sabato 3 dicembre 2011

La partenza e l'arrivo.


h 8.45
stamattina ho letto l’oroscopo settimanale del sabato: mi ha detto la stessa cosa che vi ho detto io in questi ultimi giorni, ma ha usato parole diverse e più dirette: “possibili altalene d’umore create da una quadratura rapida di Venere attiva specie per le prime due decadi”. Io sono della terza decade, quindi l’altalena oscilla meno, ma io l’avevo notato ugualmente, perché mi conosco meglio di Pesatori.

h 10.30
Prima missione compiuta: sono uscita di casa il più presto possibile, lasciando lì 12 gradi.

h 11.00: ho trovato parcheggio su una pozzanghera, fra un albero e il cartello di “divieto di sosta sulla banchina”, leggo in macchina a 18°.

h 11.07
Organizzare compleanni ha i suoi vantaggi: si conservano in memoria numeri di telefono di persone che lavorano all’aeroporto, ad esempio M. a cui domenica scorsa avevo già chiesto se il famoso parcheggio gratuito esistesse ancora, e che mi aveva detto “sì”.
Richiedo parere aggiuntivo via sms: “ciao m,ma se all’aeroporto lascio la macchina al parcheggio gratuito, sulla strada, dove parcheggiano tutti ma c’è il cartello di divieto?”
Risposta di M: “Non ho capito dov’è questo parcheggio. L’unico gratuito credo sia quello ke già conosci…lungo la strada non so se puoi.”
Elle: “si la strada che porta al parcheggio,e che ci passa davanti, xche i posti del parcheggio vero e proprio sono pieni”.
M: “Mi sa che lì non si può…ogni tanto arriva il carro attrezzi. Puoi provare dall’altra parte,segui i cartelli aeroporto militare e quando sei di fronte alle poste trovi un parcheggio recintato ma è gratuito. Prova lì.”
Elle: “ok”
Ho seguito le indicazioni, i cartelli e un filo di pensiero: perché domenica non mi ha detto di quest’altro parcheggio? Perché nel primo messaggio mi ha detto che l’unico parcheggio gratuito è quel fosso di fango con pochissime strisce bianche e troppe banchine con divieto di sosta?
Alla fine delle indicazioni: un parcheggio bellissimo, con un bellissimo posto libero, recintato e gratuito. Se non gli avessi scritto non l’avrei mai immaginato, se non gli avessi scritto due messaggi non me l’avrebbe mai detto.
Elle: “trovato! Grazie!! :)”
No perché io sono quella che vuole avere l’ultima parola, ma anche quella che se chiede un’informazione, e l’informazione ottenuta risulta giusta e soddisfacente, ringrazia.

h 11.20: seconda missione compiuta: trovato parcheggio sicuro all’aeroporto in cui lasciare la macchina tre giorni gratuitamente senza controindicazioni.

h 11.50: sono dentro. Ora è la vera vacanza, passati i controlli. La sala d’attesa è vuota e il bar è vicino: un paradiso terrestre. Il profumo del caffè mi chiama, e mi ricorda che nella fretta di uscire di casa il prima possibile, ho scordato il panino del pranzo, quello che volevo farmi con nutella. L’odore del caffè mi chiama, e mi implora di pranzare con cappuccino e brioche al cioccolato, e subito.
Ho tolto il piumino e il maglione, all’aeroporto si soffoca! Mi sono vestita a strati per alleggerire il bagaglio e poter far rientrare nei dieci chili anche qualche carciofo e qualche melagrana, dato che alla fine non ho fatto i Lebkuchen (ero troppo triste e sconsolata), ma ora mi sudano pure i polpacci.
Ho salutato tutti con un sorridente “io me ne vado, parto!”: sorridente e ben scandito, ammutolendo la ciurma gracchiante che non pensava a me ma alle sue chiacchiere, ed ora sono qui: già in aeroporto inizia l’aspetto riposante della vacanza.

h 12.05: pranzo frugale consumato; caldo in aumento.
Coi jeans, il body, e la chioma leonina sciolta mi sento molto anni ’80.. se solo avessi le scarpine basse e gli scaldamuscoli, al posto degli stivali arancioni.

h 12.18
Nel vuoto di gente si è materializzata una tipica mamma aeroportuale (=isterica), che permette al suo bambino di fare le seguenti cose:
1) respirare, ma silenziosamente
2) prendersi uno schiaffo se oltre a respirare fa qualcos’altro (anche sorridere, non si può).
Io farei un figlio solo per capire se è davvero una piaga averne uno come dicono, e dopo andrei dritta da una mamma-isterica per dirle, a seconda dei risultati:
- Sorella, avevi ragione. – oppure:
- Sei una cogliona, perché l’hai fatto se non ne avevi voglia? Perché non hai trombato a tube chiuse? –
Per fortuna il tipico bimbo aeroportuale (=curioso di tutto) è stato preso in consegna dal padre che gli ha mostrato gli aerei dalla vetrata: non ci voleva molto.
Vanno via: non capisco se il bimbo si è stancato di guardare quei cinque aerei, o il padre.

Il mio gate è al piano di sotto, me ne devo ricordare.

h 12 45
Me n’ero scordata: se il gate chiude alle 13 e 10 io devo essere lì prima delle 13 e 10, non alle 13 e 10. Volo giù, e c’è il mondo in fila. Mi accodo e continuo a leggere il romanzo: ho optato per il thriller che devo finire e che mi prende poco e niente, questi svedesi mi stanno deludendo un po’.

h 16
Sono a Bergamo. Ho trovato la Donna-manager che mi aspettava davanti al Mc Donald, lei era appena arrivata all’autostazione.

Accoglienza alla stazione.

Nessuna delle due ha pranzato.
Io ero già così immersa nella mia vacanza rilassante che, diversamente dal solito, ho viaggiato a stomaco vuoto (a parte cappuccio e pasta al cioccolato) e letto per tutto il tempo, senza avere la nausea.
Pranziamo al Mc Donald e poi prendiamo l’autobus per salire a Bergamo alta. La Manager c’è già stata una volta, mi parla di funicolare, di un posto dove fanno la polenta da portar via come altrove le focacce o le pizze al taglio, mi guida.
Elle: - Prendiamo l’autobus dalla stazione, è lo stesso che mi ha portato qui dall’aeroporto, sale su alla città alta, c’era scritto così.-
Manager: - Sicura? –

La stazione di Bergamo è proprio squallida. L'autostazione è peggio.

Partiamo spedite, facciamo il biglietto per lei (il mio è a tariffa oraria, ed è ancora valido), saliamo sull’autobus con il mio trolley appresso, avvolte dalla nebbia.
- Ma non c’è così tanto freddo. – protesto io.
Dall’aereo fino alle 14 e 40 si vedevano le nuvolette bianche e il sole, poi siamo entrati nel banco grigio. Il pilota aveva annunciato nebbia e 8° su Bergamo, ero pronta a tutto.

Su a Bergamo alta, ci accolgono i colori dell'autunno..



...e la nebbia..

..e una vineria?


Sono pronta a camminare e fotografare!


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