mercoledì 4 gennaio 2012

Ultim’ora.


Giovane donna soccombe senza lottare.
Un testimone afferma: io però l’ho vista.
Non ce l’ha fatta. Questa mattina alle ore 9 e 15 il rinvenimento della giovane donna nel suo 

letto, avvenuto ad opera della sveglia sul cellulare, che ha dato l'allarme. Secondo i suoi coinquilini, subito sentiti dagli inquirenti giunti sul posto, dopo colazione sarebbe rientrata nella sua camera, per non uscirne poco dopo come suo solito. I rilievi della scientifica hanno permesso una prima ricostruzione dell’accaduto: la donna, al culmine della sua carriera nell’ambito di una vita regolare e con orari diurni e dell’apprendimento del cardio-fitness, sarebbe rimasta a casa anziché andare in palestra.
Dalla sua scrivania a soqquadro sono stati prelevati un’agenda del 2011 e vari foglietti: pare che ieri avesse il compito di fare la spesa per la famiglia. “Quando è rientrata si è comportata come al solito – avrebbero raccontato i familiari ai carabinieri – ci ha detto bruscamente ‘prima scarico la macchina poi metto legna al fuoco!’ e questo comportamento non va per niente bene, noi non sappiamo più come fare, questa ragaz..”.
Contrariamente a quanto affermano i suoi coinquilini, a quanto pare la donna già da un po’ non andava più a letto a mezzanotte, bensì all’una. Indiscrezioni attribuirebbero a questo dato apparentemente irrilevante, ma che gli inquirenti non si sentono di escludere del tutto, la causa dell’accaduto. La donna non ce l’ha fatta, ma fonti certe, benché anonime, ci assicurano che oggi alle 19 e 20 in punto la donna è stata vista entrare in palestra, decisa a sudare più di lunedì u.s., e dalla quale non sarebbe uscita prima della fine della lezione.
Eventuali aggiornamenti verranno resi noti con l’edizione della sera.

È giusto cambiare da adulti? La parola a due figli d’eccezione.
Era ordinata e precisa - ricordano i suoi figli - e ci diceva sempre che, se non avesse prima messo in ordine e spolverato, la sua giornata non sarebbe potuta iniziare così proficuamente. È vero che un tempo lo era stata molto di più, che sistemava maniacalmente ogni singolo oggetto della sua camera, non molto tempo fa aveva anche deciso di ordinare tutti i suoi libri in base alla lingua dell’autore, per poi incasinarsi con gli autori sconosciuti che, secondo la breve biografia sul risvolto di copertina, erano nati in Ungheria, avevano scritto in tedesco, ma pubblicato solo negli Stati Uniti in traduzione inglese, perché inglese risultava la loro nazionalità. O era nazionalità spagnola, e la pubblicazione in Sudamerica? Insomma alla fine gliel’aveva data su, impotente, perché come bibliotecaria aveva fallito - ci racconta suo figlio, un pupazzo azzurro che indossa ancora la tutina gialla che lei gli aveva cucito qualche anno fa. Per non parlare del controllo periodico di tutti i suoi appunti universitari, che tiene sempre aggiornati e a portata di mano “perché non si sa mai”: qualche mese fa ha copiato in bella gli ultimi scarabocchi (scriveva proprio male, con questa fissa di segnarsi tutto anche le pause di riflessione del prof) – aggiunge sua figlia, la bambola bionda con il fiocco rosso in testa – e non voleva buttare nulla, perciò ha eliminato solo le materie che non le erano piaciute e che non le sarebbe dispiaciuto dimenticare. Io gliel’ho detto, ma cosa te ne fai, ma lei niente, quelle dispense le ricordano un mondo che le piaceva, dice, ed io non so cosa risponderle. Noi non sappiamo cosa risponderle - conferma il figlio della donna cambiata - e non sappiamo nemmeno cosa fare, vediamo che è tranquilla, che le va bene così, però una scrivania così in disordine, per non parlare del pavimento, non capisco… Sembra quasi una ribellione eppure non lo fa con rabbia o dispetto, lo fa come se, da sempre, le venisse naturale, ed è questo che ci spaventa, perché lei naturalmente non era così disordinata o menefreghista. Oggigiorno invece è proprio così - conclude la figlia, incerta - quasi come se non gliene importasse più nulla, come se davvero pensasse che ci sono cose più importanti nella vita che spolverare o tenere in ordine il suo mondo: perché questa stanza è il suo mondo, il suo rifugio, eppure non credo che rispecchi la sua mente, voglio dire, per tutto il resto è precisa e si ricorda le cose.. (“più o meno” la corregge il fratello, ndr), eppure la camera è un casino. Per il resto sembra serena, e forse è questo quello che conta.

