sabato 17 dicembre 2011

Vita in famiglia.

(Bergamo alta)
Oggi non avevo proprio niente da scrivervi, perché la  lavatrice  l’ho fatta giovedì, la  ceretta  l’ho fatta ieri, il dolce lo farò più tardi, “ma non uno così pesante, un altro” ha detto timidamente Principessa ingolfata dopo che l’ho costretta a mangiare l’ultima fetta di  Krümeltorte  per togliermela di torno (la torta, non Principessa).
Avevo preparato un bellissimo post, scarabocchiato a mano ieri notte sulla mia agenda, dopo l’ultima incursione di un anonimo nel mio blog, ma stamattina qualcuno ha stravolto i miei progetti scrittori. Inoltre continuo a non sapere che dolce farò più tardi, o se lo farò, perché anche il piano di rifare (meglio) la Krümeltorte mi è stato sabotato dalle parole lievi di Principessa.
La mia famiglia stamane era in fibrillazione per colpa di una cosa che mercoledì mi son lasciata scappare senza pensarci, ovvero un banalissimo “lo faccio sabato”. Che palle, ma perché non sto zitta?

Quand’ero piccola avevo alcune paure angoscianti, una era morire senza aver deciso a
chi lasciare in eredità il mio pupazzo preferito e la mia bambola preferita, perché ero certa che nessuno se ne sarebbe occupato bene quanto me, e riuscivo a tranquillizzarmi solo quando decidevo che li avrei fatti mettere nella bara con me. La seconda paura angosciante era di non sapere abbastanza per poter dare risposte esaurienti alle domande curiose dei miei futuri figli. Se non fossi morta bambina, certo. Mi sono tranquillizzata solo quando per la prima volta ho fatto a mia madre una domanda alla quale non ha saputo rispondere:
Ellina: - Mamma mamma, ma.. “puttana” non è una parolaccia? –
Sguardo truce e scapaccione pronto nella mano destra:
- Certo che è una parolaaacciaaa!! –
Ellina-innocente-giuro: - E allora perché qui l’hanno scritto? –
Fumo dal naso e dagli orecchi e diffidenza:
- Doooveee?-
Ellina-a-cui-la-storia-piaceva-già-allora: - Qui in questa storia della rivoluzione francese c’è scritto che Maria Antonietta era considerata una puttana. –
Diffidenza totale:
- Dammi qua! –
Ellina: - Perché l’hanno scritto? Eh?? –
Mia madre non seppe cosa dire.

Quand’ero piccola mi veniva l’angoscia al pensiero che non avrei fatto in tempo ad imparare tutto, un’ansia, una fretta che mi è rimasta fino a qualche anno fa e che ancora oggi ogni tanto mi torna, come se pensassi di poter morire da un momento all’altro, e questo nonostante da quell’infanzia ad oggi io abbia imparato non solo molte cose, ma anche che ho tutto il tempo del mondo per impararne altre.
Un mio desiderio maturato nel tempo e con queste premesse è stato quello della conoscenza enciclopedica: mi è sempre piaciuto sapere e saper fare un po’ di tutto, anche se poi mi veniva l’ansia che non fosse abbastanza, allora ritrattavo dicendo che volevo approfondire almeno poche cose, mi iscrivevo ad un corso, piagnucolavo perché per farli tutti avrei dovuto nascere vivere e morire ricca, invece non avevo nulla a parte la voglia di imparare, a quel punto mi raddoppiava l’ansia perché mi rendevo conto che non solo i soldi, ma anche il tempo non mi sarebbe bastato, come se pensassi ancora di poter morire da un momento all’altro. Intanto imparavo ogni più piccola cosa che potevo.

Col passare del tempo ho imparato tante cose, alcune pratiche (saper fare), altre psicologiche (saper andare avanti da sola alla faccia di tutti); ma anche la mia famiglia ha imparato da me, ma non pensiate che i ruoli si siano invertiti: tutti loro hanno imparato che io posso fare qualsiasi cosa, e che la farò, se mai capissero come me la devono chiedere per non farmi incazzare. Per dimostrarmi la loro fiducia nelle mie capacità, a volte mi fanno dei regali, quello del 2010 è stato una sorpresa, perché non era il mio compleanno né natale, e perché mai avrei pensato..
Elle stupita: - Una macchinetta per tagliare i capelli?!-
Famiglia riunita e felice: - Così ce li tagli tu e risparmiamo, tanto è facile da usare. –
Per convincerli che proprio questa cosa non la sapevo fare, ho rasato la testa a tutti, sperando che rinunciassero a servirsi da me, complici i commenti dei vicini e degli amici a proposito di campi di concentramento. Ma niente, la fiducia è cieca se le braccine sono corte.

