lunedì 16 aprile 2012

Ultimo premio: l'intervista.

Attorno a me tutto è bianco e assolato. La casa si rivela una via di mezzo tra un trullo imbiancato di fresco e un mobile moderno laccato di bianco. C’è il pergolato di canne seminascosto dalla buganvillea e c’è il mare che suona stancamente e c’è uno scacciaspiriti che tintinna nella brezza della veranda.
Uno scacciaspiriti?
Cosa ci fa uno scacciaspiriti in questa casa?
Che sia tutto una trappola?
(Bergamo alta)
Mi guardo attorno incerta, e solo adesso mi rendo conto che il mare non c’è, che mi trovo su un’alta rupe e attorno a me ci sono i boschi. Il bianco solare però mi rimane impresso, avvinghiato. Mi spinge verso la casa.
Ignoro lo scacciaspiriti e salgo gli ultimi tre scalini.
Dentro la casa sento la risata cristallina di due persone diverse. Devo suonare il campanello per farmi annunciare, ma suonare il campanello è un po’ come telefonare: sentirò lo squillo lontano, attorno a lui il vuoto, aspetterò sempre più inquieta che qualcuno risponda, e la risposta sarà una domanda: “chi è?”
Non mi piace urlare il mio nome per strada, nemmeno su una rupe isolata, da cui mi sembra di sentire il mare ma è un bosco. Non mi piace nemmeno dire “sono io”, io stessa risponderei “io chi?”. Anche stavolta avvicino il più possibile la bocca al citofono e scandisco bene con voce grave il mio nome: “e l l e” nulla di più.
Le risate cristalline si moltiplicano attorno a me:
“Ciao entra!” e il portone si apre.

Vengo accolta dal bianco solare e da luci soffuse, le immagini si fondono fra loro, confondendomi, ma allo stesso tempo è tutto così logico. I profumi i colori i suoni non potevo aspettarmi altro. Occhi ridenti mi vengono incontro, io stessa sorrido emozionata mentre allungo la mano e mi presento (ma chi cazzo me l’ha fatto fare?), le ragazze a turno me la stringono e mi abbracciano (ecco, appunto, ma porc..), dicendosi felicissime che io sia qui.

Mi fanno accomodare, io mi guardo attorno curiosa, perché le case mi hanno sempre affascinata, vedere come una persona le decora e le tiene, capire se cambia qualcosa a favore di un ospite o se mantiene tutto come al solito, per mostrarsi così com'è. L’occhio mi cade automaticamente sugli angoli della stanza: ci sono persone che hanno gli occhi tondi, e non puliscono mai gli angoli di una stanza. Il naso segue il profumo che c’è nella stanza, mentre la mente si preoccupa di tutto e di nulla.
Mi accomodo su un divano in vimini con cuscinoni bianchi morbidissimi, e comincio a notare il marrone nella stanza, un colore caldo che mi fa sentire più a mio agio rispetto a tutto quel bianco. Ma dov’è finito il bianco, sarà stata l’emozione? Le ragazze mi fissano sorridenti ed io capisco che vorrebbero parlare. Io penso che potrei fare un commento sull’arredamento orientale, per rompere il ghiaccio, o sul profumo di patchouli no, di mele e cannella che c’è nella stanza. Dire qualcosa di femminile, insomma, di sobrio. Ma tanto so già che appena aprirò bocca..
- Certo che se uno vuole violentarvi nottetempo deve partire presto la mattina! -
..mi tornerà in mente solo il respiro corto per la sfacchinata su per la rupe.

Le ragazze ridono e si accomodano sul secondo divano bianco morbidoso, di fronte a me.
- No, per dire, che questa rupe è il miglior deterrente, mi sa che me ne vado! –
- Ma Elle tu sei uno spirito puoi volare. – ride Vaty.
vatineesuvimol.blogspot.it/
- Sì, ma verso il basso. –
- Ecco, a proposito di questo, la prima domanda è: quanto pesi?- Vaty ride, sì, ma parte anche all’attacco.
Io invece rido e rispondo: - Non lo so, a volte 48 chili, a volte 42, ma quando la bilancia dice 42 non le credo, a volte me lo dice dopo pranzo, a volte prima di colazione. Fa come le pare. L’unica di cui mi fido è quella della Ryanair all’aeroporto, ma sono sicura che se ci salissi, qualcuno avrebbe da ridire e la divisa perderebbe tutto il suo fascino. E poi io sono un po’ tedesca e non lo farei mai!–
- Ma quante cose in comune abbiamo? Anche la Germania! –
- Già. Io in Germania ci sono nata. E poi ci sono tornata. Per imparare il tedesco, perché.. mi sembrava il metodo migliore per imparare una lingua, poi vabbe’ all’università non avevano rinnovato il contratto all’insegnante e io da sola non riuscivo a proseguire, trascuravo per dedicarmi ad altre materie, quindi dopo il primo anno lo stavo trascurando, ma non ero ancora abbastanza avanti per fare da sola. Avevo bisogno di un riscontro dei miei progressi. E poi ho scoperto che in biblioteca potevo prendere in prestito dei cd per l’autoapprendimento. Solo che.. ho scoperto che per imparare il tedesco dovevo prima imparare l’inglese, no, ma che storia è questa? Io quest’inglese sempre in mezzo ai piedi.. già lo odiavo, ma quando mi hanno detto così gliel’ho data su. Perché i cd erano in inglese. Solo che poi il terzo anno stavo per fare la stessa fine. In sostanza ho fatto il contrario di quello che ho fatto il secondo anno, cioé… -
Le ragazze si sono accomodate meglio sul divano, sono passate dalla posizione nobiliare sedute in punta e protese verso di me, alla posizione stravaccata, appoggiate allo schienale e lo sguardo fisso su di me. Capisco da questo di essere partita con uno dei miei racconti lunghi, basta che uno mi lasci parlare e non mi fermo nemmeno al punto, al peggio si addormenteranno. Spero solo che lo stravaccato e la sensazione di conoscermi da sempre, non le invogli al rutto libero perché mi darebbe molto fastidio. Decido di arrivare al punto:
- …ho mollato le altre materie e mi sono dedicata solo al tedesco. A Berlino. -

