domenica 22 luglio 2012

Una società priva di precisione.

Elemento fondante della nostra società è il segreto. Chiunque sia in grado di far apparire un'informazione pubblica come un segreto acquista il fascino necessario per essere preso sul serio, e chiunque creda che l'informazione pubblica appena riferitagli sia effettivamente un segreto ottiene, assieme alla convinzione di averne l'esclusiva e attraverso la fiducia in sé che una tale confidenza apporta, il diritto a disporne come meglio crede: da qui parte la diffusione capillare di quello che, nato come segreto, muore come tale sin dalla prima confidenza per rinascere e moltiplicarsi sottoforma di pettegolezzo. È incredibile come la nostra società riesca a creare dal nulla un segreto e il conseguente pettegolezzo, nonché le rispettive ramificazioni di zizzania e onte e malintesi e rivendicazioni di paternità o di precedenza e negazioni a proposito dell'informazione stessa.


È nato un bambino, nulla di strano e tanti auguri ai genitori. I genitori, è risaputo, sono cattolici, quindi il bambino verrà battezzato, ancora nulla di strano, si urlerebbe semmai allo scandalo se venisse dichiarata la non intenzione di battezzarlo, ma non è il nostro caso: il bambino verrà battezzato, perché noi lo diamo per scontato. I genitori, gentilissimi pur nella loro lontananza dai parenti più stretti, decidono di compiere un tour per portare a conoscenza di tutti i congiunti l'esistenza corporea del pargolo. Alcuni parenti però non riceveranno la suddetta visita, si tratta di rami morti della famiglia, almeno dal punto di vista dei due neogenitori.





Una telefonata tra due rami ufficialmente vivi segue la visita, le due parti ne parlano:

- la parte n. 1 dichiara di aver ricevuto la visita della famigliola;

- la parte n. 2 risponde altrettanto; seguono scambi banali e convenevoli di informazioni sul piccolo: a chi assomiglia, quanto mangia o dorme, se piange, se sorride, come l'hanno vestito, già, perché oramai c'è la sfida tra tradizionalisti che non apprezzano neonati vestiti da piccoli uomini, e avanguardisti che detestano i neonati vestiti da bambolotti.
Nessuna delle due parti, e ripeto: nessuna delle due parti accenna al battesimo, perché? Ipotesi:
- la parte n. 1 è stata invitata ma non sa se la parte n. 2 lo è stata, e per evitare discussioni sul mancato invito, o addirittura invidie, preferisce tacere, lasciando credere così di non essere stata invitata nemmeno lei;
oppure:
- la parte n. 2 è stata invitata ma non sa se la parte n. 1 lo è stata, e per evitare discussioni sul mancato invito, o addirittura invidie, preferisce tacere, lasciando credere così di non essere stata invitata nemmeno lei;
o anche:
- entrambe le parti sono state invitate ma nessuna delle due sa se l'altra parte lo è stata, e per evitare di suscitare malcontento o di ricevere accuse indebite preferiscono tacere, lasciando credere così di non aver ancora mai pensato ad un battesimo che sicuramente ci sarà;
- nessuna delle due parti è stata invitata ma entrambe sospettano un imminente battesimo e temono che l'altra parte lo sia, perciò per evitare discussioni e polemiche su un mancato invito, o addirittura su due, o meglio ancora per evitare di sentirsi esclusi e delusi, e soprattutto di farlo capire all'altra parte, evitano ambedue l'argomento;
- entrambe le parti sono state invitate ed entrambe temono che l'altra invece non lo sia, perciò per non suscitare invidie e dispiaceri, si preparano a mentire con un "nemmeno io" nel caso l'altra parte decidesse spontaneamente di sfogare il suo disappunto per non essere stata invitata: mal comune mezzo gaudio.

Io sono stata invitata. E siccome non mi aspettavo l'invito, sono rimasta piacevolmente sorpresa, e l'ho accettato, sebbene non m'interessi più di tanto: sarà il primo battesimo a cui parteciperò nella mia vita, perciò ho chiesto subito se nell'invito è compreso anche il pranzo, non so infatti quale sia la prassi celebrativa in questi casi, ma sono stata subitamente rassicurata sul pranzo per tutti (in campagna) dopo la cerimonia, quindi ho confermato la mia partecipazione.
E mentre tutti attorno a me, curiosi di conoscere i nomi degli altri invitati, continuano ad effettuare telefonate puramente casuali, in cui dichiarano agli altri congiunti di aver ricevuto la sunnominata visita di cortesia, dichiarazione a cui segue l'attesa di una frase di reazione qualsiasi, purché collegata all'infante e al suo imminente battesimo, allo scopo di evitare domande dirette del tipo "vi hanno invitato al battesimo?", che evidentemente sono inopportune, e nella speranza di potersi ricollegare alla reazione attesa per affrontare l'argomento voluto, attesa vana e mai soddisfatta, è chiaro, perché il timore di essere inopportuni lacera anche l'altra parte, che pertanto evita frasi del tipo "sono venuti anche qui e ci hanno invitato al battesimo". Le tiepide reazioni pongono fine alla telefonata ma non alla curiosità.
E mentre tutti attorno a me sono così affaccendati, io me ne frego e non chiamo nessuno, finché non mi arriva una telefonata a cui non rispondo, quindi per correggere questa mia incorreggibile mancanza di prontezza invio un messaggio di saluto, senza dilungarmi in informazioni sul mio stato di salute fisica mentale sociale perché tanto ci vedremo presto al battesimo che senz'altro ci sarà e al quale tutti noi parenti vicini e lontani, soprattutto se abbiamo ricevuto la suddetta visita di cortesia, saremo invitati, e anzi per giustificare la brevità delle mie informazioni sullo stato di salute fisica mentale sociale che mi riguardano, aggiungo che avremo tempo e luogo di chiacchierare a lungo su questi e altri argomenti, ivi comprese le informazioni sullo stato di salute fisica mentale sociale dei miei interlocutori, al battesimo che senz'altro ci sarà, il 24 aprile alle 11, lo so perché io sono stata invitata. La risposta al messaggio è laconica: "qui stiamo tutti bene, noi al battesimo non ci saremo, qualche giorno fa sono venuti a trovarci, ma non ci hanno invitato, baci".

E c'è gente in questa nostra società che sforna ipotesi su supposti mancati inviti e relative motivazioni, evita però l'argomento per non suscitare invidie proprie o altrui, tentando commenti puramente casuali per innescare il discorso, e se l'innesco fa cilecca si fa rodere dal dubbio, mentre è così semplice sapere la verità: basta scrivere un messaggio con una promessa di rivedersi ben precisa.

2 commenti:

  1. Vabbè ma al regalo ci hai pensato?

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    Risposte
    1. eh eh, no io non faccio mai regali per queste occasioni "ufficiali", è il lato positivo dell'essere disoccupata ;)

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