lunedì 19 dicembre 2011

Mi son sempre piaciuti i numeri, ma preferisco le persone.


Sapete tutti, e chi è arrivato da poco lo scoprirà ora: che appena posso dire che tre è il numero perfetto, io lo dico. Non sono più fissata coi simboli dal 2005, anno della mia rinascita, e se volessi scegliermi un segno zodiacale simbolico per quell’anno, sceglierei di essere della fenice, ma siccome io non sono più fissata coi simboli, lo dico solo nel caso che qualcuno di voi lo sia e abbisogni pertanto di un punto di riferimento. Che non c’entra nulla con quello che devo dire, ma se andassi avanti ogni volta solo sul filo logico, non scriverei mai le mie famose tre pagine di post, ma poco più di quattordici righe, che è un numero del cavolo, inutile ai fini della fascinazione del lettore, ne converrete anche voi.
Il Lettore è un personaggio importante del mio blog, anche se apparentemente con questa frase contraddico quanto detto all’anonimo inopportuno degli ultimi giorni, ma  solo apparentemente, perché figuratevi se io cedo alla tentazione di contraddirmi, sono o non sono maniaca dell’autocontrollo quanto un soldato prussiano? Infatti all’anonimo io ho detto, e dimostrato dati alla mano, che scrivo solo perché mi piace scrivere, non per ricevere commenti; all’anonimo ho detto anche che i commenti, se ci sono, devono nutrire il mio blog, e non essere vuote e sterili lodi o critiche; infine ho aggiunto che se i commenti sono fatti da Lettori che a loro volta hanno un blog nel quale posso curiosare per imparare qualcosa di più sui loro gusti lo preferisco, e questo perché posso senz’altro scrivere per nessuno o solo per me stessa, ma se scrivo per Qualcuno che legge, vorrei rispecchiare un po’ i gusti di tutti, penso non solo a raccontarmi (per capirmi), ma anche a divertire chi legge, e scelgo una lingua e uno stile che possono essere compresi e considerati fluidi e avvincenti un po’ da tutti, non solo da chi vive le mie stesse esperienze e sa di cosa parlo.
Vedete che non è così semplice, vedete che non c’è alcuna contraddizione, semmai un ampliamento, vedete che sino ad ora ho scritto gruppi di tre frasi? Tre gruppi per la precisione: se non sono l’anticristo, sono senz’altro uno Spirito importante, perché la trilogia non è cosa per tutti.

Ricapitolo per gli scettici.
1 Dell’importanza del Lettore dichiarata all’anonimo.
1,1 Io scrivo solo perché mi piace scrivere, non per ricevere commenti.
1,2 I commenti, se ci sono, devono nutrire il mio blog, e non essere vuote e sterili lodi o critiche.
1,3 Se i commenti sono fatti da Lettori che a loro volta hanno un blog nel quale posso curiosare per imparare qualcosa di più sui loro gusti lo preferisco, e questo perché posso senz’altro scrivere per nessuno o solo per me stessa, ma se scrivo per qualcuno che legge…

1,3 Degli obiettivi dei miei scritti.
1,3,1 Vorrei rispecchiare un po’ i gusti di tutti.
1,3,2 Penso non solo a raccontarmi (per capirmi), ma anche a divertire chi legge.
1,3,3 Scelgo una lingua e uno stile che possono essere compresi e considerati fluidi e avvincenti un po’ da tutti, non solo da chi vive le mie stesse esperienze e sa di cosa parlo.

2 Delle conclusioni a cui noi tutti possiamo giungere.
2,1 Non è così semplice.
2,2 Non c’è alcuna contraddizione, semmai un ampliamento.
2,3 Ho scritto tre gruppi di frasi compreso questo gruppo, di tre frasi ciascuno compresa questa frase.