angolodidafneilgusto.blogspot.it/
- Quanto sei stata a Berlino?-  chiede ancora Vaty.
- Da ottobre 2007 a marzo 2009 ed è stato il periodo più bello e nuovo della mia vita. Anche perché mangiavo solo pane e pesavo di più. – sorrido. Ecco brava: frasi brevi e sorrisi, sennò qui si fa notte, mentre invece è ora della merenda. Spero che l’odore di cannella sia una torta che presto mi verrà offerta. O almeno, prima che il mio stomaco cominci a brontolare nelle pause di silenzio, facendomi fare figure di merda come suo solito.
- E quanto più giovane sei di me?? - interviene Mary.
Io rido: - Scusate, io ridacchio sempre quando ci sono domande. È uno dei motivi per cui all’università prendevo dei bei voti. Me ne stavo lì seduta a ridacchiare delle domande, perché ci vedevo sempre qualcosa di divertente, come quando viene fatta una domanda a trabocchetto ed io conosco il trabocchetto, anzi sono complice. – ridacchio ancora – E invece ero l’esaminata! E i professori dicevano che avevo un bel modo di esprimermi. – faccio l’occhiolino alle ragazze, ma non le frego. Sono lì che aspettano la risposta alla domanda, forse la storia dei bei voti non l’hanno nemmeno ascoltata.
- Comunque.. cosa ti fa pensare che io sia più giovan.. – lo sguardo di Mary, come se volesse rimproverare amorevolmente una mia birichinata, mi convince a lasciar perdere i giri di parole.
- Vabbe’ era per dire. Giusto l’altro giorno, in biblioteca ho incontrato una ragazza che era alle scuole medie con me, io ho fatto finta di non vederla, ma lei che urlava il mio NOME e COGNOME nei due metri quadri della biblioteca di paese.. – le mie smorfie e la voce che si alza di tono per dire “nome e cognome” fanno ridere le ragazze. E poi gesticolo.
- ..era impossibile da ignorare. – e calco la voce su “impossibile” - Le ho detto che non l’avevo riconosciuta per via del colore dei capelli. Che con le donne funziona sempre. Invece con gli uomini gioco la carta della simpatia: “ti ho riconosciuto subito, per questo ho fatto finta di non riconoscerti”. Dovete provarla, questa funziona sempre, anche con i permalosi, ma solo se ridete lascive subito dopo. –
Le ragazze ridono più come scaricatori di porto, adesso, e a me si rinnova il timore del rutto. Torno serissima:
- Comunque, lei mi ha detto che non mi aveva riconosciuta perché appena sono entrata le sono sembrata una ragazzina di vent’anni. Ed improvvisamente mi ha fatto piacere averla incontrata che ve lo dico a fa’. In ogni caso non ho vent’anni, si capisce, in realtà credevo di essere arrivata a dimostrarne almeno 26. O almeno l’ultima volta mi hanno detto così. Ma in realtà la mia ultima volta nemmeno me la ricordo più, nel senso.. è da tanto che non incontro persone che non sanno quanti anni ho. Comunque ne ho trentadue. Cioè ne ho 33, ma preferisco dire trentadue, perché anche se in trentatre ci sono due tre, mi suona male, e mi viene da cercare ferro anche se non sono superstiziosa. –
Le ragazze per ora non s’abbioccheranno. Infatti ridono. Lo so, gesticolo e faccio le smorfie quando parlo. Poi non è che dica cose serie.
- Comunque ti ho risposto, fatti il conto tu. Ma.. non dovevamo parlare del mio rapporto con la scrittura? –
Mary non la pensa così, non ancora: - Elle sei innamorata? –
- Così? A bruciapelo? – le ragazze ridono, io no. O almeno provo a non ridere – Lo sapevo che dovevo stare attenta alle parole, che voi giornaliste tendete ad interpretare in maniera freudiana, appena ho detto “rapporto” zac! È partita la domanda, subito. Chissà cosa ne direbbe Freud di queste associazioni che fate voi donne.. –
Vaty le dà man forte: - Comunque non hai risposto alla domanda! –
- Miii. – rido io - No, non sono innamorata, sono allergica, e.. –
- Ahahah! Troppo forte! – Vaty si stacca dallo schienale per ridere.
Mary non demorde: - E?? – Mary si stacca dallo schienale per chiedere.
Perché ho detto “e”? Perché non sto zitta? Adesso chiedo se posso andare in bagno. No, meglio di no, penseranno che soffro per amore e che voglio andare in bagno a piangere.
- Ehi ma non si mangia? Cos’è questo buon profumo di cannella? Una torta che volevate offrirmi? Sono pronta, offrite pure. – il tono spensierato funziona sempre, no?
Guardo Mary, perché è lei la cuoca, ma niente, lei mi fissa in attesa, come una maestra che ha fatto una domanda alla sua allieva più brava e si aspetta che lei sappia rispondere. Sempre.
- Che c’è? – chiedo finta tonta.
- E? – ripete Mary paziente.
- E niente. E cosa? No. Non sono innamorata. – dico perentoria come una della Gestapo – Ma sono sicura.. – introduco con aria sognante, e lasciando in sospeso la frase per creare suspense.
Le ragazze aspettano.
Aspettano le mie parole dolci come il miele, e appena noto che stanno per parlare, inquiete sul divano, prima che loro dicano “sicura che presto troverai l’amore anche tu”, aggiungo:
- ..che se anche lo fossi non ve lo direi. – e sfoggio il mio sorriso da pagliaccetto: bocca chiusa a forma di fetta di anguria.
- Nooooo!! – protestano Vaty e Mary.
- Sìììì. – ribadisco io.
– Non si parla di queste cose! – le sgrido, affinché ricordino che fra noi la Rottermeier sono io.
Loro ridono, anche se insoddisfatte. Io le consolo:
- Non mi piace parlare di queste cose, innanzitutto perché non conosco l’argomento, e poi perché sono cose personali, e parlarne le rovina, e non serve a nulla. –
Fanno per protestare, ma io le precedo ancora:
- E se insistete vi faccio l’elenco puntato e numerato di tutti i motivi LO GI CI per i quali non si dovrebbe parlar d’amore. –
Le ragazze ridono, sembrano voler accettare la mia risposta perentoria, Vaty tenta ancora di protesatare, Mary rimugina sulla domanda alternativa..
- Dicevamo? Ah sì, la scrittura. – dico sorridente.
Vaty prende la parola per prima: - Su ventiquattro ore.. –
Ma Mary, l’innamorata dell’amore, interviene: - Qual è il tuo sogno nel cassetto? –
Io rido: - NON è trovare l’amore! –
- Noooo. –
- Sììììì. – beh, almeno ridiamo.

