mercoledì 25 luglio 2012

Un tuffo nel passato fino ai tempi dell'inquisizione.

C’erano una volta una mamma, un figlio, una nuora, un neonato, un’altra persona.
La nuora allatta il bambino, e con un sorriso dice: 
- Ah, mio marito ha già deciso: dopo il primo figlio vuole un altro maschietto e poi la femminuccia, così i fratelli più grandi la controllano. -
Sorriso materno, e a seguire sorriso d’orgoglio per un marito lungimirante dalle idee chiare e decise.
Domanda: - E se i due maschietti dovessero essere gay? -
Nella mente un turbinio di immagini: parrucchiere da prenotare per tre, sacchetti e scatole di ritorno dallo shopping fra “sorelle“, litigi del sabato sera per le scarpe e per la borsetta e non metterti anche tu il vestito rosso!
La nuora sorride della battuta (ma lo era?).
Il figlio, con una smorfia di disgusto, risponde: - No no! Meglio un figlio delinquente che un figlio gay! -
Risposta: - Ah beh.. certo. Meglio un figlio che ti picchia perché vuole i tuoi soldi.-
Il figlio replica: - No, beh, così no.. -
Domanda: - E un figlio delinquente secondo te cos’è? Uno che non paga il biglietto sull’autobus? -
Nessuna risposta immediata.
Reazione alla non risposta: - Io vado a lavare i piatti. - 
La mamma interviene: - Figlio mio ma cosa dici? Un figlio gay è così per sua natura, ma uno delinquente è così per colpa tua, perché tu non gli hai saputo insegnare cos’è giusto e cosa no! -
Il figlio: - No no, io non lo voglio se è così.. -
La mamma: - Ma non lo puoi rinnegare così! -
Il figlio: - No no, per carità, un figlio gay no. -
La nuora tace.
La mamma entra in cucina scuotendo la testa: - E poi dicono che sono moderni.. -

C’erano una volta una mamma, un figlio, una nuora, un povero bimbo appena nato e un’altra persona, che ora non vuole più far parte di questa storia, perché si immedesima in quel figlio futuro che avrà un padre che si vergogna di lui; perché si immedesima in quel figlio che sarà combattuto tra il desiderio di essere nato orfano e il desiderio di avere un padre che lo apprezzi per quello che è.
Perché si immedesima in quel figlio futuro, e questo la rattrista, eppure in fondo in fondo spera che questo figlio futuro, se mai ci sarà, riesca a trovare posto in un mondo fatto anche del coraggio di imparare a convivere con persone che non sono come noi, né come noi le vorremmo. Padri compresi.

14 commenti:

  1. Sai Elle, le diverse morali sono strutturalmente concepite su "distinguo" e "classificazioni". Se così non fosse ci sarebbe una sola morale universale, quella cosa che i filosofi chiamano "etica", e che naturalmente è e resterà sempre una utopia filosofica. Ogni volta che si scende di un gradino dal concetto di "etica", si lascia per strada un pezzo di umanità. Nessuna morale è perfetta, per definizione. Gli aspetti del vivere quotidiano che sono più facili da utilizzare per costruire una morale qualunque, riguardano la sessualità e la religione, oltre naturalmente il colore della pelle e il censo. Quindi, poiché è così semplice distinguere le persone in base a questi elementi, si va sempre a parare in quei territori. Non credo che questa cosa cambierà mai. Serena giornata ...

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    1. La morale e le distinzioni mi vanno anche bene, se aiutano a fare ordine nella varietà umana, ciò che non capisco né accetto e il relegare il "diverso da noi" alla stregua di un delinquente, cioè di una persona che fa del male (agli altri), che va combattuta e debellata, o al meglio "rieducata".

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    2. A me le morali non vanno bene. E nemmeno le distinzioni. E' da lì che nasce il concetto di "diverso". Diverso da cosa, poi? Una volta accettata l'idea del diverso da noi, ci si discute sopra, e già il discuterne è avvilente. Anche se non lo mettessimo alla stregua del delinquente, sarebbe comunque diverso, e già la parola "diverso" costituisce una barriera. Io auspico (ma è una utopia) un mondo in cui non ci sia bisogno di fare ordine nella varietà umana. Avrai capito che sono una cinica sognatrice :-) ossimoro che adoro

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    3. Beh, per me diverso è "diverso", non "sbagliato perché non uguale". Non siamo tutti uguali, non per questo qualcuno (e chi fra tutti?) è sbagliato (ah sì, la minoranza di solito). Io ad esempio ci tengo molto ad essere diversa, ma non mi considero sbagliata ;)

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    4. Anche per me è così Elle, naturalmente; quando parliamo con chi, inevitabilmente, attribuisce alle parole significati "correnti", o comunque differenti dai nostri, dovremmo adeguare il vocabolario. Ogni cosa che diciamo andrebbe tradotta a seconda dell'interlocutore, in teoria. Una fatica immane e improponibile. A volte mi trovo in difficoltà nella scelta d'una parola che possa rendere un pensiero. Attribuivo alla parola "diverso" l'accezione che va per la maggiore; che tra parentesi è impropria. Ciao :-)

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    5. Silvia, aiuto, sull'argomento "adeguamento vocabolario all'interlocutore" dovrei aprire un blog dedicato solo alla lingua della mia famiglia! E riguarda tutto il vocabolario, non solamente questi termini.. e io solo dopo che mi hanno dato risposte assurde, o che non hanno capito le mie e abbiamo discusso a vuoto, mi rendo conto che forse parlavamo addirittura di due argomenti diversi!! Buona giornata :)

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  2. Purtroppo è un pensiero ancora molto diffuso :-(

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    1. La persona in questione è giovane, non è mio coetaneo ma non di molto (avrà al massimo 40 anni), perciò per me è terribile e non mi capacito di sentire frasi che ricollego ad una mentalità antica, vecchia, non alla mia generazione (ma qui mi sbaglio io, lo so)!

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  3. ecco perchè non saremo mai un paese moderno...il pregiudizio alberga sempre nella morale cattolica che striscia e domina anche chi cattolico non è.

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    1. Ed è incredibile il lavaggio del cervello che impedisce di vedere l'incongruenza tra amore fra gli uomini di buona volontà, e amore fra persone buone dello stesso sesso.

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  4. Mi sento un po' in colpa, sai? Anch'io qualche volta faccio fatica ad accettare che i miei figli siano come sono e non come a me piacerebbe che fossero :( Grazie per il racconto-riflessione. Un abbraccio.

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    1. Lo so, si hanno aspettative nei confronti dei figli.
      E anche i figli a volte non riescono ad accettare i propri genitori.
      Non è giusto privare i figli della libertà di scegliere, né farli sentire in colpa per non aver fatto le scelte che ci aspettavamo.
      Ed è difficile accettare che la libertà di scelta sia diritto di tutti.
      (io comunque parlo soprattutto da figlia non del tutto accettata)

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  5. Praticamente concordo con tutte/i quelli che hanno commentato...triste vero? Penso che il cammino sia ancora molto lungo...
    L' importante e' non demordere nel nostro piccolo quotidiano
    ciao Cara Elle

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    1. Io no, non demordo, e se fossi una che "augura" qualcosa a qualcuno, avrei augurato a questo padre di avere una figlia, femmina, una più o meno come me. Lei soffrirebbe, ma lui pure. E alla lunga a qualcosa servirà.

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