venerdì 15 giugno 2012

Astuccio per set manicure.


In questi giorni ho portato avanti contemporaneamente diverse creazioni ed ora che sono pronte, ho all’improvviso un bel po' di post a disposizione, ognuno con la sua sfilza di foto da riordinare e selezionare (almeno metà la devo fare sfuocata altrimenti non son contenta), e almeno quattro righe da scrivere su ognuno.
Oggi a chi tocca?
Per saperlo provo a selezionare le foto, la creazione che mi riserverà meno fatica sarà quella di oggi e naturalmente chi sta leggendo ora è arrivato alla fine di questo lungo processo e sa già dal titolo cosa l’aspetta, almeno in teoria.
Nella pratica potrebbe rivelarsi una sorpresa.

Ogni donna che si rispetti deve avere un set manicure fra le sue cose. Non importa che le gambe siano pelose, che abbia i capelli arruffati o la barba incolta: deve avere un set manicure fra le sue cose. Al giorno d’oggi, a meno di non voler comprare attrezzatura professionale da almeno 25 euro il pezzo, si può creare un set da manicure con pochi euro, ad esempio con 25 euro in tutto.
Io ne creai uno anni fa, quando per la prima volta nella mia vita mi interessai alle mie mani andando oltre il semplice acquisto dello smalto nero.


La lima per le unghie è lo strumento più famoso, lo conosce qualsiasi donna, anche quella che si mangia le unghie, perché sa che non le serve: lei usa i denti. Il risultato è diverso esteticamente, ma per la propria psiche funziona allo stesso modo. Io ho mangiato le unghie fino ai diciotto anni, in realtà non le mangiavo, perché dopo averle tagliate coi denti le sputavo via, e non sono mai arrivata in profondità, toglievo solo la ricrescita bianca. Poi ho smesso senza rendermene conto, ed è stato allora che ho smesso anche di mettere lo smalto, perché a quel punto non mi serviva più per (credere di) evitare di mangiarmi le unghie.
Altro strumento famoso è il tagliaunghie, strumento popolare perché professionalmente si usa una tronchesina apposita per tagliare le unghie. Le donne più costanti nella manicure però non ne hanno bisogno, perché è sufficiente limarsi le unghie regolarmente per tenerle sempre della lunghezza ideale.
Le pinzette non servono per le mani, se non per togliere le spine dei rovi quando si decide di strapparne un rametto a mani nude per la composizione di fiori di campo che si ha in mente. Oppure sono utili per chi, come me, ha le mani pelose come quelle di un lupo.
Ci sono poi diverse spatoline per le cuticole: quella a punta tonda serve per spingerle, quella con la punta al centro serve per pulire gli angoli sotto le unghie, quella con la punta diagonale serve per pulire dalle cuticole gli angoli sopra l’unghia. Più o meno.
Una volta spinte indietro le cuticole, si usa la tronchesina per tagliarle via, che è molto più delicata di quella per tagliare le unghie, e più piccola.

Tutto ciò si può comprare al supermercato. Io trovai un set con astuccio, contenente tutto tranne le tronchesine e le pinzette, per circa 5 euro. Con altri 5 euro circa comprai le tronchesine, le pinzette costavano al massimo 3 euro e 50, ed erano entrambe esposte accanto al set con astuccio. Ho creato così il mio set completo.
Dopo quasi otto anni l’astuccio ha tirato le cuoia, in realtà potrei accontentarmi e dare altri due punti ai passanti, come ho già fatto diverse volte. Ma ognuna di queste volte ho anche pensato che avrei potuto rifarlo nuovo di zecca.
Stavolta l’ho fatto davvero.


A natale mi avevano regalato una borsa dell’acqua calda elettrica che non ho mai usato perché avrei dovuto caricarla per sei ore o giù di lì, e poi questi riscaldamenti che uniscono elettricità all’acqua, il tutto sotto il mio culo, mi lasciano perplessa in fatto di sicurezza. Siccome l’avevo scelta io di una stampa bellissima, quando ho deciso di buttarla l’ho prima smontata. L’acqua all’interno si era arrugginita, era diventata rossa e puzzava di sangue mestruale, perciò l’ho svuotata con crescente disgusto. Ho tagliato via le parti di plastica ed elettriche e ho tenuto la stoffa, che è incollata ad una tela plastificata che la rende leggermente rigida. Piegata a metà mi ha ricordato qualcosa:


Perciò ho ricopiato il modello su carta e ho creato il mio nuovo astuccio per il set da manicure!

