sabato 21 gennaio 2012

La ricetta più difficile.


Cari Lettori e care Lettrici, mentre voi vi godete il fine settimana, io mi preparo ad una delle prove più difficili della mia vita: fare la Sachertorte.
Ho ribadito più volte che il mio blog esisterebbe anche senza lettori e senza commenti, ma non tutto è lineare nella vita, anzi secondo me proprio nulla lo è, pure le linee non sono lineari ma sono un insieme di punti. Cosa voglio dire? E che ne so.
Vi voglio dire perché ho aperto questo blog, il quinto mi pare in ordine cronologico: perché la mia vita era una merda. Uguale e identica a questa di ora, mica ora è cambiata, ciò che è cambiato è solo il mio punto di vista su quella che, da un altro punto di vista, potrebbe essere considerata una vita di merda. Per mesi e mesi avevo tentato di ripristinare quell’attività terapeutica che era scrivere, ma senza successo, perché avere solo da lamentarsi non favorisce l’estro. O no? Per mesi avevo tentato di staccarmi dalla vita fasulla del computer per fiondarmi nella vita reale, sbattendoci la testa di brutto, vero? Bene, non ha funzionato come terapia. Continuavo a pensare di non aver nulla da scrivere perché non avevo più una vita reale decente di cui raccontare.
La storia del saper dipingere come avventurosa una vita uguale a tante altre non m’era venuta in mente, nonostante fosse famosissima, insomma era quello che avevo sempre fatto e tutti avrebbero potuto descrivermi così, anziché dire di che colore ho i capelli, anche perché per molti anni li ho colorati di tutti i colori possibili e immaginabili, perciò su quello non si poteva davvero contare per avere una mia descrizione precisa e fedele nel tempo, capito? Ma il fatto che la banalità della mia vita quotidiana e le mie peripezie nel mondo venissero da me esposte in toni avventurosi e addirittura rese invidiabili, era la cosa più costante che ci fosse nella mia vita.
Improvvisamente questa mia capacità era svanita, avevo forse perso l’ispirazione? Già, perché nemmeno io riuscivo più a vedere quel lato delle cose. Come fare?

Un giorno ho voluto provare di nuovo a preparare una torta: da tempo non mi venivano più bene, e le motivazioni erano numerosissime: all’incirca due per ogni componente della mia famiglia o vicino di casa di passaggio, perché qui son tutti dottori. Un giorno ho voluto cambiare torta, sempre la stessa no, basta, e mentre cercavo su internet una domanda mi frullava per la testa: perché tutti riescono a fare le ricette prese su internet ed io no? Che razza di domanda: perché io non seguo mai la ricetta, non compro gli ingredienti, non rispetto i tempi, non ho pazienza con le ricette lunghe!
Un giorno ho voluto provare a seguire la ricetta passo passo. Su internet ho trovato diversi blog: quando ce l’avevo io non era così, a parte che il mio lo leggevano solo gli invitati, non credevo che esistesse una fitta rete di blog, perché io entravo su internet per scrivere il mio e non frugavo mai alla ricerca di altri blog, né credevo che altri l’avessero (no comment su questo). Invece esiste tutto un mondo di blog, i cui primi esempi mi arrivarono nelle vesti di mommy blog e di food blog. In particolare i food blog erano quello che cercavo.
Ancora oggi quando trovo un nuovo blog vado a leggermi il primo post, per capire qual è stata la spinta giusta, quel giorno fu solo la prima volta. E poi di seguito, ricetta dopo ricetta, ne ho lette tantissime e ho scoperto che ci sono blogger che hanno iniziato per gioco, e alla fine hanno imparato a cucinare e ora dispensano consigli, accanto ad altre che sono sempre state delle maghe in cucina, e col blog volevano mettere a disposizione di chiunque le loro ricette riuscitissime. E visto che il mio ruolo in famiglia sembrava essere sempre più quello della casalinga e matrigna (perché moglie e madre è da femminucce), ma considerato che non l’avevo mai fatto prima, perciò non sapevo da dove iniziare né se sarei riuscita ad andare oltre il primo ostacolo, ho pensato di darmi coraggio aprendo un blog pubblico: quando mai io in pubblico cedo, piango, mi demoralizzo, mi piango addosso, rinuncio o sclero?
Beh, certo, con l’andar del tempo ho anche sclerato e mi sono demoralizzata, qui sul blog, ma capita quando si hanno Lettori e Lettrici che sembra di conoscere da una vita! Mi capita anche di entrare nei vostri blog come farei in una casa in cui piombo non invitata col solo scopo di sedermi in cucina o in salotto con voi, mentre fate tutt’altro e non mi avevate prevista, con l’intima speranza che parleremo di tutto tranne del mio problema, così mi distraggo e almeno per un po’ non ci penso. Ascolto voi e non penso a me. A volte parlo anche, e sono quei casi in cui lascio commenti strani ai vostri post e voi pensate ma questa è matta.

