venerdì 16 dicembre 2011

Compiti per le vacanze.

Io non so più come dirvelo che mi piace scrivere; le cose son due: o non l’avete capito, o vi piace leggermi.” (Elle)

Tema: scrivi una storia (inventata o ispirandoti alla realtà) con un bambino, un cane e un pallone.
Svolgimento.
C’erano una volta un cane, un bambino, un pallone.
Il cane è marrone, il bambino pure, il pallone no.
Il bambino e il cane escono da casa per giocare col pallone bianco, ma il pallone si rifiuta.
- Cazzo di palloni bianchi! – s’arrabbia il bimbo.
- Mi stanno già sulle palle. – concorda il cane.
Lasciano il pallone fuori e rientrano per giocare col computer.
(Elle, 1998)

Tema: scrivi una storia (inventata o ispirandoti alla realtà virtuale) con un blog, una blogger e un coglione.
Svolgimento.
Ciao Sara, scusa se ti rispondo solo ora, ma come avrai notato sei l’unico

Commentatore fasullo e coglione* che ho, va da sé che ho preferito dare la precedenza ai miei Lettori umani (in tutti i sensi) - e poi la ceretta era già calda e mi scocciava rimandarla.
Premesso che, anche senza il link al mio profilo, peraltro il furto di profilo è perseguibile penalmente e a me basta risalire al tuo indirizzo IP per fotterti, è per questo che negli internet point ti chiedono i documenti prima di dirti quale computer puoi usare, ma stai tranquillo non lo farò perché in questi giorni non ho tempo, se ne riparlerà nel 2012, se non riesco nei primi undici mesi ci penserà la fine del mondo a farti pagare la tua stupidità ottusa, dicevo che anche se tu non avessi messo il link al mio profilo, non avrei mai pensato che sei una donna, perché le donne devono avere un motivo per prendersela con qualcuno, e di solito questo motivo è:
1) un uomo: che io non ho, né voglio, e non farmi la battuta del cazzo che sono lesbica perché se hai letto il mio blog (come so che hai fatto) saprai benissimo che il mio modo di vedere il mondo concepisce l’omosessualità come parte integrante del ventaglio di possibilità dell’uomo; dicevo appunto uomo, perché una donna non se la prenderebbe mai per un’altra donna (a meno che non sia lesbica, certo, ma tu non lo sei);
2) un profilo estetico superiore al loro: che io non ho perché anche quando mi pettino sembro un cane, o al massimo una capra, ma a te piacciono i gatti, quindi non è il nostro caso;
3) un posto di lavoro, che di questi tempi scatenerebbe chiunque: ma che io non ho né sto cercando.

Quindi ricapitolando tu non sei una donna 1) perché è da almeno sei anni che io non partecipo al furto di un uomo (e in effetti l’ultima volta l’avevano rubato a me), 2) perché non sono mai stata bella né, e su questo converrai anche tu, simpatica, quindi non rubo nemmeno la scena; 3) perché non faccio le scarpe a nessuno al lavoro infatti, come tu sai dal mio blog, io lavoro da casa con persone che non hanno nemmeno capito che questo su cui scrivo è un computer, figurati se possono entrare su internet e rubarmi il link al profilo. A parte che ti basta un indirizzo e-mail per fartene uno e smetterla di nasconderti come un codardo qualsiasi.
L’unica caratteristica di una donna che hai è infatti quella di essere senza palle, anche se al giorno d’oggi non si può più dire; se mi scrivessi una mail in privato per espormi il tuo parere sulla quantità di odio in me, sarebbe già più coraggioso da parte tua, ma siccome hai paura che non ti risponda o che scopra qualcosa di te (il tuo indirizzo e-mail sarebbe utile a farmi sapere chi sei, non lo pensi anche tu?), non lo fai. Adesso però sei lì che aspetti di sapere se ti risponderò o se cancellerò di nuovo il tuo commento, e naturalmente non hai molto da fare oggi (ma neanche ieri) se ti inventi questi giochetti: che io pubblichi commenti finti a nome Nonno Simpson per prendermi gioco di te ci sta, in fondo sono io l’aggredita e mi posso difendere anche a colpi di scherzi, e per di più sul mio stesso blog e senza rubare il profilo a nessuno, mentre tu, così privo di iniziativa, pur di non darmi la soddisfazione di farti un profilo per apparirmi coglione tale e quale come sei, preferisci rubare il mio profilo, sul mio blog, e come (ben) seconda strategia di offesa. Ci sono tutti gli elementi per denunciarti per molestie, non trovi? Ma non lo farò tranquillo, come mi hai ricordato si avvicina natale ed io devo fare le prove generali dei dolci, sai avrò ospiti che, oltre ad essersi auto-invitati, hanno pure richiesto dei dolci precisi ed io borbotto fra me e me peggio di Nonno Simpson, ma so già che li accontenterò e che vorrò dare il meglio.

