giovedì 22 dicembre 2011

Regali, promesse, consigli, esserci: le cose che possiamo fare per gli altri dalla meno importante alla fondamentale.

Elias Canetti e Genesis
Ieri mi sono dedicata ai miei Lettori cartacei, ho sbrigato un po’ di corrispondenza e dispensato consigli a destra e a manca, ma solo perché richiesti, infine ho preparato la compilation da regalare.
Oggi ho ricevuto un altro pacchetto da Amazon: il metodo della lista dei desideri pubblica nominata casualmente ha funzionato! ed ora ho un secondo regalo che mi piace, per di più doppio (libro + cd), me lo devo solo incartare perché stavolta Amazon non ci ha pensato. Il messaggio di auguri del mittente è preso pari pari dal mio blog, e da questo ho capito che si tratta della Manager, perché lei è l’unica che sa del mio blog, ha scritto infatti: “buon tutto e gli altri non contano un cazzo!!”
Mi sono arrivati anche gli auguri della mia cara amica RosaLux che, come anche Roc, mi  racconta della sua Nonna Simpson che svariona a vista d’occhio, ed occuparsene non è facile, se non si è portate per fare la badante amorevole. Io, dall’alto della mia esperienza, cito me stessa e tiro su di morale, come non mi capitava da tempo, da tre anni a questa parte, ovvero da trentasei mesi, ovvero da più di novecento giorni, e questo è rincuorante: son tornata dall’altra parte, son di nuovo io quella che ascolta, consola, rallegra, consiglia, finalmente ho smesso di lamentarmi (per la precisione: bassi a parte, gli alti son più frequenti). L’unica cosa che mi lascia perplessa è che le mie amiche hanno vent’anni più di me, vent’anni in più di vita libera, autonoma, senza impegni prima di questi, mentre io non solo già ora ho le stesse loro incombenze coi Nonni rincoglioniti, ma risulto addirittura la più esperta, quella che può fare coraggio che tutto si sistema (questo non lo direi mai perché non lo penso, ma ora ci stava bene l’indiretto libero e l’ho usato così). Quindi se io dico “prima o poi i Nonni moriranno” non è per cattiveria, ma è solo perché questo pensiero è quello che mi aiuta a non vedere il mio futuro come una merda che io devo pulire perché il panno non lo vuole mettere e la padella non la sa usare e si rovescia. O-no-ma-co-sa-ho-detto??? Spero che muoiano prima di arrivare a questo punto!!!

Cos’ho dichiarato l’altro giorno? Voglio neonati, non voglio adolescenti in crisi? Dopo questa della padella mi sento di ritrattare con vigore: voglio adolescenti in crisi non voglio vecchi rincoglioniti che se la fanno addosso e a me tocca pulire!
Roc e RosaLux inoltre hanno ora modo di confermare la mia teoria secondo la quale fare la badante è sempre meglio che fare la figlia/nipote/cognata/moglie-badante di un vecchio decrepito con smanie di grandezza, che approfitta della parentela come se questa basti a legarci a doppio filo alla sua padella, e che considera l’autorità acquisita in proporzione diretta alla sua età, mentre la cruda realtà è che con l’età ha perso colpi e basta. Se vi servono consigli su come invecchiare bene chiedete pure a me, vi darò la lista di cosa non dovete né fare né pensare, ma non chiedetemelo durante quei “bassi” che ancora ho durante i quali io stessa mi vedo vecchia, decrepita, in fin di vita, in prigione, già morta, o comunque senza voglia di vivere. In quei casi qualsiasi cosa dica, voi fate finta di non aver sentito, ignoratemi, tanto più di così non mi butterete giù.

Ho scritto anche a Giulietta, abbandonando tutti i punti che, più per sdrammatizzare che per altro, avevo fissato: avevo bisogno di staccarmi dalla sensazione che mi ha provocato leggere che la mia bambina, la mia Giulietta, sta male, piange, è triste e nessuno la ascolta davvero; nella realtà le ho scritto una lettera normale, le ho raccontato le mie novità, e le ho detto che le sue parole “filosofiche” mi son piaciute molto, infine ho ampliato la sua metafora del paese. Sì, quella metafora è sua, l’ha usata per dirmi che si sente svuotata, ma non come un paese che non è mai esistito, bensì come un paese che c’era ed è stato distrutto. Non è geniale? Ha descritto sensazioni e comportamenti che ho provato anche io alla sua età, e a volte ancora oggi, quella sensazione di essere circondata da sordi. Non so se le darò mai i consigli giusti, senz’altro i miei saranno diversi, perché di quell’inquietudine e della necessità impellente di spiegarmela e di risolverla, io ho fatto il mio obiettivo di vita di tutti questi anni, e non me la sono scordata (non voglio nemmeno). Allo stesso tempo non posso trasformarmi nella bocca della verità e far fioccare i miei consigli spacciandoli per infallibili, perché io non sono così, non è il mio stile e non è quello che provo: le mie cosiddette verità sono conoscenze e comprensioni (di me stessa) così faticosamente raggiunte in anni di pensieri truci, e so che se non fosse stato per questi pensieri io non ci sarei mai arrivata, che non posso davvero darle la spiegazione e la soluzione, posso solo consigliarle il metodo: osserva, rifletti e scrivi, con musica in sottofondo. E se vedi che questo metodo non funziona alla perfezione adattalo a te stessa, perché nulla è assoluto.