Ogni due o tre mesi i membri della mia famiglia si riuniscono in seduta straordinaria, si tengono per mano, chiudono gli occhi e, come per la spesa mensile, mi evocano recitando una formula magica con cadenza giornaliera e sguardo variabile dal fiducioso al risentito, dal leccaculo al minaccioso. Io, per far sì che i due o tre mesi rimangano tali o che, al massimo, aumentino, ho proseguito con le rasature estreme ma a quel punto parziali, in modo che i ciuffetti dimenticati qua e là o i buchi, facessero desistere tutti, ma niente. Come per la spesa mensile ho deciso di prenderla da dietro: sarà una di quelle cose che mi toccano, e che io faccio benissimo, seppur controvoglia. Perciò nella scatola della macchinetta tagliacapelli nel corso del 2011 è comparso un foglietto su cui ho scritto “pettine lungo misura 6”, per ricordarmi che è quella la misura per conservare i tratti umani dei miei famigliari.

Stavolta ho pensato ad un rimedio estremo, ricca della tradizione popolare, superstiziosa, simbolica, zodiacale eccetera che mi circonda: siccome dicono che la luna influenzi le maree e i capelli, e che la luna piena in particolare favorisca la ricrescita, io ho dato a tutta la famiglia appuntamento oggi che c’è la luna calante, così forse per cinque mesi saranno a posto. Io invece sarò a posto solo per un mese perché per aver tosato tutte quelle teste mi son beccata dieci euro.

13.48
Famiglia a carico: - Corri Elle vieni! -
Essere l’anima della casa ha i suoi svantaggi, infatti vengo sistematicamente interrotta sul più bello:
- quando mi sono appena seduta in bagno
- quando mi sto facendo la ceretta in mutande e la cera si sa è appiccicosa,
- quando sto guardando un video che mi hanno chiesto di visionare per correggere la grammatica di chi parla ed è noiosissimo, ma ora me lo dovrò riguardare da capo perché l’interruzione mi ha deconcentrata
- quando attraverso una stanza, improvvisamente memore di una cosa importante che, causa chiamata “urgente”, dimentico di nuovo subito.

- Corri! –
- Sììì!! -
Elle adorata accorre: - Cooosa c’è! -
Famiglia in estasi: - Guarda, la neve! -
Alle 13 e 48 il pezzo forte del tg1 è il servizio meteorologico, lo sapevate? Pensate, la neve finalmente arriva al nord, a Bolzano anche il ghiaccio, come ci mostrano le immagini.
Elle: - E io cosa me ne faccio della neve al nord? -



PS. La Manager invece cerca di evocarmi da giorni ma non riesce, pertanto mi inonda di messaggi che io nemmeno vedo. Lei dovrebbe essere il personaggio più tecnologico e al passo coi tempi, eppure ogni tanto mi cade sul banale.

Sms della Manager: - Dove cazzo sei, ti scrivo messaggi e non rispondi, ti scrivo di entrare su skype e non mi caghi, ti scrivo su skype e non ci sei!! Vorrei sapere cosa stai facendo! – e nessuna di queste è una domanda.

Sms di Elle dopo due giorni: - Lo sai che il telefono è come se non l’avessi, era nella borsa della palestra da ieri. Se non ti rispondo ai messaggi scrivimi un’e-mail, non hai l’iPhone adesso? –

E dire che la Manager mi conosce e lo sa benissimo che se mi cerca ha solo queste due possibilità:

1) o mi scrive un’e-mail,

2) o chiude gli occhi incrocia le dita mi chiama a voce e spera che io la senta.

10 commenti:

  1. Elle questo post e' esilarante :))
    mi hai fatto ridere grazie :) buonanotte

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  2. Aber gern ;)
    Quando vuoi a CasaMia ce n'è per tutti i gusti..
    Buonanotte anche a te S.

