domenica 11 dicembre 2011

Das ist heute mein Rhythmus.

Cose di cui non ho voglia oggi: fare la lavatrice (ed è così da martedì scorso).
Cose di una casa normale o anche straordinaria che abbiamo anche noi: i fornelli sempre puliti (tranne quando io mi faccio il caffè).
Cose che se me ne andassi verrebbero fatte sparire perché sicuramente non piacciono: le stampe attaccate alla parete del bagno con lo scotch e il sacchetto del pane ricamato da me.
Cose che senza di me nessuno a CasaMia avrà più: una bibliotecaria che consiglia e presta i romanzi di Calvino, ma anche del meno conosciuto Mastronardi, a botte di tre alla volta, così per farsi un’idea dello stile.
Cose che lentamente verrebbero cambiate: tutte quelle che, nell’immaginario comune di CasaMia, “disturbano”, ad esempio la fila di Matildine sul davanzale, anche se “sono molto belle, davvero”, e il vaso cubico di vetro pieno di saponette e campioncini sul bordo della vasca (i campioncini stanno finendo tutti, a turni di cinque, dentro il porta-sapone liquido).


Oggi ho molte cose in lista, l’unica che non ho messo è il pranzo, perché per colpa di certi Folletti ho fatto colazione tardi e pensavo, anziché farlo slittare, di saltarlo direttamente e passare da colazione a merenda. Ve l’ho mai detto che preferisco fare colazione e merenda? Mah, qualcuno forse l’aveva immaginato..
In lista ho i copri-vaso da finire, spolverare i libri della mia camera, vorrei finire di leggere il thriller svedese e iniziare Anna Karenina, ma siccome non mi va di mollare un romanzo a metà (ma l’avrei fatto già a un quarto), lo continuo lentamente, soprattutto ora che mi mancano poche pagine e spero (ma viste le prime 470 pagine ho quasi paura che non sarà così) che si arrivi finalmente al dunque, e son curiosa di sapere se questo dunque riguarda l’indagine che, fra righe e righe di informazioni ininfluenti si svolge, o se invece scoprirò soltanto che il poliziotto non ha il diabete come credeva ma una rara forma di dermatite non cutanea senile che dà amnesia.
In lista ci dovrebbe andare anche il dolce settimanale, visto che ieri non m’è nemmeno venuto in mente, e considerato che comincio a ricevere richieste per le feste, e che queste sono incentrate sui miei grandi successi del passato, potrebbero essere questi gli ultimi giorni per provare qualcosa di nuovo.
In lista ci sono i compiti di inglese e il libro di Calvino Lezioni americane.
E domani sarà una giornataccia di commissioni e non ci voglio nemmeno pensare.

Che bello è andato via il sole, allora la lavatrice non la posso fare!

Stamattina avrei dovuto mettere la musica natalizia, è pure domenica. Ma dopo la messa a tutto volume che i cattolici di CasaMia mi hanno fatto subire, avevo bisogno di altro.
Oggi ascolto musica proibita tedesca degli anni ’30. I motivi della proibizione son diversi, e considerato che fu il regime nazista a proibirla, uno potrebbe essere la sua origine americana, ma anche il fatto che veniva ballata in maniera diversa rispetto alle danze standard di coppia. Ma sono solo mie supposizioni. Naturalmente in Germania c’erano sale da ballo clandestine e uno dei locali più belli in cui sono stata a Berlino era, da fuori, un normalissimo vecchio edificio con cortile e giardino, in cui si poteva cenare (facevano anche la pizza) ma soprattutto si ballava il tango, e ogni volta che ascolto questa musica provando ad immaginare il periodo e la clandestinità del ballo, a me viene in mente quel locale (e qualche tango nella raccolta c’è).

In realtà però la raccolta Swing Tanzen verboten 1929-1945 a me ricorda il mio lavoro a Berlino, perché è lì che l’ho conosciuta. Nel negozio in cui lavoravo, fra le altre cose si vendeva anche un po’ di vecchia musica berlinese rimasterizzata in cd, anche se l’attrattiva maggiore era altro, mentre la musica rimaneva a favore di quei pochi clienti esperti e appassionati. La nostra giornata lavorativa però era scandita da un video di presentazione in cui il nostro capo parlava per 25 minuti, e che noi non sopportavamo più. I miei colleghi con maggiore anzianità avevano imparato ogni parola a memoria, e a volte, presi da strani raptus, scleravano e ripetevano a menadito tutti i 25 minuti, quasi imitando alla perfezione anche la voce, le pause e l’intonazione del nostro capo. Io non volevo né imparare il tedesco attraverso la voce e l’intonazione del nostro capo, né sognarmelo la notte che mi parlava al ritmo di 25 minuti alla volta. Per variare abbiamo iniziato ad ascoltare la presentazione in una delle altre sette lingue in cui era disponibile il dvd, ma a noi restavano in mente la voce e l’intonazione del nostro capo e avevamo paura.

Io allora, in qualità di membro più autorevole, per impegno ed inventiva, del negozio, chiesi al nostro capo se potevamo cambiare sottofondo alle nostre giornate lavorative già di per sé sempre più tristi, vista la crisi incombente (era il 2008, sicuramente io me lo sentivo), senza mai accennare alle crisi isteriche che oramai la sua voce e le sue parole in quel dvd ci procuravano. Spiegai che molti clienti, incuriositi dalla nostra sezione musica, ci chiedevano sempre più informazioni, e siccome molti cd erano registrazioni da esecuzioni col grammofono, i clienti volevano sentire i cd come prova dell’udibilità dei brani: “abbiamo una copia di consultazione di ogni libro, di ogni puzzle, di ogni boccale di birra, ma non dei cd! I clienti ne hanno diritto” dissi, aggiungendo che ascoltare la musica che vendevamo sarebbe stata un’ottima pubblicità, e per la visione gratuita del dvd (che era il fulcro della politica di vendita del nostro capo nonché della filosofia sulla quale si basava l’esistenza stessa del negozio), avremmo mandato i clienti al nuovo negozio, dove era stata allestita una sala apposita non per nulla.
Avevo o non avevo ottime argomentazioni?

