martedì 1 novembre 2011

Una giornata migliore.


Oggi mi sono successe un sacco di cose particolari. E nonostante io sia praticamente l'unica persona che conosco come le mie tasche, oggi sono quasi riuscita a stupirmi.
Stamattina temevo in una ricaduta, anche se domenica Brigante ha protestato saltando la merenda ma poi più nulla: non ha toccato le carote che io gli avevo messo davanti quando gli ho sequestrato la pera, ma le ha mangiate poi con la cena. Stamattina temevo in una ricaduta perché Brigante era partito con le sue solite ripetizioni monotone di frasi-accusa, frasi-domanda ottusa, frasi-urlo eccetera. Mentre io facevo colazione ha chiesto pure "ma che ore sono", rischiando di beccarsi in testa la tazza col caffellatte dentro, poi si è corretto con "ma è bello quel romanzo che stai leggendo" così, senza punto interrogativo.
Ho applicato la tecnica del ricalco, con una capacità di assimilazione di nuovi concetti degna della miglior spugna dotata di cervello, e so che Bandler sarebbe fiero di me se mi conoscesse. Brigante si è avvicinato alla porta che dà sul giardino, ed è ormai chiaro per tutti che "giardino" è un eufemismo, anche se la stagione delle piogge è iniziata e le zolle di terra secca sono ricoperte da tenera erbaccia in forma di trifoglio, qualche ciuffo di menta, e strane foglie strette alte circa venti centimetri. Brigante in questi giorni non è mai uscito, nemmeno oggi che c'erano i soliti 20-21 gradi e pure il sole, ed io in casa seduto in poltrona a scassare la minchia con le sue proteste non ce lo volevo.
Ha guardato fuori dal vetro della porta in cucina.
- Ci sono nuovi fiori.- gli ho detto.
Si è girato verso di me stupito: una delle sue fissazioni sono i fiori, appena spuntano i boccioli delle rose li taglia e li mette in un vasetto tutto contento, ed io, che non voglio sgridarlo per tutto, tanto meno per la profanazione di un giardino che non sarà mai tale, né voglio togliergli quella contentezza dallo sguardo quando, tutto fiero, mette i fiori nel vaso, glielo lascio fare e semmai lancio occhiatacce a chi protesta perché il bocciolo così chiuso non si deve recidere mai.
- Nuovi fiori?- ha chiesto facendo tanto d'occhi, subito dopo si è girato e ha aperto la porta, buttando fuori solo la testa.
- Sì, quelli verdi.-
È uscito del tutto ma è rimasto fuori dalla porta, come se avesse paura di ossidarsi a contatto con l'aria, nel frattempo scrutava le erbacce in giardino.
- Quelli specie di gigli?- ha chiesto.
- Eh, quelli.- ho detto io con l'aria (vera) di una che di fiori sa poco e nulla.
- Hai visto quanti sono?- ha detto ancora illuminato ma anche un po' deluso: non erano fiori, sono nate solo le foglie per ora.
Io l'avevo visto, ma ho parlato di "fiori" per mostrargli il mio interesse per i "suoi" fiori (ricalco-girl).
- Ma i fiori non ci sono ancora?- ho chiesto io innocente e interessata.
- No. Però se vuoi tagliarla la tua rucola e la tua cicoria sono pronte- mi ha concesso il giardiniere di casa, e poi finalmente è uscito e si è piazzato davanti all'aiuola (guida-girl).
Va bene forse non ho attuato un vero e proprio ricalco-e-guida stile Bandler, ma ho ottenuto quello che volevo: Brigante è uscito all'aria aperta.

