venerdì 16 dicembre 2011

Ho le voglie.

Tre volte a settimana vado in palestra, tre volte a settimana penso “Mi devo fare la ceretta. Di nuovo?”.
Le settimane passano, di tre giorni in tre giorni, quindi sì, di nuovo.
Oggi la parete a specchi mi ha detto che finalmente ho trovato un’acconciatura che mi dia quella testa da carciofo di cui sento sempre parlare, anche se forse il carciofo

a me è dato più dal colore della pelle che dalla coda-alta-a-cipolla. La parete a specchi mi ha mostrato anche quanto sono dimagrita, anche se non credo che sia tutto “merito” della palestra. Metto tra virgolette perché proprio di dimagrire non avevo bisogno.
Oggi a sorpresa: circuito cardio. Ma non era la lezione dell’ultimo venerdì del mese? E oggi non è 16? Siccome stamattina mi sono alzata con mezz’ora di ritardo, anziché arrivare in palestra coi soliti 15 minuti di anticipo, ci sono arrivata puntuale, le altre perciò erano tutte già lì, a spettegolare nello spogliatoio dal quale escono all’ultimo, alla spicciolata e spesso solo se chiamate fuori. Vicino alla parete a specchio invece c’erano solo la Vale e la Raffa. Della Vale conosco il nome perché ogni volta che c’è il circuito, io e lei finiamo in coppia. Della Raffa conosco il nome perché è l’unica che arriva sempre in anticipo di 15 minuti come me, ma soprattutto perché chiacchiera così tanto, anche da sola, che si auto-nomina più volte nel corso di quei 15 minuti trisettimanali. Io le sorrido sempre, in fondo è simpatica, ma non sempre le rispondo. Oggi ho pensato che la Vale sia un po’ come me perché nonostante non ci siamo mai rivolte la parola in tutti i nostri circuiti in coppia (in effetti più di uno al mese..) appena sono arrivata vicino a lei e alla Raffa, dopo un veloce scambio di convenevoli con loro, si è girata verso di me e mi ha detto “io e te stiamo in coppia come sempre?” Ho annuito con un sorrisino riferito al mio primo pensiero: non sopporta più le chiacchiere della Raffa. Oggi è stato stancante, ma io lo so che quello era il circuito cardio, anche se l’istruttrice non lo dice, io lo capisco da quanto mi spompa. Nel frattempo pensavo al mio immediato futuro.
A me, ad esempio, di festeggiare il capodanno non me n’è mai fregata una mazza e non ci penserei nemmeno, se a dicembre non mi venissero le voglie.
Sulla base della voglia e dell’idea che mi viene di conseguenza, ogni anno decido se e come festeggiare il capodanno. Le ultime voglie che ho avuto (in ordine di apparizione nella mia mente adesso) sono:
1- voglia di vedere qualcuno in particolare: e ho festeggiato con queste persone
2- voglia di fare nulla: e son rimasta a casina
3- voglia di ubriacarmi: ma non ricordo bene se alla fine l’ho fatto o no
4- voglia di lavorare: basta dare disponibilità a straordinari non pagati
5- voglia di fare qualcosa di tranquillo: e ho organizzato (o partecipato a) una cena tranquilla a casa
6- voglia di stare in mezzo a degli sconosciuti: e mi sono aggregata ad una festa in cui non conoscevo nessuno
7- voglia di ballare: e sono andata a ballare.
Alcune di queste voglie le ho avute singole, altre in coppie precise, ad esempio la 3 e la 7, o la 3 e la 4 (quando lavoravo al bar era più facile), o la 6 e la 7.
Quest’ultima combinazione si è verificata l’anno scorso, voi direte basta andare in discoteca, ma io volevo che fosse anche una serata tranquilla (+ punto 5), perciò sono andata ad una festa che era una cena in casa di uno sconosciuto, dj per hobby, alla quale ogni invitato avrebbe dovuto portare qualcosa, mentre il proprietario avrebbe messo la casa e la musica: cena tranquilla informale, sconosciuti e musica ballabile in una casa sola. Io non ci sono andata da sola, ma con altre tre persone, di cui una era l’aggancio col nostro ospite.
Fra noi quattro l’unica che si è divertita sono stata io. Ho fatto le seguenti cose:
1) portato un fantastico contributo alla cena preparato con tutti gli avanzi di casaMia, compreso un tocco da chef francese di pesto scaduto come base di un’insalata di finocchi, lattuga, mela, noci, parmigiano che è stato il piatto forte fra quelli portati da noi, una bontà da leccarsi i baffi, grazie alla sua particolarità del condimento al pesto; scaduto, sì, perché ho pensato che tra alcool e droghe molti avrebbero vomitato comunque e buttare via il pesto mi scocciava;
2) chiacchierato con un brasiliano che parlava con accento inglese, aveva l’aspetto di un olandese minorenne, affermava di odiare tutte le cose famose brasiliane, e di aver imparato l’italiano così bene in due settimane con una fidanzata napoletana; dopodiché si è mostrato preoccupato che però il suo accento brasiliano venisse fuori di botto, io gli ho detto che il suo accento l’avrei detto inglese, lui mi ha risposto orgoglioso ma fingendo casualità “ah sì, perché da quando avevo tre anni ho vissuto negli Stati Uniti”, e allora che vuoi, io comunque avevo detto inglese, in ogni caso ho chiesto “da piccolo?”. No perché forse fingeva solo di parlare così bene l’italiano e in realtà intendeva dire che “da tre anni” viveva negli Stati Uniti e, sì certo, solo fino a due settimane prima, quando si era trasferito a Milano per amore di una napoletana imparando a parlare l’italiano meglio degli italiani.
3) Mangiato a più riprese un ottimo cous cous preparato da un’altra, mentre delle cose portate da noi quattro non ho toccato nulla, mi hanno detto "l’insalata col pesto è buona", ed io mi son fidata ciecamente; “è una ricetta che mi viene richiesta spesso”, ho sicuramente borbottato ad un certo punto, cercando in fretta chi deteneva il possesso della bottiglia, per brindare a qualcuno e cambiare argomento.
4) ballato tutta la notte;
5) avuto dolori per tutta la settimana, finché ho deciso che non si può ballare vestita di ruggine una volta all’anno, ed è proprio per questo che io a febbraio 2011, dopo un gennaio di riflessione introsportiva, ho iniziato ad andare in palestra.