La posta del cuore.
Cara posta del cuore,
sono una casalinga donna madre che non ti dico. Ti leggo spesso ma non ho mai avuto il coraggio di scriverti, perché di solito ti scrivono solo donne sfigate che io ti giuro che non sono così. Però che stavolta ho ceduto alla tentazione, voglio vedere cosa mi rispondi. Perché secondo me se una c’ha bisogno dell’esperto per risolversi i problemi, vuol dire che è messa proprio male e mi fa solo pena, quindi non è per questo che ti scrivo, capito? Allora, c’è un tipo che mi piace. Cioè, più di uno ma non dirlo in giro perché lo sai che la gente parla e dice. Allora, questo tipo se te lo descrivo pure tu mi dirai lascia stare ma io ti giuro che mi piace molto. Comunque ero andata dal cinese per comprarmi il cavo per le casse, principalmente perché era il più vicino a casa mia, che siccome che la benzina è alle stelle, non è che mi piace allontanarmi troppo, allora sono andata dal cinese che è nel paese vicino al mio, ma nulla, non ce l’avevano, oh, tutto c’hanno, tranne il cavo che serve a me. Allora me ne sono andata da quell’altro, quello della zona industriale o cos’è, e non ci pensavo nemmeno a questi tipi che mi piacciono, che non è che io sto sempre a pensare a queste cose come quelle sfigate che ti scrivono, cioè io sono una che fa la casalinga, mica scherzi, quindi non c’ho tempo. In ogni caso sono andata da quest’altro cinese più grande, e niente, non ce l’hanno neppure lì. Allora mi son detta ma quanto costerà, e sono andata al Media World, perché principalmente sono andata dal cinese perché era vicino a casa, ma quel secondo cinese era già più lontano e fai trenta e fai trentuno io sono andata dal Media World. Se te lo dico ma lo so, che non c’entra niente, è il secondo negozio a pari merito coi brico-negozi dove io se c’ho soldi non ci devo entrare che tanto lo so che faccio danno. Poi che te lo dico a fa’ dal Media World c’è pure il reparto libri che è praticamente il primo negozio dove io se c’ho soldi non ci devo entrare. Comunque io sono entrata e ho cercato il cavo perché volevo solo quello, ma non volevo chiedere ai commessi, perciò ho girato piano piano fra le corsie e ho incominciato, nemmeno io lo so come, a pensare a questo tipo, e anche all’altro, e pure all’ultimo, insomma: a quelli che mi piacciono molto molto ultimamente, e non pensare male, ma io non ci posso fare niente, ci penso tutti i giorni, ma non perché sono una di quelle sfigate che ci pensano sempre, cioè io anche quando ho trovato il cavo ci pensavo.. Allora per rilassarmi sono andata a vedere un po’ di libri e l’ho visto.. Ommioddio! Lo so, non ero proprio nella corsia dei libri, e in realtà.. va beh, adesso non pensare a me come a una sfigata te l’ho detto, l’ho visto lì e mi sono avvicinata, ti giuro che non pensavo che lo incontravo, hai presente quando certe persone non le pensi proprio, poi appena te le presentano te le ritrovi ovunque che pensi che ti seguono ommioddio! Eccolo lì,  è successo a me. Insomma lui non mi si filava, ho provato, anche con quelli di fianco a lui ma niente, insomma stavo lì a frugare la gente è disordinata lascia le cose ovunque le prende le rimette, un casino, e poi tornavo a guardarlo, ommioddio non ci potevo credere respira respira. Alla fine me ne sono andata abbastanza infastidita e triste, perché quando uno ti piace, no? Ti scoccia che poi ti avvicini.. e va beh adesso crederai