Prima che fosse troppo tardi ho attuato la mia seconda strategia, quella del dolcetto senza scherzetto, altrimenti detto pipa della pace. Sono andata in camera mia dove ho infilato i pantaloni grigi da palestra al ginocchio che mettono in mostra i miei nuovi muscoli, e che sono abbastanza stretti da nascondere la scioltezza del muscolo stesso; li ho abbinati a scarpe sportive o quasi, con calzetto in spugna bene in vista. Siccome non dovevo fare una passeggiata al corso in cerca di un moroso, ho messo la canotta rossa che uso in casa, acquisto abbastanza recente quindi in ottimo stato, e neppure sporca o macchiata, coperta da una maglia nera con cerniera: tre colori per una fretta sola. Davanti allo specchio ho avuto un sussulto, perché il semi raccolto con pinza era corredato da una nuvola caprina sulla sommità della testa, e questo non va bene! Ho messo il cerchietto coi dentini, per tirare indietro la nuvola crespa, ottenendo una perfetta acconciatura anni Sessanta cotonata, soprattutto quando ho tolto la pinza che, anche se è nera e senza fronzoli, mai e poi mai terrei in testa per andare oltre la distanza di sicurezza di dieci metri da casa mia.
- Vado a vedere se oggi è uscito il suo giornalino.- ho detto a Principessa mentre uscivo, e lei ha senz'altro intuito e capito, infatti ha borbottato il suo va bene senza aggiungere le solite domande a martello, nonostante sappia perfettamente che neanche un incendio mi farebbe uscire di casa la mattina.
Di gran lena mi sono incamminata verso l'edicola-bar, a quell'ora senz'altro frequentata dai più rozzi uomini del paese che, anche quando non lo sono per nascita né per abitudine, diventano rozzi una volta al bar circondati da altri uomini in libera uscita come loro. Lo so perché in uno di questi bar ci ho lavorato anche io. L'edicola era piena, perciò io ho controllato se c'era il giornalino per Brigrante, l'ho trovato e ne ho preso una copia che ho sistemato sotto l'ascella mentre vagavo con lo sguardo sulle riviste per donne creative, complimentandomi con me stessa perché non spenderò 4 euro e 90 per l'uscita speciale del nuovo numero dedicato a dieci idee per decorare il tuo natale, sicuramente uguali e identiche alle dieci idee del natale scorso e alle miriadi di idee che potrei trovare negli appositi blog sulla rete. Appena mi sono accorta che la calca alla cassa era finita mi sono girata e avviata, proprio quando l'edicolante diceva, ad un suo amico affacciatosi dal bar attiguo: - Ci prendiamo l'aperitivo? Dai fammi versare un campari che arrivo.- Poi mi ha visto.
Io alla cassa sorridevo. E lui ha aggiunto: - Lo offriamo anche alla signorina Elle.- laddove "signorina" era inteso come battuta e, secondo me, anche tutto il resto lo era.
Io alla cassa cercavo la monetina nel portamonete, e per sicurezza ho chiesto: -Come?- sorridente.
In questi casi non capisco mai se l'offerta è fatta tanto per, visto che si stava organizzando la capatina al bar perché non mi aveva visto, quindi come per scusarsi, o se invece era serio.
- Offriamo un aperitivo anche alla signorina Elle, vero? – con sguardo rivolto all'amico, e a me: - Lo gradisci? –
L'edicolante è una di quelle rare persone che sorride e rilascia una battuta a qualsiasi cliente, che è efficiente e disponibile, ma questa non m'era mai capitata: non era nemmeno la situazione in cui un suo amico mi lancia sguardi inequivocabili e lui decide di fare il cupido della situazione. L'amico non m'aveva vista nemmeno dopo, quando ero ormai alla cassa!
Io alla cassa ho pagato e sorridevo ancora pensando al caffellatte che mi sentivo ancora in bocca:
- Perché no.-
E fu così che mi ritrovai a fare le seguenti cose:
- decidere cosa bere: "quella cosa gialla anche io" ho detto, anche se il crodino non mi piace, né il campari, ma nell'impossibilità di ricordare se avevo mangiato cinque o più biscotti nel caffellatte, il vino bianco mi è sembrato un'esagerazione;
- chiedere se domani usciranno i giornali o se la stampa farà festa, così per chiacchierare; l'efficienza dell'edicolante però l'ha spinto all'edicola attigua per cercare info più precise, lasciando al suo amico il compito di sentirsi in imbarazzo davanti a me;
- fare una battuta sul fatto che la stampa non fa festa perché i santi non sono importanti;
- tentare di inserirmi nella conversazione sul nubifragio in Liguria, inutilmente, finché non ho deciso che talvolta gli uomini è meglio lasciarli parlare da soli, e annuire estasiata è più che sufficiente;
- trattenere i rigurgiti di caffellatte che l'aperitivo fresco mi provocava;
- cercare con urgenza un argomento per togliere dall'imbarazzo l'amico dell'edicolante quando quest'ultimo si è assentato per servire una cliente bionda; ma quando ho chiesto se il gestore del bar è sempre lo stesso, riuscendo addirittura a ricordarne il nome, l'amico mi ha guardata come se gli avessi appena spiegato il salto quantico a parole mie;
- sorridere, quando si è avvicinata la moglie dell'edicolante e l'amico dello stesso ne ha approfittato per darmi le spalle e chiacchierare con lei;
- continuare a sorridere e a trattenere rigurgiti, quando l'amico, andata via la moglie dell'edicolante, si è affacciato dalla porta verso l'edicola per parlare col suo amico, convinto che, grazie alla moglie dell'edicolante, lui avesse potuto svignarsela senza che io me ne accorgessi; infatti dopo l'ultimo sorso di aperitivo mi sono girata verso il giornalino di Brigante e gli ho fatto l'occhiolino: mi è sempre piaciuto bere gratis senza per questo essere costretta a chiacchierare con l'offerente.
Posato il bicchiere vuoto sul bancone, anziché uscire dalla porta del bar, ho chiesto permesso all'amico che ostruiva il passaggio verso l'edicola, ho salutato l'edicolante ringraziandolo per nome e me ne son tornata a casa, dove ho consegnato a uno stupito Brigante il suo giornalino.
Oggi Brigante ha pranzato e cenato autonomamente, ma quando sono andata a controllare ho notato che non ha toccato frutta.