Per aiutarmi ad affrontare la risposta, Mary serve la merenda. Io prendo in mano il bicchiere con la mousse ai mirtilli e lo fisso con aria sognante. Stavolta autentica.
- È una storia lunghissima, ma la farò breve. Anzi no. Cioè. Mi piacerebbe tanto la serenità, ma ora come ora mi sembra una barzelletta. Un tempo ci tenevo di più, la cercavo e l’avevo anche trovata. Ora non ce l’ho, e sinceramente.. mi sembra anche che non sia più il mio sogno. Sinceramente non lo so se ce l’ho un sogno. Mi piacerebbe continuare così, anche se è una merda. Ma la verità è che sotto la merda quotidiana, sotto le urla.. –
Riuscirò a dire una frase in più? Che argomento, ma perché l’ho iniziato? Ma non penso più prima di parlare??
- ..la notte quando tutto si calma, e anche un po’ il pomeriggio, per un paio d’ore. E a volte anche la mattina..–
Io lo so dove voglio andare, anche se non si nota, ho lo sguardo perso, perché sono concentrata nel mio ragionamento, non l’ho mai detto a voce alta, devo trovare le parole e non distrarmi. Per questo fisso altrove: guardare in faccia le persone mi fa perdere il filo e, se sono loro a parlare, mi distrae definitivamente. Per rimanere concentrata su ciò che ascolto devo guardare altrove. E anche per rimanere concentrata su ciò che dico. Fisso un punto lontano, o il pavimento, o le mie mani, ogni tanto guardo Vaty e Mary, per mantenere il contatto visivo con chi mi ascolta.
- ..o quando esco di casa.. ma di solito sono in casa, e c’è silenzio, o comunque sento solo la mia musica.. –
Fisso un punto sul pavimento, o le mie mani, noto i cuscini, ma con la mente sono a CasaMia, per ritrovare quella sensazione che mi fa restare lì.
- ..e sto facendo qualcosa che mi piace. Allora vedo che sotto la merda c’è qualcosa che mi piace. Qualcosa che altri non hanno, che vorrebbero. Io invece ce l’ho. La voglio e ce l’ho. –
Ed è chiaro dagli sguardi di Vaty e Mary che loro si aspettano che io dica cos’è questa cosa. Ma lo sanno che lo sto scoprendo ora? E che forse non lo scoprirò? Per sapere se lo saprò devo provare a finire la frase.
- Io la voglio e ce l’ho.. – ripeto. E ci penso.
- Il tempo. Io ho tempo a disposizione. – dico come se l’avessi saputo, come se la pausa fosse stata voluta per creare attesa febbrile della grande verità, e forse loro un po’ ci credono.
C’è un attimo di silenzio, le ragazze annuiscono, anche loro in trance? Poi si risvegliano, il tempo è tiranno, loro lo sanno, ora disquisiremo sul tempo e lasceremo perdere quest’intervista, ma chi me l’ha fatto fare!?
Ah, sì, io: con quel gioco che mi sono inventata..
- Hai.. – inizia Mary, ma si ferma.
Io sospiro rumorosamente. Mi scappa una risatina, ma sono già stanca di chiacchierare..
- Quanto tempo ci metti a scrivere un post? Mediamente. – chiede Mary.
Mi stringo nelle spalle, incerta sulla risposta. Ci penso, con una smorfia che sembra imbronciata, in realtà è riflessiva. Il silenzio dura troppo, per una domanda così facile: -Aspetta ci sto pensando.– avverto, prima di continuare a pensare. Ma in realtà mi sono distratta, non ci sto pensando affatto, mi è venuta in mente un’altra cosa, l’ho persa, la sto cercando, ma allo stesso tempo mi sento ancorata alla domanda.
- Ah, vi ho portato una cosa! – annuncio. Mi è tornato in mente quel pensiero fugace. Mentre frugo nella borsa posso rispondere alla domanda:
- Non lo so. Dipende dal post. E poi non sempre sto sul post dall’inizio alla fine. Di solito lo butto giù tutto assieme finché ho parole in testa, poi mi fermo e rileggo, poi correggo le cose già scritte. In tutti i sensi. Cioè ortografia ma anche contenuti, tolgo frasi di troppo o perfeziono quelle che non sono chiare. Se scrivo come penso a volte non mi capisco neppure io! Dipende anche dal tipo di post, se mi sembra importante, per ciò che voglio dire o che voglio capire, ci sto sopra finché non è comprensibile. Ma se è un post del cavolo, o comunque.. non.. se non devo riflettere su qualcosa di nuovo, ma solo raccontare qualcosa,  parlare di un argomento solito, di solito mi distraggo facilmente, e nel frattempo faccio altro. Perciò non so dire quanto ci impiego, perché sto al computer ore, con quella pagina aperta, ma nel frattempo leggo, cerco, mi alzo, faccio altro anche nel resto della casa, a volte esco a fare commissioni ed è ancora lì. –
