martedì 3 gennaio 2012

Nuovi amori.


Oggi è il compleanno di Nonno Simpson, 83 anni suonati, perciò stamattina era euforico.
Io lo so perché me l’hanno raccontato, infatti dopo la notte precedente, insonne fino alle 5 del mattino ma in piedi comunque alle 9 e va bene, erano le 9 e 30… Un attimo: ero convinta di aver dormito tre ore ma queste sono quattro, questo 3 comincia ad essere invadente. Dicevo che siccome avevo dormito solo queste quattro ore, perché i sonnellini diurni non mi sono mai piaciuti, e perché non vado mai a letto prima di mezzanotte, anzi da dicembre l’orario è diventato l’una, ne ho approfittato stamattina per dormire un po’ di più. Fino alle undici.

La mia giornata pertanto è iniziata veramente solo dopo pranzo, quando ho constatato che, ogni

 volta che devo andare dall’estetista, le mie mutande più belle sono sporche oppure, come oggi, stese beatamente al freddo da due giorni, quindi ancora bagnate. Ma tranquilli, ne ho tante meno belle, quindi ho potuto rispettare l’impegno con il mio io-scimmia. Non so perché mi hanno cambiato estetista al centro estetico, questa è la seconda volta che passo sotto i ferri di Michela e vi dirò che, nonostante io sia notoriamente restia alla chiacchiera, soprattutto quando son distesa, posso chiudere gli occhi, e vagare con la mente incurante del dolore, Michela mi piace anche perché mi fa parlare. Non è una chiacchierona, sia ben inteso, già una volta l’avevo provata in assenza della mia estetista, e quella volta non mi aveva rivolto la parola: io avevo pensato che fosse perché, per colpa di quell’assenza dovuta a febbre improvvisa, Michela si era ritrovata col doppio delle clienti nello stesso lasso di tempo, e questo non è mai piacevole, se si vuole fare bene il proprio lavoro i minuti contati non sono l’ideale; ma potevo anche supporre che fosse una non chiacchierona. Queste ultime due volte però Michela ha parlato con me, coinvolgendomi senza sforzo sia perché io non sono più la musona solitaria di un tempo, sia perché gli argomenti trattati sono innocui e adatti a quei quindici minuti di tempo, senza pretese ma nemmeno vuoti, inoltre, se parliamo del mio caso-scimmia, io mi intrattengo volentieri con un’estetista. In generale la mia nuova estetista non cerca la chiacchiera a tutti i costi, passiamo dei minuti in silenzio, poi all’improvviso lei dice qualcosa, mentre io non cerco la risposta a tutti i costi, e soprattutto se a certe frasi posso rispondere solo con un sorriso, non mi sento in dovere di aggiungere parole.
Se l’altra volta ero un po’ preoccupata che i miei appuntamenti fossero finiti sotto il suo nome in agenda, e non più sotto la mia solita estetista (silenziosa), oggi ho notato che non mi dispiace affatto, anzi ora vorrei che fosse sempre lei la mia estetista proprio perché parla il giusto ed io, che continuo a non essere una chiacchierona (ci vado da un anno e l’unica cosa che sanno di me è il mio nome, per cosa prendo appuntamento e che non mi piace andare al mare in estate), in questo periodo più che mai sento il bisogno di chiacchiere lievi, di distrarmi, e di sorridere tranquilla grazie alla consapevolezza che la chiacchiera sarà lieve e che io, se l’estetista è brava, in un quarto d’ora sarò già di nuovo nel mio mondo.

