domenica 13 novembre 2011

Souvenir ritrovati del mio viaggio della vita.


- Che ne sai tu di un campo di grano, poesia di un amore profano... –
- Ti piace Battisti? –
- Chi?? –
- Lucio Battisti. –
- Boh. Chi è? –
- ... ma se conosci tutte le sue canzoni! La stavi cantando anche ora!! –
- ... ma davvero?? La canta lui? Che bello mi piace un sacco ma non lo sapevo! Com'è che si chiama il cantante? –
Questo il mio battesimo musicale, nel lontano 1997: ottenni allora, dopo timidi tentativi di registrare canzoni dalla radio che, solo pochi mesi prima, aveva fatto il suo ingresso dubbioso (sarà peccato?) in casa mia, la mia prima musicassetta. Fu Maura a regalarmela, a registrarmela, c'erano tutte le canzoni di Battisti che io ogni giorno a scuola canticchiavo, fra un bel voto e l'altro naturalmente.

Canticchiare era forse un'abitudine così collegata alla mia persona, che anche altri nuovi ragazzi della mia classe cominciarono a chiedermi se conoscevo questo e quello.
- Io non conosco proprio nessuno. – rispondevo sulla difensiva e cercando di nascondere il fatto che, ad ogni nome, cascavo dalle nuvole.
Davide per sicurezza disse che mi avrebbe registrato una cassetta che sicuramente mi sarebbe piaciuta.
Fu così che cominciai a canticchiare anche "de ke ke ke tu ma bebi ouei".

Poco dopo mi si avvicinò Manuela, che evidentemente mi vide perfettamente in sintonia col rythm & blues, come scrisse sul dorso della custodia della cassetta che mi registrò.
Fu così che, ogni domenica, mi ritrovai a rifare i letti e spolverare, e poi a fare i compiti, sulle note di canzoni stupende come (Sittin' on) The dock of the bay, My Girl, Stand by me, Respect. Oggi mi è tornata in mente quella cassetta, forse non un album  ma una compilation personale di Manuela, infatti non sono riuscita a ritrovarla su internet, talmente tante sono le compilation e le cover in circolazione da quando queste canzoni uscirono, ed io gli altri titoli non solo non riesco a ricordarli, ma non li ricollego nemmeno più a quella musicassetta, perché da allora ho comprato altri album, altre raccolte, in cui oltre a quei pezzi ce ne sono anche altri che nella prima non c'erano; perciò quando trovo su internet una canzone che poteva essere contenuta in quell'album, in realtà non so se io la riconosco per quel motivo, o se perché è contenuta in altri album che possiedo. Non sono riuscita a risalire a quella compilation!
So solo una cosa a proposito di quell'album: fu allora che m'innamorai, che trovai quello giusto e finora insostituito. Ne è passata di acqua sotto i ponti, e di musica nelle orecchie, ma il brano che, ogni volta che lo sento, mi fa pensare "ecco, questa è la mia canzone" è rimasto lo stesso da allora: Stand by me di B.E. King.
Questo genere di musica ho continuato ad ascoltarlo (uno dei miei primi acquisti musicali in assoluto è stato Respect - The soundtrack to the soul generation) e anche Battisti mi piace ancora anche se non ho mai comprato un suo album, nemmeno il meglio del meglio che uscì dopo la sua morte. Battisti inoltre è uno dei pochi di cui ascolto con piacere le parole, perché dice cose sensate nel significato e compiute nella forma, anche se Pensieri e parole è così struggente da far paura.

Ultimamente ho un nuovo rapporto con la mia musica.
Tempo fa dissi "pensavo di vendere tutti i miei cd" ed ottenni una reazione inaspettata.
Di solito una persona a cui non piace leggere mi risponde "sì sbarazzati di tutti questi libri, tanto li hai già letti" e da questo capisco che tutti i miei libri li devo tenere, perché loro fanno la differenza fra quelli che non leggono mai e me. A parte il fatto che io leggo e loro no.
Di solito una persona che ascolta solo hit del momento e solo scaricate illegalmente da internet mi risponde "sì vendi tutti i tuoi cd e coi soldi comprati il profumo nuovo". Ma stavolta no, stavolta la risposta è stata "nooo, ne hai così tanti!".
"Non mi pare – ho detto io – sono molti meno di quelli che vorrei, e che ho in lista".
Era per questo che volevo liberarmene: questa raccolta di cd non sarà mai completa di tutto ciò che mi piace o che mi è piaciuto.

In questi giorni ondeggio fra novità assolute e vecchi album che, se mi sembrava di non avere mai ascoltato, conosco invece perfettamente, e altri che da tempo non ascolto più come prima e questo mi dispiace. Io ero quella che senza musica non viveva e non faceva nulla.

