venerdì 4 novembre 2011

Discorsi.


A CasaMia la mattina non c'è privacy. Io emergo dalla mia stanza-grotta come uno zombie in sciopero, mi trascino attraverso la stanza di soggiorno verso la cucina abitabile, e mugugno il mio ciao che, secondo test clinici da me condotti, è più breve ed invasivo del solito buongiorno, e porta a riflettere.
In soggiorno una bolgia di familiari ed estranei, di folletti e fiabeschi personaggi, di grandi e piccini, di maschi e di femmine, ulula. Li ho esclusi tutti dal censimento che ho compilato l'11 ottobre, per scaramanzia.
Ogni giorno cerco di rendermi invisibile, ma appena sveglia non mi riesce bene. Ogni giorno cerco di attraversare di soppiatto il soggiorno, ma quando la folla urlante ostacola il passaggio ed obbliga a chiedere permesso, si viene scoperti con le mani nel sacco.
Ogni giorno qualcuno ride, talvolta però la folla, appena apro la porta nello specchio e la varco, ammutolisce: ecco, mi hanno vista.
Io penso solo al mio caffellatte, affamata, loro interrompono le risate, o le lamentele sentite, e mi vedono come il lume della ragione, come la dea del parere obiettivo.
- Dai – dice sempre qualcuno –raccontalo anche a Elle vediam..-
- Io non voglio sapere niente! -




5 commenti:

  1. come mai ti descrivi cosi... orco? XD

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  2. sarà perché l'erba del vicino è sempre più verde, ma una casa affollata è proprio quello che vorrei ora :-)

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  3. @Marco: hai perfettamente ragione, tante volte ho desiderato abitare da sola, poi mi sono trovata sola e mi sentivo sola, avrei voluto una casa un po' più piena, poi l'ho avuta e mi è sembrata troppo affollata! Naturalmente dipende anche molto dalle persone con cui abiti ;-)
    Ps. tra noi donne circola anche un altro modo di dire: se hai i capelli ricci, ti piacciono lisci, ce li hai lisci li vorresti ricci. E anche in questo caso dipende dal tipo di liscio e dal tipo di ricco ;-)
    @Isabel: è bellissima, soprattutto perché nei miei scaffali scavati nella roccia ho tutti i miei libri! E, anche se la roccia è un po' umida, dipinta di azzurro è molto rilassante ;-)
    @Ricardo: 1) non so se “descrivere” sia il termine giusto, perché la descrizione la vedo come qualcosa di obiettivo (non ho scritto che questo blog non è una testata giornalistica, ma non lo è, giuro); 2) io racconto quello che vedo così come lo vedo io: come faceva notare Marco, l’erba del vicino è sempre più verde, perciò se io vorrei vivere da sola, ma ho la casa affollata, la vedo come se fosse una “bolgia infernale” e le normali chiacchiere della mattina sono per me “ululati”; allo stesso modo la mia camera non è davvero scavata nella roccia, ma nel momento in cui è l’unica stanza della casa in cui posso stare tranquilla, la vedo come una grotta: Isabel l’ha definita bella, perché forse anche lei, come me, l’ha immaginata come un rifugio tranquillo, non come la grotta dell’orco; 3) io non mi sono definita orco in questo post, ma zombie; se invece tu ti riferisci allo scambio di frasi finale, non è un’invenzione per dipingermi come un orco, forse sei tu che mi vedi come un orco, così come Marco che in questo momento desidera una casa affollata, vede la mia "bolgia infernale" come una cosa bella, ossia una casa piena di gente allegra sin dalla mattina, così come Isabel vede nella stanza-grotta una cosa bella, perché forse ha anche lei (o la vorrebbe) una stanza in cui rifugiarsi. Non sono un orco, né intendevo dipingermi così, semplicemente la mattina non ho voglia di chiacchierare con nessuna delle persone con cui abito e se qualcuno ci prova rispondo nel modo suddetto.

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  4. no, no, non sei un orco :D
    un orco non sarebbe stato cosi esaustivo e paziente ;D

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