Ed eccoci al dunque: al vostro ruolo e alle ricette su internet.
A chiunque me lo chieda, e ovunque nel mondo, io rispondo che non so cucinare e che non mi piace. È vero. Non credo di saper cucinare, né che mi piaccia, e in ogni caso non lo faccio mai, non per me. Cucinare e mangiare li considero una perdita di tempo. Durante la mia giornata, qualsiasi cosa faccia, io sono talmente immersa nella mia attività che non solo non mi annoio (e se succede è perché sono un po’ svogliata e vado a rilento), ma non penso nemmeno a mangiare. Infatti tutti quelli che mi conoscono si chiedono come mai io sia così magra se penso sempre solo a mangiare: succede perché tutti quelli che mi conoscono non abitano con me né sono mai venuti a casa mia, ma mi vedono sempre e solo fuori casa, e fuori casa io, lontana dalle mie mansioni quotidiane, non faccio altro che pensare a mangiare. Toglietemi la merenda e vi mangerò il cervello, poi ad un certo punto sbiancherò e inizierò a tremare, qualcuno ipotizzerà un calo di zuccheri e finalmente mi darà il permesso di entrare in un bar, dove di solito prendo un cappuccino e una o due brioche col cioccolato, e sequestro il giornale al primo vecchietto dai riflessi lenti per leggermelo con calma finalmente libera di fare qualcosa.
Ma dentro casa io a volte mi dimentico di mangiare. A cucinare non ci penso mai, perché per me non ha senso, perdere tempo in cucina per cosa? Per sedermi da sola a tavola a giocare col cibo in modo da cenare in più di dieci minuti primi? E poi devo pure lavare piatti e pentole in proporzione di 3 a 1, dove “1” rappresenta il numero di persone per le quali ho cucinato: io. Mi capita di mangiare e lentamente, ma solo se ho compagnia, allora lavo pure i piatti. Mi capita di cucinare, questo sì, ma solo se ho ospiti, a volte appositamente invitati perché ho voglia di cucinare (assurdo! io?!), e sono contenta di non avere qualcuno per cui cucinare tutti i giorni, sarebbe troppo monotono.

Ma un bel giorno ho ripreso a fare torte, perché ho trovato uno che riusciva a mangiarsene metà nel tempo in cui un’altra diceva “va bene la assaggio ma solo una fettina piccina”. Ho trovato uno che apprezzava e aveva pure le richieste personalizzate, e che ogni volta che mi vedeva chiedeva se avevo fatto una nuova torta. E so’ soddisfazioni!
Grazie a internet ho potuto sperimentare nuove ricette, e grazie al blog ho potuto sostituire quell’unico pretendente (di torte) che avevo e che ora non ho più - ora tutti a dieta, tutti con la puzza sotto il naso, tutti infastiditi dalla cucina occupata per l’intero pomeriggio. Il blog era solo l’idea che qualcuno potesse vedere i miei miglioramenti, visto che a lungo non ho avuto lettori, ma era soprattutto l’idea che m’era venuta di mostrare che non per forza una torta deve uscire perfetta da vedersi e squisita ad assaggiarsi per poter essere considerata commestibile. Logico, no? Insomma anche i comuni mortali hanno il diritto di cimentarsi regolarmente e imperterriti!

