martedì 28 agosto 2012

Appena posso mi fermo.

La serata è stata divertente, nonostante la ressa in quella che doveva essere la pista da ballo e invece era un crocevia di gente che si spostava da una parte all'altra della sala da ballo, perché come sempre l'80% delle persone che va a ballare non ci va per ballare, ma per fare le vasche come al corso; o per saltare e spintonare, soprattutto quando le birre in corpo sono aumentate di numero. Il sommelier della serata era il Ciupi, che arrivava come un falco sovrastando dall'alto dei suoi tot metri le nostre teste con le sue mani cariche di bicchieri traboccanti birra e cocktail ricchi di ghiaccio. Io, autista di recente nomina, mi sono limitata ad un succo d'ananas bello fresco, utile contro la ritenzione idrica, concordate? Tanto per ballare mi servono solo scarpe comode, non alcool a go go.
Come tutte le persone che non solo non bevono per ballare, ma nemmeno conducono una vita in movimento, ma al contrario sedentaria fino all'irritazione dell'osso sacro, che quando finalmente alzo il culo dalla sedia bestemmierebbe dalla gioia, se avesse il dono della parola, anche io ad un certo punto mi stanco di ballare. Ma fino ad allora abbiamo ballato e ci siamo divertiti, anche in ultimo quando siamo rimasti solo in 7 in una macchina, tutti ubriachi meno una, vediamo se capite chi.
Un attimo di tensione c'è stata al momento di proporre la partenza verso casa, previa uscita dalla disco, subito dopo aver pagato i litri di birra ingurgitata prima o dopo o anche contemporaneamente ai litri di cocktail. Ho cercato di essere irremovibile, nonostante abbia chiuso un occhio davanti ai dieci minuti di proroga autoconcessa, che presto si sono rivelati dieci minuti composti non da 60 secondi ciascuno, come solitamente, ma da diversi anni luce, che li allontanavano sempre di più dal momento che stavamo vivendo, momento di tensione, come accennato.
Ma sono stata irremovibile, 10 minuti in più va bene, ma non oltre perché sono stanca; devo dire la verità, ho fatto leva sul potere derivatomi dall'essere stata nominata nemmeno sei ore prima autista ufficiale della serata, ma soprattutto dall'avere in mio possesso non solo le chiavi dell'unica macchina a nostra disposizione, ma anche le drink card già pagate di molti di noi: ognuno ha il suo fascino e lo usa come può per convincere gli altri che è davvero ora di andare, sono stanca.
In fondo, trattenermi dal bere per rimanere unica persona sobria in grado di caricarsi in macchina sei ubriachi per riportarli sani e salvi a casa loro, e infine mettermi alla guida per riportarli a casa esattamente nel momento in cui sono così stanca da rischiare il colpo di sonno, non ha senso. Avere in auto sei pazzi che strillano e allungano piedi e braccia sul cambio e sul volante, perché non sanno dove altro metterli nell'abitacolo abilitato per cinque in tutto, richiede attenzione, e allo stesso tempo non impedisce agli occhi di chiudersi quando gli occhi vogliono farlo.

I sei ubriachi, devo ammettere, si reggevano in piedi con le loro gambe, chiedevano una sigaretta con la loro voce, tremavano al freddo del mattino con le loro membra, e sono pure riusciti a stiparsi in macchina senza far sbordare dall'autoveicolo nemmeno un lembo d'abito, se non contiamo la testa del Ciupi fuori dal finestrino per buona parte del viaggio. Sul sedile posteriore le due coppie di estemporanea formazione avevano di che trastullarsi, nelle ristrettezze della situazione, e hanno trascorso un viaggio piacevole, che li agitava un po' solo nelle sue pause; sul sedile anteriore la Pippi e il Ciupi, rannicchiati uno sull'altro, non facevano altro che tentare di rendersi invisibili agli occhi di un'eventuale pattuglia, lei, di non vomitare dentro la sua stessa macchina, lui.