Ma sto divagando, dov’eravamo rimasti? Ah sì, a quanto sei coglione da 1 a 10. Non mi è mai piaciuto dare giudizi affrettati, quindi non so cosa rispondere a questa tua richiesta implicita, perché come ben sai non ti conosco affatto.
Però so chi sei: ho una fissazione per la lingua italiana che esclude grafia e intonazione, ma comprende scelta del lessico, e dell’esposizione in genere. Finora sei stato abbastanza costante, oggi mi hai stupito perché hai fatto un vero tentativo di commento cattivo, migliori a vista d’occhio, giuro. Naturalmente ora che ci stai prendendo gusto ti sarai anche un po’ allenato a casa, ma sappi che hai variato solo di una sfumatura (che io ho riconosciuto), ed è per questo che apprezzo il tuo sforzo di non passare per te stesso; non essere se stessi è una cosa che normalmente aborro, ma vista la situazione in cui la necessità di non apparire coglione per te si fa più impellente, apprezzo che almeno ti sia sforzato di apparire un altro coglione e non proprio tu. Dai, è un piccolo passo ma ce la farai a migliorarti, prendilo come il mio augurio di natale. Certo tu hai considerato il fatto che anche qualcun altro avrebbe potuto leggere il tuo commento e riconoscerti come il coglione dell’altra volta, e hai pensato bene di ingannare tutti a colpo d’occhio inventandoti il nome Sara. Il link al mio profilo invece l’hai pensato tutto per me. Se le visualizzazioni del mio profilo saliranno alle stelle sarà tutto merito tuo, perché nella nostra cerchia non c’era ancora una Sara, quindi tutti i miei Lettori, a loro volta alla ricerca di Lettori e di Blog da leggere per il piacere di leggere e non di placare le proprie insicurezze con commenti del cazzo, ci avranno cliccato sopra per scoprire chi è questa Sara, forse una nuova Blogger da sostenere col nostro appoggio di “veterani”?
Invece dovranno constatare che è solo quel coglione di Commentatore dell’altra volta.

Non avertene a male, sono sicura che frequentando con costanza il mio blog (come silenziosamente già facevi) imparerai le buone maniere dei blogger, che non sono poi diverse da quelle della vita reale, perciò potrà essere un utile insegnamento, una crescita, un miglioramento di te anche fuori dal web: vedi che a saperlo trovare il lato positivo c’è sempre. Non dico che un giorno ti farai un profilo, perché sono scelte che richiedono il coraggio di esporsi e di dire ciò che si pensa in pubblico, nonché una certa dose di menefreghismo del tipo “o la va o la spacca, non si può piacere a tutti”, mentre per ora tu hai ancora paura di apparire per quello che sei, ossia un coglione, perciò preferisci mostrarti coglione ma senza far sapere che sei proprio tu. Per non parlare di quell’ultima brutta esperienza, quando non si sa perché hai avuto l’impressione di non piacere, e ancora non te lo spieghi, ancora ti rode, ancora ti fa tremare le vene e i polsi.
Io però lo so che sei tu, non solo per il modo in cui ti sei espresso, ma anche per i contenuti scollegati dal contesto, e ultimamente anche ricchi di astio represso, che ti caratterizzano. Mi hai fatto notare come, tornando a ritroso dagli ultimi post, ad un certo punto - ma non subito, sono lusingata che tu legga il mio blog e i commenti dei miei Lettori, c’è tanto da imparare sulla civiltà, soprattutto leggendo i commenti dei miei Lettori, mentre dai miei post non c’è da imparare nulla, nemmeno come si fanno i Lebkuchen, perché a quel post non ci sei arrivato, infatti sconvolto ti sei fermato prima (cronologicamente dopo, perché leggevi a ritroso), e hai smesso di seguirmi o meglio, sei tornato solo per vedere se ti avevo risposto, perché in quanto commentatore senza uno straccio di profilo a te non arrivano le notifiche via mail ogni volta che qualcuno commenta lo stesso post. Dicevo che hai fatto il tuo commento cronologicamente quando io, sotto altri post, e con altri Lettori, intavolavo amabili discussioni (l’argomento lo sai, non c’è bisogno che te lo ripeta) e elargivo informazioni private, e questo ti rode il fegato, perché con te questa gentilezza non l’ho mai avuta. Già ma tu chi sei? Sara, Katiuscia, Maria? No: un anonimo coglione come ce ne sono tanti, oppure sei l’unico coglione del web e solo per questo dovrei riconoscerti subito? In effetti non hai bisogno di sceglierti un nome che sia uno, univoco e facilmente ricollegabile a te in aggiunta a ciò che scrivi nei blog (solo nel mio? O sei coglione ovunque? Dai, dimmi che ho l’esclusiva, mi monterei la testa da matti!!).