Un’altra distrazione della quale, incredibilmente, ho sempre più bisogno è la palestra. Forse conta il fatto che, quand’ero musona e silenziosa, io lavorassi a contatto con clienti d’ogni tipo, perciò fuori dal lavoro avevo un bisogno anche fisico di solitudine e silenzio, mentre ora “lavoro” ogni giorno a contatto con persone chiassose ma con le quali non parlo mai veramente, non c’è un dialogo, perché tutto si svolge attraverso domande lamentele ordini, non si parla mai di nulla, né ho un vero motivo per sorridere, e anche quando faccio qualche battuta lo scopo è distendere l’atmosfera, far sorridere gli altri, ma per me non è veramente distensivo, perché lo considero parte del mio “lavoro”, fosse per me non avrei proprio motivo di scherzare o sorridere (né di stare con loro). Perciò ho bisogno di uscire e di sfogarmi con gli sconosciuti: sorrido a tutte le commesse e alla benzinaia di fiducia, sorrido all’impiegato dell’ufficio postale nonostante ogni volta il suo comportamento sia quello che io considero un farsi gli affari miei, dato che legge nomi e indirizzi sui bollettini e sulle buste e poi commenta: ma è innocuo, perché mi dice sempre che lui nel mio paese ci ha lavorato per tanti anni (vado nell’ufficio postale del paese vicino perché fa orario continuato fino alle sette, ed io voglio andarci con calma quando mi capita, non per forza entro l’una di oggi). Sorrido alle vecchiette a cui cedo il posto alla cassa del supermercato e alle meno vecchie che mi fanno notare che la farina ha la busta rotta ed io mi sono infarinata i pantaloni, e sorrido per strada alle persone con un cane, quando il cane vuol venire ad annusarmi e loro non riescono a trattenerlo al guinzaglio (ma che gli faccio ai cani io, eh?). Sorrido a quelli che mi rivolgono la parola in una sala d’attesa ed io non ho voglia di rispondere e allora sorrido e basta.

