venerdì 9 dicembre 2011

L'importanza dei dialoghi, della musica e delle parole.

Ho iniziato la terapia della musica per la mia famiglia, ieri con Enya e oggi con la compilation di natale 2010.
L’anno scorso, come ogni anno a natale, sono stata accusata di aver buttato tutte le musicassette natalizie, ed io avevo inutilmente fatto notare che è un supporto talmente obsoleto che, nonostante le musicassette fossero sempre lì, non le vedete?, non avremmo potuto ascoltarle perché era il mangianastri che, fuso, non era stato mai più ricomprato.
Sto parlando del 2000, quando in CasaMia introdussi il primo lettore cd che aveva, sì, anche due piastre per mc, ma che era stato acquistato in vista della crescente diffusione dei cd. Per questo io non ho una miriade di musicassette: quando cominciai ad avere soldi miei per comprare musica, quasi subito optai per i cd, nonostante non avessi ancora un lettore, perché immaginavo che presto avrebbe sbancato al botteghino.
Lungimirante come poche, ora mi rifiuto di avere musica in mp3, perché l’oggetto appena acquistato da tenere in mano, vinile musicassetta o cd che sia, fa tutto un altro effetto.
Ma torniamo al natale 2010 e alla mia debole difesa dall’accusa natalizia: “io veramente un cd ve l’ho fatto già nel 2006, dov’è finito?”
Il 2006 è stato l’anno delle compilation e quella natalizia comprendeva tutte le lagne sul natale adorate dalla mia famiglia.
Sparita.

Pertanto da un lato mi rifiutai di riesumare quelle canzoni, ovunque le avessi salvate, dall’altro il mio natale partiva già male, spingerlo al suicidio con le canzoni della novena non sarebbe stata la mossa migliore secondo me.
Appoggiata dalla Romy, il 2 dicembre 2010 avviai la ricerca su YouTube di canzoni natalizie allegre, di quelle che vi mettono addosso voglia di festeggiare in famiglia, di sorridere, di cantare e ballare mentre apparecchiate con la tovaglia rossa, di fare regali di mangiare come un porco di essere più buoni. Anche se le parole delle canzoni son sempre quelle.
Ho scoperto allora che l’excursus natalizio attraverso i più vari generi musicali è quasi esclusivamente americano: da nessun’altra parte del mondo s’azzardano a comporre versioni alternative alla lagna? Spaziai in un pomeriggio dal country al metal, dal pop in filastrocca al gospel, ho trovato versioni rock & roll e a cappella, cori e orchestre o solisti che si facevano da soli pure la neve..

Insomma, su internet ce n’è per tutti i gusti, ed io nella selezione mi limitai, perché la compilation era per la famiglia, e non potevo metterci i Metallica, per dire; inoltre volevo delle versioni alternative ma in ogni caso riconoscibili come canzoni natalizie, dove la melodia del jingle bells o del bianco natal non fosse totalmente soffocata dal ritmo e dagli strumenti tipici del genere musicale scelto per la variante.
Purtroppo nella foga della compilation non ho segnato gli interpreti dei singoli brani e, a parte alcuni come il Bon Jovi che vi ho postato ieri, io non li ricordo più, perché avevo ascoltato così tante versioni, e per ognuna avevo visto così tanti video (live e non) che oggi non saprei più dirvi qual'è quella scelta alla fine.
Il mio compito per la settimana sarà quello di risalire all’origine di questa compilation, eliminando eventualmente Mariah Carey e anche un’altra che non so ancora chi sia, ma che non è in linea con l’idea del natale musicale che vorrei.
Perché quest’anno la compilation me la faccio per me.

Un’altra cosa che sto già facendo oggi, fra un paragrafo e l’altro di questo post, è una miriade di segnalibri in feltro da regalare a gennaio alle mie amiche; avevo preparato le strisce quando ho fatto il regalo per la Festeggiata-manager, ed ora le assemblo. Mentre scrivo, fra le righe.
Ah sì, mentre cucio e scrivo, canto anche.
Mm.. quasi quasi mi cerco i testi, così le canto bene e recupero la lezione di inglese, e mi esercito a pronunciare la –s della terza singolare in velocità..

