mercoledì 23 novembre 2011

No doubt? mmm...

Ho notato che per la maggior parte delle parole inglesi che conosco, sono debitrice di reminiscenze da Don't Speak dei No Doubt, canticchiata (e tradotta) quand'ero pischella e alle superiori facevo inglese. Sì, esatto, nel 1997, anno della mia nascita musicale.

Oggi è stata una giornata grigia.
Grigia come il cielo grigio.
Grigia come un abito da burocrate.
Grigia come un'eminenza grigia.

Io invece ero vestita di nero.

Oggi, dopo un'ora di palestra, ero soda come una pietra scolpita.
Dopo due ore di full immersion burocratico-bancaria ero soda come un albume bollito.
Aggiungiamo che avevo pagato il parcheggio solo per un'ora e che sono andata via sgommando...

In banca ho avuto conferma che io per loro non esisto, nonostante sia correntista dal lontano 2005 e abbia provveduto a tranquillizzarli costantemente sulla mia solvibilità con versamenti e prelevamenti nei casi peggiori annuali. Avevo con me solo la carta d'identità, perché io chic come poche, pensavo di presentarmi in una filiale qualsiasi a prelevare contanti quasi come se fossi io la titolare del conto, nonché cliente della banca da sei anni.
- Normalmente è così. – si è scusata la direttrice.
Infatti il problema era che per la filiale, o dovrei specificare "sede centrale"?, in cui aprii il conto, io ero una tale signor nessuno, che non ha mai richiesto che io facessi una cosa molto semplice: depositare la mia firma.
Infatti: una studentessa squattrinata quando mai avrà bisogno di firmare per la banca?
E devo dire che in effetti fino ad ora non ne ho mai avuto bisogno, grazie al mio amico internet.

La mia banca in fondo non è male, e ho fatto molto bene ad andare nella filiale in cui ero già stata a gennaio per tentare, inutilmente allora come oggi, di attivare il mio nuovo bancomat. Infatti sapere che io mesi e mesi fa ero già stata lì una volta, ha avuto un suo effetto. Effetto irrilevante alla luce di quanto stabilisce il regolamento.

La filiale della mia banca è composta da sole donne che, a turno, si sono prodigate per me. Hanno telefonato alla sede centrale, inutilmente per circa mezz'ora, inutilità che io ho confermato perché non sono mai riuscita a parlare con qualcuno là dentro. Una semplice cassiera ha finalmente risposto e dato il numero del Family-qualcosa, e dopo mezz'ora di inutili tentativi il Family-qualcosa ha finalmente risposto che non è possibile depositare la firma in una filiale diversa da quella in cui si è aperto il conto.
- Io non credo che andrò a Siena solo per mettere una firma. – ho confessato candidamente.
Ma apprezzo che, per ragioni di sicurezza, se la mia firma non è depositata nemmeno io possa prelevare. Le ragazze in questo sono state chiare fin da subito, e non hanno dovuto ripetermelo.

Nella ricerca di un'altra soluzione al deposito della firma in presenza, è passata un'altra mezz'ora, perché il direttore della sede centrale, l'eminenza grigia di cui sopra, non rispondeva al suo interno. La seconda impiegata che si è presa cura di me ha deciso pertanto di chiamarlo sul cellulare.
- C'è qui una vostra clie... Ma la cliente è qui, abita qui adesso.-
In effetti non avevo mai pensato di spostare il mio conto in un'altra filiale: tutta colpa di quel traditore di internet.

Io sedevo tranquilla, mentre la terza impiegata che si è presa cura di me prendeva i miei dati, i miei documenti (carta d'identità e patente) e due mie firme autografe, per tentare di convincere Siena che quella firma è proprio la mia. Mi chiedo se sarà un problema che la foto della patente, scattata più di dieci anni fa, mi mostri molto più vecchia della foto della carta d'identità, scattata quattro anni fa. Ma credo sia un classico.
Il problema del prelevamento, come ho detto, era già stato risolto: non potevo, punto e basta. Avrei potuto eventualmente fare un trasferimento sulla mia prepagata se avessi avuto con me, ad esempio, la chiavetta per la password monouso e la prepagata stessa ma io, chic come poche, pensavo di potermi presentare in una filiale qualsiasi a prelevare contanti quasi come se fossi io la titolare del conto, nonché cliente della banca da sei anni.
- Normalmente è così. – si è scusata la direttrice.

Nella seconda banca, fortunatamente di fianco a questa, gli impiegati e il direttore erano uomini dall'aspetto e dall'abbigliamento di impiegati delle Poste ormai in pensione. In realtà nessuno di loro era veramente vecchio, fisicamente almeno. Per il resto... il più giovane sedeva allo sportello chiuso al pubblico e lavorava su un file word: qui l'eminenza grigia sembrava essere un incantesimo che, quando lui scriveva, gli cancellava le parole precedenti; ha dovuto chiamare il direttore che, gentilmente, gli ha spiegato come disattivare il comando "ins". L'impressione di essere all'ufficio postale pertanto è aumentata.

In questa banca dovevo solo chiedere per conto di un'altra persona, come poter fare un trasferimento di denaro con la Western Union.
- Vuol sapere quanto costa?-
- Ah. Ha un costo?-
- Sì, e non è basso.-
È la stessa frase che mi disse l'impiegata di Siena nel 2005, l'unica volta che provai a fare un bonifico allo sportello, dal suo tono e dal suo sguardo sembrava che avrei dilapidato il patrimonio di famiglia in spese e commissioni, invece il bonifico mi costò solo 6 euro. Certo, in confronto ai 51 centesimi che pago ora online, non è poco.
Tranquillamente aspettavo che l'impiegato mi raccontasse la barzelletta del 2011.
- Per quell'importo sono 55 euro. -
Ok, non fa ridere.

