domenica 8 gennaio 2012

Vecchi amori: bilancio del 2011/2.

Cari Lettori e Lettrici, giovedì vi ho tediati con un lunghissimo post sui libri del 2011, dove ne ho parlato in realtà solo indirettamente. Non date la colpa a Chiaretta di questo! Lei mi ha invitata al nuovo gioco del 2012, ovvero una mini intervista sulle letture del 2011, ed io ho accettato perché avevo un’idea vaga delle mie letture del 2011 e in generale della situazione in cui si trova la mia passione per la lettura.
Vi ho tediato con quel lunghissimo post perché questo blog non è una testata giornalistica, bensì il mio diario personale, in cui cerco di capirmi, divertendo voi o annoiandovi a morte a seconda dei casi. La rinuncia agli studi è un lutto che devo ancora elaborare, del quale non parlo mai, e quando qualcuno mi porta a nominarla, io reagisco con una battuta qualsiasi tesa esclusivamente a cambiare argomento, quindi nemmeno far ridere mi interessa, a quel riguardo.
Così ho rivangato il passato, un passato recente eppure così lontano, perché rappresenta un altro  mondo. Forse avevo paura di rispondere a delle domande sulle mie letture. Dopo essermi iscritta all’università, stupidamente avevo smesso di leggere per piacere, se avessi incontrato prima Pennac forse avrei agito diversamente, ma l’ho conosciuto solo nel maggio del 2011. Dopo essermi iscritta all’università ho iniziato una collezione parallela di libri, quella dei testi del mio indirizzo di studi, della quale sono fiera tanto quanto di quella di romanzi.

Sì, brava Elle, ma quanti cazzo di libri hai letto nel 2011?
Se i miei calcoli sono esatti, ne ho letti 43. Se vi interessa saperlo, siccome uno dei motivi per cui ho deciso di farmi queste domande era approfittarne per contare i miei libri, ho 335 romanzi, che secondo me sono pochi, dovrei aggiungerci anche una quindicina di romanzi che mi vennero rubati e non ricomprai mai (non per mia scelta, ma perché quando risparmi per anni per comprarti un libro alla volta, ricomprarne quindici in blocco non è la cosa più semplice); dovrei aggiungere anche i libri che negli anni ho preso in prestito ma avrei voluto (poter) comprare e pure quelli che attualmente sono nella mia lista dei desideri. Ma teniamoci pure il 335, perché io ero convinta di averne circa 200, quindi ne ho molti di più di quanti credessi, no?
A questi aggiungiamo 50 libri tra dizionari, grammatiche, manuali di linguistica, raccolte di saggi di linguistica, di storia e di letteratura, che sono (esattamente in quest’ordine) le tre discipline che preferisco; per quanto riguarda la linguistica e i romanzi ho qualcosa anche in tedesco.

Ma dopo essermi iscritta all’università non ho più letto romanzi come una volta. Poco male, ho pensato a lungo, perché leggere per l’università, almeno i primi due anni, non mi è mai costato fatica, è stato sempre piacevole come leggere un romanzo, perché imparare è una delle mie passioni. Ne ho sofferto, a volte, perché il mio io-carceriere mi imponeva di guardare da un’altra parte, quando in libreria mi cadeva l’occhio su un romanzo, e di non pensarci nemmeno, quando a casa ne beccavo uno che ancora non avevo letto.
Quando sono andata a Berlino però ad un certo punto la cosa mi ha fatto stare veramente male, perché non volevo toccare nulla che fosse in italiano, eppure non sapevo ancora leggere in tedesco. Soprattutto perché ho iniziato a lavorare in una libreria, e di libri ne avevo abbastanza attorno a me, ma a malapena capivo i titoli; fantasticavo ad occhi aperti sul giorno in cui quei libri li avrei letti d’un fiato come in italiano. Quel giorno non è ancora arrivato, ma sono migliorata tantissimo da allora.