che sono sfigata, ma non è vero, infatti ho girato nella corsia a fianco e chi ti vedo? Un altro che mi piace, davvero non l’ho fatto apposta ad andare lì, mica ci pensavo, anzi stavo pensando che di solito non mi ricordo mai i nomi e invece oggi addirittura nell’altra corsia ne ho incontrati due e stavolta è andata un po’ meglio, voglio dire, poteva andare peggio no? Potevo non ricordarmi nemmeno i loro nomi e andarmene triste e con la coda fra le gambe, col cavetto per le casse certo, ma una donna ha bisogno anche di altro nella vita. Insomma ogni volta io mi dimentico i nomi, il vuoto, mi agito, sudo, l’emozione, cioè non è che non sono abituata a queste cose, però quando uno ti piace o addirittura due, ommioddio!
Poi va beh quando sono tornata a casa ancora ci pensavo al primo, uff guarda.. ho collegato il cavo e messo il cd e nemmeno partiva, stavo per arrabbiarmi, ho pensato vuoi vedere che ho comprato il cavo e invece è il lettore che è guasto? Miii non ci volevo pensare, allora ho messo il secondo cd e niente, allora ho acceso il pc per vedere se lì funzionava, perché se è colpa del cd lo cambio cosa credi, mica sono nata ieri, cioè io lo so che se torni con lo scontrino, e cos’ho scoperto? Che il primo cd dell’album doppio che ho comprato in realtà è un dvd, nooo troppo grezza, ero così emozionata di averlo trovato che non me n’ero accorta. Adesso sto ascoltando anche il secondo cd che ho comprato, che però non è doppio, e funziona tutto benissimo, quindi vedi che io non sono sfigata come le altre che ti scrivono, che non ne imbroccano una che sembra che c’hanno la maledizione della strega di Biancaneve, perché io se uno mi piace alla fine mi ricordo anche il nome, che dal Media World sono pure in ordine alfabetico e stigazzi e se la gente non li rimette in disordine li trovo anche più prima, e vado via che ne ho comprato solo due e uno c’ha pure col dvd che adesso il cavo e lo ascolto a manetta che neanche al concerto che però al concerto mica costa poco andarci.
Comunque grazie del consiglio.

4 commenti:

  1. ahahahaahhaha mi sembri molto Salvo Sottile quando lancia i servizi a Quarto Grado :P

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  2. Sono io che devo scrivere alla posta del cuore...primo, perchè sono davvero uno sfigato quando si tratta di cavi e cavetti,pc e ammennicoli vari.Secondo, perchè a me ne piacciono anche dieci alla volta e comincio a dubitare del mio rigore etico.A volte me ne faccio anche tre o quattro in una sola giornata, e ho un pò di timore di cosa possa pensare la gente.Ma mentre me li faccio, uno dietro l'altro, sono un uomo felice.E' tanto grave ? :)Ciao,Ellina :)

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  3. Isabel Salvo Sottile non lo conosco, ho cercato su internet e ho trovato un'imitazione fatta da Fiorello; direi che Salvo ha solo da imparare da me ;)

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  4. Caro Blackswan, è il risultato che conta, se sei felice, fattene pure quanti preferisci, l'importante è che non sia tanto per fare numero, ma che ti godi ognuno. Ora scusa, ma ho casi più importanti da risolvere: casalinghe sfigatissime che nemmeno se glieli metti in casa sanno cosa farsene ;)
    La Posta del Cuore.

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Buona permanenza nella Casa nella Palude
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