mercoledì 30 novembre 2011

Improvvisare? E va bene, ma non nei dettagli.

Oggi vi scrivo direttamente dal blog: di solito infatti scrivo su word e poi incollo. Un motivo è che se qualcuno mi fa uno scherzo (ad esempio il computer) recupero più facilmente il frutto di tanto cervello spremuto; altri motivi sono la formattazione più semplice e ubbidiente, e il fatto che quando vado accapo su word mi scrive in automatico la maiuscola.
Oggi però sto facendo un primo tentativo di trasferire le mie cose dal computer vecchio al computer nuovo.
Principalmente sono lenta perché mi dispiace lasciare il mio computer.
Secondariamente perché mi incasino.
Ed è un po' come traslocare (questo "ed" all'inizio della frase l'ho messo solo perché la "è" maiuscola qui non c'è e mi rifiuto di mettere l'apostrofo anziché l'accento): prima preparo la nuova camera, poi la riempio delle mie cose. Ho tolto lo sfondo del desktop, perché da quando il mio pc fa come gli pare, per alleggerirgli il compito (secondo me) poteva essere utile non dargli una foto da caricare, perciò avevo lo sfondo azzurro. Qui, tolta la foto, ce l'ho arancione. Ho anche personalizzato il menù start e la barra delle applicazioni e degli strumenti, per renderle nel nuovo computer uguali a quelle del vecchio.

Poi ho configurato il client di posta, una cosa abbastanza veloce, ma ho tre indirizzi e-mail e quando ho cliccato per sbaglio "attiva POP per TUTTI i messaggi" stavo configurando quello al quale ricevo più posta, quindi mi sono ritrovata con 450 e-mail da cestinare perché vecchie, già lette, o comunque già archiviate altrove. Per fortuna quando il vecchio computer aveva dato i primi segni di squilibrio e ne avevo usato uno in prestito per leggere la posta direttamente dal sito, avevo fatto un po' di pulizia (altrimenti rara) quindi le mail erano solo 450, ma potevano essere 1050! Per i contatti invece ho scovato la funzione "esporta/importa".

Ho installato il mio browser preferito, ho ritrovato il tema a fiori con il quale l'avevo personalizzato, ho ripristinato la mia barra dei preferiti con cartelle e sottocartelle, e constatato quando burocratico-casalinga sia la cartella dall'innocente nome "links": c'è pure il sito dell'Inps!

Sul mio nuovo computer c'è iTunes come predefinito, mentre io ho sempre usato quel poveretto di Windows Media Player, che ho cercato subito anche qui, perché non ho tempo di scoprire le meraviglie (se ci sono) di iTunes, e soprattutto di capire come poter ascoltare le mie dodici canzoni, e non le 622 del cd mix che sono anche nella libreria! L'unica cosa che ho fatto ieri è stata infatti mettere sul mio nuovo computer la cartella "Ok Computer" che contiene l'omonimo album dei Radiohead dal quale ancora oggi non riesco a staccarmi, e che ho scaricato da YouTube perché non posso aspettare di potermelo comprare. Tutto questo perché ho scoperto che le casse incorporate nel mio nuovo computer da sole sono meglio delle casse del vecchio computer collegate alle mie casse economiche: quindi ho iniziato ad usarlo già ieri, almeno come amplificatore.

Oggi sul mio nuovo computer ci sono anche altre sei cartelle che avevo sul mio desktop, le più importanti, tra cui quella con i post e le foto del blog che però è la più pesante ed io non posso aspettare che sia qui per scrivere. Seguiranno le cartelle "Immagini", "Musica" e "Documenti", ma visto che il vecchio computer funziona, è solo cieco, non ho fretta. Purtroppo mi dispiace sempre un po' quando lo accendo e scopro che non ne ha voglia, e parto con i riavvii che lo sfiniscono, e questo accanimento mi piace ancora meno, allora smetto e penso di aver perso tempo a cercare di convincerlo quando so che basta lasciarlo un po' solo, e alla fine si riprende senza forzature. So anche che non è così: se si sveglia con la luna storta non va e non c'è nulla da fare.