D’altronde non ho bisogno di svelarti chi sono perché tu il mio profilo lo conosci benissimo, dal link con cui arrivarci fino ad ogni singola informazione che ci ho messo, indirizzo e-mail compreso: questa non è un’informazione privata, come forse tu accecato dalla tua stupidità e gelosia hai pensato, perciò mi chiedo come mai non mi scrivi in privato per dirmi quanto mi odi. Chiunque potrebbe usare il mio indirizzo e-mail, e pensa che c’è qualcuno che l’ha già fatto, anche se ho riscontrato due categorie informatiche fra coloro che usufruiscono del mio indirizzo e-mail:
1) quelli che di informatica ne masticano perché l’hanno pure studiata a scuola (ad esempio io mi includo in questa categoria) e con un clic entrano nel mio profilo, trovano l’e-mail e la usano;
2) quelli che di informatica sanno poco più di ciò che serve ad aprire un account blogger, quindi la mia mail non la troverebbero nemmeno se gliela scrivessi in un post dedicato.
In mezzo ci sono le vie di mezzo, ossia quelli del 2) che se gli metto l’e-mail su un post dedicato la trovano, e quegli altri dell’1) che sanno trovare l’e-mail ma non son capaci di aprirsi un profilo, di scegliersi un soprannome che li identifichi per quello che sono (io al tuo posto avrei scelto Coglione, per dire), né caricare una foto anche presa dal web o creata con paint che rappresenti qualcosa a cui vorrebbero assomigliare (io al tuo posto mi limiterei a due palle, per iniziare). Entrambi hanno delle attenuanti: c’è chi riesce ad entrare nel mio profilo, ma poi gli va male caricare un commento sensato, e c’è chi commenta sempre senza problemi, né di connessione né di ignoranza delle più banali regole di educazione civile (quella che ti insegnano all’asilo, per intenderci), ma poi non riesce ad arrivare al mio profilo.

Nel frattempo pensavo che in effetti, se tu ti fossi scelto un nome da uomo, ad esempio Ubaldo, saresti stato meno credibile che come Sara:
1) perché una donna invidiosa che dice cose come “quanto odio hai nel cuore” ci sta, peccato che non ci siano le motivazioni di base, quindi o te lo sei fatto scrivere da una donna o hai una combinazione di cromosomi e ormoni che porta ad una certa femminilità nelle situazioni di tensione (peraltro create da te che, come molte donne, ti inventi i problemi pur di avere qualcosa di cui lamentarti con le amiche);
2) perché un uomo che fa la lagna non è un vero uomo, avresti dovuto darmi della puttana, cosa che non è da te per due motivi:
1) perché tu aborri le parolacce, o sbaglio? (ed ora non esibirti in una scarica di improperi solo per non darmela vinta);
2) perché la tua combinazione di cromosomi e ormoni ti impedisce di reagire in un modo diverso dalla denuncia isterica, dall’accusa sorda e immotivata; inoltre ti fa retrocedere preoccupato e limitato di fronte all’uso delle parolacce, limitato perché sei convinto che usare le parolacce significhi solo provare odio per qualcuno, è evidente che non hai mai visto una puntata di Zelig e non hai senso dell’umorismo sufficiente a cogliere il lato comico di certe frasi forbite che si concludono con un termine osceno (non ti faccio un esempio pratico solo perché non vorrei che tu perdessi la concentrazione proprio ora).

