lunedì 5 dicembre 2011

Svelato il mistero.

Una volta giù sarei dovuta rientrare. La merenda l’avevo fatta in montagna, le bancarelle di natale non mi interessavano. Osservavo le persone chiacchierone di Bergamo e mi chiedevo se anche io, vivendo qui, diventerei così chiacchierona. Tutti attaccano bottone con tutti.
Uno scambio di messaggi con la Manager mi fa capire che nemmeno un’ora di permesso è riuscita ad avere “qui è un casino, sto malissimo”.

Io ho per la testa da qualche giorno il parrucchiere.
Se non mi fossero stati contestati i soldi per la benzina, già giovedì scorso sarei andata a farmi la piega, per coccolarmi un po’.
Sabato poi ho visto il parrucchiere cinese (dalle mie parti hanno ancora solo abbigliamento e ristoranti) e, anche se lui zappava le teste, non sarà l’unico di tutta Bergamo, no?
Inoltre loro son sicura che aprono anche di lunedì. Otto euro non sono tanti ed io avevo proprio bisogno di uno shampoo. Un rappresentante dell’Oreal una volta disse ad una mia amica che i cinesi comprano i prodotti da loro le prime volte, poi riempiono i flaconi con shampoo cinesi.
Un’irritazione da shampoo sbagliato non la volevo, però.
Nemmeno la zappa in testa o le doppie punte da phon sparato a temperature d’altoforno sulla mia chioma sana.
Avevo proprio voglia di chiudere gli occhi e risvegliarmi con la testa in ordine.

In una galleria di negozi, di lunedì, ho trovato un parrucchiere cinese aperto.
Dopo tanti discorsi sull’immigrazione che faccio? Non do fiducia ai cinesi?
Alla cassa solo i due bambini parlano italiano, la ragazza invece strabuzza gli occhi ma non smette di sorridere.
Piega? Sì.
Il ragazzo al lavateste è strabico, ma guarda fisso davanti a se.
Nessuna stanzetta è adibita alla preparazione dei prodotti chimici, né c’è un bagno. Direi che le norme sull’igiene sono disattese.
Al lavateste il ragazzo strabico mi lava i capelli con energia, ma a chiazze, io pignolissima lo agevolo spostando la testa al momento giusto, e senza fargli capire che l’ho spostata io: se si convince di avermi sollevato lui la nuca, me la laverà meglio.
Non risciacqua del tutto lo shampoo, eppure durante la piega nessuna nuvola di fumo si alza: uno shampoo magico?
- Come? Piega? – chiede la parrucchiera vestita per uscire a parco Sempione a Milano la domenica mattina.
- Liscia. – dico io.
- Piastla? –
- No. – sorrido amorevole ma penso: lavora, nenna!
I parrucchieri d’oggi si risparmiano la fatica di una piega ben fatta con queste piastre.

I cinesi hanno questa capacita d’imitazione che permette loro, con metodi fasulli, di ottenere risultati apparentemente simili all’originale. La parrucchiera mi ha diviso i capelli mal sciacquati in quattro grandi ciocche, ha afferrato ogni porzione di ciocca saldamente con la spazzola, spezzandomi il collo, e stirava verso il basso tenendo sempre il bocchettone del phon a due millimetri dai capelli, senza far ruotare mai una volta la spazzola: praticamente mi ha fatto la piastra con la spazzola.
La differenza con una piega vera? Se la spazzola gira sotto la ciocca, i capelli vengono spazzolati, alla fine non solo sono leggerissimi come una nuvola e brillanti anziché opachi, ma ci si possono infilar dentro le dita senza piangere dal dolore dell’intrico.
Apparentemente alla fine avevo la piega liscia, ma mi sentivo la testa pesante come se avessi avuto un casco in testa, o un gatto attaccato alla cute, non potevo infilare le dita nella mia chioma fluente come piace a me quando ho i capelli lisci (ma sono lunghissimi! uauu), e le punte non lavorate avevano un chiaro aspetto arruffato che contrastava col fatto di avere i capelli in ordine (apparente).
Ma per sei euro che cazzo mi lamento?
Ho i capelli in ordine, non puzzo, non mi hanno bruciata né bagnato la schiena (molti italiani te lo fanno anche per trenta euro se vuoi), nessun eritema da shampoo anomalo (dall’odore avrei detto Elvive per capelli colorati, non specifico per il mio capello naturale, ma nemmeno sangue di serpente himalayano), son stati velocissimi e non mi hanno nemmeno fatto la ricevuta.
Ok, questo non è tra i vantaggi.

Una volta a casa ho dovuto aiutare il figlio della coinquilina con la geometria. Aveva fatto una verifica a casa, inserendo nell’ultimo esercizio solo il risultato, con conseguente commento della professoressa: “sì e le operazioni?”.
Ha fatto un po’ come i cinesi: il risultato era giusto, ma ottenuto quasi per caso, perciò abbiamo rivisto d’accapo l’esercizio e, quando abbiamo ottenuto (di nuovo) il risultato corretto, gli ho fatto trascrivere sul quaderno tutte le operazioni attraverso le quali ci eravamo arrivati.

Non so lui alla fine dell’anno, ma i parrucchieri cinesi sì, dai, oggi li promuovo, e anche in questo settore non si smentiscono: sono bravissimi a darti un prodotto che costa molto meno dell’originale, perché non è l’originale, ma nessuno se ne accorge perché è copia così conforme dell’originale che sembra l’originale e quindi ci si stupisce: come mai costa meno dell’originale?
Semplice: perché non è l’originale!

5 commenti:

  1. non mi fido molto dei parrucchieri cinesi...

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  2. Anch'io devo dire che non mi fido molto di questi parrucchieri cinesi.. non so, c'è qualcosa che mi dice che devo starne alla larga, soprattutto ora che ho trovato un parrucchiere bravo e dal quale esco senza lamentarmi! ^_^

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  3. Beh, la mia piega dura ancora oggi e questo dà loro un punteggio alto.
    Come ho detto però, è stato come farmi la piastra da sola a casa, risultato accettabile, spesa abbordabile. Per una piega al volo in casi d'urgenza li confermo (almeno quella che ha fatto la piega a me, perché ogni persona ha le sue capacità manuali e competenze); ma per un taglio o colore o lavoro più delicato io non mi fido nemmeno degli italiani: ho la mia persona di fiducia ;)

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  4. io i capelli proprio non me li taglio...quando la lunghezza diviene inaccettabile,partono le cesoie del giardiniere.Cinese,ovviamente.degli italiani non mi fido :)

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  5. Noo, quindi hai capelli più lunghi dei miei?? Ed io che pensavo di avere ormai il primato.. e ci ho messo pure tre anni per raggiungere questa lunghezza.. ;)

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