Ps.
1- ho messo le virgole per dare un senso mistico al tutto, i credenti non se ne vogliano ma la punteggiatura è patrimonio dell’umanità;
2- la numerazione segue la ramificazione del discorso, a conferma del versetto 2,1;
3- tutto ciò, è evidente, non aveva lo scopo di rendervi tutto più chiaro, né di convincervi che sono sana di mente, bensì l’unico ed esclusivo obiettivo di raggiungere tre pagine di post.

Ma il numero di oggi non è il 3.
Ah ah, fregati.
Chi di voi ha letto le ultime vicissitudini del mio blog in quanto centro di aggregamento di scrittori (nel senso di “chi scrive”) e Lettori (nel senso di “chi legge e eventualmente commenta”), saprà che una delle mie predilezioni sono i decaloghi, perché quando voglio divertire o dare una mazzata mi basta il tre, mentre quando voglio spiegare o far desistere ho bisogno del dieci.
Ed è proprio in onore del dieci che oggi scrivo questo post, così come una volta lo scrissi in onore del tre, ma non di un tre qualsiasi né, di conseguenza, di un dieci qualsiasi, bensì in onore dei dieci di voi che mi seguono ufficialmente, con tanto di foto, sul blog. Non serve che commentiate, non serve che io venga a trovarvi nel vostro blog (e qualcuno nemmeno ce l’ha un blog), non serve che andiamo d’amore e d’accordo, oggi basta solo che la vostra foto sia presente, e faccia numero.
Questo post infatti è in onore del numero dieci che voi avete contribuito a creare. Voi chi?

In ordine di apparizione sul mio blog:
S.
Erika
Chiaretta
Blackswan
pincocarla
PolvereDiStelle
Cristina:
Maura Bolelli
economistapercaso
angie

Special guest non iscritta, ma Lettrice costante e cronologicamente prima:
Isabel

Ho pensato a lungo (circa trentaquattro minuti, durante i quali ho ascoltato due volte il bolero di Ravel che vi ho postato ieri) a cosa offrirvi come regalo, se una foto o una canzone, perché il numero mi ha dato il la, poi però ho pensato alle Persone che ci sono dietro il numero e la menzione non basta, ci vuole l'omaggio.
Ma quale canzone? Una canzone di natale o un’altra che mi piace molto e potrei dedicarvi? In ogni caso quale?
Ho controllato la pagina sulla quale avevo incollato i link alle canzoni natalizie che ho trovato ieri e che dovrei pubblicare in questi giorni, e ne ho trovato una che fa al caso nostro perché:
1) è una versione diversa e allegra
2) è molto romantica (almeno nel titolo, perché il mio acerbo inglese non mi consente di capire tutto il testo) pertanto come dedica natalizia ai miei Lettori fissi è perfetta
3) non so se ve l’ho mai detto (ma mi pare di sì) che a volte, semplicemente, una terza cosa da dire non c’è.
Per quanto riguarda la foto, poteva complicarsi, perché ne ho tantissime e voi ne avete visto solo la minima parte (quasi lo 0,0003%) quindi ho solo l’imbarazzo della scelta, ma oggi c’è stata una novità, una mia prima volta, un’occorrenza fortuita che io ho sfruttato per voi.
Posso non regalarvi un racconto?
Non sia mai! Questo è un blog in cui racconto la mia vita privata a dieci Lettori (più una), che non sarebbero tali se non ci fosse da leggere, inoltre se non ci fosse un racconto mancherebbe il regalo numero tre.

Quindi buona lettura cari Lettori, buon ascolto e buona visione.
La vostra Elle, lo Spirito che non ha un cazzo da fare.

