venerdì 29 giugno 2012

Son tutti froci col culo degli altri.


Anche giugno volge al termine. Ieri ho fatto avanti e indietro, assaporando il caldo del mezzogiorno attraverso il sudore che dal viso mi colava in bocca, per le ultimissime commissioni di questo lungo mese, e totalmente estranea al fatto che la settimana prossima inizierà luglio e con lui le sue commissioni. L'estate è proprio una stagione di movida.
L'ultima pausa, facilitata dal computer che avevo in assistenza, inoltre, mi ha lasciato un po' di arretrati miei personali che, oggi, cercherò di colmare. Ieri pomeriggio comunque ho portato avanti un bel po' di lavoro. In camera intanto il casino banchetta nello spazio maggiore che avevo ottenuto con l'ultima modifica della disposizione dei mobili.

Ieri si parlava di epidemie. Nel mio caso ogni anno, da circa quattro, arrivati a questo punto dell'anno io do la colpa di tutto al caldo. Devo però ancora capire se sia perché il caldo è il capro espiatorio ideale (non può nemmeno difendersi) o se io cerchi scuse facili, o se davvero il caldo causi molti danni alle persone e alla loro forza di volontà.
Ho sempre meno voglia di alzarmi la mattina, letteralmente e con una precisazione, infatti rimango seduta a letto e non esco dalla camera. Perché normalmente quando diciamo "alzarsi la mattina" intendiamo "uscire dalla camera e iniziare la giornata", io invece sono sveglia a letto, di solito leggo ma ora che ho di nuovo il computer ne approfitto anche per scrivere la miriade di mail che mi organizzerà la vacanza.
Durante la giornata sono lenta, e allo stesso tempo il caldo conferisce fluidità alla mia organizzazione giornaliera, al punto che un occhio meno pignolo potrebbe scambiare la lentezza per nonchalance dell'esperta. Proseguo l'eliminazione di oggetti superflui e aumento le letture: i miei scritti degli ultimi anni, opportunamente stampati, mi aiutano a ricordare in ogni momento che c'è di peggio, e che c'è stato di peggio nella mia stessa vita, eppure ne sono uscita. Bando allo sconforto, quindi.

Ieri ho fatto un favore ad un'amica, dovevo consegnare un plico ad una sua amica che conosco anche io, perciò mi sono ritrovata seduta fra due fuochi (l'amica della mia amica e una sua amica per me sconosciuta) di compassionevoli consigli sul da farsi. Io non voglio tirarmi indietro quando qualcuno che conosce la mia famiglia mi chiede come sta, rispondo volentieri e anzi sono diventata molto brava a fare riassunti, io che prima rispondevo "bene" senza dilungarmi troppo sui dettagli, perché avverto ora l'esigenza di dire certe cose a voce alta, come per liberarmene, allora faccio un sunto del periodo, delle novità, e me la sbrigo così.
Ma ieri no. L'amica dell'amica della mia amica è infermiera, dicono, ed entrambe non si fanno i cazzi loro, dico io. Il mio resoconto è stato breve, ma loro lo hanno ampliato con il racconto di altre persone che si trovano nella mia stessa situazione familiare e con conseguenti consigli a me sul da farsi. Io fra me e me pensavo che non solo loro due non si trovano nella mia stessa situazione, e le sfido ad entrarci, ma non si trovano nemmeno nella situazione delle persone alle quali mi volevano paragonare. Ne sono fuori. Ed è facile dire che ci vuole comprensione per i violenti, quando non sei tu che ti prendi le botte.