Ho preso le misure dei riquadri interni:
7x12 (2 pezzi)
1x12 (1 pezzo)


L’astuccio e la sua fodera invece misurano:
21x15 (2 pezzi)


Io ho usato la stoffa della borsa dell’acqua calda per l’esterno e un pezzo di maglina per l’interno, copiando le misure dalla stoffa esterna perché era già tagliata e non potevo andare oltre i suoi limiti per la stoffa interna (le misure invece sono quelle dell’astuccio vecchio).
Le due strisce di stoffa nera che ho usato per i passanti le ho tagliate e cucite a occhio: ho contato 3+4 passanti nel vecchio astuccio, ho tagliato due strisce di stoffa e le ho fissate ai due quadrati gialli con li spilli, usando una matita per la misura del “ponte”.
(non si capisce una mazza di quello che scrivo, lo so)


Ho attaccato dei fiorellini tagliati dalla seconda metà della borsa dell’acqua calda, quella più bucata perché lì c’erano le parti in plastica della borsa (e anche il fiore che ho attaccato alle babbucce l’ho ritagliato da lì).


Ho scucito la cerniera dal maglione arancione con cui ho fatto le terze babbucce, e anche in questo caso sono andata a naso: ho cucito la cerniera alla fodera interna finché è servita, poi ho tagliato il pezzetto in più. Dalla foto sembra storta, e lo è.


Ho dovuto rattoppare un angolo mancante, perché la fodera è risultata più grande della stoffa nera esterna (forse la maglina si è allargata) e ho fatto le lotte con la cerniera che è troppo grossa per un astuccio (è la cerniera di una giacca-maglione, certo), ma alla fine sono riuscita a cucire la fodera alla stoffa nera.


Poi però era tutto troppo molliccio, nonostante la stoffa nera sia plastificata al suo interno, così ho scucito di nuovo uno dei lati e ci ho infilato dentro due cartoncini presi da una scatola per pacchi, ritagliati nella forma dell’astuccio.



Ho anche dato una cucitura ripassando la striscia gialla al centro dell’astuccio e i bordi inferiori dei due rettangoli gialli, in modo da fissare il cartoncino all’astuccio (come era anche nel vecchio astuccio), infine ho ricucito il lato per le ispezioni, et voilà:



8 commenti:

  1. Mamma mia quanto lavoro... e quanta pazienza!
    A me piace molto cucire, tranne le zip. Ma tu come hai fatto, a mano o a macchina?
    alla fine l'astuccio è molto carino!

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    1. Ci ho impiegato un po' perché sono andata per tentativi (la prima volta, sai com'è) e ho cucito e scucito la fodera più volte. Dopo averlo finito ho deciso di mettere il cartoncino, ma ho aspettato qualche giorno per "riposarmi".
      Però il risultato non è male.
      Io ho cucito tutto a macchina, così regge meglio (quindi l'etichetta "fatto a mano" non è intesa in quel senso..)

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  2. Complimenti, è bellissimo e molto pratico. Io non ci casco a scattare foto durante il processo :( Ho appena pubblicato un post con un lavoretto e penso che sarebbe stato bello mostrare come si fa. Magari la prossima volta... Un abbraccio.

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    1. Sì prova, si perde un po' più di tempo (soprattutto le foto non vengono bene al primo colpo), ma è bello vedere il procedimento!

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  3. Che brava... pure io ho mangiato solo il bianco delle unghie fino ai 18, e poi mica ingurgitavo, come te sputavo fuori...^_^

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    1. Bastava aspettare che lo smalto andasse un po' via.. ;)

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  4. Io ogni tanto mi mangio le unghie, solo un poco (quando rifletto), ma me le taglio ogni fine settimana con le forbicine ...colori stupendi.

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    1. Anche io ho riflettuto a lungo così, poi ho iniziato a limare gli angoli per non cadere più in tentazione. Ora quando rifletto digrigno i denti...

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