Discreta come poche, volevo avere informazioni generiche ma precise, senza dover spiegare il mio caso, forse diffidente di fronte ad un uomo seduto dietro ad un bancone, mentre alle impiegate della mia banca alle quali non avrei dovuto spiegare a cosa mi servissero i contanti, l'avevo invece accennata senza tentennamenti, forse perché da dietro il bancone erano uscite e si erano impegnate tutte a risolvere il mio caso.

L'uomo in grigio-burocrate, quando ha capito che il trasferimento era, sì, per una persona conosciuta, ma che questa persona avrebbe dovuto inviarne conferma ad una terza persona sconosciuta, tramite scansione della ricevuta, ha espulso dalla bocca il suo "nooo non faccia una cosa del genere". A quanto pare i terzi incomodi nell'ambito della Western Union (affidabilissima se si tratta di trasferire da zio B a nipotino A un regalino di mille euro) sono gli sconosciuti, per la precisione quelli che:
1- abitano all'estero (il fatto che non scriva bene in italiano per me è irrilevante, potrebbe essere anche italiano da generazioni, in quel senso);
2- forniscono dati (nome e cognome) via mail, che potrebbero essere anche falsi - in effetti io stessa ho creato un indirizzo e-mail fasullo, in cui risulto con un nome comune+aggettivo, ma se avessi creato un indirizzo col nome veronica.baldini@ chi dubiterebbe, fra voi comuni mortali, che il mio nome sia Veronica Baldini? Forse solo quelli che sono convinti che Elle sia la mia iniziale, ma a quel punto potrei asserire di chiamarmi Veronica Lucia Baldini, ma che siccome tutti mi chiamano Vero, usare l'iniziale del secondo nome che pochi conoscono, mi sembrava più utile ai fini dell'anonimato, no?
3- richiedono scansioni di ricevute dalle quali si possono ricavare dati e codici necessari per riscuotere in vece altrui la somma stessa, anche quando gli stessi dati vengono opportunamente cancellati – ed io qui mi chiedo: se i dati identificativi vengono opportunamente cancellati, che senso ha inviare questa ricevuta? Potrei scriverla io al computer e spacciarla per vera. Non sono forse io quella che, prima di dare a Nonno Simpson la banale carta semplice in cui era stampata la dieta che aveva ricevuto dalla dottoressa, ha prelevato da internet il logo dell'azienda ospedaliera, l'ha applicato sulla pagina word, ha riscritto la dieta eliminando tutti gli alimenti che al Nonno proprio non piacciono in modo da rendergliela meno ostile alla vista, e ha poi stampato? Ancora un po' e falsificavo una firma di dottore in calce, pur di convincerlo che quella dieta fosse da seguire per legge.
Ps. Non sono un pirata informatico, sono solo creativa.

Io pensavo ai dettagli dell'accordo preso via mail fra la Persona interessata e la Terza Persona Sconosciuta, e per la prima volta esternavo i miei dubbi sulla sua liceità o sicurezza.
Ma quando ho comunicato per telefono alla Persona interessata che non farò quel trasferimento perché non mi fido, ho scatenato reazioni violente. Per difendermi ho dovuto dire che in ogni caso non posso prelevare, ma non è servito perché naturalmente potrei sempre fare un bonifico online, più lento, ma altrettanto valido, visto che a quanto pare con la Western Union ci si può addirittura auto-inviare denaro. Chissà se in quel caso c'è la sovrattassa per sdoppiamento di personalità. Siccome le ire e le obiezioni non si placavano ho detto la cosa più logica: non posso fare il trasferimento perché l'impiegato preposto non me lo fa, si rifiuta e anzi me lo sconsiglia! Cosa faccio, mi auto-nomino cassiere ad interim?
Il finale è stato il classico "tu non fai favori, va bene mi arrangio", che spero prima o poi impari a passarmi sopra senza sfiorarmi.

Io però non mi ci vedo... insomma mi conosco... non credo che, ira altrui o no, ridicola sfiducia o no, credulona al cospetto di impiegati finto-bancari in realtà postali e non avvezzi alle nuove tecnologie o no... non mi ci vedo a fare un bonifico di miei mille preziosissimi euro sudati e lavorati nonché intoccati per anni, se nel groppone ho questo dubbio.

5 commenti:

  1. Ok. alla fine del post ho capito che devo subito ritirare dalla banca tutti i miei risparmi, nell'eventualità che prima o poi mi tocchi recarmi ad uno sportello per fare qualsivoglia operazione.Tuttavia, ripensandoci bene, mi sembra assolutamente improbabile poter accampare diritti sul mio perenne rosso che fluttua nei sistemi bancari dalla notte dei tempi.Un rosso così brillante che quando vado a prelevare il bancomat non mi scrive " prelievo non disponibile " ma un più efficace " Cazzo vuoi ancora ? ".Felice che almeno la palestra ti abbia dato soddisfazioni :)

    RispondiElimina
  2. Isabel: sì, e soprattutto facile da imparare ;)

    Blackswan: la tua banca, e lo sportello bancomat in particolare, ha un'importante qualità che io apprezzo molto: non parla burocratese! :)

    RispondiElimina
  3. Anche questa è una prospettiva.Farò allora presente al mio sportello bancomat,quuando preleverò e mi sentirò buttare affanculo,che: " hai il cuore duro,ma sei essenziale e asciutto.Per questo Elle ti stima :) Grazie per gli interventi sul mio blog.Non avevo altre parole da aggiungere a quelle dette da te:)

    RispondiElimina
  4. Ehm... mi lascio prendere dall'argomento...

    RispondiElimina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...