Tirando le somme, ieri non mi sono sentita affatto più leggera per aver parlato della mia situazione familiare, sono uscita da lì di malumore e ancor più nervosa, come se mi fosse successa una cosa bruttissima. Invece avevo solo subito una conversazione assurda. Ho parlato loro con tono quasi esclusivamente sulla difensiva, perché sentivo di dover spiegare come mai non ho "comprensione", e contemporaneamente mi sono presa la ramanzina perché sono troppo magra e dovrei mangiare di più. Devi fare qualcosa per te stessa, stai crollando, devi mangiare, mi hanno detto. Frase in totale contrasto con le precedenti e le successive che invece miravano a spingermi al sacrificio e all'abnegazione cosa che, a giudicare solo dal mio aspetto fisico, starei già facendo. È stato un va e vieni di frasi contraddittorie. Alle domande sui nomi dei medici, sulla frequenza delle visite mediche, sui sintomi, sulle reazioni, sui medicinali assunti dalla mia famiglia in decomposizione fisica e mentale, si accompagnavano domande su di me, su come sto reagendo.

Ho detto loro, fiera di poter dimostrare (sempre sulla difensiva, ma senza sapere più da cosa dovevo difendermi) che sto cercando di fare qualcosa per me stessa, ho detto loro dei miei progetti per agosto e settembre, del corso di tedesco.
Silenzio.
Silenzio.
Silenzio.
Domanda: - E a casa tua cosa dicono? –
Elle perplessa: - Beh, non sono molto contenti, non capiscono cosa ci faccia, per loro lo studio è solo scuola, dopo la scuola non c'è altro da fare, un corso non lo capiscono, ma io ho bisogno di staccare. –
- Studi lingue? –
Sarebbe il caso, vero?
- No. Mi piace il tedesco. -
Sguardo fisso, silenzio.
Silenzio, sguardo fisso.
Silenzio, sguardo altrove.
Devo aggiungere qualcosa? E cosa?
E mi è stato chiaro allora che alla domanda su come sto reagendo avrei dovuto rispondere: eh, io stringo i denti, sono cose della vita, e in fondo è la mia famiglia, che io adoro, non posso abbandonarla così per pensare a me stessa, perciò pensavo di fare un corso intensivo di geriatria e assistenza domiciliare, di smettere di comprare rosmarino e rucola e acquerelli, per dedicare la mia paghetta e la mia vita a giochi per anziani, per intrattenerli poverini, sembrano cattivi ma è la malattia, inoltre voglio assolutamente imparare come applicare un catetere e cambiare un pannolone, invece raccogliere merda e pipì da terra è facile, anzi pensavo peggio, imparo in fretta a tollerare i dispetti, per non parlare del fatto che non sento più gli odori sgradevoli, anzi devo dire che ora quando sento un buon profumo mi spavento perché non sono più abituata (e qui avrei fatto una risatona allegra al ricordo di quella volta), e poi diciamoci la verità, non è mica brutto essere presa a urla, offesa, sbattuta fuori di casa mentre si fa colazione, oramai lo so che loro sono così, basta non pensarci, basta fingersi oggetto, ed io scema che studiavo linguistica quando lo sanno tutti che al giorno d'oggi, per avere una famiglia che sia veramente fiera di te, bisogna studiare fisioterapia o qualche scienza infermieristica; no davvero voglio impegnarmi per riuscire a sopportare tutto questo, e avete ragione me lo devo mettere in testa, che oramai non devo più pensare che io sono la loro famiglia ma devo capire che loro sono la mia famiglia e me ne devo occupare io. E lo farò al meglio, giuro. E mangerò molto di più, ho deciso.


Invece io voglio fare un corso di tedesco.
Sms alla mia amica, schiettissimo: la prossima volta ci vai tu a consegnare consegne a certa gente che sa tutto, ma proprio tutto della vita, e pure della mia vita, e sa sempre cosa devo fare, anche quando non sembra.
Anche giugno volge al termine. Ieri ho fatto avanti e indietro, per le ultimissime commissioni di questo lungo mese, e totalmente estranea al fatto che la settimana prossima inizierà luglio e con lui le sue, di commissioni, ma consapevole che, quando le cose vanno a buon fine agevolmente, la soddisfazione è assicurata.
L'ultima pausa, facilitata dal computer che avevo in assistenza, inoltre, mi ha lasciato un po' di arretrati miei personali ma se di solito la mattina, prima di alzarmi, leggo a letto, ora che ho di nuovo il computer ne approfitto anche per scrivere la miriade di mail che organizzerà la mia vacanza-studio.
Perché credo che per stare meglio io debba ritagliare più nettamente i miei spazi, coltivare più profondamente i miei interessi, ritrovare in più luoghi e persone e attività possibili il mio antico dolcissimo sorriso e non, come crede qualcuno male informato, dare il culo e mangiare di più.