Segnalibri e due portatovagliolo :)
Mentre cucio, canto e scrivo, penso addirittura: multifunzionale come non mai rifletto sulle mie stesse riflessioni e pure su quelle degli altri.

Ad esempio mi sono ricordata il mio primo romanzo, Piccole donne, romanzo di formazione di tante giovani lettrici della mia generazione; le nuove leve non lo conoscono, voi direte che non si perdono granché, è un romanzo ambientato in America nell’Ottocento chissenefrega.
Ma inizia con una scena che io non ho mai dimenticato: le quattro sorelle sono nel salotto di casa e discutono del natale davanti al camino (?), parlano a turno sui regali da fare, e in ogni frase s’intravvede il carattere di ognuna, che l’autrice espone sin da subito con questo incipit cosiddetto in media res e, anche se poco più avanti ci saranno descrizioni fisiche e caratteriali, la prima presentazione delle quattro sorelle è questo dialogo.

Per me il natale è quello di Piccole donne: un dollaro ciascuno da spendere per l’oggetto della propria passione, un pensiero ai poveri e uno alla famiglia separata che chissà quando si riunirà, uno squarcio di vita privata (una frase, un commento) che mostra la personalità di ogni sorella, e sfido qualsiasi piccola lettrice a non simpatizzare sin da subito con la sua sorella preferita.

Ho regalato già questo libro a delle bambine (figlie di mie amiche), con una passione per la lettura che però era incentrata (naturalmente) su romanzi moderni, mentre di Piccole donne non avevano mai sentito parlare: “non puoi crescere senza aver letto Piccole donne, e dopo mi devi dire qual è la tua sorella preferita: ognuna di noi ha una sorella preferita!” ho detto ogni volta per accompagnare il regalo.

Ogni volta tutta la famiglia è stata coinvolta, sia le mamme: “grazie, l’ho riletto anche io volentieri, chissà dov’è finito il mio”, sia i papà: “ma è un classico, è famosissimo, hanno fatto anche il film”; per non parlare della ricerca disperata che ho scatenato del dvd (introvabile a quanto pare) dell’unica versione del film in cui non c’è il pezzetto di Piccole donne crescono che rovina la sorpresa del romanzo successivo!
Insomma è sempre stato un regalo gradito per tutta la famiglia.

Le pagine non son davvero così gialle: è la luce..

Piccole donne è il libro che ho letto più volte, assieme al Diario di Anna Frank e Il nome della rosa, quest’ultimo solo perché la prima volta non l’avevo capito; in realtà sia il Diario di Anna Frank che Il nome della rosa, li ho letti un’ennesima volta quando ho comprato la mia copia, perché non mi piace avere libri nuovi mai letti, in tutti si deve notare che sono stati aperti, letti, vissuti. E se ne voglio una mia copia, va da sé che il romanzo mi è piaciuto e lo posso rileggere (per mostrare l'apprezzamento anche tramite l'usura). 

La mia copia di Piccole donne è sempre la stessa che ho ricevuto in regalo a otto anni, ha le pagine grosse che profumano di carta vecchia e sono un po’ ingiallite. Ho anche una versione recente, in tedesco, acquistata come simbolo di una rinascita come lettrice in lingua tedesca poco dopo esser arrivata a Berlino; peccato che la terminologia ottocentesca e il gusto del periodo per le descrizioni dell’abbigliamento di una ragazza di buona famiglia non siano l’ideale per imparare una lingua, perciò sono arrivata al capitolo della festa da ballo (il terzo o quarto) e poi mi son fermata. Riprenderò ora?

