domenica 4 dicembre 2011

Pausa-pranzo a Milano.


Mi piace perdermi per le strade, per questo sono arrivata al museo all’una. Ho visto dov’è, ora posso andare a pranzo. Dalle due alle sei però sarò tutta sua.
Da qui posso arrivare dritta dritta (o quasi) al Duomo, dove c’è il Mc Donald.
Forse qualcuno pensa che io odi il Mc Donald, ma non è proprio così. Potrei odiarlo quando sono a Milano con:
1) persone di Milano, oppure
2) persone che bazzicano Milano da anni, ma che mi portano al Mc Donald.
Va beh, siamo tutti a Milano per lavoro tranne me, ricordiamocelo.

Adoro il Mc Donald quando:
1) ho i minuti contati
2) ho i soldi contati
3) mi ricordo di avere 20 euro, ma non saprei dove spenderli degnamente
4) ho davvero tanta fame e sta per arrivare il calo di zuccheri molesto
5) dov’è il duomo perché si è spostato?
6) questi fiori gialli sui lampioni li riconosco, ecco sono arrivata alla galleria
7) devo ricordarmi di mangiare piano.

Odio il Mc Donald quando:
1) dentro c’è tutta Milano e provincia
2) mi chiudono in faccia i bagni per inagibilità sopraggiunta.

Dall’altra parte di piazza duomo c’è Puro gusto, dove ricordo che avevo mangiato l’anno scorso un panino buonissimo, ma cerco di non ricordare:
1) quanto avevo speso
2) quanto mi avevano fatto aspettare la domenica a pranzo, altrimenti perdo potenza per strada e non riesco nemmeno a finire la galleria.

Appena dentro ricordo subito:
1) che l’anno scorso avevo preso anche un bel cappuccino alla nocciola
2) che c’è la libreria
3) che ho i soldi contati quindi prenderò solo il panino.

Appena finisco di mangiare ricordo:
1) dovevo mangiare lentamente.

Pensieri post-prandiali:
“La differenza è la voglia di muovermi, di girare, di star fuori tutto il giorno. La frenesia che mi circonda mi contagia. Non è frenesia, è folla è vociare è muoversi girare star fuori vivere. È diverso, è nuovo. È voglia di star fuori tutto il giorno.”


Elle a pranzo si fa una foto perché in questa vacanza vuole proprio esserci.

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