9 commenti:

  1. appunto!!!
    anche se odio la tamaro...rubo il titolo(solo!)e dico
    "va dove ti porta il cuore"...

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  2. Cara Elle..mi è sempre piaciuta la frase che hai usato per dare il titolo al tuo post, perché chiarisce sinteticamente un concetto assai semplice, e cioè, che è facile giudicare e consigliare quando non ci si trova nelle situazioni. Siamo tutti bravi a parole ! Vivi la tua vita, sii un pò egoista..il tempo perso, quello sprecato, non ce lo restituisce indietro nessuno !
    Non possiamo passare la nostra vita ad assecondare le aspettative degli altri, e io sono stata una maestra in questo.
    Ora, quando mi capita di dissentire, mi guardano come se fossi una pazza invasata..ma sai la novità ?? Me ne frega sempre meno ! Fai le tue cose Elle, assecondati e vivi..
    Divertiti !!! :)

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    1. Mary, ho cercato una variante meno volgare ma non l'ho trovata, è davvero perfetta ed esaustiva così!
      La cosa che mi ha lasciata più perplessa e di malumore è il contrasto netto tra la veemenza con la quale mi dicevano cosa fare (le frasi iniziavano tutte con "noo, ma tu devi..")e il silenzio quasi imbarazzato col quale hanno accolto la seconda parte del mio racconto, come se avessi cambiato argomento e deciso di parlare di fisica quantistica applicata. Sono uscita totalmente fuori dalla loro concezione del mondo!
      Sì, mi divertirò ;)

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  3. E' il dramma di chi ha abituato il mondo circostante ad adattarsi sempre e comunque e a prendere in silenzio il buono che spuntava. Poi avessi mai detto che vuoi trasferirti in Polinesia con un aitante autoctono a vendere cocco sulla spiaggia svendendo il tuo orticello di casa e affittando la tua camera a un affiliato di Al Qaeda!!!!!!!!!

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    1. Chissà però che l'affiliato di Al Qaeda non riesca a rimettere ordine in questa casa.. quelli sono organizzati! Comunque è come dici tu cara Cristina, adattarsi e accontentarsi, a ben vedere c'è sempre un po' di buono ovunque, e c'è anche qui, io lo vedo, a volte è pure l'80% di tutto, ma lo accetto perché non è cattivo, non perché sia quello che voglio davvero. Se invece dovessi scegliere non sceglierei questo 80% ma un altro 80% (perché un 20% di casini, a voler stare larghi e pessimisti, lo avremo sempre nella vita)..
      Nessun polinesiano, confermo ;)

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  4. ciao elle ogni volta rimango come in trance per quello che scrivi non ho consigli da darti se non dirti che vivo con mia figlia una ragazza splendida laureata intelligentissima, adorabile ma e' sulla sedia a rotelle da 20 anni non esisteva il vaccino per il morbillo , io la accudisco da una vita non ho una mia vita ma va bene cosi importante è volerle bene perchè oltre un figlio che abita a Torino è tutta la mia famiglia.So che sei una persona splendida e sicuramente piena di buoni sentimenti che dirti prima o poi arriveranno anche per te tempi migliori ciao un abbraccio

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    1. Grazie Alba, dalle mie parti manca il volersi bene veramente, occuparsi di qualcuno solo per dovere non è sano nemmeno per chi sano lo è ancora, alla lunga porta con sé solo odio, ed io questo sentimento non lo voglio provare..

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  5. Elle mi è sembrato di capire che farai un corso a Vicenza io abito a 23 chilometri mi piacerebbe incontrarti teniamoci in contatto se ti fa piacere ciao cerca di star bene e in gamba mi raccomando!

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