sabato 19 novembre 2011

Io e il natale.

Il natale si avvicina, o almeno a me sembra così perché oggi piove, il cielo è scuro e la stufa a legna è stata accesa sin dalla mattina presto.
Io non amo il natale, non mi fa impazzire, non mi agita, non ci credo, potrebbe non esistere, non mi serve se non è garanzia di neve a bassa quota, non lo aspetto, ma quando passa un po' mi dispiace, perché anche se il periodo festivo dura solo trenta giorni io lo considero come il periodo dell'inverno, perciò mi sembra troppo breve.

Per me inizia tutto l'8 dicembre, data tradizionale in cui i cattolici di CasaMia addobbano la casa, e finisce il 7 o l'8 gennaio, data tradizionale in cui gli addobbi vengono tolti, con somma tristezza anche dei non cattolici, perché rappresenta la fine di un periodo che non si è veramente odiato ma, soprattutto, la spoliazione della casa. Tutto torna come prima, se non è tristezza questa: tornare indietro è tristissimo.
Io non festeggio il natale da anni, o almeno ci provo. Il natale più bello è stato il primo da "ribelle", perché mentre mia madre si segnava e borbottava la parola "eretica" io leggevo: durante il mio primo natale da eretica ho letto tutto d'un fiato I pilastri della terra di Ken Follett, un genere che mi piace molto: storico e lungo quanto basta per concedermi di immedesimarmi, ambientarmi, e farmi sentire come un extra terrestre su questo mondo e in questa epoca, una volta raggiunta l'ultima pagina.
Il secondo natale più bello l'ho vissuto anni e anni dopo, quando abitavo con studentesse che, alla prima avvisaglia di vacanza natalizia, avevano fatto il biglietto di rientro. Anche io ero studentessa, e per la prima volta in vita mia avevo le feste libere, ma quando la mia famiglia mi chiese se sarei tornata, risposi sinceramente: "per la prima volta nella mia vita, ho una casa tutta per me per venti giorni di seguito, volete che non ne approfitti?". Fu il più bel regalo che potessi farmi, e se non fosse successo che, al rientro delle mie coinquiline, io non riuscivo più a non guardarle come intruse, avrebbe conservato i suoi effetti benefici più a lungo.
L'ultimo natale più bello, è stato tale perché ho lavorato il 24 e il 25 e poi pure il 31 e l'1.
C'è stato poi un natale in cui qualcuno, ingiustamente impietositosi, mi ha invitato a cena ed io, considerato il mio rapporto col cibo e con la cucina, raramente rifiuto un invito a cena, mentre considerata la mia curiosità, ho accettato solo per capire cosa si prova a festeggiare il natale tradizionalmente. Fu uno dei miei peggiori natali, perché per tutto il tempo sorrisi falsa chiedendomi cosa ci facessi lì. Alcuni mi dicono che non c'è nulla di male a festeggiare il natale anche se non ci si crede, in fondo il natale è una cosa buona, ma io chiedo sempre loro: se qualcuno vi obbligasse a festeggiare una ricorrenza musulmana, ad esempio, con cibo (o digiuno), rituali dogmatici e consuetudini sociali (e commerciali), solo perché in fondo a farlo non c'è nulla di male, vi piacerebbe? Non credo..
A CasaMia il natale non viene comunque festeggiato alla grande, fortunatamente viene affrontato in modo semplice: una copia sbiadita della corsa per i regali, nessun cenone perché ognuno prosegue imperterrito le proprie abitudini (c'è chi va a letto presto, c'è chi guarda certi programmi in tv, c'è chi cena e poi esce per salutare gli amici, c'è chi mangia in fretta e poi si rifugia a leggere in poltrona con sottofondo musicale), ma io avverto negli altri sempre una sensazione di incompiuto, una nostalgia del mai (più) avuto, una rassegnazione (o devo dire sacrificio?) a non avere un vero natale. Eppure nessuno di loro fa nulla per colmare il vuoto.
La cosa più esplicita e complicata del natale a CasaMia è il presepe, che l'anno scorso sono riuscita ad eliminare dalla tradizione, perché simbolo inutile: chi crede può pregare o leggere il vangelo, non ha bisogno di figurine da esibire, mentre chi non crede può godersi l'aria di festa senza avere la sensazione di aderire a qualcosa che andrebbe contro i propri principi. Siamo tutti più sereni e anche più buoni, perché venirsi incontro è un atto di bontà.
Come ho detto, io non odio il natale, ma ci sono solo tre cose che del natale mi piacciono:
1) gli addobbi
2) la musica (non quella cantata e strettamente religiosa, naturalmente)
3) i dolci.

A CasaMia l'addetta ai dolci sono io, e tutti sono soddisfatti di questa novità che prima non c'era; che fossi anche l'addetta alla musica è altrettanto risaputo, e l'anno scorso preparai una compilation natalizia un po' meno lagnosa delle classiche Adeste fideles e Astro del ciel, che pure mi capita di ascoltare, quando ne trovo versioni senza parole, perché le considero alla stregua di musica classica, rilassante e, come proprio la classica, da tipica atmosfera natalizia. Ma l'anno scorso natale è arrivato alla fine di due anni di merda, il minimo che potessi fare per me era cercarmi canzoni allegre da ascoltare. Ma per la musica c'è ancora tempo.