Racconto.
Stamattina quando sono uscita c’erano sei gradi, l’inverno è arrivato. Capite da questa mia frase che oggi non sono uscita all’alba? Se fossi uscita all’alba infatti vi avrei scritto “stamattina la sveglia è stata un trauma”, e vi avrei tediati per righe e righe col mio rapporto con la sveglia presto.
Non che oggi sia stato facile alzarsi per me: sono andata a letto fra tuoni e pioggia, mi sono svegliata al buio e con la perfetta consapevolezza che il tepore delle mie coperte fuori dal letto non ci sarebbe stato. Mi sono rigirata pronta alla solita tiritera di minchiate che il mio io-creativo e spontaneo racconta di solito al mio-tedesco e preciso per convincerlo a rimanere a letto, ma ha vinto il dovere.
Avere un blog è utile quando si vuole essere costanti in palestra: di cosa avrei mai potuto parlarvi oggi, se non fossi andata in palestra? Il pensiero che la palestra è, in fondo, il mio unico contesto sociale umano ha avuto voce in capitolo come sempre. Mentre l’aver nominato ieri le mie scarpe da trekking ha collaborato col ricordo del capodanno scorso per ricordarmi quanto schiappa ero quando non andavo in palestra. Perciò mi sono buttata giù dal letto, vestita a doppio strato e recata in cucina per la colazione, dove ho incontrato tutti i Personaggi della mia fiaba che, come sempre quando non mi vogliono chiedere un favore, recitano formule per scongiurarmi. Nel senso di fare esorcismi per allontanarmi dalla casa. Una di queste formule è così semplice che pure voi potete impararla: rivolgermi la parola appena sveglia.
L’argomento di oggi però era interessante a dir poco.
MagaMagò: - Hanno detto che oggi ci sarà neve a bassa quota. –
Elle-zombie: - Bassa quanto? –
MagaMagò: - Qui no, è un buco. –
Elle: - Mmm.. quindi non bassa, solo meno bassa. –
MagaMagò: - Vestiti bene.. –
Ero vestita benissimo, cosa voleva dire? Di solito vado in palestra col pantalone al ginocchio e la felpa sopra la canotta, oggi avevo il pantalone lungo sopra quello al ginocchio e la felpa sopra la canotta.
Elle: - Sì sì.. Ma dov’è la neve di preciso? –
MagaMagò: - Eh eh, qui no. –
Avevo detto “preciso”.
Elle: - Dove? –
MagaMagò: - Sarà a nord, o in montagna, non lo so. –
Ma davvero? Ma pensa te, quindi non in mare aperto.
Elle: - Anche qui vicino ci sono montagne. –
MagaMagò: - Ah ah. –
Ah ah?
Elle: - Io la voglio fotografare, ho la macchina posso spostarmi da qui. –
Non ho nemmeno nulla da fare.
MagaMagò: - Ma oggi c’è ghiaccio, non si può circolare senza catene. –
Elle impavida: - Parcheggio prima e vado a piedi. Con le scarpe da trekking. –
MagaMagò: - E poi è lontana. –
Ancora.. sembra che sia in Norvegia ‘sta neve.
Elle: - Sì va beh.. Io vado ciao. –
Voce fuori campo quando io sono ormai fuori: - Se torni in tempo ci sarebbe da andare dal dottooreee. –
See contaci.

In palestra abbiamo fatto cardio-fitness come ogni lunedì e, di nascosto, anche venerdì. L’istruttrice ha descritto la lezione di oggi con toni lievi e un bel sorriso:
-Faremo esercizi gag, gambe addominali glutei, con i piatti vi ricordate? L’abbiamo già fatta un’altra volta questa lezione. Faremo un bel riscaldamento perché oggi c’è gelo, poi esercizi, poi riscaldamento, poi esercizi, poi riscaldamento, poi esercizi.. e così via.–
Io, che non sono nata ieri, né ho iniziato ieri la palestra, ho capito subito che quell’innocente “poi riscaldamento” era un bastardo “cardio-fitness”. E infatti a metà lezione, quando io espertissima ed ansimante ho guardato l’orologio alla parete e ho capito che di questi “poi riscaldamento” ce ne sarebbero stati almeno altri due prima della sessione di addominali, l’istruttrice ha detto la parola “cardio” associata ad un ipocrita “dai, dai”. Ma io l’ho capito.
Gli esercizi coi piatti mi piacciono molto, principalmente perché c’è chi paga per andare in palestra e invece, donne casalinghe e madri, certi esercizi tonificanti li possiamo fare mentre puliamo in casa, mentre cambiamo il pannolino al bimbo, mentre sparecchiamo, e per di più con normali oggetti che abbiamo in cucina. Vi avevo già parlato del bastone della scopa, oggi è il turno dei piatti di carta, preferibilmente rossi perché siamo sotto natale.

