giovedì 3 novembre 2011

Lo spartito della giornata di oggi.

Stamattina mi sono vestita alla cieca, apparentemente, o almeno è quello che penserebbe chi mi conosce. Fortuna che, quando vado in giro, io non incontro mai nessuno. A parte i due ragazzi dopo i quali mi sono messa in fila al supermercato, e a cui ho chiesto se erano davvero in fila a quella cassa, attirando la loro attenzione su di me.
In realtà stamattina gli occhi li avevo bene aperti, e ciò che ha mosso le mie mani all'interno del mio armadio non era furia cieca né cecità amorosa, né distrazione mattutina, ma semplicemente un senso dell'umorismo che, nelle sue varianti più macabre, talvolta si rivolta contro di me, spingendomi a scelte dall'apparenza immotivate e/o non da me.

Oggi è stato il giorno della spesa mensile, perché ieri mia madre ha deciso di darmi il pomeriggio libero: evidentemente tra palestra e reincarnazione il mio viso era davvero di un grigio sospetto, chissà. Mi ha pure detto "vai domattina con calma" e questo inizialmente ha insospettito me, poi ho capito che lei ad un certo punto della lista ha smesso di stilare perché in casa mancava davvero tutto, ma lei non osava mandarmi al supermercato senza un foglietto. Io dal canto mio, per non fare della spesa mensile una malattia, avevo pensato bene di considerarla non solo una mia mansione ormai definitiva, ma anche una di quelle in cui eccello e che, contemporaneamente, mi diverte un sacco, perché a volte l'autoconvinzione è l'unica via d'uscita prima della crisi.

Pertanto stamane mi sono alzata con le migliori intenzioni: ho fatto colazione e poi una bella doccia calda rilassante, perché è chiaro che fare colazione e nel contempo leggere il giornale è stressante. Prima della doccia ho alzato il volume della musica in modo da sentirla anche in bagno: ascoltavo l'album London Calling dei Clash, principalmente per colpa di Blackswan perché ieri, quando sono entrata da lui a dare un'occhiata, aveva pubblicato un post proprio su quest'album, che mi ha fatto pensare due cose:
1) ehi, ma quest'album ce l'ho anche io!
2) mo' vediamo cosa ne scrive Blackswan.
La curiosità uccise il gatto: mi sono sentita un'incompetente, perché io lo ascolto senza poter fare confronti con quanto c'era prima che i Clash incidessero quest'album e quanto è venuto dopo, passando proprio per London Calling. Ma ho anche avuto uno di quei brividi da coincidenza, perché proprio ieri mattina, al rientro dalla palestra, ho sentito per radio in macchina una canzone, per me sconosciuta, e il mio primo pensiero è stato "questi devono essere i Clash". In quel momento non ho pensato a London Calling bensì, ma non prima d'essermi fatta una risata per l'aria da critica musicale che mi davo con quel pensiero improvviso, ho collegato molto logicamente la mia intuizione all'unica canzone dei Clash che conosco, quella che me li ha fatti conoscere e che per me è da sempre l'unica canzone che hanno fatto i Clash (giusto per calcare la mano sulla mia competenza vasta e insindacabile), ovvero Rock the Casbah. Alcuni di voi a questo punto avranno già individuato quante delle parole suscritte andrebbero tra virgolette. Purtroppo un incrocio delicato privo di semaforo mi ha distratto dalla programmazione musicale di radio Capital, pertanto non so dirvi titolo e autore della canzone che io ho attribuito, con orgoglio per le mie conoscenze musicali, ai Clash.
Tornata a casa mi son ritrovata davanti ad un post proprio sui Clash, che coincidenza, ma solo quando ormai avevo iniziato a leggere e stavo pensando pure di lasciare un commento, la mia mente malata ha formulato un terzo pensiero:
3) che minchia Rock the Casbah, è per via di quest'album se io ho un'idea del suono che fa un pezzo dei Clash! Vuoi vedere che stamattina ho sentito proprio una canzone da London Calling?

