martedì 20 marzo 2012

Pane quasi integrale.

Sto per diventare Dafne-dipendente. È una malattia rara che si presenta sottoforma di mani in pasta. A CasaMia ancora nessuno è preoccupato, anche perché io non mostro i soliti sintomi di ingrassamento precoce. Più mi peso, più la bilancia indica numeri compresi tra il 42 e il 48, numeri che vidi l’ultima volta a dodici anni, esatto, quando la Nonna mi disse per la prima volta, triste e sconsolata “se non sai cucinare, tuo marito non ti vorrà” frase alla quale avevo risposto, come vi confessai, che io avrei sposato un cuoco. Quando dissi io a voi, invece, per la prima volta, che la vita è un ciclo? Non è dato saperlo, ma è confermato dal mio peso attuale, e dal mio impegno in cucina, proprio come se avessi tutta la vita di una dodicenne davanti, e non perché voglia trovare marito, ma solo perché non ho trovato un cuoco.

Naturalmente la mia vita non subirà una svolta visibile, non passerò le mie giornate ai fornelli canticchiante, tranquilli non ne ho intenzione, anche perché sono poche le cose che mi piace davvero mangiare: tra queste c’è il pane. Il mio periodo berlinese è stato uno dei migliori della mia vita anche perché per un anno abbondante mangiai solo pane, infatti nonostante il luogo comune che vede l’Italia come patria del pane e degli amanti del pane, secondo me questo paradiso è la Germania: miriadi di tipi di pane, così vari e così saporiti da costituire piatto completo sempre nuovo. A Berlino i numeri erano compresi fra 53 e 55, ve lo giuro.
Da allora penso sempre al pane e al cibo, mentre prima di allora non era il mio chiodo fisso. A Berlino trovavo da mangiare ovunque a qualunque ora e a prezzi modici: il pane non costa tanto e sazia bene – ricordiamoci di bere molta acqua, o in generale di bere, e infatti non ho mai bevuto così tanto e così vario come quand’ero a Berlino: vecchia estimatrice dell’acqua e dei superalcolici, come due uniche forme umane di bevanda, divenni a Berlino sfegatata del caffè, del tè e del succo di mela.
Ma mentre non mi è mai venuto in mente di distillare, spremere, tostare, l’idea di impastare mi è sempre ronzata in testa, e dopo un tentativo nel 2010 con una macchina del pane imprestata, eccomi qui con una ciotola arancione, le fruste a spirale dello sbattitore elettrico, una sedia vicino alla stufa, un forno a gas, e tanta viva speranza. Nonché la seguente ricetta:

Ingredienti.
500 g di farina 0
100 g di farina integrale
2 bustine di lievito di birra
4 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
320 ml di acqua
1 cucchiaio di olio d’oliva

Procedimento.
Ho messo in una ciotola arancione le due farine..


 ..tranne un cucchiaio di farina integrale.


Ho aggiunto l’olio, il sale e lo zucchero.


Il lievito e infine l’acqua.


 Dopodiché ho iniziato a mescolare con le fruste a spirale.


Dovevo impastare per dieci minuti, perciò per regolarmi ho ascoltato le due versioni di My, My, Hey, Hey che, sommate, non durano esattamente dieci minuti, ma a quel punto l’odore di lievito e farina era stato sostituito dall’odore di bruciato tipico di un apparecchio elettrico che sta per scoppiare, e ho considerato questo un buon momento per smettere, anche perché mi stavo ustionando le mani nel tentativo di tenere lo sbattitore.


Qui di seguito la foto finale del mio impasto: quelle cose nere con cerniera che circondano la ciotola arancione sono le mie gambe che tengono ferma la ciotola stessa, mentre le mie mani tenevano fermo lo sbattitore che, alle prese con un impasto più grande di lui, preso da sconforto tentava di fuggire via.
Ma alla fine ho vinto io.

Ho messo la ciotola con l’impasto accanto alla stufa in cui ardevano oramai solo timide braci, visto che le belle giornate ci impediscono di riattizzare il fuoco dopo le prime ore del mattino, e l’ho lasciata lì per un’ora ben coperta da un telo e da due cuscini presi dal divano.


Dopo un’ora la sorpresa: il famosissimo volume raddoppiato.


(nonostante il recente dubbio che i miei insuccessi fossero dovuti al lievito in bustina, questa volta l’ho usato perché convinta di avere in casa esattamente lo stesso della ricetta originale, ovvero quello che richiede di aggiungere agli ingredienti due cucchiaini di zucchero per ogni bustina)
Ho messo l'impasto sulla spianatoia e l'ho diviso in due panetti.