Anche quest'anno non farò regali, perché io sono notoriamente contro i regali per le feste comandate, e preferisco di gran lunga comprare o preparare un regalino quando capita che qualcosa mi ricordi una Persona precisa, non importa che giorno è. Mi sembra il modo migliore per non buttar via soldi, per dimostrare a qualcuno che lui, nella gran massa di miei conoscenti, ha ruolo di primaria importanza, e anche per fare un vero regalo gradito: un regalo che si adatti alla persona, e non all'evento da festeggiare.
Per i motivi di cui sopra non dovrei fare regali di natale, e infatti non ne faccio, ma siccome sono circondata da Persone che al natale ci tengono, io non posso ignorare la cosa. La mia forma di regalo è il biglietto di auguri, in cui auguro sempre un generico "buone feste", perché non mi sembra giusto che sia buono e sereno solo il giorno di natale. Quando si tratta di amiche che, come me, vivono senza il natale, invece auguro un "buon anno nuovo", che è composto da 365 o 366 giorni e necessita perciò di tutto il mio impegno e la mia sincerità negli auguri, e per evitare che questi si disperdano, lo specifico sempre: quest'anno sarà "buon 2012", l'anno scorso era "buon 2011". Infine alle amiche che il natale lo odiano invio un biglietto salta-natale con l'augurio che il periodo passi presto (nella loro percezione) e senza danni.

I biglietti di auguri, rigorosamente disegnati e scritti da me, rappresentano una parte della sezione "addobbi", assieme agli addobbi della casa. Anche per i biglietti c'è tempo, io li spedisco sempre l'8 dicembre, per iniziare ufficialmente il periodo e anche per non incappare nella bolgia postale dei giorni sotto natale (ma nell'era di internet sarà una precauzione ancora valida? Lo spero..).
Quest'anno però ho iniziato presto, perché la settimana prossima dovrò consegnare dei biglietti che mi sono stati commissionati ed io, che per me stessa mi sono sempre affidata alle matite colorate su carta bianca, per l'occasione ho comprato la penna oro, la penna argento e i cartoncini colorati che ho tagliato su misura delle buste verdi (c'erano solo di questo colore, ma è un inconveniente che fa parte dell'artigianalità del lavoro).

7 commenti:

  1. io sono cattolico e cerco di vivere ogni Natale per quello che e' il suo significato religioso: uno dei piu' bei Natali che ricordo era stato preceduto da un ritiro spirituale, e' stato molto istruttivo.
    E amo il presepe, creatura di san Francesco d'Assisi :-)
    Astro del ciel mi rifiuto di cantarlo se non nella versione originale ;-)
    Quest'anno comunque sara' un Natale molto particolare: il primo senza papa'. Spero di non essere troppo triste :-( Per questo i miei figli non dovranno essere meno di 2!

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  2. ps: comunque uno dei miei desideri e' organizzare, una volta, un pranzo di Natale per le persone sole del quartiere. Magari lo faro' l'anno prossimo (quest'anno *devo* rimanere con la mia famiglia).

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  3. @Marco: sei un buon esempio, perché non consideri il natale una corsa ai regali ma lo vivi da buon cattolico; se a CasaMia qualcuno mi chiedesse di accompagnarlo alla messa di mezzanotte, pur controvoglia, lo farei; ma quando un natale sembra triste solo per la mancanza di cenone, di regali, di invitati mi scoccia non poco e voglio starne fuori: dobbiamo considerare importanti le persone della nostra vita anche al di fuori delle feste che "ce lo impongono" (così cita il luogo comune).

    Non sapevo che il presepe fosse stato creato da s. Francesco! Lui mi piace molto perché ha saputo rinunciare a tutto per seguire la sua fede (come fece anche Gesù), e penso che il suo stile di vita sarebbe un buon modello anche per i non cattolici.
    La mia vacanza più bella l'ho fatta ad Assisi, dove mi sono goduta la pace dei vicoli e dell'eremo. Anche quando le stradine erano affollate c'era un silenzio incredibile!

    Ps. Il pranzo per le persone sole è un'idea fantastica, perché in fondo il natale è la festa della famiglia, e chi non ce l'ha e crede, a natale si sente ancora più solo.

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  4. io adoro il natale...

    l'unica cosa che non sopporto è vedere i negozi già addobbati e illuminati quando negli scaffali ci sono ancora le zucche di halloween!

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  5. ahaha
    Ciao Federica: in effetti le zucche dovrebbero esser tolte subito dopo Halloween oppure, per non lasciare le vetrine vuote, tenute fino a dicembre. Insomma ad ogni festa spetta il suo mese e il suo addobbo, senza sovrapposizioni.
    Le luci lungo le strade (in alcune città anche sugli alberi) creano un'atmosfera che nel resto dell'anno, pur con le luminarie per altre feste, non c'è.. sarà che fa buio presto..

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  6. Ciao Elle, carino il tuo blog, io posso dirti che ognuno ha la sua visione del natale, ad esempio la mia conquilina passerà il natale sola perchè operano il suo cane e lei preferisce stare con lui anzichè andare a casa dalla sua famiglia...

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  7. Grazie Beatrice, benvenuta!
    Beh se il cane convalescente dovesse aver bisogno..
    Io avevo una coinquilina che, dopo essersi lasciata col suo fidanzato, aveva stabilito quali e quanti fine settimana poteva trascorrere lui col loro cane!!

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