Io stessa in fondo una soluzione non ce l’ho, ho superato la crisi vera e propria, sono in fase di mantenimento avanzato, e questo comporta un minimo di rimozione del ricordo; perciò non so bene come ho fatto a superare la crisi, né quando, mi sembra ieri ma anche che sia passato così tanto tempo, e non sono nemmeno sicura di aver risolto tutto applicando una vera e propria soluzione al caso. Mi sento come se un tempo avessi avuto bisogno di un trapano, sapevo che qualcuno l’aveva ma nessuno me lo prestava oppure dicevano non so dove ce l’ho oppure che l’avevano già prestato, o anche sì sì e poi più niente, tutti evitavano di rispondere chiaramente o di darmi ‘sto trapano che mi serviva, mi chiedevano a cosa ti serve ma come per cambiare discorso. Poi dopo anni ecco che qualcuno mi si presenta col trapano per me ed io casco dalle nuvole: a me.. a me non serve più. Soprattutto: perché no? Non ricordo più se sia perché i buchi li ho già fatti in altro modo, se perché il quadro l’ho appeso con la colla mille chiodi, se perché dopo anni che vedo il quadro su una mensola non potrei apprezzarlo appeso, o se perché quel quadro oramai non mi piace più quindi non serve che lo appenda, anzi chissà dove l’ho messo. So solo che quel trapano non mi serve più, e in fondo trovo anche ridicolo che mi venga offerto solo ora.

Non ho la soluzione all’inquietudine, né una lista di cose da fare o da non fare, perché ognuno è una persona a sé e perché i tempi son cambiati, quindi anche le eventuali soluzioni vanno personalizzate e contestualizzate, so solo che non ho intenzione di dire a Giulietta minchiate come “passerà, non hai motivo, tirati su non puoi piangere per sempre” perché so che non servono, non le condivido, né ho intenzione di fingere che sia tutto così (banalmente) semplice, non ho intenzione di fingere di essere sempre stata così come sono ora, con le idee chiare o convinta di qualcosa, così forte e così fiera di avere ancora i miei bassi accanto agli alti. Non voglio fingere di non aver mai fatto cose delle quali mi sono un po’ pentita, solo perché non sapevo cosa fare e nessuno sapeva “come prendermi”. Non voglio fingere di esser stata immune o di non condividere anzi di biasimare certe sensazioni, non le voglio liquidare come piccolezze che passeranno. Perché non è così. Non dirò nemmeno grandi verità assolute a Giulietta, perché non ne ho neppure per me (è una cosa che ho dovuto imparare perché alla sua età ero un’assolutista convinta). Ma spero che almeno sapere che quando ha bisogno di sfogarsi può scrivere a me perché io non la giudicherò mai, possa aiutarla ad affrontare la sua crescita.

9 commenti:

  1. noooooooo, i Genesis prima maniera sono i miei preferiti e questo è l'unico che mi manca: non è che me lo masterizzi per caso???

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  2. eheheh se fai il bravo, altrimenti carbone ;)

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  3. E credo che tu abbia assolutamente ragione,Elle.Quando chiediamo un consiglio,in realtà chiediamo solo di essere ascoltati.Nessuno è così pazzo da pensare che gli altri possano risolverci un problema.Ma sapere di avere a fianco persone che ascoltano ( e non giudicano )da forza,lenimento.Soprattutto a quella giovane età in cui la vita è tutta una speranza e non sai ancora invece che la speranza è la peggiore nemica del tuo futuro.

    PS : Elias Canetti lo trovo un pò verboso,ma A Trick Of A Tail ( in questo momento ho buttato lo sguardo sulla copertina dell'album che ho appesa al muro )è un gran bel disco.L'ultimo veramente bello dei Genesis.

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  4. Blackswan la speranza si dice sia l'ultima a morire ed è per questo una fregatura; a volte aiuta a superare un momento, altre volte però non fa altro che legarci al nulla e allontanarci dalla realtà. Proprio per questo non ho ancora spedito la lettera, perché un po' le tolgo la speranza (riguardo ad alcune cose che mi ha raccontato) ma allo stesso tempo non vorrei, penso che dovrebbe impararlo da sola dai suoi piccoli insuccessi.

    Riguardo al libro dovrebbe essere una sorta di autobiografia romanzata, io lessi anni fa La lingua salvata poi scoprii che è il terzo volume, questo dovrebbe essere il primo.
    Questi Genesis invece... volevo tornare adolescente e ricevere anche io una compilation con Ripples :) Vediamo se hai capito com'è che questo album è finito nella mia lista dei desideri..

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  5. Sperando che il disco ti piaccia,se no finisce la mia carriera di pusher :)

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  6. Come pusher sei confermato: l'ho già ascoltato all'infinito su Youtube prima di decidere che non potevo non averlo ;)

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  7. Pupottina buone feste anche te :)

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  8. prometto che cercherò di essere più buono, a cominciare dall'anno prossimo però!!!
    Buon natale

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