Sì, parlavo del mio vecchio computer.
E del fatto che per sistemare quello nuovo, oggi ho perso un paio d'ore, e non ho certo finito.
Ma il computer è come una camera, una casa, ci vuole tempo perché non tutto andrà esattamente allo stesso posto di sempre, qualcosa cambierà e non sarà solo lo sfondo arancione del desktop al posto di quello azzurro. Anzi, proprio quello appena ho tempo tornerà ad essere azzurro.
Fra le altre cose ho anche fatto il check-in online, ora devo solo ricordarmi di andare a stamparlo da qualche parte. Poi sarà il turno della valigia, ma sicuramente non oggi. Ho già visto che dall'aeroporto alla stazione posso prendere un autobus che parte ogni 30 minuti, e questo è il massimo che voglio programmare.

I miei primi viaggi erano super organizzati: prima di partire sapevo già tutto, pure i soprannomi dei vecchi del paese che avrei visitato. Berlino mi ha cambiata, ve l'ho detto, da lì sono andata solo:
Una volta a Pisa e lì, arrivata all'aeroporto, non sapevo l'indirizzo dell'ostello in cui dovevo alloggiare, e quando mi sono avvicinata al banco informazioni turistiche mi sono resa conto che non sapevo nemmeno il nome dell'ostello. La mia buona memoria mi ha aiutata a riesumarlo dal giorno della prenotazione, mesi prima, ma con la calma.
Un'altra cosa che ho pensato quel giorno è che avere tutte le informazioni già prima della partenza mi era sempre servito proprio per evitare certi contatti umani.
Da Berlino sono andata anche a Madrid, per 3 giorni come a Pisa, però in compagnia di altre 9 persone, una cosa che non farò mai più nella mia vita. Sono stata fortunata perché gli altri, non arrivando da Berlino, avevano orari diversi dai miei: io mi sono potuta godere Madrid da sola dalle 10 del mattino sino alle 19, con un'ora di regalo perché secondo i miei calcoli alle 18 sarebbero stati all'ostello, dove avevamo appuntamento, invece si sono persi dentro l'aeroporto e sono arrivati più tardi. Anche il giorno della partenza loro sono andati via la mattina, io avevo l'aereo alle sei di sera. E siccome questo viaggio-incubo non l'avevo organizzato io, sono arrivata lì senza sapere nulla, a parte l'indirizzo e il nome dell'ostello, quelli li avevo.
L'utilità di essere arrivata prima, per gli altri si è concretizzata nel messaggio che ho inviato appena messo il naso fuori dalla metro: a Madrid c'erano 27 gradi ai primi di marzo, ed io ho dato a tutti il contrordine per il contenuto della valigia.

Da allora io non riesco più a cercare informazioni, è una sorta di rifiuto, di cui non so individuare l'origine esatta. Mi son voluta "ammorbidire" per godermi meglio le ferie, è possibile anche questo, nonostante avere tutte le informazioni in mano (o in mente) per me non abbia mai significato avere una rigida tabella di marcia, bensì solo un bel punto di riferimento, un modo per prendere contatto con una nuova città sin da subito.
Può essere un cambiamento di gusti, una voglia di lasciarsi stupire, oltre che di lasciarsi andare, può essere una pigrizia, o quasi una paura che mi prende prima di partire, o una riduzione di entusiasmo per una partenza che il mio io-carceriere definisce "vacanza immeritata".
Immancabilmente appena atterro inizia una vacanza che considero perfetta e indimenticabile, ma fino al giorno prima è come se abusassi di un diritto che non mi spetta.
Naturalmente non rinuncio alla vacanza, perché sono convinta di averne bisogno, ma allo stesso tempo è come se informarmi prima rappresentasse un lusso in più che non posso permettermi.
Ultimamente perciò mi riduco all'ultimo per le info oppure arrivo sul posto senza sapere granché, in attesa di scoprire come si svolgeranno gli eventi, e di seguirli.

