lunedì 23 luglio 2012

Il mio regalo di compleanno per me.


L’altro giorno ho spedito tre lettere.
Una è arrivata il giorno dopo, all’istante mi è stato inviato un messaggio per avvertirmi e ringraziarmi. Una non so se sia arrivata, trattandosi di auguri di compleanno mi aspettavo un sms di ringraziamento, e temevo una telefonata, dato che le telefonate non mi piacciono molto.
La terza lettera ce l’avevo pronta più o meno dal 2010, ma non l’avevo spedita, e ad un certo punto mi era passata di mente. Siccome la bozza ce l’avevo sul computer, in questi giorni in cui in poche ore son passata da un computer all’altro e poi di nuovo al primo, al punto da non capire più nemmeno io se sto scrivendo dal vecchio o dal nuovo, l’ho ritrovata e stampata. Dell’umore giusto o no, avrei dovuto spedirla già un anno e mezzo fa, almeno, ma tra distrazioni, impegni più urgenti, troppi pensieri per la testa e chissà cos’altro non l’avevo mai spedita.
Ho stampato la bozza, l’ho firmata, ho allegato la documentazione necessaria, l’ho imbustata, mi son riletta le condizioni, ho chiuso la busta e ho fatto un respiro profondo. Avrei voluto aspettare di partire, ma lanciare la pietra e nascondere la mano non mi è mai piaciuto, e poi l’ultima volta che sono stati qui i testimoni di geova ed io, curiosa, ho concesso loro udienza, ho avuto conferma di una cosa in cui ormai credo da anni, solo che non avevo voglia di spiegarla ai testimoni, visto che io non voglio essere convertita a geova, e visto che eravamo in piedi in cortile e c’era il sole a picco (esagero, comunque era caldo). Ridacchiavo perché chi ha fede è veramente convinto di ciò in cui crede, di ciò che dice, io invece trovavo tutto simpatico, come se avessi avuto davanti due bambini che mi raccontavano la storia della strega, convintissimi di averla vista davvero, di averci parlato, di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che non distruggerà il mondo mangiandone tutti i bambini. O sul paradiso che ci aspetta dopo la morte e dopo il giudizio universale (che se non sbaglio ci sarà quando tutti saremo morti, quindi quelli morti per primi dovranno aspettare che muoiano gli ultimi, ma se continuano a nascere bambini, ci sarà sempre un ricambio, all’infinito, e l’apocalisse? E l’anticristo? E la fine del mondo? E il diluvio universale? E i Maja dove li mettiamo?).

Alle quattro del pomeriggio non può suonare il campanello così, eppure eccolo che suona. Dalla veranda, dietro la tenda chiusa, scruto, mi metto anche gli occhiali, ma non riconosco. Il campanello suona ancora, esco: chi è?
- Sei Elle? –
- Sì. –
Scendo fino al cancello, non riconosco l’uomo che sta dietro il cancello, con gli occhiali da sole che finalmente solleva sulla testa, e in sella ad una mountain bike ultimo grido.
- Mi riconosci? –
- No. –
Sorrisino, chi minchia sarà? Uno di quelli che per venderti l’aspirapolvere fingono di essere stati tuoi compagni di scuola (abbiamo studiato tutti ragioneria qui, niente di più facile da credere).
- Sono il parroco. –
- Ah. – ridacchio – La famiglia è a letto. –
- Ma io cercavo te. –
- Ah! Sì, certo, prego, avanti. – la letterina.
Lo faccio accomodare in una stanza lavanderia, cantina, soffitta, ripostiglio, magazzino, dove un’unica sedia in legno è scomoda come il letto di un fachiro, ma lui la ignora ed io evito un “s’accomodi” fasullo, dato che la comodità sarebbe l’ultima cosa su quella sedia. Non lo faccio entrare in casa perché hanno orecchie anche i muri, e questa invece è una cosa mia personale.
Tira fuori un foglietto dalla tasca.
- È arrivata la mia letterina? –
Ridacchia: - Sì, infatti.. volevo chiederti.. cosa ti ha spinto.. non voglio criticare o sgridare, solo curiosità.. –
Inizio vagamente e claudicante da quel lontano.. no, niente date, vagamente accenno al fatto che dieci anni fa.. (non ho mai raccontato davvero questa storia), in effetti non è successo dieci anni fa, la data è indicativa, il primo accenno, no...
- Ero una persona molto riflessiva, ragionavo su tutto, su queste persone che dicono di credere ma di non praticare, a me non piacciono queste cose vaghe volevo scegliere. –
Ma non è stato un momento e: basta è deciso!, infatti per alcuni anni avevo continuato a pensarci ad avere dubbi, poi lentamente ho capito, e deciso, finché ho scoperto di questa possibilità e ho deciso di rendere tutto definitivo. Tutto procede bene, il parroco ascolta, lungi da lui farmi cambiare idea, voleva solo capire, ed io spiego. Oramai sono una persona nuova, la linearità non è più un bisogno vitale, dico il giusto senza annoiare con l’ordine cronologico, anche perché da anni non ci pensavo più, non so più qual è stato l’ordine (dei miei pensieri??), è da anni un dato di fatto, una realtà che volevo ufficializzare, ora che so che si può.