In palestra mi ero iscritta per cause di forza maggiore individuate dal mio io-medico. Il mio medico vero infatti mi ha prescritto di tutto: aerosol, antibiotici, spray per l’asma, nonostante io odi le medicine. Il tutto semplicemente guardandomi in faccia, felice di essermi utile in qualche modo. L’ultima volta che gli ho parlato di me, lui, soprafatto dal mio fascino, mi ha detto:
- Vuoi prendere la pillola? Se la vuoi me lo dici… -
Io solo per un pelo ho trovato la risposta:
- Se lei pensa che possa risolvere il mio problema.. – e nel frattempo cercavo di capire come, ma d’altronde io non sono davvero un medico, mi faccio le diagnosi, ma non sono un medico.
Lui felicissimo di essermi utile mi ha preparato la ricetta. Io perplessa mi son vista passare davanti le immagini di ogni nostro incontro: effettivamente quando vado solo per le ricette della famiglia, ma non gli chiedo nulla per me, cerca a tutti i costi di farmi parlare, come la penultima volta quando, appena mi sono alzata, mi ha detto “ma lei non sarà dimagrita troppo?”.. se gli avessi dato corda mi avrebbe prescritto la pillola già allora.
Ma quest’ipotesi è assurda! Non è possibile! Fra quelle più plausibili ho pensato anche che la sua proposta fosse dovuta a qualcosa nel mio viso, forse le mie occhiaie profonde gli hanno fatto pensare che io sia una che non tromba perché ha il terrore di rimanere incinta, chissà.
Siccome il mio medico vero mi lascia sempre perplessa, io ho cercato di risolvere il mio problema, che non è in alcun modo legato ad una gravidanza, iscrivendomi in palestra.
La vita sedentaria infatti mi aveva dato dolori in ogni dove (non proprio in ogni) e mi sentivo terribilmente arrugginita, non sto a ripetervi tutto il mio ragionamento perché ne scrissi già allora e non ne ho voglia e poi non è di questo che volevo scrivere oggi, infatti volevo fare una breve cronologia dei miei progressi in palestra:
- a febbraio, nelle prime settimane dopo l’iscrizione, ho rischiato di schiattare più volte, durante la lezione settimanale di cardio-fitness, perché il mio cuore partiva da solo e mi mollava, l’ultima la più grave mi ha vista diventare grigia, ma io imperterrita mi sono fermata solo quando io non ho visto più nulla, cioè ho visto tutto ma sfuocato e girava attorno a me, allora mi sono fermata e l’istruttrice mi ha detto di vestirmi sedermi e riprendere solo al momento dello stretching finale, quindi sono rimasta ferma più o meno quaranta minuti;
- da allora ho imparato a regolarmi, vale a dire diminuire se non riesco tutto, rallentare se è troppo intenso, fare esercizi al passo se i saltelli mi spompano troppo o se mi fa male il ginocchio, ma senza mai fermarmi del tutto, perché l’obiettivo finale è riuscire;
- da giugno a settembre son rimasta ferma perché quegli stessi effetti negativi me li danno normalmente i 40 gradi all’ombra quando sono seduta in camera mia, quindi non era necessario che pagassi la palestra per schiattare;
- a ottobre ho ripreso incredibilmente bene: non ho più avuto mancamenti strani (chiamiamoli così) e addirittura sin da subito sono riuscita a fare sempre tutti gli esercizi allo stesso ritmo delle altre, anzi io ora sono fra le veterane che non sbagliano quasi mai né la posizione né le sequenze (i giorni imbranati non li ho persi del tutto); ci sono stati dei momenti a dicembre, da quando vado a letto all’una, in cui ho pensato che essere lì la mattina è troppo per me, che potrei andare in sala pesi e fare gli stessi esercizi senza musica e da sola e soprattutto a qualsiasi ora mi vada bene, ma è stato il pensiero di un attimo, perché so che lo troverei così noioso e allo stesso tempo troppo a mia discrezione, che alla fine smetterei di andarci: in realtà a questo punto non sono sicura che smetterei del tutto, semmai tornerei alle lezioni fisse, perché avere la musica (anche se a volte è un trauma sentire certi brani) e avere l’istruttrice e avere tutte le altre lì alla stessa ora è troppo bello, è quello di cui ho bisogno tanto quanto l’esercizio fisico;
- fino alla settimana scorsa: viste le chiusure per festivi, lunedì e venerdì, l’istruttrice ci ha proposto di andare martedì e giovedì alla lezione di pilates: io martedì ho provato questa novità che consiste in esercizi che, qualche volta, facciamo anche noi, ma nel pilates sono molto più lenti, e mirati non a rafforzare e rassodare i muscoli né a mettere alla prova la resistenza del cuore o la capacità mnemonica del cervello, ma semplicemente a regolare la postura; ho capito perché il nome col quale lo conoscevo io è “pilates per la terza età”, infatti più di così le ossa vecchie non potrebbero fare; la musica è budda bar da massaggio, ed io non solo ho sbadigliato per un’ora intera, ma il freddo che avevo me lo son tenuta, anche perché non mi era stato detto che si sta scalzi e le mie calzine erano troppo sottili per un pavimento gelido; giovedì ho deciso che pilates e niente sono la stessa cosa, perciò son rimasta a casa; ieri mattina l’unico sprono ad alzarmi dopo le misere quattro ore di sonno è stato il pensiero di risparmiarmi la palestra, a sua volta favorito dal pensiero di poterci andare alle 19 e 30, visto che in questo periodo di festa ci sono molte disertrici e avrei trovato posto anche nell’altrimenti affollatissima lezione serale; ieri dopo secoli (a me è sembrato così) l’istruttrice ci ha fatto scoppiare ed io ho pensato due cose: 1) ma non è che la mattina la lezione è meno intensa? Mercoledì verificherò, 2) io adoro il cardio-fitness: questo è vero esercizio, non quei balletti quelle coreografie quel pilates della minca morta, sala pesi balli di gruppo aerobica eccetera, no! Cardio-fitness, addominali finché manca il respiro, esercizi con i piatti e i bastoni di scopa, e musica a palla che ti spacca i timpani perché al cuore ci pensa già l’istruttrice.
Insomma ieri mi sono sentita molto sportiva perché mi sentivo morire ma allo stesso tempo era un morire relativo e piacevole, ma soprattutto perché ho snobbato il pilates per vecchiette, e non vedevo l’ora di tornare al mio nuovo amore che non sarebbe vero amore se non facesse anche male.