Ieri però è successa una cosa strana: i vostri commenti hanno portato ad una richiesta, che se esaudita non vi darà alcun vantaggio, perché non assaggerete la Sacher, perché di ricette della Sacher su internet ce ne sono a bizzeffe, e perché.. e perché basta così. Né servirà a me, visto che l’unica cosa nella quale concordano le varie ricette su internet, nonché unico motivo per il quale non l’avevo ancora fatta, è che il procedimento della Sacher è lungo; né posso prendere il vostro come un consiglio, visto che di ricette col cioccolato ne ho altre, e dovevo solo scegliere quale fare fra queste altre, senza complicarmi la vita con la Sacher; né posso sperare che tutti a CasaMia apprezzeranno, perché non ho nessuno a cui farla assaggiare - a parte forse Principessa che però storce il naso volentieri alle novità ed è fissata con la torta margherita che è l’unica buona, dice, e alla quale aggiungerebbe ogni volta l’ingrediente che dà il gusto alla torta, per creare così la torta al limone, la marmor kuchen, la crostata di frutta, il pan di spagna, e pure il cheese cake, tutto con la base margherita che è senz’altro famosa per questa sua versatilità.
Ieri è successo che io mi sono sentita impegnata a fare la Sachertorte, come se voi mi aveste detto “è il mio compleanno, volevo chiederti se la torta me la fai tu, mi piacerebbe la Sacher.. ah, e naturalmente sei invitata alla festa”.
Perciò oggi mi sono svegliata col pensiero della Sacher, ho confrontato le tre ricette che ho considerato più affidabili, ho fatto la media matematica degli ingredienti, e ho sottratto quelli che avevo già in casa, ottenendo così una breve lista della spesa. Sono uscita di casa con un unico pensiero: comprare gli ingredienti per la torta che devo fare, perché me l’hanno chiesta per questo fine settimana.

Esaurita? No: semplicemente confermo tre (quante??) affermazioni:
1) il blog mi stimola all’azione e al miglioramento di me (anche) come casalinga e matrigna
2) i commenti alimentano il mio blog, non importa se nessuno lascia commenti, ma se ci sono devono essere nutritivi
3) se devo cucinare solo per me non ci trovo un senso, ma se devo cucinare per altri c’è più gusto, anche se questi altri (voi) non assaggeranno.
Perciò oggi mi sono svegliata col pensiero di tentare la Sacher, su vostro suggerimento/richiesta per stimolare la mia neonata pazienza in fatto di ricette lunghe e lente, e perché rappresenterebbe nel suo piccolo (forse non è così difficile da fare) un passo in più verso il livello-pasticceria successivo (ossia lontano dalla torta margherita-base).
Ora non chiedetemi l’anatra all’arancia però!!

4 commenti:

  1. mmm...mi è venuta una leggera fame :P

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  2. A chi lo dici, la assaggio ad ogni ingrediente aggiunto ;)
    (il procedimento è lungo, l'avevo detto)

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  3. io sono bravina in cucina, e mi rilassa pure ...pero' non seguo ricette, stranamente fanno parte del mio DNA, lo stesso con i dolci...ma non riuscirei a scrivere ed a documentare con foto nel mio blog, forse perché sono un umorale istintiva pure con le cose che cucino, non riesco a programmare e' più forte di me...anche se ho gente a pranzo lo decido quel mattino il menù :)

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  4. Io nel dna non ho nemmeno la sopravvivenza, perché altrimenti non mi ridurrei alla tremarella prima di mangiare ;)
    Però dai, voglio imparare...
    ...
    ...
    Però dai, non lo metto come proposito del 2012, mi scoccia ;)

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