Le ragazze mi seguono attentamente, io non so cosa sto dicendo: avrà senso? Avrò coniugato bene i verbi?
- Per un post importante lo faccio solo se mi manca il finale o se c’è qualcosa che non mi convince. E comunque anche quando è finito, lo mollo lì per un po’ prima di rileggerlo un’ultima volta. Solo a freddo si notano errori nell’esposizione. Perché finché scrivo lo conosco a memoria, ed è tutto logico perché so cosa voglio dire. Ma quando lo lascio e faccio altro, e penso ad altro, e me lo dimentico, per capire cosa voglio dire.. deve essere scritto bene. Se non è scritto bene me ne accorgo. –
- Scrivere un libro è impegnativo.. – dice Mary quasi soprapensiero – e hai ragione, anche il lavoro che si nasconde dietro la pubblicazione di un singolo post lo è. –
- Per me scrivi come un’autrice con trent'anni di esperienza! – aggiunge Vaty.
Io rido, ma secondo me esagera.
- Adoro leggerti. Quando ho l’insonnia. – continua.
Io scoppio a ridere: - Detta così mi suona come “adoro leggerti, quando non ho un cazzo da fare!” –
Ridiamo tutt’e tre.
Vaty confessa: - Oggi stranamente sono riuscita a leggere il tuo post tutto in una volta, di solito lo bevo a sorsi, un po' al risveglio, un po' in pausa, un po' mentre attendo l'uscita della bimba dall'asilo e alla fine quando dormono tutti, verso mezzanotte. Ecco perché spesso non ci capisco 'na mazza e mi tocca poi confessartelo nel commento­! –
- Beh, per forza ti perdi nella Casa dello Spirito, se non segui la cronologia! –
- Io sono tra quelli che un tuo libro lo leggerebbero davvero volentieri. – dice Mary.
- Vedremo, se mai lo pubblicherò. Non lo so, mi viene voglia a ondate, poi mi passa. –
- Cosa ci diciamo sempre? – chiede Mary, oddio, cosa ci diciamo? – dobbiamo assecondare i nostri desideri e le nostre voglie. –
- Bene, allora la prossima volta che mi viene voglia, la coglierò al volo, anzi: vi farò la promessa ufficiale, perché le promesse poi le mantengo anche se non ho voglia. – l’occhiolino per la mia immensa furbizia e saggezza qui ci vuole.
- Io mi metto in fila per riceverne uno con l’autografo! – dice Vaty.
- Bene, Vaty e Mary prenotate. Anche se non sapete di cosa parla. –
Mary non ha dubbi: - Beh, amo le sorprese. -
Nemmeno Vaty: - E poi.. leggerti e' meglio di guardare Zelig, sei troppo divertente. Tu sei la pausa del mio giro dei blog perché si legge il post come un coffee. –
- E tu sei troppo esagerata. –
Mary infierisce: - Io sono felice di averti incontrata, quando commento i tuoi post mi piace farlo quando ho a disposizione tempo vero da dedicarti. –
Io sorrido, nonostante sia tutto troppo esagerato, intanto Vaty è partita: - I love shopping al confronto è Bollywood... -
- Oddio.. -
- ...su ventiquattro ore, quanti minuti passi a non scrivere? –
- Ahahah! Non lo so. Mentre mangio non scrivo, quindi dieci minuti per tre. Durante la merenda del pomeriggio invece scrivo. Ma non sempre. Di solito quando mangio leggo e basta, perché ho già ucciso un computer con le briciole dei miei panini. –
- Ahaha! E cosa dicono gli altri spiriti della casa della tua passione per la scrittura? –
- Vaty! Ti ho detto che sono io l’unico Spirito della casa. Comunque non credo che abbiano capito che scrivo. Io non gliel’ho detto. Forse per loro il computer è una cosa per giocare… ma.. non so davvero cosa pensino.. – questo fatto mi dà da pensare: - ..chissà cosa pensano.. a CasaMia.. di me.. davvero.. -
Alzo lo sguardo sulle ragazze: - Non lo so davvero. – mi stringo nelle spalle, incapace di ipotizzare qualsivoglia risposta. – Non ne ho idea. Chissà. –

