lunedì 21 novembre 2011

Latitanza.


h 3.00
Le tre di notte è l'ora delle streghe.

Stamattina ero così stanca che, mentre guidavo verso la palestra, non ho mai superato il limite di 80. Né i 70 chilometri orari.

Dormivo già profondamente, quando ad un tratto un rumore di passi svelti e pesanti mi ha portato ad un passo dalla sveglia.
Una porta sbatte con un tonfo. Ecco, sono sveglia.
Nonno Simpson è in bagno, ci sta minuti. O sono ore?

Forse nel silenzio della casa mi riaddormento.
Il rumore in bagno del rotolo di carta igienica che viene tirato, e di oggetti che sbattono (sembrano piccoli e di metallo) mi sveglia.



Forse mi sono riaddormentata. La porta del bagno viene aperta con uno strappo, e sbattuta al lavello che sta parzialmente dietro di lei. E mi sveglia di colpo.



Forse mi sono riaddormentata, perché le sei ante dell'armadio matrimoniale aperte e richiuse con un tonfo una dopo l'altra mi svegliano.



Forse sto per riaddormentarmi di nuovo, ma:
Voce tenue: - Cosa stai cercando?-
Urlo nella notte: - La cinta del pantalone!-
Voce tenue: - E cosa te ne fai adesso?-
(sono le tre di notte)
Urlo nella notte:- Mi serve! E il pantalone me lo metto senza cinto?-
Voce tenue: - Ma mettiti il pigiama adesso, è notte.-
Le tre, per la precisione, ed io sono sveglia con gli occhi sbarrati e il cuore che batte ancora forte dopo l'ultima anta chiusa con uno spintone.
Urlo nella notte, tono derisorio: - È notte?-
Voce tenue: - Sì, mettiti il pigiama.-
Urlo nella notte: - Ma ti stai zitta?! Qui mi spostano tutto! La cinta!-
(L'odio represso verso i Folletti è palese).
Voce tenue: - L'avrai lasciata nel pantalone..-
Urlo nella notte, contrariata: - Ma se il pantalone me lo sono tolto, era tutto bagnato!-
(La voglia di discutere è evidente).
Voce tenue: - L'avrai lasciata lì..-
...



Forse mi sono riaddormentata, perché un altro urlo mi sveglia, con un sobbalzo. Si può morire davvero di spavento?
- Vedi? Vedi che se mi lasci in pace la trovo? L'avevo lasciata nei pantaloni, perché me li ero tolti che erano tutti bagnati.-
Cosa vuoi rispondergli?
...



Ed io, accidenti, mi riaddormento, finché un altro urlo nella notte mi sveglia.
Voglio piangere...
- Ma io non so perché quando rifanno il letto mi toccano tutto! E adesso il pigiama dov'è?-
Quindi adesso che ha la cintura vuole mettersi il pigiama.
Urlo nella notte:- Io lo metto sempre sul cuscino, poi rifanno il letto e mi tolgono tutto!-
Però è da tre giorni che non si alza, chi avrebbe potuto rifargli il letto?
Voce tenue, e paziente: - La giacca l'hai lasciata in soggiorno stamattina.-
Urlo nella notte: - Ma quale giacca!-
Urlo più forte: - Il pigiama ti ho detto! Cos'è non ci senti?-
Voce tenue, e irritata: - Sì, quella del pigiama!-
Urlo nella notte: - Ma ti vuoi stare zitta!?!!-



Io non ce la faccio più.
Mi vien da piangere.
Ma come si permette?
Ma perché? Perché!

Accendo la luce, volo giù dal letto, apro la porta, scalza raggiungo la camera.
E urlo:
- Finiscila di urlare!!
È notte!
E noi vogliamo dormire tutti!!
Se non trovi il pigiama apriti un cassetto e prenditene un altro!! -
Apro un cassetto a caso, poi un altro, e nella penombra dell'abat jour tiro fuori due cose che mi sembrano a rombi.
- Non è possibile che ci devi perseguitare fino a questo punto! – dico lanciandogli sul letto uno alla volta i due pezzi di stoffa a rombi.



Stamattina eravamo tutti zombie silenziosi, solo lui parlava, discuteva (da solo, perché nessuno gli rispondeva), se la prendeva con qualcuno per qualcosa. Ma nessuno gli rispondeva. Mangiavamo in silenzio, esausti.



