lunedì 21 maggio 2012

È la delicatezza.


Quando sono andata a Bologna dalla mia amica, ho dormito con sua figlia nello stesso letto. Lei oramai ha la sua cameretta arredata di fresco, con un letto a una piazza e mezzo, perciò ci abbiamo dormito comodamente assieme, magroline come siamo entrambe.
La prima notte, dopo aver spento la luce, prima di chiudere gli occhi, lei mi ha fatto una carezza e mi ha detto “ti voglio bene”, io invece mi sono irrigidita e non so cos’ho risposto, o se le ho risposto. Una ragazzina che porta le unghie lunghe e laccate di colori moda, mi ha fatto una carezza delicata, come quando di anni ne aveva sette, ed io mi sono irrigidita, sentita stupida e rattristata, nell’ordine. Mi è dispiaciuto per lei, perché forse, davvero, non ricordo, non ho risposto, forse ho mugugnato qualcosa, che non è rispondere veramente.

La seconda notte mi sono addormentata mentre lei, iperattiva, preparava lo zaino per la scuola, si toglieva lo smalto e lo rimetteva di un altro colore moda, si struccava alla bell’e meglio e sceglieva con cura il vestito per il giorno dopo.
Sono passati alcuni giorni, durante i quali ci siamo viste meno, sia perché ero ospite da un’altra amica, sia perché lei avrà anche solo quindici anni, ma regolarmente ogni sabato va a ballare, tranne quando viene punita.
L’ultima sera che ho passato a casa loro, guardavo la tv stravaccata sul divano con sua madre, la mia amica, un filmetto che nemmeno a quindici anni ne guardavo di così scialbi, e lei era su con sua sorella maggiore, che era appena rientrata da due giorni fuori casa, e chiacchierava fitto fitto con lei. Poi sua sorella è andata a letto, perché il giorno dopo avrebbe lavorato, mentre lei è scesa giù e si è buttata sul divano fra noi, cioè fra me e sua madre, la mia amica. In pigiama e scomposta, si è buttata sul divano fra noi, laddove spazio non c’era, ed io attendevo questo momento da giorni. La sua testa era appoggiata alla spalla della mia amica, sua madre, ed io mi sono avvinghiata al suo braccio, lei mi accarezzava la mano, ed io ho lasciato la mia mano nelle sue mani, nonostante fossi un po’ scomoda, decisa a dimostrarle in questo modo che anche io le voglio bene.

E se adesso che tu mi fai questa carezza io non mi irrigidisco, è solo perché ho bevuto. Suona tristissimo, e lo sarebbe, se non avessi bevuto, infatti gli alcolici rendono tutto meno grave, addolciscono i pensieri e permettono di essere meno severi con se stessi e con la propria rigidità, i superalcolici soprattutto.

Ma non serve arrivare a tanto, perché a me basta il gesto di un parrucchiere che, mentre io tengo gli occhi chiusi, con delicatezza prende il mio ciuffo e lo sposta di lato, dal lato che io stessa, prima di chiudere gli occhi, gli avevo indicato, e contemporaneamente guarda il mio ciuffo allo specchio, per capire se anche la posizione, oltre alla direzione, è quella più congeniale al mio viso dagli occhi chiusi. Oppure un’estetista che, con una carezza delicata, controlla che lo strappo non abbia lasciato tracce di un passato superfluo.

E non importa se lei è donna, o se lui è gay, o se è uomo, o se ha quindici anni e le unghie lunghe e laccate, o se è una sconosciuta che io non pago per una carezza, perché non è questo il punto. Ciò che conta è la delicatezza, ciò che mi dà da pensare, a me e a come sono, è la delicatezza.

9 commenti:

  1. Profondo , intenso e delicato ..come un soffione portato dal vento...

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  2. Hai scritto cose importanti,cara Elle.La grazia o la delicatezza, in qualunque modo si preferisca chiamarla, è tutto nella vita.Ed è un problema perchè non ne possediamo mai abbastanza.Allora forse è vero che un pò d'alcol riesce a tirare fuori la nostra parte migliore.

    Ps :mentre ci rifletto, ci bevo anche sopra.ti saprò dire :)

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  3. Tanta delicatezza Elle e, per me, tu ne meriti tanto.
    Ho capito benissimo la tua sensazione , sai?
    Penso che quando si cresce con poco contatto fisico, da grande, una carezza, un sfiorare ci irrigidisce e spiazza ...
    Io per anni ho odiato il natale: perché allo scambio dei regalo bisognava avvicinarsi per dare il
    Bacio.
    Ed il bacio di mia mamma mi ha sempre messo ad estremo disagio.
    Ora, per fortuna ho superato tutto: ho un rapporto quasi fisico morboso con mio marito:)
    Che post delicato che hai scritto mia cara...
    Non so se gli altri l'avranno capito.. Ma io si, tanto.

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  4. entro in punta di piedi fra voi tre che guardate la televisione, ma non preoccuparti, starò in disparte a guardare questo dono così gratuito che è la dolcezza regalata.
    Una ventata di balsamo ristoratore!

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  5. Ruvida amica, sei l' anima più profumata che ho conosciuto

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  6. Ciao nella, benvenuta nella Casa dello Spirito, che vorrebbe essere davvero come un soffione, ma senza farsi portare dal vento.

    Caro Black, aspetto testimonianza post-riflessiva ben innaffiata (non annacquata)! La nostra parte migliore, se c'è, dovrebbe restare fuori, e non andare a nascondersi chissà dove. E se grazia e delicatezza fossero in abbondanza, chissà che bel mondo sarebbe :)

    Vaty, lo sapevo! Sapevo che avresti capito :) ma ti prego dimmi: per superare tutto non devo per forza sposarmi, no!?!?

    Cristina, hai ragione, è un balsamo ristoratore che, però, a volte mi spaventa e coglie inadegua.. impreparata.

    S. no, a volte puzzo anche io, soprattutto quando non riesco a togliermi il ruvido di dosso :(

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  7. SIIIII!!! Sposati e vedrai che poi non potrai più farne a meno delle cose cosi delicate ^_^
    BACIO (delicato!)

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  8. Credo che tu abbia saputo appieno descrivere quello che si prova quando i sentimenti degli altri nei nostri confronti ci arrivano inaspettati come una leggera brezza e che delicatezza traspare in quello che scivi un abbraccio.

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  9. Nooo Vaty!!


    Grazie Alba, a distanza, come vedi, riesco a vedere meglio e a descrivere meglio.

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