mercoledì 2 novembre 2011

Efficiente come un uomo cinque minuti prima che inizi la partita.

Stamattina ho vissuto due volte.
La prima volta quando ho aperto gli occhi. Erano le 8 sulla mia sveglia da comodino che sta sulla libreria che mi fa anche da comodino. L'ho guardata con un occhio chiuso e la morte nel cuore. Per quindici minuti ho sofferto all'idea che mi sarei dovuta alzare, non riuscivo a tenere gli occhi aperti, mi sentivo la testa pesante, sapevo per certo di non aver dormito abbastanza. Mi addormentavo e mi risvegliavo ogni mezzo minuto. Alle 8 e 17 mi sono chiesta come mai la mia sveglia non avesse suonato, ho ripercorso tutta la mia vita in un lampo, momenti belli e momenti brutti, ho cercato di tenere gli occhi aperti ma non ci riuscivo, ho bestemmiato contro gli impegni che avevo preso, e imprecato contro le sveglie anche quelle che non suonano, perché la sveglia la punto sempre sul cellulare, perciò quella sul comodino non era colpevole di nulla. Alle 8 e 20 mi sono risvegliata, con gli occhi mezzo chiusi ho guardato la sveglia, mi sono chiesta perché il cellulare non avesse suonato, poi ho cercato di aprire meglio gli occhi e solo allora ho notato che non erano le 8 e 20, bensì le 7 e 20.
Da quel momento sono rimasta a letto, pensierosa e con gli occhi bene aperti.
Perché quando credevo di dovermi alzare avevo sonno, e quando ho scoperto che mancava ancora un'ora alla sveglia mi sentivo pronta ad intraprendere la mia giornata?
Nell'arrovellarmi per trovare una risposta a questo quesito esistenziale mi sono riaddormentata.
Alle 8 e 15 è suonata la sveglia sul cellulare, mi sono alzata e ho avviato la mia routine mattutina in ordine sparso rispetto al solito: anziché lavarmi la faccia, fare colazione e vestirmi, mi sono vestita, lavata la faccia e ho fatto colazione. Poi sono uscita.

La seconda volta quando sono stata in banca, dodicesima in ordine di arrivo. Poi sono andata in palestra, dove abbiamo fatto esercizi per le braccia, che mi piacciono tanto perché secondo me le mie braccia hanno bisogno di rinforzarsi, soprattutto da quando ho smesso di fare traslochi di casse di libri da sola. In palestra, nello specchio che copre tutta la parete, faticavo a distinguere il grigio tortora misto a verde militare della mia maglietta da quello della mia faccia, e riflettevo sul fatto che sono abbastanza mediterranea nelle forme e nei colori: se qualcuno volesse comprarmi il codice sul catalogo è 3. La figura totale nello specchio dava l'idea di una lucertola, nella forma, nei colori e nei gesti, e riflettevo sul fatto che ci saranno anche 22 gradi e un bel sole, oggi 2 novembre, ma una pelle così abbronzata nelle mie compagne di pena mi risulta un po' sospetta. Ad un certo punto ci siamo fermate a bere, e nello specchio ho visto il mio viso nel momento in cui richiudevo la bottiglia e ho pensato con un sorriso: sono proprio bella. Poi mi sono ricordata che senza occhiali da lontano non vedo bene.

Oggi è un giorno importante e tragico assieme, tragicomico stavolta.
Il primo del mese o, se festivo, il due o, se domenica, il tre i miei genitori si incontrano in seduta straordinaria, si tengono per mano, chiudono gli occhi, recitano la formula magica e mi evocano. Se qualcuno di voi ha visto il film Ghost saprà quant'è spossante reincarnarsi. Una volta evocata mi attribuiscono mansioni di vita o di morte, o anche solo burocratico-amministrative. Ieri mia madre ha mostrato apprensione, interesse e affetto parlando di oggi in modo vago:
- Domani, allora vai presto?-
Eh??
Elle: - Domani devo andare in palestra, non ci sono per nessuno.-
Terrore nel suo sguardo:- Come, in palestra?_
Elle:- Sì, come ogni lunedì, mercoledì e venerdì da settimane.-
Se parlasse con Principessa lo saprebbe, Principessa mi controlla.
Tristezza e dispiacere:- Ah, stai andando in palestra...-
Da settimane, sì.
Al rientro dalla palestra, stamattina, mia madre era in agguato per la spesa mensile. Io lo sapevo e l'ho preceduta:
- Senti per la spesa questo mese lasciamo stare, tanto abbiamo tutto.-
Mia madre stava per protestare ma io sono scoppiata a ridere. Sono troppo simpatica.
- Dammi quella lista che hai fatto che controllo.-
Mia mad.. scusate, mia mad-re, lei, sì, ammette l'esistenza di precisione in me, e non solo la accetta, ma la approva anche?
Dovete sapere che io ho fatto una lista con tutti i prezzi di ogni singolo oggetto di cui CasaMia necessita, tenendo come variabili i gusti di ognuno ma senza vizi (controllo anch'io, cosa credete, non sono l'anima della casa a caso!), in modo da sapere già quanto più o meno spenderò quando farò per uscire da quella bolgia infernale che è un supermercato. Ogni elemento è scritto al posto giusto sulla lista, ovvero in ordine di apparizione ai miei occhi quando io entro al supermercato, perché non ho tempo da perdere in un luogo frequentato da casalinghe più disperate di me che si fanno vanto di conoscere i prezzi al dettaglio di tutto, anche delle tette finte della cassiera, per poi uscire con un occhiataccia e un urlo isterico al marito che, diffidente come tutti gli uomini, continuava a fissare le tette della cassiera per capacitarsi e a sorridere ebete, per camuffare. Io non ho tempo da perdere, né pazienza di star a sentire i loro calcoli sulla convenienza, perciò: entro spedita, riempio il carrello, faccio una piega alla lista man mano che trovo quello che cerco, calcolo a mente, ma solo se serve, raccatto scatole al volo per facilitare e velocizzare il travaso dal carrello alla macchina, vado alla cassa, carico tutto sul nastro in ordine, lasciando nel carrello solo le cose che ho comprato in maggiore quantità, di cui mostro un esemplare solo, nonostante un cartello preghi i signori clienti di depositare ogni acquisto sul nastro, perché quello è il momento in cui io sfoggio un sorriso ebete per il cassiere e chiedo innocente: "Questa cassa di latte la devo tirar su?" e se mi esce anche una smorfietta di dolore alla schiena è meglio. Poi rimetto tutto nelle scatole nel carrello, nello stesso ordine, e filo alla macchina, riuscendo ad evitare di comprare calzettoni e teli da cucina, perché prima che il venditore di turno al parcheggio riesca a fare manovra col carrello carico, io ho già trasferito i miei scatoloni carichi di spesa nel cofano, riportato il carrello, ripreso il mio gettone, messo in moto, messo il burrocacao, aumentato il volume della radio e sono ripartita.
La mia efficienza viene derisa e ignorata per lo più, ma oggi mia madre ha voluto la lista per farsi un'idea di cosa di solito c'è, e di cosa proprio oggi manca.
- Segna solo cosa non serve, fai prima.- l'ho presa in giro io prima di andarmene di corsa.

3 commenti:

  1. eheh ehehheh....e non aggiungo altro! ;-D

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  2. sto morendo per la scena di Ghost :P

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  3. "ho pensato con un sorriso: sono proprio bella. Poi mi sono ricordata che senza occhiali da lontano non vedo bene."
    ah ah vuoi farmi morire dal ridere?
    XD

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