Nonno Simpson sta seduto sul letto e guarda fisso davanti a sé, la parete, immobile.
Anche Nonno Simpson ha paura degli spiriti, soprattutto se gli appaiono in camera nel cuore della notte, suo regno incontrastato, scalzi ma urlanti, e lui è seduto sul letto in mutande.
Voce urlante, derisoria: - Hai sentito Nonna? Devi fare silenzio. –
Elle isterica: - E basta!! –
Voce leccaculo: - Va bene, va beenee. –
Torno in camera mia (vai, va' - dice lui), tremante, non per il freddo che mi è entrato attraverso i piedi scalzi, mi rimetto a letto, spengo la luce e ascolto il mio cuore. Si calmerà e mi riaddormenterò.
Silenzio.
Mentre penso che fino all'anno scorso avrei pianto per aver dovuto urlare così, mentre due anni fa avrei messo il cuscino sulla testa, cercando di non sentire e decisa a non intervenire, forse mi riaddormento. Non è il fatto che, dopo aver dormito tutto il giorno, di notte si senta pimpante e attivo. Sono quelle urla aggressive, le accuse, e la mancanza di rispetto per chi, nella sua stanza, sta visibilmente dormendo, non importa che ora sia, non importa se credi che sia giorno.
Se la Nonna è a letto, con gli occhi chiusi,
non fare rumore,
e non urlare,
e tieni la luce accesa il meno possibile!!
Tutto gli è dovuto, lo spazio per la protesta per il lamento per l'accusa per la rabbia può trovarsi ovunque, anche nel cuore della notte, e a quel punto tutte devono corrergli incontro, per servirlo e per scusarsi di non aver provveduto subito, altrimenti vengono accusate di essere buone a nulla, e questo è il danno minore.
E stai zitta!!

Forse mi ero addormentata, perché...
Urlo nella notte: - Perché hai acceso adesso?-
(Forse la Nonna ha bisogno della luce accesa?)
Voce tenue: - Gli occhiali te li sei tolti?-
Urlo nella notte: - Ma cosa stai dicendo? Ma se me li sono appena rimessi!-
Voce tenue: - E allora togliteli.-
Può sembrare una cosa inutile da dire a quest'ora di notte: che dorma pure con gli occhiali, purché lasci dormire anche noi. Ma la mia mente ricorda ancora perfettamente cosa successe l'ultima volta che si ruppero quegli occhiali.
Tra me e me ripetevo "togliteli, togliteli, togliteli".



Voce tenue: - E copriti, che poi dici che hai freddo.
Urlo nella notte: - E perché?
Voce tenue: - C'è freddo, è inverno.
Urlo nella notte, derisoria: - Ecco. Coperto. Contenta? Cosa devo fare adesso?-



La mia mente cerca di ricordare quando ha deciso, spontaneamente e con determinazione, che io mi sarei occupata (con successo) di questa casa in rovina. Cerca di ricordarsi in cosa avesse trovato la forza, se fosse una certezza, una persona, o droga. Cerca di ricordarsi se le motivazioni fossero valide, la determinazione reale, la forza acquisita, o se fosse una fantasia scaturita dopo la visione dell'ennesima pubblicità del mulino bianco. La mia mente cerca affannosamente il ricordo di qualcosa a CasaMia che assomigli alla pace, ai sorrisi, al sonno tranquillo, al piacere di trovarsi assieme per colazione. Ma questi ricordi latitano.
Forse mi riaddormento.

3 commenti:

  1. Ho una certa esperienza di urla nella notte e credo di capirti.Ora,se va bene,dormo quattro-cinque ore a notte.Ma ho superato il trauma della paura.E questo è buono.Poi,ognuno trova la sua medicina alle notti insonni.Una sigaretta,un caffè e una bella canzone con me fan miracoli

    RispondiElimina
  2. Io cerco anche una medicina contro le urla altrui ;) ma quelle che mi vengono in mente sono tutte illegali.

    Per me invece tolgo la sigaretta e il caffè, e tengo il consiglio della musica :)

    RispondiElimina
  3. Salutista,ma comunque efficace :) Sulle cose illegali,ho una laurea in giurisprudenza che alla bisogna verrebbe utile per qualche consiglio :)

    RispondiElimina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...