Prendetene uno, poggiatelo sul pavimento, attorno a voi il vuoto, mettete la punta del piede destro sul piatto (e tranquille che arriverà il turno del piede sinistro e anche del piede destro e del piede sinistro assieme), e spostate il piede all’indietro, facendo scivolare il piatto sul pavimento, e piegando leggermente il ginocchio sinistro e pure quello destro, in una sorta di inchino: tenete però la schiena drittissima, per la postura ne, anzi se vi è più comodo sollevate e stendete le braccia lateralmente, a volo d’angelo, ripetete dieci volte (sono affondi all’indietro, sì), e già alla sesta vi sarà chiaro che, nel tentativo di non far scappare il piatto da sotto la punta del piede, un certo numero di muscoli vi si starà dolorosamente rassodando. Ripetete col sinistro, e poi alternando sinistro e destro (in totale vi serviranno due piatti), e a questo punto sfido chiunque a non usare le addominali per mantenersi in equilibrio tra una gamba e l’altra.
Mettete la punta del piede destro (iniziamo sempre dal destro così non ci confondiamo) su un piatto, piegate leggermente il ginocchio sinistro, i piedi a dieci massimo venti centimetri l’uno dall’altro, e cominciate a pensare a quali parolacce preferite proferire: la gamba destra stesa in avanti compie un bel semicerchio verso destra, a metà strada la punta del piede si trova alla vostra destra, perfettamente perpendicolare al vostro corpo e inversamente proporzionale alla vostra fiducia in voi stesse, il piede poggia sempre sulla punta ed è il più lontano possibile dal corpo e, no!, ferme con la gamba sinistra, quel ginocchio deve rimanere leggermente piegato, infine concludete il semicerchio portando indietro la punta del piede, e mantenendo la gamba tesa; avvicinate di nuovo la gamba al corpo (potete piegarla ora), stendetela in avanti, spostatela di lato ma sempre tesa, riportatela indietro, riavvicinatela all’altra che sta sempre un po’ piegata. Ripetete almeno finché non crollate, poi invertite il giro: prima tesa indietro, poi laterale, poi in avanti, poi vicina, poi indietro, poi di lato, eccetera. Disegnate un semicerchio mi raccomando! A questo punto passate alla gamba sinistra, piegando leggermente il ginocchio destro, senza soluzione di continuità. Braaavissime.
Come sempre io ho pensato: se ce l’ho fatta oggi, non ho più limiti.
I limiti però ci sono, e ogni volta mi si spostano più in là, questo è imparare.

Tornata a casa sono entrata al volo, lasciando lo sportello della macchina spalancato (in cortile), come una furia sono entrata in casa, ho ignorato qualcuno che mi diceva “ormai è troppo tardi il dott.. “ e mi son fiondata in camera, dove ho indossato i calzettoni pelusciosi sulle calzine da palestra, gli stivali arancioni che fanno molto fotoreporter (?), una maglia a maniche lunghe sulla canotta sudata, una felpa più pesante di quella della palestra e la sciarpa. In macchina sapevo di avere un piumino caldo, anche se senza cerniera.
Ultimi oggetti, i più importanti: la macchina fotografica e le batterie di riserva.
Famiglia allarmata: - Cos’è successo? –
Elle volante: - Devo andare a fare foto, ciaaa.. –

Uscita di casa mi sono diretta verso il paese vicino al mio direzione sud est, dove ho scattato due o tre foto, la prima vicino al cimitero, poi ho riattraversato il mio paese in direzione nord ovest e ho scattato una foto, infine mi sono immessa sulla strada provinciale se non addirittura comunale, verso il paese vicino al mio in direzione nord ovest, e ho scattato varie foto per strada, cercando di cogliere in particolare i diversi paesaggi che mi si presentavano a destra e a sinistra della strada, infine ho scattato le ultime foto vicino al cimitero del paese vicino al mio, per chiudere il ciclo in maniera epocale.