Stavolta dovevano lievitare sulla spianatoia, per un’ora, coperti, e la spianatoia guarda caso si trovava sul tavolo sul quale io lavoravo al computer, computer che ha il brutto vizio di surriscaldarsi, quindi le condizioni ambientali erano favorevoli alla lievitazione, no? Tecnologia al servizio della tradizione.
Ho sbirciato dopo un pochino..


..dopo un’ora eran gonfi. Sono corsa ad accendere il forno a 240 gradi, il massimo.


Li ho spennellati con l’olio aromatizzato all’aglio, perché volevo esagerare (dopo ho cercato di stringere e allungare i panozzi).


Li ho spolverizzati (anche troppo) con la farina integrale che avevo tenuto da parte (come da ricetta).


Ho infornato a 240° per dieci minuti:


(come ogni volta, anche stavolta ho pensato che devo pulire il vetro del forno)
Poi ho abbassato la temperatura a 200° e li ho lasciati cuocere ancora quaranta minuti.
Ma che bontà!!


Io avevo in macerazione sin dall’inizio l’olio aromatizzato all’aglio e lo stavo sognando-ad-occhi-aperti!!




Commento della famiglia: - Uh che buono! - con due occhi così. - Mm.. che profumo, aggiungi ancora un po' di quella cosa liquida. -
- Olio aromatizzato all'aglio. -
- Mm.. sì. Che buono! -


(ps. il secondo pane non ho potuto fotografarlo il giorno dopo alla luce del sole perché è finito a cena, ancora caldo)

Originale per due sfilatini
Per il pane
500 gr di farina 0
100 gr di farina integrale
2 bustine di lievito di birra liofilizzato
4 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale
320 ml di acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaio d'olio evo
Per l'olio all'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
2 spicchi d'aglio
6 cucchiai di olio evo

7 commenti:

  1. leggendo questo post mi sono accorta che è ora di pranzo :P

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  2. Elle, che sorpresona che mi hai fatto ! Una sorpresa enorme ! Il pane ti è venuto benisimo..lievitato, alto, bello..brava..e vedo che per una volta sei riuscita a mettere d'accordo tutta la famiglia ! Per quanto riguarda la linea, pensa te come sono messa io..maniaca della linea..attenta alle calorie e tutto quanto, e con la passione per la cucina ! Ma io ho un trucco..preparo, assaggio e lascio mangiare gli altri..e poi attività fisica e massaggi..purtroppo se non faessi così, credo che prima o poi comincerei a rotolare...ma mi pare di aver capito che tu non corri questo rischio..quanto alla tua dipendenza..bhè, devo dire che mi lusinga..in realtà anche io ho una forma di dipendenza verso questa tua casetta...appena ho 5 minuti, mi ci devo fiondare ! Buona giornata !

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  3. Mary hai visto?? Tutta la famiglia d'accordo: pensa che Nonno Simpson voleva la pizza (e sarei dovuta andare io a prenderla che palle) ed io ho detto "no, c'è il pane da mangiare" gli ho tagliato una bella fettona, c'era il sugo pronto, e sopra pezzetti di sottiletta in mancanza di mozzarella: l'ha divorato! E tutti che chiedevano il bis dell'olio all'aglio, scene alle quali voi umani e io Spirito non avremmo mai immaginato di assistere a CasaMia.
    Mi fa piacere che trovi accogliente la Casa dello Spirito, io ti dico che la prossima ricetta che ho puntato sono le "macine" :) :) :)
    ps. io non sono maniaca della linea ma piuttosto inappetente..

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  4. Le simil macine sono buonissime..però stai attenta al forno..i biscotti cuociono in pochissimo tempo..anche se sembrano morbidi, in realtà non lo sono, nel senso che una volta raffreddati, raggiungono la giusta consistenza..tengo le dita incrociate per il tuo prossimo esperimento..se ti servono delucidazioni..sono qui che aleggio nella casa dello spirito..baciotti !

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  5. Ah Mary, ecco.. mi fregano sempre infatti. Ti tieni a portata di invocazione, grazie!! :)

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  6. la prima domanda è: QUANTO PESI?
    la seconda è: ma quante cose in comune abbiamo? Anche la Germania!!
    la terza è: chi l'ha mangiato il secondo pane? perchè, scritto così, sembra quasi sia stato un altro spirito. Lo sai che io sono una sempre con la coscienza a posto in tema di golosità.. ;-)

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  7. Ahahha Vaty, il secondo pane l'abbiamo mangiato tutti a cena, ma la foto coi due pani era brutta, ho pensato di rifarla il giorno dopo, ma mi sono resa conto che avevamo già spazzolato un pane!
    Ho visto oggi che anche tu sei stata in Germania :) Io ho un io-tedesco al quale la signorina Rottermeier fa un baffo (ma forse lei era austriaca.. o svizzera.. bah)

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