Siamo commossi, davvero, ma quanti libri in italiano hai letto nel 2011?
Ho letto 5 romanzi in tedesco, gli altri libri (romanzi e non) li ho letti tutti in italiano.
La proposta di Chiaretta mi ha attirata anche per questo motivo: dal mio rientro da Berlino ho letto diversi romanzi in tedesco, per un certo periodo anzi ho letto più in tedesco che in italiano. Leggere due libri contemporaneamente non mi è mai piaciuto, perché entravo così tanto in una storia o in un argomento, che non riuscivo a staccarmi da uno e ricalarmi in un altro con facilità. È lo stesso motivo per cui ero lentissima nel dare esami: rigorosamente uno alla volta, immersione in apnea in uno per settimane, poi risalivo in superficie per una boccata d’aria inquieta, perché per me era una perdita di tempo, altra immersione in apnea in un altro esame per altre settimane. Ogni esame mi rapiva in esclusiva. Nemmeno argomenti simili mi convincevano ad unire due esami e risparmiare tempo. Avrete già capito che leggere romanzi era assolutamente vietato per circa dodici mesi all’anno (non conoscevo vacanze, sarà per questo che mi stavo esaurendo?).
Ma nel 2009 mi è venuta in mente una scappatoia: staccare da un esame leggendo romanzi in tedesco. E ha funzionato! Perché per leggere in tedesco mi dovevo concentrare sui contenuti ma anche sulla lingua, sembra una faticaccia, ma il lato positivo era che non solo il tempo dedicato alla lettura non mi sembrava sprecato (perché mantenevo alto il mio livello di tedesco), ma riuscivo a staccarmi e riattaccarmi all’argomento dell’esame molto più facilmente, perché due lingue equivalgono a due mondi, perciò non c’era pericolosa commistione. Infine era pur sempre una lettura di piacere distensivo.
Come vedete il 2011 non è stato un buon anno per quanto riguarda le letture in tedesco, posso giustificarmi ricordando a tutti il corso di tedesco, e le chiacchiere e i film in tedesco? Sì, posso.

Cari Lettori, giovedì vi ho mangiato il cervello con un lunghissimo post, col quale alla fine ho detto (volevo dire) solo due cose: che secondo me quando c’è la passione per la lettura questa si può riferire a qualsiasi tipo di testo perché, così come scegliamo un genere di romanzo preferito, possiamo scegliere anche una tipologia di testo diversa dal romanzo, sulla base invece dell’argomento preferit…

Sì, grazie, molto bello, ma in sostanza allora quanti dei libri che hai letto nel 2011 sono romanzi?
Ho letto 27 roman...
E quanti erano saggi o altr..
E fatevi la sottrazione! 43 libri meno 27 romanzi!! Volevo anche dire che il mio romanzo preferito del 2011 è I promessi sposi di Alessandro Manzoni (edizione del 1840) ma anche Come un romanzo di Daniel Pennac.
Ah. Quindi il libro che ti è piaciut..
I promessi sposi fra i romanzi. Come un romanzo fra i saggi.
E il libro che ti è piaciuto di meno?
Fra i romanzi, grande delusione dei thriller svedesi: nel 2011 ne ho letti due, il secondo lo cito come il più deludente solo perché l’ho comprato, perciò mi ha infastidito ancor di più: L’uomo inquieto di Henning Mankell, niente a che vedere con la trilogia Millennium (letta però nel 2010), come ho scritto altrove “non coinvolge, non approfondisce, da informazioni che ti segni convinto che ritorneranno e invece niente, e si scandalizza per poco”.
Ah, bene, a proposito: quanti di questi libri sono comprati quindi non ricevuti in prestito da amici o presi in biblioteca?
Sì, ho capito cosa vuol dire “comprati”: tutti i saggi li ho comprati. Dei romanzi tre me li hanno prestati (per fortuna) e una raccolta di racconti l’avevo presa in prestito dalla biblioteca.

