sabato 11 febbraio 2012

Macché neve e neve!

Voci di corridoio dicono che al paesello abbia nevicato.
Inesperti! Era l’ombra di nevischio, due palline bianche apparse su sfondo scuro, niente di più.
Aspetto ora i discorsi sui disagi nei trasporti, in particolare credo che creerà problemi uscire con le calze lunghe sotto le corte, e con due maglioni contemporaneamente, oggi che c’è davvero più freddo. E la moda se ne andò a puttane.
Ho visto a Bologna il cielo poco prima che nevicasse: non era azzurro come questo che ho davanti adesso, no. Allarmisti del cazzo.
Mi infastidiscono anche le lamentele di chi viene intervistato in tv: facciamocene una ragione, in certe zone non si è abituati alla neve e quindi anche volendo non ci si può preparare al peggio, infatti io stessa mi chiedo: come ci si prepara al peggio? Ho vissuto la neve a Bologna e a Berlino, ma quando si sa che prima o poi nevicherà, un oggetto utile, seppur avvolto dalle ragnatele, in cantina lo si trova. O anche sul pianerottolo.
A Bologna una volta ho abitato in provincia, la mia casa era la penultima del paese, per arrivarci la stradina comunale era stretta e finiva in un lungo viale che era privato, apparteneva alle case che lo affiancavano, quindi nessuno l’avrebbe pulita per noi. Se fosse stato per me, gli strumenti per cavarmela non li avrei avuti, né potevo prevederli, che ne sapevo io di neve!?
Io ho sempre rifornito appena la spia della riserva cominciava a darmi noia, perché di rimanere a piedi non ne avevo voglia, ma quel sabato era l’ultimo giorno utile, avevo rimandato perché io alle previsioni per la neve non ci badavo, era una cosa bella da fotografare, nuovissima per me, e nient’altro; quando sono uscita di casa, c’era così tanta neve che ho dovuto rallentare l’andatura al minimo possibile, e il tempo in più che avevo calcolato per fare benzina prima di andare al lavoro, me lo son mangiato sulle strade ghiacciate. Al ritorno erano passati gli spazzaneve, ed io ho avuto modo di scoprire che il loro nome è fuorviante, si tratta infatti di mezzi “accumula-neve ai lati della strada” cumuli così alti che io, che pure avevo tempo perché mi avevano fatta uscire prima dal lavoro e perché il supermercato dove pensavo di trascorrere le mie ore improvvisamente libere aveva chiuso per allerta meteo, non ho potuto fare benzina, perché la mia macchina non era un trattore, quindi non potevo scavalcare i cumuli di neve per entrare al distributore. Avrei potuto farmi intervistare per lamentarmi di questo con chi aveva guidato quel preciso spazzaneve, ma ho preferito tornare a casa, perché cominciavo a rendermi conto di cosa significhi essere colti per strada da una tempesta di neve.
A un chilometro da casa mia ho finito la benzina, perciò me la sono fatta a piedi. Se fosse stato per me la macchina sarebbe rimasta lì, perché io ero abituata a rifornire appena la spia della riserva cominciava a darmi noia, perché di rimanere a piedi non ne avevo voglia, perciò non avevo gli strumenti adatti, ma per fortuna la mia coinquilina li aveva: una tanichetta da 5 litri e un ragazzo con il fuoristrada, così sono andati loro a prendere la benzina da mettere nella mia macchina, ed io ho potuto riportarla a casa sana e salva.
Il lunedì quando sono uscita di casa, sono prima andata a piedi a controllare la situazione: il lungo vialetto che collegava le casette del gruppo alla strada comunale era stato sgombrato solo nei primi metri dalla strada, nella parte centrale la neve era appiattita dal passaggio delle auto, ma nel tratto che entrava a casa mia era alta quanto un bimbo di due anni. Sono rientrata a casa sconfitta, perché non potevo uscire in macchina, quand’ecco apparirmi sul pianerottolo sorridente e disponibile una vanga, altrimenti detta badile. Non ne avevo mai vista una in vita mia, ma ho intuito subito la sua utilità. Se fosse stato per me sarei rimasta a casa, dopo essermi sbattuta per trovare un mezzo di trasporto e aver magari scoperto che le corriere non circolavano per via della neve, chissà, perché io uno strumento qualsiasi per spalare non l’avevo. Invece ho trovato quella pala, l'ho presa in prestito senza chiederla a nessuno, e ho iniziato a spalare la neve dal vialetto, sudando come un porco, e cercando di convincermi a non spogliarmi che c’è freddo e ti ammali! Inizialmente con precisione maniacale, successivamente, sempre più stanca, solo dove sarebbero passate le ruote della macchina, incasinandomi un attimino solo in prossimità della curva, perché si sa che le ruote davanti girano, ma quelle dietro no, quindi dovevo calcolare la traiettoria eccetera, inoltre dovevo uscire in retromarcia, mica potevo spalarmi tutto il piazzale per fare manovra. Se l’avessi saputo sarei uscita molto prima di casa, e avrei avuto una pala mia, o avrei lasciato la macchina per strada!