Sposto lo sguardo fuori sul balcone: quella dev'essere la famosa pianta grassa senza nome seminata da un uccellino. Ma prima che riesca a chiedere conferma a Vaty, lei mi precede:
- Allora.. – il suo tono è conclusivo, ma io non mi fido a rilassarmi: quest’intervista è snervante. – ..quale regalo pensi di fare al prossimo compleanno della Donna-Manager? –
- Ahahah. Vedrò che voglia mi prende, ma penso che le farò un astuccio carinissimo che ho visto su internet, per i trucchi. Se deciderò di regalarglielo per il compleanno farò lo sforzo di comprare una stoffa apposita di un colore che le piace. – Faccio l’occhiolino furbo di chi ha un asso nella manica.
- Ma quanto sei eclettica... Anche il cucito ?!? -
- Io con l'ago, annessi e connessi, sono una vera frana! Negata!- ammette Mary - Nonostante la nonna sarta.. da lei ho imparato solo a fare la pasta! Cucinare mi viene naturale, eppure non me l'ha insegnato nessuno.. –
- Che donna! Io non me ne intendo –
- Beh, ma non si mangia? – questa risulta più divertente dell’occhiolino furbetto di prima.


Le ragazze si alzano. Ridono ma si alzano dal divano morbidoso, è un buon segno. Spero.
Io le osservo mentre trafficano.
Vaty, che ha il blog bianco, con musica di pianoforte in sottofondo e foto bellissime. Come quella della piantina di cui non ha saputo dirmi il nome.
Mary che ha un blog con foto bellissime dei cibi invitanti che prepara. Come queste orecchiette che ancora me le sogno di notte.
Decido che, oltre ad aver concesso loro questa lunga e snervante intervista (non lo farò mai più, preferisco le chiacchiere senza domande), consegnerò loro il premio che si meritano. Lo penso soprattutto quando vedo che apparecchiano.
Allora mi alzo, le aiuto a preparare, chiacchieriamo del più e del meno, ridiamo tantissimo perché mi ricordo del foglio che avevo preso fuori dalla borsa e lo mostro loro, e alla fine mi decido e lo dico:
- Vaty e Mary. Siccome nei vostri rispettivi blog io mi rilasso, anche se fate comunella quando c’è da farmi domande, e questo non è bello.. vi meritate un premio. –

Ecco il premio per Vaty e Mary: premio blog&breakfast, il blog in cui sentirsi in vacanza.