Dicevo: fra i saggi/libri professionali Introduzione alla pnl di Jerry Richardson è quello che mi è piaciuto meno, principalmente per la traduzione in italiano deludente: io odio gli americanismi aziendali, nel libro viene fatta una sfilza di esempi che sono tipici delle aziende americane e secondo me più adatti alla mentalità americana, il traduttore avrebbe potuto contestualizzare leggermente gli esempi, senza allontanarsi dall’originale, certo, ma considerato che si tratta di un manuale pratico, sarebbe stato meglio venire incontro agli italiani con qualcosa di più di una traduzione pari pari. La pnl mi aveva incuriosita dopo aver letto un libro scritto da un’italiana, ma in traduzione mi infastidisce e basta.

Giusto giusto: dei libri letti nel 2011, quanti sono di un autore italiano?
Fra i saggi/eccetera 4 su 16. Fra i romanzi 10 su 27.
Mentre imparavo il tedesco in loco, e guardavo film, un giro di doppiaggi che mi sembravano sempre più infelici mi aveva lentamente portato a guardare solo film italiani in italiano o tedeschi in tedesco, e a considerare dallo stesso punto di vista le traduzioni di libri. Soprattutto quando nel mondo delle traduzioni dal tedesco ci sono entrata anche io, sono diventata più pignola: la prima volta mi avevano regalato un libro sulla storia della città di Berlino, in traduzione italiana, e i miei viaggi in metro erano diventati sessioni intensissime di correzione di compiti delle elementari, avevo infatti trovato nel testo errori così banali da farmi dubitare che il traduttore fosse italiano madrelingua. La seconda volta si trattava di un libro sulla storia del muro di Berlino pubblicato dalla casa editrice per cui lavoravo (sì, era la libreria della casa editrice quella per cui lavoravo e no, in realtà non vendevo libri, ma fa tanto più chic in un post di libri, che per ora lo lascio): da quella traduzione in italiano ho imparato le costruzioni sintattiche più tipiche, perché erano state tradotte letteralmente, e sapete anche voi che il tedesco ha un suono duro, dato sia dalla sovrabbondanza di consonanti nelle parole, sia dall’accumulo di aggettivi prima del sostantivo, sia da costruzioni lunghissime leggibili, da un italiano, solo senza prendere fiato. I tedeschi pronunciano la pausa ad ogni sillaba, ma l’italiano è una lingua avvertita dagli stranieri come melodiosa proprio perché non ha pause, e due chilometri di frase con il verbo alla fine riportate pari pari ma con parole italiane, non sono una traduzione in italiano, quanto piuttosto una gara di resistenza; l'alternativa era un punto dopo ogni frase, e in quel caso leggere a singhiozzo rispettando la punteggiatura tedesca (in italiano) mi procurava crisi asmatiche. Quando il mio capo mi chiese se il libro mi era piaciuto gli dissi la verità: è tradotto così male che da un lato sono contenta perché imparo il tedesco, dall'altro sono offesa come italiana. Fu così che..
E che cazzo vuoi dire con questo?
Eh?
Niente, scusate.

