domenica 4 dicembre 2011

Cena a Milano.


Spingo per andare subito alla zona della fiera dedicata a Milano. Un gruppo di stand solo di Milano! Separato da quello della Lombardia! Nella prima mini mappa che ci danno, l’unico ristorante inserito si chiama Milàn l’è semper Milàn. Ce ne sono anche altri, ma io ormai ho scelto questo.

Dopo opportuna consultazione, io e la Manager chiediamo alla cameriera se il “menù degustazione” che comprende tutto si può dividere in due, perché è davvero ricco e noi, castagnaccio o meno (io non ho confessato), non siamo abituate a mangiare così tanto in una volta sola.
La cameriera chiede a tutte le persone possibili del ristorante, e per ogni evenienza noi scegliamo dal menù l’alternativa tipica secondo i nostri rispettivi gusti: polenta con osso buco lei, polenta con gorgonzola io. Ma la cameriera ci conferma che si può prendere un menù per due.

Antipasti.
Il formaggio deve essere tipico: di solito nell’antipasto non me lo portano mai, devo ordinare il “piatto di formaggi” a parte. Anzi è la prima volta che non c’è nemmeno un salume nell’antipasto. Io naturalmente sono felicissima, mentre alla Manager il formaggio non piace.


Provo anche la novità della mostarda: io pensavo fosse una cosa come marmellata, invece è frutta candida con peperoncino. A me sa di zenzero, e coi formaggi è proprio buona.

Miele e mostarda.

Primi piatti.
Bis di risotto alla milanese e ravioli con oca e salsa di noci. I ravioli in particolare sono pesantissimi, ma naturalmente molto buoni.


Secondo.
Polenta con bruscitt (che è una specie di spezzattino) e cassoela (carne che sembra bollita, pure il salsicciotto, e verdure).
Io e la Manager ci dividiamo i compiti: lei dice che questo bruscitt ha un sapore strano, secondo me è normalissimo; io dopo metà bruscitt tutto da sola proprio ‘sta cassoela non la posso mandar giù, però la assaggio e preferisco il bruscitt. La polenta nemmeno la vediamo, e faccio appena in tempo a fotografarla prima che finisca.

Ehm.. avevamo già assalito il piatto quando mi sono ricordata di fotografarlo..

Dessert.
Io sto per scoppiare. Per fortuna il menù è uno, quindi anche il dessert è da dividere. Fra le varie proposte scegliamo la torta di pane. Un mattone di cioccolato e pinoli che davvero non ci sta...


...ma io leeentameeenteee ci provo..


Dopo cena mentre la Manager cerca disperatamente gli stand altoatesini per comprare carinissimi biglietti d’auguri o regalini natalizi, io cerco disperatamente lo stand dello Jäger, ma dovrei andare nel padiglione europeo, vero? Mi accontento di un Ramazzotti.

Se volete abbioccarvi bene sul treno del rientro: camminate tutto il giorno, mangiate una montagna di roba tipica, e bevete un amaro alla velocità della luce perché, dopo aver fatto le spiritose “il mio bicchiere è mezzo vuoto ne aggiunga un po’ ” le persone con cui siete hanno fretta e vi impongono di scolarvelo.

1 commento:

  1. che spettacolo di cena ! Mi è già venuta fame...però,occhio: i bruscitti sono un piatto tradizionale semplicissimo,perchè nasce dalla povertà.in origine erano pezzettini di carne e scarti che siccome stavano marcendo ( e perdio non si buttava nulla ),si mettevano a bagno nel vino e nelle spezie,per togliere il sapore di marcio.dopo un giorno di marinata si mettevano in padella ( vino e spezie incluse )con lo strutto e si cucinavano a fuoco lento.Oggi,ovviamente,si utilizza la trita scelta.I miei bruscitti sono famosi in tutto il mondo:strano non ti sia arrivata la notizia :)
    e poi la cassoela,il miglior piatto dell'universo :verze e tutte le parti meno nobili del maiale( piedino,orecchie,cotica,etc )stufate per ore.Prima di mangiarlo,qualcuno usa bere un bicchiere di grappa per poterlo digerire meglio.Io di grappe me ne faccio due :))

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