Tornata a casa ho sorriso con nonchalance e mangiato con la voracità di un senzatetto, in pace col mondo e con i miei desideri più nascosti.

Foto + musica = video FaidaTe.
Musica: My Chemical Romance
Foto: Elle
Video (somma delle foto): Elle, ma con qualche difficoltà che non sto a dirvi, abbiate pazienza se non vi sembra perfetto, ma l'ho rifatto tre volte* mo' basta.




*e blogger non me lo caricava, l'ho dovuto mettere su YouTube!

20 commenti:

  1. Sigh! Mi dice che il video è privato (cosa a cui credo ciecamente) ma credo altrettanto ciecamente chje youtube non sappia che io sono fra le fortunate 10 a cui era dedicato il tutto!
    nell'attesa di godermi un po' del mio bimbo-video mi frulla una frase fantastica fra quelle che hhai detto:
    "la punteggiatura è patrimonio dell’umanità".
    SSSìììììì!!!!! Il mio spirito di prof esulta!!!!!!!!

    RispondiElimina
  2. Aiuto è colpa mia, nell'ansia di vederlo caricato non mi sono curata delle impostazioni. Ora dovrei aver spuntato la voce giusta, ovvero "pubblico", ritenta, te pregoo!

    RispondiElimina
  3. Ahahahahah ma e' stupendo ...per tre motivi
    sei una bastardissima capa tosta :)
    sei creativa, eh si...che invidia quante cose sai fare grrr
    sei...dolcemente crudele nel darmi questo onore ed onere
    ma SCHERZOOOOO....grazie, mi sono commossa, poi vedere la mia iconcina nel video del tutubo :-)) che dire??
    ci siamo capite no? e come se ad un certo punto ci fossimo guardate negli occhi...e mo' non mi devo commuovere che sono perfettamente truccata che devo uscire...ho una festa...e fuori ci sono 5 gradi ed io mi metterei sotto il piumone...poi racconterò ...un inchino allo spirito della sua casa, perché in questa casa sei una visibilissima( ah dimenticavo questa versione canzonifera mi piace molto) buonanotte Principessa :))

    RispondiElimina
  4. S. sono contenta che ti sia piaciuto, è come se fosse la prima cena che offro a Casa dello Spirito ;)
    Buona serataaa

    RispondiElimina
  5. che meraviglia!!!!
    grazie!
    si si si

    meravigliosa sorpresa!

    RispondiElimina
  6. Grazie a te Erika :)
    La sorpresa ha funzionato eheh

    RispondiElimina
  7. Grazie,Elle,grazie davvero ! Un omaggio graditissimo.

    1 belle le foto ( quella dell'alberello solo soletto mi è piaciuta tanto )
    2 bella la musica
    3 bella l'idea
    I 3 punti ci sono.

    Il 10, invece, è il voto che ti meriti per la creatività.


    Un abbraccio da un tuo lettore affezionato che nemmeno a pagamento farà mai l'esercizio coi piatti :)

    RispondiElimina
  8. Ooooh :) il 3 e il 10 anche nel commento, questa è perfezione del lettore affezionato, e anche un po' contagiato ;)

    RispondiElimina
  9. E' la quadratura del cerchio,Elle :)

    RispondiElimina
  10. Hihiihi...ho cominciato la giornata con il tuo video....
    Una sana sferzata di rock natalizio, un'inividia potente per quei paesaggi che sono a un passo da me ma mi sfuggono sempre più spesso (Ma il monte pelato è il Montorfano?) e un brivido di orgoglio per la dedica!
    Grazie Grazie Grazie!
    Miserviva un inizio di gironata così!!!!!

