorme e basta. Ad un tratto oggi ho sentito suonare la sua sveglia, dovevo aver sollevato la linguetta quando gliel'ho raccolta l'ultima volta. Sono andata a spegnerla io: ho acceso la luce, e lui non s'è mosso, ho spento la sveglia, e lui non s'è mosso, son riuscita a guardarlo e lui mi fissava: "che è??!!" mi ha urlato con il tono che usa quando è sordo. Non capisco se ci sta prendendo tutti per il culo o se gli è partito completamente anche l'ultimo neurone.
Per cena gli ho acceso la luce e, come in caserma, gli ho urlato (visto che ora è sordo del tutto..):
- Alzati e vieni a ceena!!
- Cos'è successo!? – ha urlato lui
- A ceenaa!
- Chi??
Io l'ho mollato.
Mia madre è andata da lui poco dopo ed è tornata sconfitta:
- Dice che non ha fame, che non deve andare in bagno, che non ce la fa.
- Miii, sembra una donna che soffre per una delusione amore! Non ho fame, non ce la faccio. – ho risposto, facendo ridere tutte – Che facciamo, un'uscita tutte assieme, così si distrae e non pensa che è stato lasciato?

Mentre tutte ridono io penso: e se fosse in fin di vita? Funziona davvero così, che uno se lo sente?
Poi ieri notte quando mi sono ritirata nelle mie stanze, l'ho sentito che russava profondamente, come ai vecchi tempi, quando dormiva e basta. Forse si è solo stancato di noi, e preferisce dormire. O pensare. E quando lo richiamiamo alla realtà, ci fa domande strane.

Stamattina alle 8 e un quarto ero in piedi. Ho preparato la colazione per tutti, ho acceso il fuoco, ho aperto in veranda e nelle altre stanze per far prendere aria alla casa, poi mi sono rimessa a letto, fino alle dieci.
Alle nove il Nonno è stato convinto ad alzarsi, grazie al contributo dei Folletti che hanno invaso la sua stanza.
- Ma che ore sono? – ha chiesto rintronato.
- Ma oggi che giorno è? – ha tuonato poco dopo dubbioso.
- E il giornale oggi chi me lo compra?
- Nessuno. – gli è stato risposto.
- E la colazione chi l'ha preparata?
- Elle. – gli è stato risposto.
- Perché c'è il fuoco acceso?
- E la colazione chi l'ha preparata?
- Ma che giorno è?

Quando mi sono alzata io:
- Sento odore di caffè – e annusava l'aria sospettoso – sento odori.. –
- Lo sto bevendo io il caffè.
- E a me non me ne date?
- Io non faccio il caffè per tutti, la mattina, lo faccio solo per me. – ho detto cercando di fingere che non sapesse che il caffè per tutti la mattina lo prepara sempre lui.
- E perché? Io non sto morendo! Ci sono tanti terr..
- Perché l'altra caffettiera la fanno dopo.
- ..emoti, le guerre, muore tanta gente, ma perché non viene qui il terremoto, così la facciamo finita? Il caffè adesso non lo posso più bere? – ma non era una domanda, era un'accusa.
- Il caffè per tutti lo fa il Folletto dopo, questo è il mio caffellatte!
- Ma io non devo mica morire! – ha urlato.
- E se non devi morire allora puoi aspettare che arrivino gli altri! – ho urlato io.

Vi ho mai detto che a me piace fare colazione in santa pace?
Cascasse il mondo. O morisse il Nonno.

1 commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...