E questo capodanno? Quest’anno sono allenata, e ho deciso di festeggiare il capodanno solo se troverò un posto dove poter ballare questa musica e nessun’altra, perché questa è la mia voglia di quest’anno.
Altrimenti niente.


Ps. Ho dei vicini cinesi che a volte hanno voglia di fritto. Lo capisco dall’odore che c’è nel cortile di CasaMia, esatto, quel cortile dove stendo il mio bucato.

2 commenti:

  1. Probabilmente in un posto che passa questa musica ci andrei anche io.Lontana dai miei gusti,ma mi diverte un sacco.mannaggia,mi hai ricordato capodanno.Un festa che non tollero,come tutte le altre peraltro.Far finta di essere felici mi viene male.E che ci sarà poi da festeggiare se un altro anno di vita se ne va e un sacco di stronzi attentano alla tua macchi con razzi e petardi ? :)Però capodanno mi toccherà.Non so ancora dove e con chi.Punto quindi all'abbinamento delle voglie 3 e 5.Anche se per la 3 ho già dato tutto ieri sera e temo che la seconda volta in un mese sia troppo.:)

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  2. Eeeh il capodanno incombe, io fortunatamente sarò sola e libera da condizionamenti (basta che un anno vada un locale per svuotare il resto del mondo), che è sempre un gran vantaggio quando si decide che "o così o niente": a me non piace festeggiare, ma a volte colgo l'occasione per soddisfare una voglia; mi piace solo l'idea che il giorno dopo inizi un nuovo anno.
    Per quanto riguarda la voglia 3, è sufficiente che inizi dopo mezzanotte, così risulta nelle competenze di gennaio ;)

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