giovedì 12 luglio 2012

Passioni senza tempo resoconto 2012: in Italia siamo già a 83.

"Non abbiamo più parole", è così che gira. Ma poi alla fine le troviamo, il problema sarà mica che c'è chi non ha mai avuto orecchio? Perché l'idea che sia normale a molti non esce dalla testa. Esistono mondi nascosti in cui non vivono donne che hanno la casa troppo piccola, che non ottengono il part time al lavoro, che non fanno una vacanza vera da secoli, che nemmeno quest'anno potranno cambiare il divano, che non trovano un posto che sia uno all'asilo statale, che non sanno cucinare e il marito ci scherza su un po' troppo con gli amici, che il marito non ce l'hanno perché sono state lasciate per una troietta dopo quattordici anni, dico io: quattordici anni di fidanzamento, avevamo un futuro e quel bastardo l'ha rovinato per una troietta che chissà dove l'ha trovata, ma tornerà da me, ed io non lo vorrò più.
Un mondo in cui le donne sono oggetti non pensanti, non desideranti, non viventi, magari hanno anche la casa grande e fanno le vacanze in hotel extra lusso, ma vivono quotidianamente l'inferno, non hanno il diritto di non saper cucinare, tantomeno di lasciare il marito. Ci sono donne che muoiono per questo, come in guerra, esatto, così come in guerra sai che domani potrebbe toccare a te, anche in casa sai che da un momento all'altro potrà partire quel colpo, l'ennesimo che però ti sarà fatale, e che arriverà da chi ha detto sì finché morte non ci separi, lo conosci ma non lo conosci, sai solo che sarà sua la mano che ti toglierà da quest'inferno, sai solo che arriverà prima o poi e questo ti terrorizza, ti immobilizza, ti rassicura: prima o poi finirà. Come in guerra sai che il colpo che è destinato a te arriverà, non sai in che forma, se saranno botte esagerate, se saranno coltellate furiose, se sarà un solo colpo di pistola, di grazia.
E noi che siamo fuori da quelle case cosa sappiamo?
Noi sappiamo che è un delitto passionale, e questo spiegherebbe tutto. Intanto siamo arrivati ieri a 83 femminicidi, si chiamano proprio così, e non sono normali.

Ne parlano:


Bolletino di guerra (11 luglio 2012): Cremona, uccide la compagna a colpi di coltello: “Ero geloso” L’uomo ha assassinato la donna con cui viveva insieme da quattro anni e da cui ha avuto un figlio. Più volte, nei giorni scorsi, c’erano state fortissime liti. Lei aveva anche detto ai vicini di casa: “Mi picchia”. Tragedia della gelosia attorno [continua a leggere]

Femminismo a sud (11 luglio 2012): “Tragedia della gelosia” – scrive Repubblica. Che in lingua italiana non vuol dire niente. Si evita di citare colui il quale si serve di un motivo per affondare un coltello sulla compagna. E’ un po’ come “Il caldo uccide” che viene difeso da Pinketts e Cappi dell’entourage di Cronaca Vera.
Si parla di uno che la picchiava, non la sposava di modo che lei non avesse la cittadinanza italiana, ché figuriamoci se certi uomini non tengono sotto ricatto le donne, in special modo se straniere, precarie e prive di risorse proprie, per tenerle in pugno. Liti frequenti, lei che usciva in strada urlando che lui le [continua a leggere]

DonneViola (10 luglio 2012):
Massacrata.
Insieme al figlio che porta in grembo.
Come se fosse un animale.
Come se il corpo bruciato fosse un involucro, nulla di più.
Non riusciamo più a contare numericamente. [continua a leggere]

Barbara Spinelli (25 giugno 2012)Oggi la Relatrice Speciale contro la violenza sulle donne, Rashida Manjoo, presenta a Ginevra, nell'ambito della 20ma sessione del Consiglio sui Diritti Umani dell'ONU, il primo Rapporto tematico sugli omicidi basati sul genere, femminicidi e femmicidi. 
Inoltre, presenta il Rapporto sulla missione in Italia del gennaio 2012. [continua a leggere]

Sabrina Ancarola (27 aprile 2012): La violenza in Europa e' la prima causa di morte per le donne fra i 16 e i 44 anni: uccide più donne del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre e questi dati sono del 2007. Ad oggi in Italia le vittime sono 54 per 117 giorni dall'inizio dell’anno, quasi una donna ogni 2 giorni, il numero sembra già voler superare quello dello scorso anno. La crisi non ha certo migliorato la situazione anzi, la repressione è diventata sempre più forte, l’insoddisfazione, la non realizzazione economica portano la gente ad andare di matto, ci si uccide per i debiti, per il fallimento della propria azienda, si uccide la propria moglie, la propria compagna, la propria famiglia per rabbia, per gelosia, per un senso di proprietà che si sente vacillare. I media li chiamano omicidi passionali, follia omicida, tutto questo ha un nome preciso: FEMMINICIDIO e i giornali, la televisione e la politica italiana hanno una grande responsabilità in merito. Le parole “omicidio passionale” richiamano alla mente una società arcaica e quindi [continua a leggere].


