martedì 31 luglio 2012

Abiti/2.


Innanzitutto vorrei mostrarvi quant’è cresciuto il basilico. Se venite a CasaMia vi diranno che non è merito mio perché ho smesso di innaffiare l’orto a giugno (per cause di depressione maggiore) e se ne è occupata MagaMagò o, in alternativa, qualche Folletto volenteroso. L’importante è che sia cresciuto, così io posso schiaffarlo in padella ad ogni soffritto, per rinfrescarlo, convinta che farà da scudo contro il rischio di alito pesante dei miei condimenti (non funziona, lo ammetto).



Questo invece è l’unico angolo del mio pavimento  rimasto sgombro in questi mesi di anarchia pura. Naturalmente ho potuto immortalarlo in maniera così artistica solo perché da ieri è comparso sul pavimento anche questo specchio: in realtà era sulla valigia, la valigia era sul letto ed io controllavo la buona riuscita dei miei ultimi abiti, soddisfatta.


Una delle mie creazioni è la seguente:


Bloc notes da vecchi appunti su fogli stampati (o scritti) solo su una pagina: per la lista della spesa o per un appunto veloce vicino al telefono sono perfetti, se non li mangiassimo mi disturberei anche a far loro una copertina carina, ma li mangiamo, non se la godrebbero.


Ma ora veniamo agli abiti e alle magliette, stavolta si tratta di rivisitazioni, diciamo così.
I due abiti seguenti erano sacchi rettangolari, larghissimi con cintura in vita (conservata) e scollo accollato, nel senso che la parola scollo serviva solo ad indicare l’apertura da cui far spuntare il collo, quanto alla sua profondità arrivava più o meno all’altezza del mento, a girocollo (quello viola) e a V (quello blu) e ho detto già molto sulle casalinghe degli anni Sessanta nella campagna più isolata. Il materiale ve lo descrivo in poche semplici parole: una sauna portatile. Si tratta infatti di una sorta di plastica impermeabile, a giudicare da quanto sudore vien giù a cascata dal mio corpo quando me li tolgo.



Spessissimo a me le cose vengono per caso, dipende da cosa mi trovo davanti, e sono i risultati più belli quelli che ottengo cercando di sistemare una stortura nel corso dei lavori. Mentre quando parto da un modello preciso non riesco mai a farlo: o mi manca la stoffa (e lo scopro sempre dopo che l’ho tagliata), o mi incasino con i vari pezzi e mando tutto a quel paese, optando per una cosa più semplice ma di riserva, quindi il fastidio rimane, oppure il modello fatto da me e concluso esattamente come volevo, una volta indossato risulta orrendo. 
Poi mi capita di lavorare di forbici all’orlo e allo scollo e ai fianchi, per cucirmi addosso una cosa che doveva essere un vestito alla buona, e per colpa di una V proprio dove non serviva, ossia all’altezza della scollatura, sono “costretta” ad inventarmi una carinissima scollatura ondeggiante, laddove l’avevo pensata dritta: 



Oppure, nel riprodurre il sacco originario a mia immagine e somiglianza, mi ritrovo per caso un tubino e nel tentare di fare una scollatura decente, sbaglio così tante volte, e recupero tagliando via i centimetri sbagliati, che alla fine quella banale V da casalinga al supermercato il giorno delle offerte diventa improvvisamente sexy.


L’anno scorso avevo trovato anche una maglia extralarge (tutta roba extralarge a CasaMia) di una fantasia a colori senape e verde scuro, che mi piacciono tanto (lasciamo stare i fiori tropicali), e che avevo indossato una sola volta su un leggins e tenendola su con una cintura in vita, e mai più perché si notava (o almeno io lo notavo) che in realtà non era un abitino bensì una maglia troppo grande per me.


Sono partita coi soliti tagli laterali, per stringerla, poi mi sono incasinata con la scollatura, scocciata davanti allo specchio ho provato ad abbassarla, cioè ci ho infilato le braccia per liberarle dalle maniche, ho allacciato le maniche dietro la schiena (come si faceva da bambine coi travestimenti) e ho pensato che fosse proprio una buona idea.
Perciò ho tagliato le maniche, ho raddrizzato la scollatura tagliando via il bordo largo che la caratterizzava, e l’ho riattaccato alla nuova scollatura dal taglio dritto, per un pefetto abito senza maniche. Le spalline le ho fatte con l'orlo delle maniche:


Dalle maniche ho ricavato sei strisce da intrecciare, ma non mi piacevano, poi un cinturino vero e proprio, ma era anche quello troppo stretto, infine ho creato una treccia formata da un cinturino più due trecce.. e l'ho infilato in due occhielli ai fianchi ad altezza da stile impero.



 Carino, nicht wahr?



Infine ho tolto questo collo ingombrante e soffocante da una maglia regalata che però, per colpa sua, non avevo mai usato:


17 commenti:

  1. In un raro momento in cui il pc si collega,passo di qui per lasciarti un saluto.
    Un abbraccio
    Nick
    PS : are you ready ??? :)

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    1. Ready?
      ahahahaheheheheihihhiuuuuuh
      (risata diabolico-isterica-non-vedo-l'ora-che-te-lo-dico-a-fa')

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    2. Ah sì, ciao Nick, grazie di essere passato :)

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  2. w l'anarchia pura se scaturisce questa creatività!!

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    1. è di un'ispirazione unica! quando tenevo la stanza in ordine non ho mai prodotto tanto :)

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  3. Sarò ripetitiva..ma sei bravissima :)
    Dai Elle..ci sei..
    A presto !

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    1. Arigrazie allora :)
      Ci sono ci sono! In apnea ma ci sono..

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  4. La tua fantasia non ha limiti ... bello il basilico e pure le tue creazioni di vestitini (sexy pure il piede nella foto, oltre che il vestito ;)

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    1. Grazie :) E la scarpa l'hai vista? E lo smalto rosso?

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    2. Ah, ah, ah ... be', certo!

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  5. Deliziosissima quell'invenzione stile impero, me ne hai fatta venire una voglia matta.
    Buona giornata Elle

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    1. E siccome è corto, l'effetto è anni Sessanta. Non ne indossavo uno da tantissimo! Buona giornata Silvia

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  6. ciao sono passata a trovarti e come sempre trovo cose deliziose, bellissimo il basilico buono sul pomodoro fresco, bellissimi i vestitini di una leggerezza sanno di estate anni 60 brava come sempre un abbraccio a presto

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    1. Ciao Alba, sì il asilico io lo penso bene solo col pomodoro (che è l'unico ingrediente che in estate non mi manca) :)

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  7. No, dai, che meraviglia ! Questo è buon gusto ! Bucolici al punto giusto, poi messi insieme alla foto del basilico, guarda, mi fai venire voglia a metà tra il pesto genovese e la vacanza al mare ! Ed invece, rinuncio ad entrambi ! : (
    Interessante pensare come io stamattina ho bucato una maglietta per togliere due misere bretelle, mentre qui c'è la vera dea Atena che cuce ! (Mi ricollego al mito di Aracne, lì dalle mie parti..) Eheh : )

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    1. Il pesto che ho mangiato ieri (e oggi, perché vado a occhio con le quantità) non era per niente genovese, ma ne avevo proprio voglia.
      E bucolica è esattamente la vacanza che ho in mente, non in spiaggia in costume, bensì su un prato vestita a dormire. Ciao da Atena (questa me la segno, che magari mi torna utile) :)

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