    RispondiElimina
  11. Rischio di diventare monotono, ma ti faccio ancora i miei complimenti per le fotografie e per il montaggio.
    Poi in alcune foto si vede la neve sulle cime e al minuto 2:14 c'è una foto che assomiglia alla copertina di Yeld dei Pearl Jam.
    Il mio gruppo preferito.

    RispondiElimina
  12. i numeri contano sempre poco... anzi alineano....
    complimenti a Isabel che anche da me è sempre la prima ;-)

    RispondiElimina
  13. P.S.: ritengo che il numero perfetto sia il numero 9 perchè è un numero magico. Mi hai fatto venire in mente una cosa ...... magari la posto.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  14. Cristina il rock natalizio alla mattina dovrebbe essere obbligatorio per legge dall'ultima settimana di novembre alla prima di dicembre!
    Di Montorfano non ho mai sentito parlare, ma dal nome non lo direi "delle mie parti". Non lasciarti ingannare dalle montagne verdi durano da novembre a maggio e a trenta km a sud ho il mare ;)

    RispondiElimina
  15. Granduca ho visto la copertina, è verooo!! Ho un futuro nel mondo della musica!!!
    In realtà il mio obiettivo principale era fotografare quella spruzzata di neve, perché qui è considerata un po' un evento storico (nel mio paesello ha nevicato due volte per mezz'ora, nell'89 e nel '92), nonostante quella montagna sia a una trentina di chilometri da casa mia. Ma lungo la strada son stata distratta dal bellissimo verde della campagna, e per un attimo ho pensato 'fanculo la neve. La foto col ponticello e le nuvolette stava per avere altre cinquanta sorelline tutte simili, ma ho resistito, ne ho fatto solo un'altra poi ho proseguito verso la neve ;)
    PS1 ho controllato, moletania non è l'anagramma di monotono, quindi accetto il complimento per le foto, ma ora basta diamolo per acquisito ;)
    Ps2 ho calcolato, 9 rappresenta il 3 moltiplicato per se stesso, come mostra la seguente formula 3 x 3 = 9, quindi il numero è subordinato al mio ed è per questo che è magico (?)
    Ps3 non solo i commenti nutrono il blog, ma i blog si nutrono fra loro, aspetto questa cosa che posterai e giuro che non sminuirò mai più l'importanza del tuo 9

    RispondiElimina
  16. Pupottina tu cosa intendi? Io volevo dire che Isabel è la Lettrice che ha iniziato a leggermi per prima (il 30.09), mentre la prima Lettrice "ufficiale" si è iscritta un mese dopo. Però sì, è costante ;)

    RispondiElimina
  17. Nooooooooo su Youtube noooooo!!!! :'( uffiii non posso vederlo.. in ufficio è bloccato (shhh non dirlo a nessuno mi raccomando ;-). Me lo gusterò con calma da casa! Comunque, ti ringrazio davvero tanto per tutti questi regali! Mi sono emozionata sai? Che bello essere nella tua Top Ten! ^_^ Per quanto riguarda il Lettore, i commenti che apprezzo di più anch'io sono quelli che arricchiscono me e il mio blog. Poi ci sono coloro che ti scrivono tanto perché devono farlo: io sono passata da loro e loro si sentono in obbligo di passare da me lasciando un messaggio che poco ha a che fare con il post. Comunque, W IL NUMERO 3 E IL NUMERO 10!!!! Baciii e grazie mille!

    RispondiElimina
  18. ma sei un tesoro!!! che carina :P grazie :P

    RispondiElimina
  19. Chiaretta, ma ci mancherebbe, i regali li faccio volentieri quando non si tratta di semplice scambio di biglietti da visita, bensì di un più profondo scambio culturale :)
    Guarda il video però, se no i regali sono solo due e perdono di fascino ;)

    RispondiElimina
  20. Isabel, la costanza va premiata, te lo dice una che ha almeno un io tedesco che queste cose le nota ;)
    Quindi: grazie a te per la fedeltà :)

    RispondiElimina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...