- Dal registro non si può cancellare nulla, sarebbe comunque solo una dichiarazione di cui io devo prender nota. –
Annuivo, non depennare non importa, ma prendi nota della mia volontà, pensavo.
- Io ti dico della mia esperienza, cosa mi porta a credere. –
E così ho sentito il famosissimo discorso sul dono d’amore che dio rappresenta (o che dio ci da?) sul vivere felici solo sapendo che dio esiste. Ho trovato una persona che ha la voce più bassa della mia (lui però è un uomo, ci sta anche), che parla lentamente e fra le parole pensa per trovare quella giusta - io conservo invece un minimo di apprensione, da sempre su certi argomenti devo stare sulla difensiva, la fretta di dire al più presto la parola successiva, prima che qualcuno si inserisca nel mio discorso per dirmi quanto sbaglio, è da sempre fra le righe delle mie frasi. Mi descrive la sua fede come fosse una cosa tutta sua che cerca di farmi capire (e infatti è così), ed io ho risposto con una cosa tutta mia che cercavo di fargli capire: dio non esiste non perché sono stata delusa da lui, e ho deciso che non lo voglio più ma perché è un’entità astratta alla cui esistenza io non riesco a credere, io credo nelle persone, e ognuno deve trovare la spinta che gli è più congeniale.
In realtà non ho usato la parola “spinta”, questa l’ha usata lui per farmi capire cos’è per lui l’amore di dio, né la parola “congeniale” perché io ho parlato di “inclinazione”. Da piccola dicevo che ero più scientifica che religiosa, oggi mentre il parroco spiegava il dono che è l’amore di dio, io pensavo invece che sono più psicologica che religiosa o scientifica (quando ha nominato quello scienziato che ha spiegato l'amore di dio matematicamente - no comment), e se riesco a trovare benessere e felicità in cose concrete, non ho bisogno di inventarmi un dio buono.
Eppure la religione vista dal punto di vista di un parroco di paese, giovane e convinto, ha tutt’altro profumo che se vista attraverso il capo dello stato Vaticano.

- Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di spiegare cos’è per me dio, questa tua apertura è sintomo di grande intelligenza. –
Oramai mi sentivo fuori dal pericolo di un tentativo suo di ri-convertirmi, perciò ho chiacchierato amorevolmente di aperture e chiusure, e di Gesù e della pagliuzza in un occhio che mi son sempre piaciuti, e del fatto che a me piace sentire punti di vista diversi, perché da ognuno riesco sempre a tirar fuori qualcosa di utile per me, anche a distanza di tempo, ripensandoci. Dalla pagliuzza il parroco è passato al tema del giudizio, ai farisei, alla morte in croce ed io ho pensato subito di non citare le altre cose di Gesù che mi sono sempre piaciute, perché il discorso si stava allungando.
- Bene. – ha detto il parroco – Vuoi lasciar cadere la richiesta o andare avanti? -
Ma allora abbiamo parlato per nulla?
- No, andiamo avanti, confermo la mia scelta. –
Lui sorride perché mi ha colto in fallo: - Ma questa non ti sembra una chiusura? –
- No, questa è la mia scelta e la confermo. – sorrido anche io che te credi.
- Perché anche gli atei prevedono una chiusura tu invece.. –
- Beh, ma a me non interessa farmi registrare fra gli atei, altrimenti uscirei da quella che può essere considerata una gabbia, per entrare in un’altra. –
Ha detto qualcosa sulle gabbie e sui limiti di cui ho capito solo che per lui apertura significa "libertà di tornare all'ovile un giorno" (ecco il perché della sua proposta di far cadere la richiesta), ma io già non avevo più testa di seguirlo, benché fossi comunque soddisfatta di aver ben affrontato il confronto che avrei preferito evitare (visto che a suo tempo nessuno mi aveva chiesto spiegazioni del fatto che i miei genitori volessero battezzarmi), e fossi anzi contenta di scoprire che il nuovo parroco insegue le pecorelle come suo dovere (?).
Ho sorriso incapace di rispondere oltre, finalmente il parroco si è scosso, mi ha chiesto conferma della conferma, gliel’ho confermata e si è congedato, dimenticando la bici per l’emozione, gliel’ho indicata appoggiata al muro di fianco a noi, e ci siamo salutati con un “ciao”.

Se non finge di non aver capito che sono convinta, entro pochi giorni dovrei ricevere dal parroco del Paesello la lettera che conferma che ha annotato sull’atto di battesimo/cresima o sul corrispondente registro la mia richiesta di non essere più inclusa fra i cattolici.
Finalmente sono riuscita a farmi il mio regalo di compleanno per me.

(alla fine, per inquadrarmi meglio mi ha chiesto se sono sposata, se lavoro, se mi occupo io esclusivamente della mia famiglia; ho risposto no a tutte le domande, lui ha commentato solo le ultime due: "praticamente è questo il tuo lavoro", io ho sorriso e ridacchiato come di una battuta "eh eh, praticamente sì")

8 commenti:

  1. Non c'è che dire, regalo oltremodo originale :)

    Come il peccato :)

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    1. Basta col solito bagnoschiuma!
      (che comunque non lavava via il peccato) ;)

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  2. Coerente e più corretta di molti. Compresa me stessa. Complimenti e ottimo compleanno cara!

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    1. La coerenza è una delle mie fissazioni ;) e ora mi sento più "me stessa"!

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  3. Ciao ti invio il mio indirizzo mail rosagreco2011@gmail.com non so se tu hai l'altro che controllo raramente. Auguri per il tuo compleanno e ammiro la tua coerenza ciao

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    1. Grazie Alba, sì avevo l'altro :)

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  4. Ahah (la risata è indicativa, ci starebbe anche un pianto !) sei troppo una grande che non ti riesco nemmeno a commentare ! :D
    "Chi minchia sarà" ! Ahahahah, non ce la posso fare...
    Ma 'stanotte non dormo. Davvero. E non sarebbe l'unica (ormai sono in preda a certe cose...), ma a leggere le tue avventure, ti senti meno sola al mondo. Son sentimenti nuovi insomma. Ancora..lo fa accomodare nel ripostiglio ahahah...
    Torno composta, che mi posso solo arrendere dopo tanto !

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    1. Però ho sorriso paziente e sono stata carinissima, non ho dato segni d'impazienza, anzi mi sono trattenuta anche sul cancello. Principalmente perché s'è aggregata la vicina e dovevo monitorare i discorsi (poi sulla vicina pettegola tornerò). Ridi pure e sentiti pure meno sola, io penso lo stesso quand leggo te, anche se usiamo parole diverse.
      Allora benvenuta nella Casa dello Spirito insonne. Senza regole, se non dormo sto sveglia, mica male ;)

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