Stamattina, sotto la doccia, ho compiuto la mia missione: era la traccia 6, Spanish Bombs.
O comunque una canzone qualsiasi dei Clash, o di chiunque, che assomigli a questa.
Naturalmente alla luce di tutto ciò, io non ho fatto proprio nessun commento musicale al post di Blackswan, né lo farò mai.
Ed è proprio sulle note dell'album London Calling che oggi ho indossato un pantalone con tasche ed elastico alla caviglia, grigio militare, che io userei più per un trekking in montagna, e una canotta a coste viola che fa tanto studentessa di economia cerca venditore di fumo economico, e che avevo comprato per la palestra. Nel frattempo ballavo.
Ridevo anche, per l'abbinamento assurdo. Ma ci ho preso gusto, e ridacchiando così fra me e me in maniera sinistra, quasi come se volessi proprio farmi del male, ho scelto consapevolmente capi d'abbigliamento completivi e conclusivi di questa cieca vestizione, in modo che nell'insieme sembrassi impazzita.
Sulla canotta ho messo un copri spalla in maglia grigio, elegante da ufficio (22 gradi ventosi sono pericolosi per la salute); ho fatto la coda di cavallo stile dimensione danza usando un elastico fucsia in stile dissonanza, ma mi sono consolata quando ho notato che il fucsia dell'elastico poteva intonarsi al viola della canotta e anche al vinaccia del reggiseno, quest'ultimo mi ha portato ad interrogarmi sulle mie mutande che, sospiro di sollievo, sono d'un verde che potrebbe dirsi militare, in sintonia con il pantalone, pertanto ho scelto i calzettoni grigio chiaro per ricollegarmi al copri spalla. Per concludere quest'accozzaglia apparente unita da un filo logico cromatico nascosto perché intimo, ho deciso che due pugni in un occhio entro i quali contenerla sarebbero stati l'ideale. Ho indossato gli anfibi. Azzuri. Scamosciati. Ho preso come borsa la mia pochette. Rossa. Lucida. Da tenere sotto il braccio quando cammino, come qualsiasi attrice in abito da sera al galà di capodanno farebbe. Io però ero diretta al supermercato.

Dopo la spesa veloce, efficiente, e pure meno costosa del previsto ho deciso di regalarmi il centro benessere dell'umore, perciò sono andata in un negozio che funge, subito dopo una libreria, a farmi sentire in pace con me stessa e con l'ambiente in cui vivo: un negozio di bricolage, nel quale notoriamente è meglio che io non entri quando ho soldi in tasca, soprattutto se i soldi sono di mia madre, nemmeno se ho intenzione di comprare il silicone per il bagno, con il quale intendo convincerla dell'utilità anche degli altri sei pezzi acquistati, che non erano su nessuna delle mie tanto amate liste.
Va bene, non avrei dovuto, perché alla fine non ho solo guardato (prima idea), né ho comprato solo il silicone (seconda idea), né ho speso meno di dieci euro (terza idea con cui giustificavo a me stessa la mia azione). Ho speso infatti venti euro per comprare le seguenti cose utilissime - soprattutto per l'umore di una persona costretta ad andare a fare la spesa mensile, che non si è comprata nemmeno una tavoletta di cioccolata, perché i soldi erano di sua madre:
- silicone bianco per il bagno
- colla vinilica perché vorrei creare qualcosa
- batterie AA per la mia macchina fotografica
- spatola per i dolci perché quella che avete visto nelle foto delle mie ricette l'ho rotta mentre la lavavo, forse nel preciso istante in cui pensavo che voglio la lavastoviglie, non so
- nastro adesivo largo trasparente
- una rivista di giardinaggio casalingo che include i seguenti articoli: piantare l'indivia, piantare le piante aromatiche, mettere a riparo le piante che in inverno vanno in letargo (io pensavo ai miei gerani)
- i semi per piantare la lattuga invernale, perché andrebbe piantata da agosto a ottobre ma visto che qui ci sono ancora 22 gradi (20 quando non c'è sole ed è nuvoloso, ve vojo di') direi che il periodo della semina si può far slittare nel seguente modo: settembre-novembre, e ve lo dice una per la quale il cozzare della zappa sul terreno è come musica. Ci siamo capiti.

Intanto mi innamoro dell'amore sulle note di The card cheat, perché dopo aver ascoltato per tutto il giorno l'album dei Clash (mi prende così) ho deciso che è questa la canzone più bella, anche se Blackswan non l'ha nemmeno nominata, forse perché lui è un uomo, e gli uomini, si sa, non sono romantici quanto me.


Ps. Ecco lo sapevo, ora ascolterò a ripetizione solo questo pezzo, finché qualcuno a CasaMia non mi urlerà di abbassare. Che ci volete fa', mi prende così.

2 commenti:

  1. ah ah adorabile... casinista :D
    sto cercando di immaginare il miscuglio di colori =D

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