Una volta sono arrivata a Bari, organizzatissima, con tutti gli orari dei (pochi) mezzi di trasporto e ho scoperto che operativi non ce n'era nemmeno un decimo: sono stata mandata a quel paese da un tassista abusivo perché, quando mi ha chiesto quanto volevo pagare per essere portata ovunque nel mondo, io ho risposto prontamente "un euro". A Matera avevo già prenotato l'albergo e sapevo esattamente cosa avrei visto e a che ora sarei ripartita, ma vista l'accoglienza ho dedicato una mattinata intera alla scoperta di come andare da Matera all'aeroporto di Bari di domenica mattina: ho dovuto prendere la corriera estiva per il mare, poi da Metaponto sono andata a Bari passando per Taranto, sono partita alle 6 del mattino per essere all'aeroporto alle 13, e arrivata giusto in tempo. Matera dista da Bari circa 60 km, ma non di domenica.
L'anno scorso sono andata a Milano, ma fino all'ultimo ero indecisa, non per Milano in sé, che volevo assolutamente vedere, ma per questo rifiuto dell'organizzazione, perciò quando mi si chiedeva dicevo "non so". Ad un passo dalla partenza per il rientro, ho deciso che gli ultimi due giorni di ferie li avrei passati a Milano, come pensato. Arrivata in città sono andata subito al primo di due ostelli di cui avevo scarabocchiato gli indirizzi su un foglietto, per chiedere se avevano posto per quella notte e la seguente.
A Milano avevo gli indirizzi, è vero, e le linee di metro e bus che avrei dovuto prendere per raggiungerli, ma solamente perché io non posso uscire dalla stazione ed entrare nel primo albergo che trovo attraversando la strada: avevo dovuto cercare per trovare qualcosa di economico. Ma come passo avanti nell'improvvisazione di una vacanza a me è sembrato notevole.

Stavolta invece voglio darmi la mazzata finale: sarò per tre giorni in balìa della Donna-manager che, a dispetto del suo ruolo nel mondo del lavoro, nella vita ha una forma di organizzazione che si basa sull'accumulo di cose da fare, di cui il 99% urgente, mentre il 99% di queste cose urgenti non ha nulla a che vedere con il concetto, volendo anche molto esteso, di "vacanza".
Dovrei preoccuparmi, ma non ci riesco, perché penso che faremo una vacanza insieme in due città che in fondo lei non conosce, o che conosce male. Le scopriremo assieme, senza indirizzi, senza suggerimenti, avremo con noi solo la curiosità, la voglia di camminare assieme, e un cappotto pesante.
Io personalmente non dimenticherò la macchina fotografica con batterie di ricambio. Lei credo che porterà i panini.

6 commenti:

  1. anche a ame piacerebbe il pc nuovo...ma il piatto piange, quindi dovrò aspettare :P

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  2. ecco,questo si, che si dice viaggiare ! La curiosità e la voglia,quindi,di scoprire.Il resto come viene,un pò di sana avventura, per Bacco :)
    Oh,stai facendo un lavoraccio sul pc.Ci sono passato anche io a gennaio.Le lacrime agli occhi perchè lasciavo il vecchio...e i bestemmioni perchè ci ho messo un casino a mettere in bolla il nuovo.Itunes non è male,ma è più utile se usi l'ipod.Ad ogni modo,puoi installare sia l'uno ( Itunes ) che l'altro ( Media Player ),come ho fatto io.E' ancora presto per augurarti buona vacanza ? Ciao,Elle :)

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  3. Isabel: ti regalerei il mio vecchio, per non sopprimerlo del tutto, ma non sarebbe un affare, ti conviene aspettare ;)

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  4. Blackswan: sì è presto per la buona vacanza, ho ancora due giorni di "lavoro" pieno! Ad esempio devo continuare il trasloco da pc..
    La Donna-manager ha l'iPod, sì, quindi è per questo che ha messo iTunes.. Beh, se si lascia svuotare dai mostri di "cd mix" può anche restare e collaborare con Media Player ;)

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  5. Daiii non essere triste, vedrai che presto ti affezionerai al tuo nuovo pc!! Comunque anch'io lavoro prima su word poi incollo sul blog, è più comodo in effetti! Adoro viaggiare e, nonostante prenoti gli alberghi, quando sono lì mi piace lasciarmi "guidare" dalla città!

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  6. Chiaretta: beh, quando oggi l'ho acceso "per un attimo", e SI é ACCESO, ti assicuro che l'affetto è schizzato ai livelli massimi!
    Avevo dimenticato cosa significasse controllare "velocemente" una cosa prima di uscire, o addirittura accenderlo solo per ascoltare musica, senza doverci litigare!!
    :)

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