La tua combinazione di cromosomi e ormoni ora ti tiene in bilico fra due reazioni:
1) incazzarti perché insinuo che tu, uomo, hai reazioni troppo femminili, ma non te la prendere non è una critica né vuole essere un’offesa, anche perché di critiche e offese ho disseminato il testo qua sopra, se hai avuto la pazienza di leggerlo;
2) offenderti ed uscirtene con un’altra frase delle tue, tipo “mi dispiace per te” con i puntini di sospensione prima o dopo, a tua scelta.
A mia discolpa posso solo dire che io non parlo a vanvera, ma con cognizione di causa, infatti un test clinico ha dimostrato che io ho una combinazione di cromosomi e ormoni che contiene più testosterone del dovuto per poter dire che io sono una donna-donna, pertanto ho caratteristiche che solitamente i luoghi comuni attribuiscono agli uomini, ad esempio parcheggio benissimo e non chiedo mai indicazioni stradali perché lo so benissimo dove si passa; a volte sono aggressiva (verbalmente) ma non serbo rancore troppo a lungo (perché ho calcolato i pro e i contro e non mi conviene); se ho un problema non riunisco le amiche per un te di chiacchiere e pettegolezzi, ma mi ammutolisco e impensierisco, e per risolvere (e voler risolvere un problema anziché rimuginarci per sempre è tipico maschile) me ne vado a pesca, perché mi rilassa e mi da tempo e modo di riflettere (metaforicamente, in realtà faccio lunghe passeggiate nella notte e a pesca non ci sono mai andata in vita mia, ma il concetto ti è chiaro no?). Allo stesso tempo ho abbastanza estrogeni e progesterone per notare i dettagli, cosa che mi impedisce di perdermi anche se non ho chiesto indicazioni, come invece può succedere agli uomini, e puoi star certo che se una persona si taglia i capelli anche solo di mezzo centimetro io me ne accorgo; i miei ormoni femminili inoltre mitigano l’aggressività testosteronica e mi danno quell’istinto materno che mi spinge ad occuparmi allo stesso modo di qualsiasi caso, anche di uno disperato come il tuo. Contemporaneamente non ti lascerei dire senza reagire, perché il testosterone mi spinge ad agire, anche sola contro tutti, per schiacciare come un moscerino la tua stupidità pericolosa: il testosterone mi dà infatti anche l’istinto maschile di proteggere la mia grotta e i miei cuccioli dagli animali, mentre l’istinto femminile mi fa percepire il puzzo del pericolo dal suo primo apparire all’orizzonte. È roba che ha radici nell’era della scimmia che si è fatta uomo, non lo puoi cambiare: tu al massimo puoi cambiare profilo da rubare, perché sei un moderno parassita del web.
Ma torniamo a noi.
E niente, per oggi ho finito. Per qualsiasi precisazione non esitare a contattarmi, via mail o sul blog, d’altronde l’ho aperto perché la mia vita reale è abbastanza povera di coglioni e speravo di incontrarne sull’internet: non saranno mica tutti intelligenti come i miei Lettori ufficiali e civili (e qui non potrai non darmi ragione anche tu).
Auguro buon natale anche a te.
(Elle, 2011)


4 commenti:

  1. A volte penso che il modo migliore per ferire un coglione sia l'indifferenza.Ma in realtà il coglione non comprende la finezza,dal momento appunto che è un coglione.Un bel vaffanculo virtuale frutta di più.il coglione o si imbizzarisce o si ritira in buon ordine.Nel primo caso è gioia pura,nel secondo te lo sei levato dalle palle e son soddisfazioni comunque.Tornando alle cose serie,il tema datato 1998 è un colpo di genio da fuoriclasse.Uno dei motivi per cui leggerti è un privilegio.

    RispondiElimina
  2. Lo so lo so, me lo diceva sempre la Nonna quando uno tentava angherie a scuola "lascialo perdere, fai finta di niente". Ma poi penso: e se lo lascio perdere e continua lo stesso? Tanto vale divertirmi anche io :)
    Tanto lui più di una frase non riesce a scrivere, ed io con tre fogli di carta bianca da riempire a partire da una sola frase (la sua) ci vado a nozze. E poi volevo dimostrargli che non sono brava solo nei decaloghi ma anche nelle lettere ;)

    La possibilità di pubblicare un mio tema del 1998 poi.. non ha prezzo!!

    RispondiElimina
  3. wooooowww... mi sono andata anche a leggere i prodromi e... woooowww!!! hai le palle, ragazza!!! ;-)

    RispondiElimina
  4. Ciao Economista, non sono esperta di biologia, ma forse è proprio lì che risiede il testosterone che non dovrei avere (o era nel cervello? bah..)
    Grazie per aver letto tutto, e benvenuta ;)

    RispondiElimina

Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...