8 commenti:

  1. Uuuu auguroni a Nonno Simpson! Anche se in ritardo! Io quando vado dall'estetista o dal parrucchiere non amo parlare molto, voglio soltanto rilassarmi ed essere coccolata.. per questo motivo ho cambiato diversi parrucchieri, parlano veramente troppo e poi ti fanno domande a cui tu devi rispondere per forza! Finalmente ne ho trovato uno con cui scambio qualche parola (non banale, anche piacevole) e non me lo lascerò scappare! Ps: adoro il Pilates, ma con gli orari che faccio non posso permettermi nessun tipo di movimento! :-/ Baciii

    RispondiElimina
  2. Isabel grazie :)

    Chiaretta anche io per anni sotto i colpi del parrucchiere ho dormito: ero giovane e pronta a tutto, tagli e colori, perché mi piacevano le cose strane e cambiare e lasciarmi fare in testa di tutto. Ora son "invecchiata" e tengo sempre un occhio aperto per controllare.
    Ps. io quando non ero "sportiva" come ora, facevo esercizi quando salivo le scale (e va beh anche adesso): appoggiavo al gradino la pianta del piede poi mi mettevo sulla punta, infine di nuovo giù di pianta prima di tirare su l'altro piede. Vista dagli altri sembrerai zoppa e anche un po' matta, ma io ho dei bellissimi polpacci!!
    :)

    RispondiElimina
  3. @Elle: ahahhah ottimo suggerimento! In effetti per compensare cerco di camminare un bel po' durante la pausa pranzo e di fare le scale quando possibile! ;-) bacioni ps: c'è un giochino carino che circola per i blog, se ti va di partecipare mi piacerebbe leggere le tue risposte! http://lerecensionidichiara.blogspot.com/2012/01/meme-2011.html

    RispondiElimina
  4. Mettiamola così: quello dell'estetista è un argomento per me ostico e anche agnostico.faccio fatica ad andare dal barbiere,figuriamoci da qualcuno/a che mi metta le mani addosso per depilazione,massaggi,manicure,etc...una volta stavo per picchiare un massaggiattore shiatzu perchè mi sembrava eccessivamente amichevole. Ma,ti faccio questa proposta.Ti alleno io.Vieni al campo di calcio e ti faccio lavorare coi miei giocatori.Sono un pò animali,ma bravi ragazzi.qualche apprezzamento,ma poi ti stendono i tappeti rossi.Dopo un mese,stai in bolla che sembri un fiore( sicuramente lo sei già adesso,ma io ovviamente non lo so ).Muscoletti da tutte le parti,un fiato da paura,e divertimento a go-go.Sono un mister simpatico,peraltro. :)))

    RispondiElimina
  5. Ohi Blackswan, un po' mi sono stancata già a leggere, soprattutto quel "dopo un mese", però sono sicura che mi divertirei anche solo ad avere una squadra di calcio al completo che mi fa apprezzamenti, posso rispondergli? Dai, così rimandiamo i tappeti rossi che mi mettono in imbarazzo ;)
    Comunque gli apprezzamenti più divertenti li ho ricevuti dalle donne: una dopo aver visto i miei polpacci mi ha chiesto ammirata se faccio calcio, e io ho riso così tanto che non mi rialzavo più da terra; mentre l'altra mi ha guardato le spalle e mi ha detto "tu fai nuoto, vero?" ed io invece non solo non so nuotare ma forse ho pure paura dell'acqua, perciò ho riso tantissimo anche in quel caso.. però no, non sono proprio un fiore adesso.
    Però dai se faccio qualche altra lezione come quella di oggi-solo-gambe-con-pausa-a-saltelli mi sentirò pronta anche per il campo di calcio, me lo sento!
    ;)

    RispondiElimina
  6. Chiaretta: solo perché si tratta di libri... (e va beh, sarà per questo che l'hai fatto, mica per altro..)
    ;)

    RispondiElimina
  7. @Elle: ti ho risposto sul mio blog.. comunque sì, è perché si tratta di libri perché neanche a me piacciono tanto i giochi a catena! ;-) un bacione

    RispondiElimina

Ciao, benvenuti nella Casa dello Spirito. Scrivete pure qua sopra/sotto il vostro commento o le vostre domande: le pubblicherò io più tardi. Se vi iscrivete ai commenti, vi avverto addirittura via mail.
Non preoccupatevi se non avete un account google: basta inserire l'url del vostro sito, o profilo fb, ig, pulcino, o quello che avete e il vostro nome. Anzi, voglio venirvi incontro: potete addirittura mettere solo il nome, se non avete un indirizzo o non vi va di esporvi così tanto. Comunque non preoccupatevi: sono uno spirito buono.
Buona permanenza nella Casa nella Palude
Elle, il vostro spirito di fiducia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...