mercoledì 28 dicembre 2011

Stonature.


Oggi in palestra stavo per piangere.
C’è una canzone che per me è tristissima, mi piace così tanto, ma la trovo così malinconica, che non l’ascolto mai per mia scelta, preferisco aspettare di sentirla per caso nell’aria, perché potrei piangere come una bambina sin dalla prima nota della chitarra, ma allo stesso tempo mi piace così tanto che appena la sento per caso, lo considero un regalo dell’aria. Non è detto, che io pianga o mi rattristi ogni volta, dipende molto dal contesto mentale, voglio dire dai pensieri che affollano la mia mente in quel momento, in quel periodo, ma è molto probabile. Oggi in palestra stavo per piangere. Dal disgusto.
Mi hanno remixato Hotel California.
Per disintossicarmi dallo schifo, pertanto, e contrariamente al solito, o ai miei timori, ora ho precisamente voglia di sentire Hotel California nella bellissima versione che avevo messo in una delle mie compilation, perché dopo oggi, ogni volta che la sentirò, anziché collegarla a tristissimi e malinconici ricordi, anziché immalinconirmi e riflettere sulla vita e la morte, sorriderò consapevole che c’è di peggio: Hotel California remixata per l’aerobica.


Stamattina quando è suonata la sveglia mi sono girata dall’altra parte. Non l’ho pensato subito, perché mi sono riaddormentata, ma ad un certo punto della mattina sì, l’ho pensato, che non avrei dovuto sentirmi in colpa, perché in palestra ci sarei potuta andare per la lezione delle 19 e 30, e così ho fatto. Purtroppo, non so se per colpa del buio fuori dalla finestra che mi offuscava la vista senza occhiali anche nell’interno illuminato della palestra, o se per colpa della terza traccia del cd di oggi, quel remix terribile al quale non voglio più nemmeno pensare, mi sentivo un po’ imbranata: contrariamente al programma del mercoledì, visto che venerdì la palestra sarà chiusa, abbiamo anticipato la lezione coreografata, che per me è sempre un po’ difficile, perché tendo a seguire il ritmo della musica, mentre la musica ha il solo scopo di rintronarci e forse darci la carica con la sua potenza e il suo volume, e non di fornirci la base ritmica della coreografia, che segue invece il ritmo di un normale esercizio a saltelli, ma a velocità sostenuta. Io di solito sembro una gallina col culo bruciato. Quando, per giustificare la fatica di oggi, l’istruttrice ha detto che questi movimenti ci avrebbero preparato per la discoteca, nessuna ha reagito, allora lei ha preso a caso due nomi fra quelle più giovani di noi e ha chiesto direttamente: “andrai a ballare per capodanno?”, l’interpellata non ha reagito subito, bensì dopo aver sentito il suo nome “Elle? Andrai a ballare?”. Io ero mentalmente ancora ad una festa disgustosa all’hotel California, e ho avuto solo la prontezza (o meglio la “prontezza”) di annuire mentre ansimavo disgustata e imbranata, ma ho annuito con veemenza, come a voler spiegare che, proprio perché io vado a ballare, con le coreografie fuori ritmo sono imbranata, chiaro?
Al rientro avevo così tanta fame che ho addirittura messo l’acqua per la pasta.

Ho scoperto per caso, perché figuratevi se mi avvertono, che il “giornalino della scuola” ha pubblicato nel numero di dicembre il mio articolo di maggio (ve l’ho messo nel post precedente), articolo che nemmeno ricordavo più: ho dovuto rileggerlo per sentirmi sicura di ciò che avevo scritto, ed è quasi ridicolo pubblicarlo ora, perché scrivo degli agriturismi riferendomi ai pranzi di pasquetta, primo maggio e feste simili primaverili, mentre se avessi saputo che avrebbero pubblicato in inverno gli avrei scritto una bella tirata sui cenoni di natale e capodanno. Per questo e per il fatto che per loro “collaborare” significa sparire e non dare spiegazioni, io non manderò altri articoli, nemmeno se mi dicessero che hanno trovato un tesoro e ora possono permettersi di pubblicare anche le mie storielle (io avevo detto chiaramente che non volevo fare inchieste sul campo o articoli di cronaca, ma leggete pure “di lamentela”, locale). E poi io scrivo già abbastanza sul mio blog, senza sottostare alla supervisione e approvazione di nessuno, scrivo le mie idee e me le pubblico tali e quali e puntualmente, e non avrei tempo di scrivere per altri, anche perché di solito nel fine settimana faccio una torta.

Ora sto cercando di convincermi che anche le scrittrici e le giornaliste devono lavare i piatti, ma continuo ad avere i miei dubbi.

Come casalinga invece oggi ho avuto una sorpresa gradita: è stato consegnato il nuovo calendario del 2012 per la raccolta differenziata, è molto carino, in colori pastello, e l’ho già appeso in cucina, anche se stona di fianco agli addobbi rossi e oro.

4 commenti:

  1. Hotel California remixata per l'aerobica?????ma non si può !!!!Poveri Eagles! E'un pò come mangiare nutella e cozze o bere un martini cocktail senza l'oliva.E' un crimine contro l'umanità!

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  2. Io ancora tremo e piango all'idea :( per tutta la lezione non ho pensato ad altro che alla versione eagles, cercando di ricordarla,, per coprire quell'oscenità!!

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  3. Da oggi Elle , potresti pensare quando la senti, ad una gallina con il culo bruciato!!! Ih ih che immagine stramba

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  4. Oddio Mariposa ma che schifo, ho sentito anche l'odore adesso!! Non puoi infierire anche tu sulla mia Hotel California!!

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