Ps 1. alla fine quelle orecchiette ce le siamo fatte fuori senza troppe chiacchiere!!
Ps 2. questo è il foglio che ho mostrato a Vaty e a Mary:


Ps 3. questo post è un collage: tutte le frasi attribuite a Vaty e a Mary sono commenti che loro hanno lasciato sul mio blog o in risposta ai miei sui loro rispettivi blog; le mie frasi invece sono le risposte alle loro domande del mio Premio Lettore Curioso del 31 marzo u.s. Tre foto le ho prese dal blog di Vaty e tre da quello di Mary.

17 commenti:

  1. Oddio come è un collage?? Ti giuro sembrava tutto verissimo! Il tuo post mi ha preso molto cara Elle, non vedevo l'ora di sapere come andava a finire quest'intervista! Non ti piacciono molto le domande eh? :P Comunque hai fatto un'ottima figura, complimenti!!

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  2. Un'intervista esilerante, neo-barocca e geniale a cui ho partecipato nelle vesti di intervistatrice, co-padrona di casa e deus ex machina, il tutto sghignazzando dall'inizio alla fine: perchè GIURO stavolta l'ho letto tutto interamente, senza pause e senza asili (chiedi a feedjit, deporrà a mio favore).

    Avrei troppo troppo da dire ma, in questi casi, la mia maestra mi diceva: respira, riassumi il tutto con parole tue E, se possibile, con ordine.

    e allora ecco qui:

    1. peso: 42-48 kg! ma sei una briciolina! ma poi penso, daltronde uno spirito mica può pesare un macigno!!

    2. POSA: "Le ragazze si sono accomodate meglio sul divano, sono passate dalla posizione nobiliare sedute in punta e protese verso di me, alla posizione stravaccata, appoggiate allo schienale e lo sguardo fisso su di me": è come mi posiziono sempre con tutti!!! all'inizio faccio la finta chic-prof- interessata e poi passo alla fase "keep calm & listen to an interview" ;-)

    3. età: siamo coetanee!!!! Ma io dico sempre che "ne ho quasi 30". Rende di più ;-)

    4. Mary: lei è veramente la dolcezza in persona e come dici tu "l’innamorata dell’amore". Io sono sempre molto ironica con te, lei invece mantiene sempre una costante linea di finezza e dolcezza e ti adora (anche questo è ancora un mistero...:D)

    5. scrittura: "se scrivo come penso a volte non mi capisco neppure io!"
    ah, okay, questo mi conforta ..

    che dire, mi è piaciuto tantissimo intervistarti e, visto il risultato, continuerò a farti visita (a spizzichi e bocconi) e a fare tutti i commenti che mi passano per la testa (guarda che sull'insonnia non scherzo.. ! :D)

    Perchè se leggerti è come un coffee in pausa,
    rileggere le tue domande, i nostri commenti e, infine, le tue repliche è come sorseggiare un caldissimo vin broulè in montagna...ti scalda l'anima che è un piacere :-)

    YOU ARE THE BEST MY DEAR PEN-PAL <3

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  3. dimenticavo, quella pianta: ancora non ho capito come si chiama ma, a pasquetta, nel fare un giro fuori porta, ne ho viste tantissime che crescevano liberamente vicine alle abitazioni.
    volevo fotografarle perchè pensavo a te! ma dopo 500 foto tra pasqua e pasquetta, la mia reflex decise che era tempo (anche) per lei di andare in ferie ...

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  4. Continuo a sostenere che il Bed & Breakfast sarebbe il tuo lavoro ideale; oppure un agriturismo.
    Hai la grazia, il gusto e il marketing nel dna. Smettila di perdere tempo con noi ........ :)
    Ti vogliamo bene.

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  5. "faccio l’elenco puntato e numerato di tutti i motivi LO GI CI"... adesso il vorrei quell'elenco...magari ci capisco pure io qualcosa :)
    e poi Tempo a disposizione...altra spiegazione...perchè come concetto è bellissimo, averne per se stessi idem ma io c'ho letto "malinconoia"
    p.s. non sei obbligata alla risposte
    bel post sig.na Elle

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  6. ho scritto ostrogoto...sorry, ma si capisce dai...ho ancora la febbre :(

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  7. Vaty e Mary...grazie per questi incontri!
    Macca

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  8. Cara Elle...mi devo godere questo post..quindi il mio commento, quello vero..giungerà stasera dopo cena !!! Intanto ti auguro una buonissima giornata ! ;)))

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  9. Chiaretta grazie! Che bel complimento, da parte tua vale dop.. triplo! :) Le domande non mi piacciono molto, e poi se mi prende bene quelle stesse cose te le dico lo stesso, anche senza chiedere, ma anche se mi dici che non le vuoi sapere ;) Ma star seduta e rispondere a delle domande precise.. che incubo!