Poi oggi mi son tornati in mente Otis Redding e compagnia cantanti, oggi ho ricordato quelle mie prime tre musicassette, perciò ho digitato sul motore di ricerca l'unica cosa che ricordavo dell'ultima cassetta, di quella sparita e dimenticata: "ramones air".
Non ricordavo altro, era qualcosa a proposito di un aeroporto? Mah.. fortuna che il motore di ricerca completa la digitazione con i suoi suggerimenti, e mi ha dato subito ciò che cercavo: We want the airwaves e di seguito tutto un album che avevo rimosso dalla mia mente e che per la prima volta dopo almeno dodici anni (nel 2000 ero sicuramente già partita per altri lidi musicali) ho riascoltato. Non senza una certa apprensione.
La musica mi ha sempre tenuto unita con un filo invisibile a persone ed eventi della mia vita. Fermo restando che il periodo della scuola è certamente rimosso nella gran parte, pur non essendo stato particolarmente negativo, semmai solo socialmente inutile, non volevo rischiare di ricordare storie spiacevoli come succede con l'ipnosi. Un po' di fiducia me la dava la certezza di essere riuscita da tempo a scollegare la musica dal mondo umano che via via mi circonda, per collegarla solo a me e al mio piacere di ascoltarla in un dato momento atemporale, aspaziale e apersonale. Ma potevo esser sicura che il procedimento fosse stato applicato anche ad un album che non ricordavo nemmeno più d'aver mai ascoltato?
L'esperimento ha funzionato: l'album mi ricorda i tempi spensierati della scuola, anche se molto vagamente, e nulla a proposito delle persone che frequentavo allora, anzi mi ha ricordato chiaramente come l'ascolto della musica fosse per me ancora un fatto personale, timido, intimo: legato a me e a nessun altro, nemmeno a chi quella musica me l'aveva fatta conoscere.

Purtroppo i Ramones non fecero grande presa su di me, anche se oggi riascoltandoli l'effetto è stato strano.
Mi sono ricordata che allora la mia canzone preferita era The KKK took my baby away, anche se mai avrei ricordato il titolo. Ho notato che mai dopo il '99 ho avuto occasione casuale di sentire un pezzo dei Ramones per ricordarmi che esistono: quell'anno avevo un collega che era loro fan, e che mi considerava pazza perché quella cassetta la mettevo al lavoro. Che l'abbia lasciata lì?
Oggi ho riascoltato per tutto il giorno Pleasant Dreams e ho scelto la mia nuova canzone preferita dell'album, mentre riflettevo su quale influenza sottocutanea possa aver avuto su di me col tempo: prendete una ragazzina, toglietele le cassette di Memole dolce Memole e del 31° Zecchino d'Oro (avevo solo quella, scopro ora che era il 1988), toglietele la radio dove passavano solo musica commerciale che non le piaceva poi tanto, ditele prima di tutto che quello che canticchia sempre è Battisti (che ascoltasse anche Radio Italia solo musica italiana?), fatele conoscere l'unica canzone che da allora la seguirà silenziosa, senza farsi mettere da parte da nessuno ma anche senza imporsi (apparentemente), l'unica che ricomparirà consolatoria ogni volta che ce ne sarà bisogno, ed infine datele i Ramones, come conclusione dello svezzamento, che ascolterà solo per uno, massimo due anni.
Cosa succede?

Succede che quando, anni dopo, li ritroverà, sentirà che quell'album fa parte della sua nascita musicale al pari di Battisti e del rythm & blues, succede che metterà quell'album sulla lista dei desideri (che ha rinominato "musica") perché le ricorda terribilmente e piacevolmente l'infanzia, la sua infanzia musicale, quando rifaceva i letti e spolverava la domenica mattina, guardata a vista da sua madre che temeva che si sarebbe fermata per leggere di nascosto e che le ripeteva che "la musica è bella solo se ascoltata in sottofondo" e alla quale lei, la ragazzina che fino al mese prima ascoltava ancora "cane e gatto cane e gatto chi la detto che non si può", rispondeva indignata "mamma! questa musica non si ascolta in sottofondo!" Sua madre non capiva, ma lei alzava il volume e tornava a spolverare e ballare. 

Posso forse avere tutti gli album che piano piano mi sono piaciuti nella vita - tranne quelli degli ultimi sei anni, perché da allora sono povera - e non avere il primo in assoluto?
No, non posso perché quell'album non è la copertina sbiadita della mia nascita come ascoltatrice qualsiasi, ma è un ricordo molto più forte, e incredibile, di tutti gli anni successivi: anni in cui non mi alzavo la mattina se la musica non era accesa; anni in cui non stavo a casa se non avevo la mia musica; anni in cui, senza autoradio, viaggiavo con un mangiacassette a batterie sul sedile del passeggero; anni in cui i momenti più angoscianti erano quando scoprivo che esistono persone che non ascoltano mai musica, mi chiedevo con ansia come avrei fatto io se non avessi avuto la musica: mi sarei sentita persa.
Questo album mi ha ricordato un tempo, che mi sembra lontanissimo, in cui io vivevo di musica, di cui non sapevo né autore né titolo, di cui non capivo una mazza perché a parte pochissimi idoli italiani, ascoltavo solo canzoni in inglese, ma è la musica, capite? è la musica quella che mi prende e mi porta, o mi riporta, da qualche altra parte. 