E grazie a S. per i link.

12 commenti:

  1. Post che buca lo stomaco come un proiettile.
    Brava.
    Raffaella

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    1. Grazie Raffaella, e benvenuta nella Casa dello Spirito.

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  2. Sto leggendo un saggio che in parte tocca questo tema, "Specchio delle Mie Brame", scritto da una psicoterapeuta junghiana. In realtà tratta prevalentemente dell'individualità e della passione femminile, ma ovviamente ci sono anche excursus sul mondo maschile. Spiega inoltre molto bene la dipendenza inconscia di alcune donne nei confronti dei loro uomini.

    Di sicuro non spiega il perchè del femminicidio, son convinta ci siano altri saggi in grado di descrivere più dettagliatamente il problema. E magari anche suggerire delle soluzioni.

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    1. Sì, talvolta è una vera e propria dipendenza, è come se lo desiderassero, e si appigliano ad ogni minima schiarita per giustificare il fatto che accettano tutto. Non sempre è solo paura o ignoranza.
      E ci sarà sicuramente (spero) qualche saggio sul senso di potere e di possesso degli uomini nei confronti delle donne, e come dici tu sarebbe utile se suggerisse soluzioni.

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    2. Bhè, l'autrice sottolinea come la società di tipo patriarcale italiana abbia contribuito nel tempo a rafforzare la figura maschile e indebolire e privare l'individuo femminile. Uno dei punti di partenza potrebbe essere il riappropriarsi da parte delle donne di quella parte d'identità "rubata" e di sicuro qualche corso di difesa personale in più non guasterebbe!

      Per quanto riguarda gli uomini non saprei, è un universo che conosco molto poco e prima di dare opinioni a destra e manca preferirei appunto conoscere!

      Poi ecco, il sale in zucca agli stolti non è facile da aggiungere! E questo riguarda entrambi i sessi!

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    3. Sul sale in zucca concordo ;)
      E anche sulla società di tipo patriarcale, ma temo che sia qualcosa di molto più complesso che si lega in un groviglio che è diverso per ogni caso, purtroppo.

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  3. Dei numeri che sgomentano,delle storie che agghiacciano.Molte volte accusiamo la cultura araba di relegare la donna a ruoli marginali e di umiliarla con tradizioni medioevali.Ma da noi, sotto l'apparenza europea e prograssista, succedono le stesse identiche cose.Venti anni di berlusconismo hanno tarato il cervello della gente sul concetto donna = sesso = possesso.E tutto ciò è deprimente.

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    1. Esatto, ci sono donne italianissime che non mettono la gonna altre che la mettono e in entrambi i casi per lo stesso motivo: qualcuno le ha obbligate o ha fatto loro capire che avrebbe preferito certo tipo di abbigliamento. E si parte con una richiesta semplice per arrivare al possesso totale. Si parte col voler piacere e si arriva alla sottomissione.
      Ogni uomo che picchia una donna è colpevole, ogni donna che glielo lascia fare è colpevole, la società e i modelli che ci offre è colpevole, noi tutti (anche chi non picchia o non si lascia picchiare) siamo colpevoli di seguire un modello ciecamente, senza chiederci dove ci porterà, solo perché il rosa confetto sembra un colore innocuo.
      Poi certo certe cose esistevano anche prima del secondo ventennio!

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  4. Non ho parole, credo che giochi molto la società patriarcale, ci giochi molto il senso di possesso insito nel matrimonio e nei riti della società borghese (qualcosa che va bel al di là del ventennio berlusconiano), società borghese che bisogna ritornare a contestare in ogni luogo, altrimenti qui non ne usciamo vivi ...

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    1. Finché qualcuno non ha detto che l'infanzia era da proteggere e valorizzare, i bambini iniziavano a lavorare a dieci anni. Poi hanno imposto la scuola ma fino a convincere i genitori ci son voluti anni e anni. E anche convincere, successivamente, la scuola che i metodi più severi sono i meno efficaci per lo sviluppo e la crescita non è stato semplice.
      Ora bisogna convincere uomini e donne che le donne hanno diritto a far fruttare la propria istruzione (non si contano quelle che si laureano per fare le mogli, e che dicono di volere proprio questo), a non rinunciare a sé stesse solo perché sono sposate, a difendere e proteggere i propri interessi perché questo non significa trascurare la famiglia o tradirla: un piacere non esclude l'altro. E sarà molto lento anche questo processo, perché tanti progressi sono stati fatti e proprio questi nascondono le profonde lacune che ancora persistono.
      Ma soprattutto sin dall'infanzia bisogna evitare di instillare nel bambino l'idea di avere più diritti perché è maschio. Un uomo non si sveglia violento prepotente e possessivo a quarant'anni, né a venti dopo la prima delusione d'amore "inflittagli" da una donna: secondo me certe convinzioni sono latenti e radicate ben prima di manifestarsi.

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Elle, il vostro spirito di fiducia.

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