Allora: di quale autore hai letto più di un libro nel 2011?
Di Carlos Ruiz Zafon, e per fortuna non li avevo comprati, perché si assomigliano tutti; il terzo l’ho mollato a pagina dieci (dico un numero a caso, comunque subito) appena ho indovinato che il protagonista nonché voce narrante stava per incontrare una donna misteriosa, troppo misteriosa, ovvero il personaggio (inventato da lui) di uno dei suoi racconti, e se mi svelo da sola il mistero, non val la pena di proseg...
Quali di questi.. qua-ranta-due libri avevi già letto prima del 2011?
Nessuno.
E quali di questi libri hai riletto nel corso del 2011?
Fra i romanzi I promessi sposi.
Fra i saggi La cultura letteraria a Roma di Antonio La Penna, perché è un libretto che riuscivo a leggermi in due giorni, perciò mentre ero alle prese con l’esame di letteratura, per consolarmi della mole di lavoro eccessiva (secondo me) mi rileggevo questo libercolo che ho trovato in un mercatino dell’usato (e non era in programma, quindi niente ansia da prestazione).
Gne gne gne..
Prego?
E qual è il libro più vecchio (come data di prima pubblicazione)?
I promessi sposi, forse assieme alla raccolta di racconti di Hoffman che include Il vaso d’oro, che credo sia dei primi del 1800.
Qual è il libro più recente (come data di prima pubblicazione)?
Ho controllato, è Tre atti due tempi di Giorgio Faletti, ottobre (o novembre) 2011.
Molto brava davvero. E quali di questi libri rileggeresti ancora?
Forse nessuno, perché in fondo rileggere non mi piace molto. Che posso rileggere uno dei romanzi che ho letto per primi, me lo dico ogni volta che non ho soldi per comprarmi un nuovo romanzo, ma non mi convinco. A parte che quando ho voglia di libri di solito ho voglia di thriller, e appena ne ricomincio uno già letto, mi ricordo improvvisamente tutto. A parte che ne ho tanti che non ho ancora letto, perché quando ho voglia di libri di solito ho voglia di thriller, e i thriller non mi rimangono a casa non letti per più di mezza giornata.
Però forse rileggerei volentieri Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo, perché mette fra le cose che lo rendono felici delle piccolezze così comuni, che alla fine ti senti felice perché pensi che, almeno qualcuna di queste, è capitata anche a te. In generale, anche se a molti so che non è piaciuto, io l’ho apprezzato proprio perché alla fine dici “e allora?” eh.. e allora c’è che sono proprio queste cose insignificanti a farci piacere la vita.
Quanti di questi libri sono in formato e-book?
Nemmeno uno, perché mi si incrociano gli occhi quando leggo i post dei vostri blog (ma anche i miei quando rivedo e correggo all’infinito), perciò almeno quando leggo tutto un libro voglio stare tranquilla.
E poi l’odore dei libri mi piace troppo per rinunciarvi!
Va beh adesso grazie.
No, ma figuratevi.

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Domande originali del "Meme 2011".
1) Quanti libri hai letto nel 2011?
2) Quanti erano FICTION e quanti no? Questa domanda contiene un termine ASSURDO di cui nemmeno capisco il significato, che minchia vuol dire??? Narrativa? Romanzi? Aiuto..
3) Quanti scrittori e quante scrittrici? Scusate ma per un lettore credo sia IRRILEVANTE, è molto più utile sapere se i libri sono stati letti in lingua originale o in traduzione, perché in questo caso sì, che fa differenza, dato che il traduttore corre sempre il rischio di interpretare troppo, mentre l’autore scrive esattamente quello che intende.
4) Il miglior libro letto?
5) E il più brutto?
6) Il libro più vecchio che hai letto? Questa domanda mi fa pensare che l’intervista (chiamiamola così) sia stata pensata per i nuovi lettori che, purtroppo, tendono a trascurare i classici (io ho Anna Karenina fermo a pagina 30 da prima di natale…).
7) E il più recente?
8) Qual è il libro con il titolo più lungo?
9) E quello con il titolo più corto? Queste sul titolo lungo, ditemi, COSA DOVREBBERO DIRCI SULLE ABITUDINI O SULLA PASSIONE DI UN LETTORE? Ora pure nei libri contano le misure? Ma dove andremo a finire…
10) Quanti libri hai riletto?
11) E quali vorresti rileggere?
12) I libri dello stesso autore più letti quest’anno.
13) Quanti libri scritti da autori italiani?
14) E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca? Io direi anche avuti in prestito da amici. Per dire “non comprati”.
15) Dei libri letti quanti erano ebook?

2 commenti:

  1. Eccomiiii finalmente sono riuscita a passare dal tuo blog! Hai reinterpretato in maniera originalissima il meme... sono contenta che hai voluto partecipare lo stesso, nonostante l'idea non ti piacesse (e nemmeno le domande da quanto ho capito - erano comunque da interpretare in maniera simpatica! ;-)).. tra l'altro anch'io ho letto tanti libri in lingua originale (francese, inglese e tedesco) e non c'è paragone con la traduzione, soprattutto se fatta male!!

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  2. Ah ecco, io le domande le avevo prese seriamente, per questo mi sembravano assurde ;) Va beh, si vede che non sono abituata a questi giochi!
    :)

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