Piccole donne è la mia idea di natale in famiglia, è la mia idea di prima lettura, è la mia idea di scrittura perché da piccola volevo fare la scrittrice solo quando leggevo delle quattro sorelle, poi mi passava finché non leggevo di nuovo questo romanzo, e ogni volta che iniziavo a scrivere, iniziavo il mio “romanzo” con un dialogo fra i personaggi.


                                                                       ***
Mi è stato consigliato di stare più spesso fuori casa, andare in biblioteca a fingere di studiare, o fingere di lavorare, per far capire alla mia famiglia che non sono a sua disposizione. Ma a parte la mia avversione per le bugie (questa poi assurda) e le complesse implicazioni di questa (dovrei pure fingere di tornare a casa stanca o incazzata con un collega stronzo?) ci sarebbe il lato pratico: spenderei di più, avrei comunque zero euro, inoltre tutte le cose che faccio ora (ad esempio i segnalibri), le posso fare solo a casa.

Non voglio una via di fuga (ecco il lato "ideologico"): questa proposta a me sembra solo questo; io voglio che le cose vadano bene qui dentro. Se passassi le mie giornate fuori casa non risolverei il problema che ho con la mia famiglia, semmai lo peggiorerei perché al mio rientro sarebbero ancor più arrabbiati con me, per qualsiasi motivo connesso (o collegabile) alla mia assenza.

Nel frattempo potrei cercare lavoro, ma non è nemmeno questo quello che voglio, perché se io avessi un lavoro, uno stipendio, un’autonomia
..siori e siore..
io non starei qui.

Non voglio una via di fuga, e se la volessi non sarebbe un lavoro, bensì la lontananza.
L’ho detto.
Me ne andrei.
Lontano da questa stanza azzurra, da questo clima mite, e da questa gabbietta addobbata da confetto: è nata una bimba, congratulazioni!
Ma evidentemente nessuno lo immagina.



Questa versione l'ho trovata oggi, e mi piace di più.

4 commenti:

  1. Piccole donne e Piccole donne crescono...i miei primi libri " da grande" e poi quelli di Lyala, che credo andrebbe rivalutata :)
    invece quest' estate in libreria ho scovato " le lettere segrete di jo" di Gabrielle Donnelly ed.Giunti, in cui l'autrice immagina come potrebbe essere la vita delle Piccole donne oggi ...io mi sono divertita a leggerlo :)
    inutile dirti che Jo era la mia preferita ;)

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  2. Questo è per te, Elle :

    http://www.youtube.com/watch?v=S60JR-fFzc0

    Hai scritto un bellissimo post.Piccole Donne è un libro che è piaciuto molto anche a me ( ma non dirlo in giro perchè sono un maschio ) e il film l'ho adorato tanto quanto il libro. Sulle compilation natalizie mi hai fatto sorridere.A me mette gioia questa :

    http://www.youtube.com/watch?v=iSgEDKjmT5o

    il più grande di tutti ( si può dire ? )

    Bacetto alla piccola fiammiferaia :)

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  3. S: sì anche per me i primi, assieme a Cuore che però era pesantuccio e non son più riuscita a leggere (ma ci ho provato perché ho preparato un esame sulla letteratura per l'infanzia). Di Lyala avevo letto Tempesta sul lago mentre altri tentativi son falliti, quindi anche se non lo ricordo più è rimasto "l'unico bello".
    Le lettere di Jo non lo conosco ma me lo segno, e naturalmente non serviva dire che Jo è la tua preferita né ti dirò che è pure la mia preferita ;)

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  4. Blackswan: il film graazie! Lo guardo subito :)
    Tranquillo manterrò il segreto, nessuno saprà che Piccole donne ti è piaciuto, e se proprio volessi raccontarlo in giro ti cambierei il nome e saresti irriconoscibile ;)
    Puoi dire che Springsteen è il più grande di tutti, certo ;) Poi se lo dici tu, mi parte il segnalibro: soprattutto se mi fa una canzone di natale allegra !
    Adesso però il film :)

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