Per pranzo la vocina di Principessa mi ha raggiunta in camera:
- Cosa mangiamo oggi?-
- Mah, non c'è nulla.-
- E cosa prepari oggi?-
...
Ricalco e guida, vai.
- Io voglio quelle conchigliette che MagaMagò fa sempre per Brigante.- ho detto sgranando gli occhi come Cappuccetto Rosso davanti alle orecchie grandi della nonna.
- Le conchigliet... –
- Quelle belle conchigliette con burro! – ho detto d'un fiato dirigendomi in cucina, per bloccare la smorfia di disgusto che stava spuntando sul viso di Principessa.

Dopo pranzo ho detto a Principessa:- Vieni sediamoci in veranda che c'è un bel sole caldo. –
E sono riuscita a far uscire anche Principessa dal buio soggiorno, anche se ci siamo fermate in veranda perché fuori era un po' più fresco rispetto alla mattina: abbiamo letto i nostri rispettivi libri al sole che entrava dalle vetrate.

Per cena la vocina di Principessa mi ha raggiunta in camera:
- Cosa mangiamo per cena?-
- Ahahah, non c'è nulla.- la risata è stata spontanea, non sono riuscita a trattenerla.
- E cosa prepari? Pane?-
...
Ricalco e guida o no, qui ci vuole determinazione.
- Perché non una bella minestrina?-
- Minestrina? Anche tu la vuoi? –
- E certo!-
Per consolarla le ho fatto i filini, che a lei piacciono tanto, ma a me no.


Mi sento come se oggi avessi tramato per un mondo migliore, coinvolgendo anche me.
Ma in fondo una giornata basta.

1 commento:

  1. senti maaaa... poi hai finito la sera con un bel... "tirami su" che hai tirato su proprio tutto??? XD

    scrivi in modo divertente; ripasserò il blog per capire meglio. ;)

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