Bologna 2004 (quell'ombra rossiccia fra gli alberi, a sinistra del cartello nella foto, è la mia macchina di allora)
Bologna 2004 (la strada verso casa, una volta lasciata la macchina fra gli alberi) 
Nell’ultima settimana ho avuto e ho ancora un mal di testa che potrebbe esser dato dall’umidità, ma secondo me è anche colpa delle proporzioni sballatissime tra sonno e veglia, per tutto il giorno mi rimane l’impressione di essermi appena svegliata, di dovermi lavare la faccia per iniziare a capire. E il dolore alla testa mi martella. E se fosse colpa della palestra?
Ero sicura di doverla lasciare, anzi di poterlo fare senza problemi, ma ora non ne sono più così fisicamente convinta. Ma da dove dovrei tirar fuori i soldi? Non ho nemmeno neve da sciogliere e colare! La mia unica altra spesa è l’estetista, ma credo di aver finito il ciclo epilatorio, forse posso lasc.. aspettate! Dal mio budget per la vacanza mi erano rimasti venti euro! Ebbene sì, sono brava anche nel gestire il portafogli, non solo il bagaglio a mano, e nonostante spesso abbia mangiato in giro, ho speso solo 206 euro, biglietti aereo ferroviario autobussario compresi! E niente per l’alloggio, sia chiaro. Inoltre, come previsto, sono riuscita a tenere per me gli spiccioli della spesa e delle bollette, e siccome nessuno a CasaMia me li ha chiesti indietro, forse posso tornare in palestra.. uff però, che tristezza..

Negli ultimi giorni si è anche avverata la mia previsione sulla nuova babysitter: da un lato i membri musoni della mia famiglia (ma ognuno di loro sarebbe pronto a giurare che la musona sono io) le rivolgono sempre più la parola per semplici chiacchiere, dall’altro anche lei, che sorride sin dal primo giorno, ha iniziato a scambiare qualche parola di più, e oggi l’ho sentita ridere: da vera esperta direi che era una risata per una scena divertente e inaspettata, come quando ci si alza dalla sedia e si scopre che il cuscino è rimasto attaccato al sedere; era una risata complice con qualcun altro, anche se non saprei dire chi, della mia famiglia. Tutto va per il meglio, vedete?
Forse però a fine mese la licenzieremo, perché non abbiamo 600 euro da darle, e soprattutto se ci sono io lei non serve. Ma di questo ora non ho voglia di parlare. Chissà cosa si può fare quando si ha mal di testa? Il computer mi peggiora la situazione, se invece leggessi un libro? Oggi in effetti vorrei tornare alla mia Karenina, perché l’avevo un po’ trascurata per le altre cose che mi hanno tenuta occupata in questi giorni: tocca di nuovo a lei e ai suoi co-personaggi.

3 commenti:

  1. Solo due miseri fiocchetti !A me la neve piace parecchio,perchè ottunde.Poi,penso a tutti quei poveretti che stanno pagando a caro prezzo quelle che per altri sono suggestioni da cartolina e penso che tutto sommato è meglio, molto meglio, una bella giornata di sole.
    Quando ho male alla testa,poche volte fortunatamente,mi metto del balsamo tigre sulle tempie,mi sdraio al buio,mi metto le cuffie e ascolto qualcosa di rilassante.Le Variazioni di Goldberg di Bach sono perfette.:)

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  2. Blackswan infatti mi tengo il sole, e oggi non ne potevo più nemmeno io di sentir parlare della neve che verrà qui (voglio proprio vedere se arriverà a due cm come vent'anni fa o se si fermerà a mezzo..). E mi scoccio per le lamentele sui ritardi, sui disagi e sulla disorganizzazione, perché ho visto che ci sono vecchietti isolati in montagna, con la casa realmente sommersa dalla neve e senza energia elettrica, e gli intervistati si lamentano perché al supermercato non c'è più carne. Colpa di chi sceglie quali interviste mandare in onda, ok..
    Di balsamo non ho nemmeno quello per capelli (mi affloscerebbe troppo il boccolo) e non saprei con cosa sostituire la tigre.. ieri ho comprato solo farina integrale, uova, cubetti di prosciutto e i detersivi in offerta..
    Però ora mi cerco le Goldberg/Bach e me le preparo per quando potrò spegnere la luce, grazie :)

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  3. Ps. Blackswan sei stato impreciso, è pieno di variazioni di Goldberg di Bach, ne ho preso una a caso, vuol dire che vanno bene tutte ;) notte!

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