Il capo accolse con gioia la mia proposta innovativa, mi procurò un lettore cd e mi disse che però non dovevo alzare troppo il volume perché non era una sala da ballo: “allora sono proprio Tanzen verboten” esclamai io mostrando sia i cd che avevo scelto per l’ascolto pubblico, sia un senso dell’umorismo degno di nota, che faceva sempre sorridere il mio capo, che secondo me a volte pensava seriamente che essere stranieri e non parlare bene la lingua significasse non saper cogliere i sensi per farci le battute.

Da allora io e le mie colleghe ascoltammo ogni giorno tutto il giorno questa raccolta di 4 cd registrati per aria dal grammofono (lo so che c’è un termine apposito per questo tipo di registrazione, ma credete che se ora l’avessi in mente non ve lo direi?): l’audio non è dei migliori ma proprio per questo il tuffo nel passato è più efficace.
Da quando sono andata via da Berlino, per me il tuffo nel passato è doppio: un po’ mi immagino a ballare in bianco e nero in quel locale di tango fuori dal tempo, un po’ ritorno agli accenni di danza e al canticchiare al lavoro con le mie colleghe, principalmente sulle note di Puttin’ on the ritz, la nostra preferita (che, scoprii, era stata rifatta anche negli anni ’80 da un certo Taco, versione che subitaneamente spedii alle mie colleghe per conoscenza).

Oggi invece trovo più in linea col mio natale allegro il brano Ja, das ist nun mal mein Rhythmus, (“sì, questo è proprio il mio ritmo” – traduzione mia a caso, perché “nun mal” può voler dire tante cose a seconda del contesto, e chissà qui cosa s’intendeva) suonata da Kurt Widmann & sein Orchester (cd 2), e che vi posto in questo bellissimo video fatto da me (istruzioni nel post di ieri) con la foto della copertina della raccolta, presa da internet, infatti io a Berlino masterizzai i cd perché mi sarebbero costati super scontati 12 euro in tutto, ed io non sempre nella vita ho lavorato per denaro, talvolta mi bastava la soddisfazione di avere carta bianca riconosciuta (a quel punto addirittura sul sottofondo musicale, dopo aver scalzato nientemeno che la voce del mio capo in persona), perciò invece di rubarlo lo presi in prestito e lo caricai sul pc.

Se nel frattempo mi venisse voglia di fare la torta, seguirà post con la ricetta.

7 commenti:

  1. ahahaha :) sei una sorpresa continua ! anche il charleston ( credo che sia un charleston ) tedesco! E' divertentissimo,perfetto per il clima natalizio :) Se fai la torta,attendo la ricetta ( così mangio con gli occhi e non ingrasso).

    PS : miiiiii...Taco...che viaggio nel passato...lo avevo rimosso completamente :)

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  2. oggi starei tutto il giorno sotto il piumone!

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  3. Blackswan sei fortunatissimo, mangerai presto una bomba al burro, senza rovinarti la salute di mezzo grammo ;) io invece, salutista ai massimi livelli, non fumo non bevo caffè non mangio fritti non bevo alcolici vado in palestra non mi drogo son sicura che qualcuna di queste affermazioni non è vera ho deciso che l'unico attentato alla salute sarà il colesterolo alto.
    L'ho deciso oggi dopo il charleston (o cos'è).

    Isabel il piumone è traditore.. però ogni tanto crogiolarsi ci vuole proprio.. domani è un altro giorno ;)

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  4. Elle,non mangio dolci,perchè non mi piacciono,però le tue torte virtuali non me le perderei per nulla al mondo.Per il resto:fumo,bevo caffè,bevo alcolici e ogni tanto, mezza canna con gli amici scappa.Però,i fritti li mangio non più di una volta all'anno e faccio sport quasi tutti i giorni.Quindi,non morirò per il colesterolo alto,credo.Per tutto il resto,si.
    PS : a questo punto son curioso di sapere quale delle tue precedenti affermazioni non è vera :)

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  5. Ho provato ancora a cercare un indirizzo mail per mandarti alcuni link,ma evidentemente ho problemi ( o miei o di pc ).
    Ti lascio comunque questo: una canzone che dura 26 minuti.E che canzone:

    http://www.youtube.com/watch?v=M58wE8GTGp4

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  6. La torta è in forno, in questo preciso istante sto cercando di ricordare a che ora l'ho messa: è un esperimento che mi preoccupa.. appena la tiro fuori la fotografo e posto la ricetta, nel frattempo l'ho scritta e ho caricato le altre foto, vedremo, sono proprio curiosa.
    Forse le affermazioni false sono quasi il 90%? Aspe' fammi calcolare ;) Intanto segnati l'indirizzo primoromanzo@gmail.com
    No dai a parte drogarmi le altre più o meno le faccio tutte (vabbè fumo solo passivo e raramente, vale lo stesso?): caffè solo con un po' di latte, qualche fritto (me li fanno), un po' di palestra (questa settimana ho disertato) e non mi sento salutista per niente, perché in inverno sostituisco la frutta e la verdura con le torte :)
    Comunque il mio alimento base è un panino con nutella (quando vado in palestra anche due al giorno).

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  7. E io che avevo puntato tutto sulla droga :)
    No,il fumo passivo non vale,se no diventa un vizio anche respirare gli scarichi delle automobili :)
    Preso nota della mail:stanotte o domani vedo di mandarti qualche link.

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