    Vaty "quasi trenta" è pericoloso.. non vorrei che qualcuno decidesse di farmi la festa a sorpresa perché trent'anni sono una data importante ;)
    Se qualcuno mi chiedesse di descriverti (o descrivere Mary, ma aspettiamo il suo commento prima di vedere se c'ho azzeccato) non saprei cosa dire: mi mancano sempre gli aggettivi, e comunque direi semplicemente "non la conosco abbastanza". Eppure ad immaginare questa intervista avevo tutto ben chiaro, mi mancava solo di immaginare i dettagli dell'abbigliamento, ma per il resto, complici i commenti che ho scelto, a me pareva proprio che si sarebbe svolta così, come se l'avessi già fatta, e lo sapessi! :)

    Granduca grazie :) queste attività che implicano l'accoglienza di un ospito a me piacciono molto (motivo per cui a volte impazzisco e organizzo pranzi o cene a CasaMia); e con voi non perdo tempo, perché se un giorno dovessi intraprendere davvero qualcosa del genere, voi sarete o: miei collaboratori di fiducia, o: miei ospiti abituali :)

    S. quando lavoravo non avevo mai tempo, certo lo trovavo per le cose che mi importavano davvero, perché da buona bastian contraria, se il 99% della popolazione si lamenta perché non ha tempo, o vive passivamente con la scusa di non avere tempo per una vita attiva, io dovevo dimostrare di averne o di saperne trovare sempre! Quando ho incominciato ad averne tanto non facevo nulla di tutto ciò che, anche io, una volta trascuravo con la scusa di non avere tempo (e nonostante i miei buoni propositi di trovare sempre tempo)! Ora che ce l'ho sto imparando piano piano a sfruttarlo al meglio, per tutto ciò che mi piace fare, sono rarissimi i momenti in cui non faccio qualcosa, ma ho anche smesso di etichettare alcune cose come "far nulla" (vedi scrivere, leggere o guardare un film, perché anche queste cose sono proficue, se sapute sfruttare).
    Riguardo all'elenco, su due piedi direi 1) parlare a voce alta di qualcosa lo fa evaporare e allontanare (ecco perché si consiglia di parlarne con qualcuno quando c'è qualcosa che non va: vale anche per le cose che vanno benissimo); 2) parlarne è un po' come vantarsene e non va mai bene, né nei confronti di chi non ce l'ha e lo vorrebbe, né nei confronti di chi ce l'ha e non gliene può fregar di meno di sapere che ce l'hai anche tu; per sognare l'amore ci sono in giro abbastanza commedie americane e romanzi, da assaporare in silenzio; 3) non mi piace essere etichettata sulla base di un sentimento (positivo per lo più) che implica la presenza di un'altra persona nella mia vita, è un po' come dire che se quel sentimento non c'è, la mia vita è vuota; altra cosa è essere innamorata della vita, con dentro tutte le persone speciali che si sono incontrate nel suo corso :)
    ps. dai, riprenditi da 'sta febbre!! è primavera!! (questa è una battuta pessima.. dov'è la primavera???)

    Sandra mi fa piacere che ti siano piaciute, sembra quasi un'intervista al contrario: anziché conoscere l'intervistata si fa la conoscenza delle due intervistatrici ;)

    Mary siamo tutti curiosi di sentire la tua adesso!!



