domenica 4 dicembre 2011

Pensieri al parco.


Al parco Sempione a Milano l’anno scorso non c’ero stata perché avevo solo due giorni di tempo e pensavo: un parco è un parco ovunque, vediamo qualcosa di Milano, qualcosa di nuovo per me.



Oggi al parco Sempione camminavo velocemente e pensierosamente, perché avevo lasciato alle spalle lo stress e volevo che fosse lontanissimo dalle mie spalle, oltre che dietro di me. La Manager e il suo lavoro invadente per me sono stressanti, perché lei non si decide, e l’indecisione per me è fonte di stress. Se lei fosse più chiara e decisa, se lei scegliesse definitivamente e coscientemente il suo lavoro, anziché scegliere altro, poi lasciarsi trascinare dal lavoro, però sbuffare per il lavoro che la distrae, poi scocciarsi se qualcuno interferisce nel suo lavoro, infine stancarsi di lavorare ma mai di rispondere a telefonate di lavoro. Io non capisco nemmeno se il lavoro le piace o no.
Io non sono così, io non lavoro così, il mio lavoro è un altro, io non lavoro, il mio stress è diverso.
A pranzo con lei non sarei andata, ma la telefonata con la quale l’ho avvertita mi ha rivelato che la batteria del mio telefono si stava scaricando.
- Forse non vengo nemmeno al corso… -
 Ho aggiunto di corsa prima che cadesse la linea.
- Come no? –
- No dai, sono appena arrivata al parco.. –

Arco della pace, ma a me piace di più il lampione..

Qui il soggetto è la bambina, unica in rosso in mezzo a tanto grigio, 
ma pedalava così veloce che mi è quasi sfuggita!

Secondo elemento della costruzione simmetrica.

Ma che bellini questi lampioni!

Al parco ho camminato velocemente e riflettuto. Al parco mi sono seduta e ho scritto:
Fare le corse, cercare di vedere più cose possibile in poco tempo o, al contrario, di vedere cose poco interessanti solo perché richiedono poco tempo e poca attenzione non mi piace.
Volevo andare al museo.
Allo stesso tempo non voglio chiudermi in un museo.
Se fossi qui per una settimana, una giornata intera sarebbe dedicata ad un museo o due. Lo so che se il museo mi piace, due ore non mi bastano.
Casa Manzoni di domenica è chiusa: l’anno scorso volevo vedere quella. Il museo della scienza costa dieci euro (sette con convenzione e, fra le tante, ho scoperto che c’è quella con Carta Più della Feltrinelli): l’anno scorso ci ero finita davanti ma avevo solo un altro pomeriggio a disposizione per scoprire Milano, e di chiudermi al museo non mi andava.
Quest’anno ho fatto una ricerca mirata venerdì notte, fra un piangermi addosso e l’altro. Senza impegno. C’è il doppio museo di storia: una parte sul Risorgimento e una sul costume e a me piacerebbe vedere entrambe. La storia mi piace molto."

La Manager mi ha detto, oggi in treno, che al corso serviva personale, ha scherzato dicendo che pensava di chiederlo anche a me.
- Quanto mi pagano? –
- Niente. – ha detto lei secca, colta in fallo. Di solito lascia sempre credere che la ricompensa sarà lauta. Io non mollo Milano gratis.

"Il parco è un parco, ogni albero mi è sembrato degno di foto, ma non me lo sono goduto visto per primo: ci sarebbe stato meglio nel mezzo, come pausa.
Al corso non ci voglio andare, l’ho detto al telefono alla Manager che mi cercava per pranzo. Ora l’ho spento per via della batteria, ci vedremo alle sei e mezza all’Hilton, per andare in fiera."


Qui i soggetti erano i due tipi a sinistra che discutevano animatamente.

E va bene, anche il castello nella nebbia luminosa è un bel soggetto..

Questo è l'abbigliamento che avrei dovuto indossare 
per passeggiare al parco la domenica mattina.



La biblioteca del parco.

I fiori del parco, mi sembravano di carta crespa, invece sono veri!

L'alternativa era l'abbigliamento sportivo, anche senza bici.



Il gatto sforzesco.



Le foto al castello sforzesco le ho fatte l'anno scorso. 
Questa torre però sono sicura di non averla fotografata da qua dietro.



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