Mi riporta. 
Perché io sembro ferma ma sono in viaggio per riprendermi me stessa, per ricordarmi me stessa, per definire me stessa, ed ogni pensiero, ogni riflessione, ogni riscoperta (anche musicale) mi riporta a me stessa. Quella me stessa che qualcuno voleva uccidere, ma che è ancora lì che canta "oh no oh no oh no oh no oh no oh no.." in attesa del nuovo ricordo (anche musicale), anni dopo, luoghi dopo...


9 commenti:

  1. Lucio ha sempre un gran fascino secondo me!

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  2. non importa sapere chi sia l'autore
    o il titolo...
    quello che importa è che la musica
    trasmetta emozioni,
    sensazioni, crei e susciti ricordi...
    ci faccia da compagnia nella vita.

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  3. impossibile non sapere di cantare Battisti...
    gli altri si possono ignorare, ma Battisti no

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  4. pensa che in questo momento in radio
    sta passando "ancora tu"... =D

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  5. Isabel: è immortale!!!
    Riccardo: la musica mi ha proprio accompagnato nella vita, perciò mi sono stupita di scoprire che ultimamente il mio rapporto con la musica non era più lo stesso. Ma ora recupero.
    Pupottina: perdono ti prego!! Ero piccola e innocente, non sapevo! Giuro!!!

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  6. Elle, ho letto tutto d'un fiato il tuo bellissimo post e, lo dico sinceramente,mi hai trasmesso le stesse emozioni che provo ascoltando musica.Questo continuo movimento,questo ricostruire attraverso le note capita spesso anche a me.Anzi,è probabile che sia l'unico momento in cui lo faccia veramente.
    PS :quando avevo 15 anni i Ramones mi hanno cambiato la vita, musicale e non.:)

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  7. Blackswan:
    Comunicazione di servizio: commento riscritto più e più volte perché mi stava venendo fuori un nuovo post... ;-)

    Commento vero e proprio: Negli ultimi mesi ho vissuto col pensiero (tristissimo) di non aver ascoltato più musica. Più che un pensiero triste, era quasi una rassegnazione.
    In realtà la musica l’ascoltavo ancora, ma come ascolto casuale di bei brani alla radio (non radio Italia..). Perché allora la sensazione di non ascoltarla più?
    Poi ho capito: l’ascoltavo, sì, ma non mi rimaneva più addosso!

    Negli ultimi anni, pur non rinunciando alla musica, avevo scaricato totalmente la responsabilità della compressione di me stessa e della ricerca di me stessa sulla scrittura, e avevo fissato le mie origini sulle mie prime letture, dimenticando del tutto i miei primi ascolti. Togliendo ogni riconoscimento alla musica, che pure era rimasta sempre lì, fedelissima, a farmi da colonna sonora anche quando non capivo la scena.

    Quando ho iniziato questo blog intendevo riprendermi me stessa, ma davanti alla prima pagina bianca non ho saputo proprio cosa scrivere. Eppure, senza nemmeno pensarci, qualcosa ho pubblicato: una canzone dall’album che avevo ri-ascoltato per tutto il giorno, di un gruppo che è entrato nella mia vita come fece Battisti: al lavoro canticchiavo tutte le loro canzoni finché un giorno un cliente mi ha chiesto, con gli occhi a cuore per lo stupore (piacevole) “ma ti piacciono i creedenceeee??” e io “chi cri? eh??”.
    E fu così che mi registrò una musicassetta con Chronicle vol. 1.

    Ieri i Ramones mi hanno dato davvero da pensare, e mi hanno fatto capire che quando scrivo mi parlo, mi spiego a me stessa, mentre quando ascolto la mia musica mi ascolto, mi dò una spalla sulla quale appoggiarmi.

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  8. stai parlando dei "Creedence Clearwater Revival"? o_O
    mio fratello, un po'...molto più
    grande di me, mi ci ha fatto crescere! ^_^
    anch'io adesso, conosco molte delle
    loro canzoni ma non chiedermi i titoli :-D

    "quando scrivo mi parlo, mi spiego a me stessa,
    mentre quando ascolto la mia musica mi ascolto,
    mi dò una spalla sulla quale appoggiarmi.

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  9. Sì, quei Creedence.
    Una mia amica è cresciuta, tramite sua sorella, con Madonna: ogni volta che sentiva una sua canzone, rivedeva sua sorella adolescente che si truccava davanti allo specchio. Le ricordava il desiderio di essere grande anche lei, di potersi truccare e uscire con.. sua sorella "coetanea" (sogni da bambini)! Voleva essere (grande) come lei e sua amica.

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