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  3. Grazie Deborah, benvenuta nella Casa dello Spirito che da-grande-vuole-fare-lo-scrittore :)

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  4. Oggi,ho cazzeggiato e son passato sul web a puntate.Ovviamente non potevo mancare all'appuntamento con la mia scrittrice preferita, anche se ho tardato un poco :)A proposito di cellulari.Io pensavo di essere un mostro.Mi insultano sempre tutti perchè: l'ho quasi sempre spento,rispondo poco alle telefonate ( devo essere realmente interessato all'interlocutore ),scrivo messaggi di un laconico sconcertante,non ho internet e sconosco l'uso della segreteria telefonica.leggendo il tuo post mi sono sentito meno solo :)
    PS: qui al mio nord fa freddo,ma non nevica.:)

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  5. A me invece insultano perché lo tengo acceso 24 h su 24, ma non rispondo mai. Lo uso solo per la sveglia e per i messaggi (perché naturalmente qualsiasi forma di scrittura mi è congeniale): odio telefonare.
    Ogni tanto ricevo un telefono (usato) in regalo perché qualcuno riesce anche ad autoconvincersi che se non rispondo (o non chiamo) è per colpa del telefono, non per mia scelta; quello attuale è pieno di menù, applicazioni, giochi, optional, forse c'è pure il bar, ed io penso "che spreco". Vorrei di nuovo il primo (mattoncino) che comprai..
    Non sentirti un mostro!
    PS. sul mio rapporto col telefono, e soprattutto con le telefonate, verrebbe fuori un post divertentissimo, prima o poi lo farò ;)

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  6. Attendo di leggerlo,per divertirmi e consolarmi un pò.Pensa che ho tenuto in vita un cellulare per dieci anni,prima di fargli il funerale.Immagina te come possa amare questa forma di tecnologia.
    Se proprio devo scegliere,però,preferisco chiamare piuttosto che usare gli sms.Più che altro perchè mi sta sulle palle ricevere messaggi con la punteggiatura sbagliata,le k e le abbreviazioni ad minchiam.divento antipaticissimo ( e già al naturale non è che sia un fiore di simpatia ) :)

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  7. Io non posso tenere così a lungo un cellulare perché ho una conoscenza che lo cambia ogni sei mesi e mi costringere a prendere il suo vecchio perché è perfetto per me.. dice..
    Le k e la punteggiatura starnutita a caso le odio anche io, le abbreviazioni me le son fatta piacere soprattutto per risparmiare perché anziché brevi messaggi di testo io scrivevo racconti brevi. Ora mi sono stabilizzata sul messaggio lungo due messaggi (non più 5) e ho rischiato di finire dall'analista quando ho dovuto togliere lo spazio dopo la virgola e il punto: "non è grave" mi ripetevo come un mantra..
    Ma parlare con qualcuno che non posso vedere in faccia e che per di più mi chiama in un momento che secondo me è inopportuno perché stavo.. pensando, ad esempio.. mi snerva. L'utilità/novità del cellulare starebbe nel poter telefonare anche quando sei fuori casa, ma tutti pensano che sia poterti raggiungere quando gli pare, come se chi ha un cellulare non avesse più diritto di avere momenti in cui non vuole o non può rispondere.

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  8. Ma allora qui siete tutti allergici al cellulare ? Bene, mi iscrivo anch'io alla lista.
    Devo dire che però il cellulare lo possiedo e purtroppo per lavoro sono costretto a volte ad usarlo, ma ultimamente non do più il numero a nessuno. Così se mi cercano, sono costretti a farlo in ufficio.
    Aspetto anch'io il post promesso sui cellulari.

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  9. Bravo Granduca, non dare il tuo numero a nessuno, io non solo tengo il mio numero segreto (ma posso dire tranquillamente la mia età), ma se mi chiamano da un numero che non ho in memoria nemmeno rispondo: i conoscenti li avverto "se mi chiami da un altro numero prima mandami un messaggio e dimmi che sei tu".
    Come ho già detto sul tuo blog, però, la strategia del non rispondere è vincente in ogni ambito, e quasi tutti hanno smesso di chiamarmi ;) Se invece mi capita qualcuno che, per mostrare interesse, mi chiede il numero (perché oramai si usa così, anzi forse nemmeno più, perché tra facebook e twitter i cellulari sono ormai socialmente obsoleti) io rispondo sempre "è inutile che te lo dia, tanto non rispondo".
    Anche se usi il cellulare per lavoro, la tua iscrizione alla lista è valida, perché il lavoro è lavoro e non si discute :)

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

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