sabato 26 maggio 2012

Babbucce.


In questi giorni ho ripetuto come un mantra la storia del cambio dell’armadio e della montagna di abiti vecchi riciclabili. Non mi sono dedicata esclusivamente ad un lavoro, ma ne ho iniziati parecchi, ho notato infatti che iniziare e portare a termine un lavoro mi stanca sul più bello, mentre iniziare contemporaneamente più lavori mi aiuta a variare, passando dalla tappa intermedia di un lavoro, a quella iniziale o intermedia o finale di un altro, per poi tornare al primo senza stancarmi mai di ciò che faccio. Nel caso delle babbucce del titolo, siccome i piedi sono due, sono stata sempre attenta a non portare avanti una babbuccia sola, ma le ho tenute allo stesso passo per evitare di stancarmi al momento di passare alla seconda, lasciando il paio spaiato.

L’origine di queste babbucce è la manica di un vecchio maglione. Una manica per ogni babbuccia, sulla quale ho poggiato il modello di carta di giornale (che io uso come cartamodello) che ho ricavato dalle misure di vecchie babbucce lavorate a maglia, naturalmente non da me.  Ho disegnato tre pezzi per ogni babbuccia: la suola piatta e ovale, il piede bombato, la cavigliera separata perché volevo che risaltasse una cucitura. Per la fodera interna ho disegnato due pezzi: la suola e il piede comprensivo di caviglia, infine ho disegnato una suola in più, di panno nero ricavata dalla manica di un vecchio cappotto, per dare spessore alla suola in modo che le babbucce si possano usare come pantofole. Il prossimo inverno con i pavimenti di ghiaccio, scoprirò se è stata sufficiente questa protezione, per ora posso dire che scivolano perfettamente sui pavimenti di CasaMia, che è il gioco di pattinaggio dei poveri che adoravo da bambina. Mia madre quando mi ha visto arrivare con una scivolata per mostrarle le babbucce mi ha guardata malissimo, ha scosso la testa e ha preferito non commentare. D’altronde si è già abituata alle mie stranezze olimpioniche, visto che fa delle premesse così lunghe quando deve raccontarmi qualcosa, che io appoggio le mani sullo schienale alto della sedia e sollevo una gamba alla volta, perpendicolare al corpo, talvolta osservando la mia immagine nella vetrinetta dei bicchieri per le feste, e mentre parla mi esercito come una ballerina alla sbarra.

Qui di seguito i pezzi per ogni babbuccia:



uno- suola esterna (maglione verdino)
due- suola centrale (cappotto nero)
tre- suola interna (vecchia camicia da notte in maglina)
quattro- piede bombato (maglione)
cinque- cavigliera (maglione)
sei- piede e cavigliera della fodera interna (maglina)

Per chi sa cosa significa: piede e cavigliera (uniti o separati) vanno disegnati in doppio.
Il procedimento di assemblaggio è complicato, e devo ancora decidere se è quello comunque più comodo, o se posso fare diversamente, sicuramente proverò un’alternativa col maglione arancione che sarà la prossima vittima che mi cadrà ai piedi.

Stavolta ho fatto così:
ho unito piede e caviglia di maglione (4 e 5);


ho unito i due pezzi della suola assieme (2 e 3);
ho cucito la suola così ottenuta al piede del maglione (2-3 a 4-5);
ho cucito il tallone del piede della fodera interna (6), l’ho rivoltata e cucita alla suola corrispondente (3- quella interna in maglina); una volta cucita, la babbuccia sembrava lo specchio di se stessa, perché in alto c’era quella di maglione, in basso quella di maglina, unite per la suola; la difficoltà sta nel passare a macchina le cuciture della suola dopo che è stata assemblata la calza, perché va fatto dall’interno, perciò dovevo infilare il piedino della macchina dentro la calza, e avevo poca visibilità (5 cm con gli anabbaglianti accesi), ma ce l’ho fatta, quindi non è un problema insormontabile, è solo un po’ scomodo;


stessa scomodità per cucire a macchina la suola di maglione al piede (1 e 4);
ho attaccato un fiore ritagliato da un’altra stoffa;


infine ho cucito a macchina (esternamente) il maglione per unire cavigliera, piede e suola di maglione, e ho rifinito con uno zigzag per evitare che il cotone del maglione si sfaldi, infine ho rifinito con un filo di lana beige, con questo punto che mi pare si chiami festone, e con tre croci sul davanti della cavigliera.





Aggiornamento del 30 maggio 2012: il cartamodello!!
Aggiornamento del 15 giugno 2012: l'etichetta!!




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12 commenti:

  1. Con questo ti sei guadagnata tutta la femminilità :-)
    Scherzi a parte, davvero brava.

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  2. Ma che bei piedini Elle !!!

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  3. Lo confesso, sono un feticista dei piedi/scarpe, questa tua narrazione corredata di dolcissime foto ha stuzzicato tutta la mia fantasia.
    Bacio i piedini *

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  4. ... mi correggo: bacio le babbucce *

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  5. Così freddolosa come io sono, andrebbero proprio bene anche a me il prossimo inverno!! Complimenti, sono carinissime!!!

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  6. Ma che carine ma sei proprio brava in tutto !ciao

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  7. Adatte anche per un pavimento di cotto rustico?

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  8. Grazie a tutti :)

    Alli, ma con le tue zampette le puoi mettere?

    Nella sì, ma non puoi pattinare!

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  9. No, non le posso mettere ma tu si è questo il bello ;)

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  10. Nooo...è da qualche giorno che non mi connetto causa studio, per cui mi ero persa queste fantastiche babbucce...il fiore è carinissimo! Complimenti!
    Ps vorrei anche vedere pubblicata una tua nuova ricetta :)

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    Risposte
    1. Grazie Pocahontas. Ultimamente sto sfruttando le conoscenze acquisite perché non ho molto tempo per gli esperimenti, spero di riprendere il ritmo dolciario questa settimana!

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