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  10. Cara Elle, comincio con lo scusarmi per essere arrivata solo ora, ma ho avuto una giornata molto piena, ora la cena è in forno e posso dedicarmi a te..
    Mi sono sentita nel post, ci ero dentro, non stavo leggendo, ero lì.
    Che strana sensazione, mi sono sentita lì, sul divano morbidoso, seduta accanto a Vaty, con te di fronte, in attesa delle nostre 1000 domande…però che bella intervista che ti abbiamo fatto, non credi ?? Ci siamo fatte un pochino di cavolacci tuoi, ma vuoi mettere ?? Che soddisfazione !
    La persona che hai descritto sono realmente io, certo, hai usato le mie frasi, le mie espressioni. Ma anche gli atteggiamenti che hai descritto sono i miei.
    Sai come mi sento ora ?? Mi sento come se questo incontro fosse realmente accaduto. Realtà o finzione ??
    Cara Elle, sei dotata, eccome se lo sei. Hai la capacità di far vivere i tuoi racconti, e non è una capacità comune a tutti !
    Tornando a questo post, è una figata ! Sono certa che se mai il nostro incontro dovesse realmente accadere, sarebbe proprio così…
    Vedi, per me questo è un premio graditissimo, ma nel contempo è un regalo graditissimo.
    E’ strano come a volte nella vita ci capiti di conoscere in modo del tutto casuale persone che poi entrano a far parte della nostra quotidianità, persone di cui non sai nulla o quasi, ma con le quali riesci a condividere molto, e che a volte ti capiscono molto di più di chi ti sta vicino tutti i giorni.
    Sono una persona molto diretta, diplomatica sicuramente, ma non giro attorno alle cose a vuoto, vado dritta al punto, proprio come mi hai descritta tu. Forse perché non sono il tipo che si nasconde, o forse perché sono abituata fin da quando ero piccolissima a prendermi tutta la responsabilità per le mie parole e per le mie azioni.
    Io ho 39 anni. Abbiamo appurato che sono la più grande. Però come voi, non dimostro gli anni che ho, anche a me ne danno trenta, e anche meno.
    Paradossalmente, questo a volte è un problema, soprattutto a lavoro, con chi non mi conosce pensa che io sia una “ragazzina”.
    Il fatto è che io non solo non mi vedo gli anni che ho, ma non me li sento. Sono “ spensierata”. Credo di essere rimasta ferma ai 26-27 anni ! Questa cosa mi fa un po’ paura, perché penso sempre che il giorno in cui prenderò realmente coscienza di non avere più 26-27 anni, forse ne rimarrò seriamente traumatizzata. Ma meglio non pensarci.
    Elle, quanto ho riso leggendo questo post, porca vacca, volevo leggerlo stasera, ma non sono riuscita ad aspettare ! La curiosità era troppa…così l’ho letto a lavoro, ma ti sto rispondendo ora.
    Avere più tempo.. è anche uno dei mie sogni…ma la “dilatabile” Mary, sta imparando anche a gestire questa cosa..
    Abbiamo una cosa in comune : anche io quando sono concentrata su un argomento fisso un punto per non perdere il filo del discorso, e poi ogni tanti mantengo il contatto visivo guardando il mio interlocutore.
    Per quanto riguarda l’amore, è giusto non relegare questo sentimento solo alla vita di coppia, o all’amore per qualcun altro. L’amore è un sentimento che può riguardare un sacco di cose. Ecco, io mi sento una persona sempre innamorata ( lascia stare che sono fortunatamente tanto tanto innamorata di mio marito ). Sono innamorata della vita, della natura e di tutto !
    Come dice Vaty, sono una persona dolce, molto tenera, ma sono anche dura. Per forza di cose devo anche essere dura. Mi capita, poi, di sentirmi in colpa.
    Conto sempre sul fatto che chi mi circonda sia responsabile. Non mi piace chiedere, non mi piace impormi.
    Sono molto autonoma, se posso evitare di chiedere, tanto meglio, ma questo perché ho paura di disturbare.
    Sono sensibile, forse troppo, mi emoziono facilmente. Questa potrebbe essere considerata una debolezza, ma non lo è, perché a mio avviso è più debole chi ha paura di esternare le proprie emozioni.
    Cosa dire..con te e Vaty ho passato una bellissima giornata..da ripetere assolutamente !
    Buona serata Elle ! E grazie davvero per questo bellissimo regalo !

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  11. Eccoti Mary! Che bello che anche tu ti sei ritrovata su quel divano, altro che seduta spiritica!! Anche io mi sento come se fossi tornata da un nostro incontro, mi sembrava che voi foste davvero lì davanti a me a far domande e a fissarmi mentre rispondevo ;) il potere dell'immaginazione!
    E sei una ragazzina anche tu..
    Io invece mi sento sempre più "vecchia" della mia età (dovrei dire più "grande"..) ma solo quando penso a me come persona. Se invece penso alla mia età, dover dire 32 o 33 comincia a sembrarmi strano, e solo a quel punto mi rendo conto che non son più 26 o 27; perché da quel punto di vista mi sento ferma, è come se avessi smesso di contare; quando poi capita così raramente di dover dire la mia età, diventa un concetto ancora più astratto, e penso: sì ma sono sempre io, sono io, sono cambiata ma sempre io; mi stupisco che abbia valore il numerino, ma anche che per me non ne abbia più..
    Ripeteremo questa giornata, però senza domande, solo chiacchiere, e se fisseremo il pavimento sarà perché vorremo spontaneamente fare un discorso lungo che richiede coerenza e coesione ;)
    Buona serata!!

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    Risposte
    1. Condivido in pieno con quanto scritto da Mary:-)
      Ragazze ... Bella merenda, ottima compagnia, intesa perfetta ... Vi aspetto ancora da me??
      Non so perché .. Ma ormai siete nel
      Mio cuore dopo questo bellissimo
      Pomeriggio insieme ...
      <3

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  12. Si cara Elle..la prossima volta solo chiacchiere ;) !
    Buona serata !

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  13. Vaty e Mary: alla prossima merenda&chiacchiere :)

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  14. che bellissimo post elle hai la capacita' di descrivere cosi bene tanto che mi sembrava di essere li' con te sei una persona speciale e io credo di averlo capito gia' dalla prima volta che per caso mi sono imbattuta nel tuo fantomatico, meraviglioso blog. ciao

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  15. Grazie Alba, sì è vero me l'hai sempre detto. La mia Casa è la tua seconda Casa ormai ;)

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