Il Ciupi: appea puoi femati.
Elle: ok (e metto freccia).
Pippi: qui non puoi fermarti è pericoloso.
Il Ciupi: infati ho deto appena poi.
Mi fermo.
Il Cara: oh ma ragazzi io domani devo lavorare sono di servizio allo stadio, 'fanculo a me che sono rimasto con voi, perché ci siamo fermati?
Pippi: Ciupi sta male. Ciu come stai? Stai vomitando?
Ripartiamo.
Pippi: non ci sono nemmeno strade secondarie da qui.
Display luminoso in viale Marconi: guida in stato di ebbrezza ritiro della patente e meno due punti.
Elle: lo stato di ebbrezza vale solo per l'autista o anche per i sei passeggeri?
Il Cara: io sto male devo vomitare.
Elle: davvero? Mi fermo?
Il Ciupi: a pena puoi fermati.
Il Cara: andiamo a fare colazione?
Bob: sì dai, al semaforo vai dritta andiamo a fare colazione in un posto che conosco io.
Pippi: noo-o ma secondo te passiamo in centro in queste condizioni? Sarà pieno di pattuglie.
Caos totale.
Stef: ma ci fermiamo a fare la pipì?
Bob: ecco, qui vai dritta.
Pippi: no, gira.
Bob: no dritta, vai dritta, cazzo dove volete andare a fare colazione? Vi porto io.
Stef: ma possiamo fare la pipì?
Il Cara: andiamo a fare colazione, dai.
Il Ciupi e Pippi assieme: no, Elle gira!
Caos totale.
Bob: nooo dovevi andare dritta ti ho detto.
Il Cara: andiamo a fare colazione! (calcio sul mio braccio).
Elle: Cara, adesso scendi e te la fai a piedi fino allo stadio, arrivi giusto in tempo per la partita (non ho inchiodato solo per salvaguardare il parabrezza dal vomito).
Pippi: smettetela, andiamo da Mario a fare colazione.
Il Cara: noo che c'ero l'altra sera per una rissa, andiamo in centro.
Pippi: ma sei pazzo? In sette in macchina in centro!
Il Ciupi: appea puoi femati.
Stef: Ciu ma devi vomitare?
Il Ciupi: noo Elle ma dove stai andando?
Elle: giro qua e ti scarico al distributore.
Al distributore:
Pippi: Ciu dove sei? Stai vomitando?
Elle: è dietro quella macchina.
Stef: facciamo pipì?
Elle: vuoi scendere anche tu?
Stef: no qui no, andiamo a fare la pipì.
Bob: noo mi è caduta la gomma..
Titti: aspetta io l'ho intercettat.. ah no.
Bob: mi è caduta la gomma, fermi tutti, fatemi scendere si attacca al sedile.
Pippi: stai fermo, non importa, non possiamo scendere.
Elle: rimanete incastrati come siete.
Il Cara: perché ci siamo fermati? Ma perché cazzo sono rimasto con voi.
Elle: infatti la prossima volta rientra con quelli con cui sei partito.
Il Cara: Elle però tu sei cattiva, non va bene.
Debole intervento di Titti.
Il Cara: Titti però tu ultimamente sei cattiva, non va bene.
Pippi: Ciu-u dove sei? Stai vomitando?
Elle: mentre aspettiamo possiamo chiudere lo sportello? Chi mi passa il cappotto da dietro?
Caos totale: nessuno riesce a muoversi per prendere il mio cappotto da dietro, ma alla fine Titti me lo passa e mi vesto.
Pippi: Ciu come va?
Il Ciupi: mi passi un fassoletino? Andiamo.
Bob: sono esperienze già vissute, ne so qualcosa.
Pippi: Ciu, non respiro, spostati un po' così.
Silenzio per un po'.
Stef: non riesci a toglierlo, aspetta te lo insalivo io, è troppo stretto.
Il Ciupi: appena puoi fermati.
Pippi: non qui, è pericoloso.
Il Cara: vi dovete fermare ancora? Io fra tre ore mi devo alzare.
Pippi: Ciu non azzardarti a spostarti dalla macchina, rimani qui che lì passano le macchine, è pericoloso.
Stef: Ciu.. tutto a posto?
Elle: sta vomitando.
Il Ciupi: dai vai.
Bob: sono esperienze, ne so qualcosa.
Il Ciupi: noo dove stai andando?!
Elle: passo da dentro, sulla statale ci sono le pattuglie oggi a quest'ora.
Il Ciupi: Elle appena puoi femati.
Pippi: Elle non qui, più avanti.
Elle: io mi fermo qui.
Il Ciupi: no Elle qui c'è un precipizio. Ascoltami: vai un pochetto più avanti? Qui non posso scendere.
Il Cara: eh ma non andiamo a fare colazione? E che ore sono?
Elle e Pippi assieme: le cinque e mezza.
Pippi: Ciu non spostarti dalla macchina, rimani qui che lì passano le macchine, è pericoloso.
Bob: io ho una teoria, quando si è in queste condizioni, bisogna fermarsi ogni trecento metri perché psicologicamente aiuta a proseguire..
Elle: Bob, trecento metri sono lì che faccio mi fermo di nuovo subito?
Bob: ..il viaggio, anche solo per prendere aria, scendiamo tutti.
Il Cara: io devo vomitare, ma chi me l'ha fatto fare di venire con voi.
Titti tace.
Bob: ogni trecento metri..
Elle: Bob trecento metri sono pochi.
Il Ciupi: appena puoi..
Pippi: Ciu.. di nuovo?
Elle: qui subito?
Il Ciupi: adesso ci fermiamo e scendiamo tutti.
Pippi: devi vomitare di nuovo?
Bob: anche solo per prendere aria, ogni trecento metri, ne so qualcosa, aiuta a finire il viaggio, un mio amic..
Il Ciupi: ascoltate. Adesso ci fermiamo e scendiamo tutti, state tranquilli, quelli che devono vomitare vomitano.
Pippi: nessuno deve vomitare, solo tu. Dai siamo quasi arrivati.
Elle: mi fermo.
Pippi: no non fermarti. Ciu siamo quasi arrivati, cento metri.
Elle: macché cento metri!
Il Ciupi: Elle fermati.
Pippi: eh ma se non devi vomitare..
Elle: ma fagli prendere aria.
Il Ciupi: brava Elle.
Bob: ne so qualcosa.
Stef: Ciu usa il dito. Ciuu devi metterti il dito per vomitare.
Pippi: ma se sta vomitando anche senza dito!
Il Ciupi: no il dito no lo meto.
Stef: allora non mettiamo il dito però quando scendiamo chiudiamo la porta.
Il Ciupi: e va bene chiujàmo la porta, dai vai, manca poco. Io di Elle mi fio, perché all'andata a semaforo, ha preso a curva larga, brava Elle, se l'unica a cui daei la machina.
Gomitata e occhiolino di Pippi. Vedete? Io so come prendere gli uomini, bastano piccoli gesti, mica bisogna saper cucinare, è sufficiente considerare reliquia sacra la loro auto, anche se usata.
Il Ciupi: no Elle, ti prego non fermati, ti prego passa col rosso non ce la faccio più, mi prendo io la responsabilità.
Io penso: miii.
E dico: adesso vediamo, decido quando sono allo stop, se va bene passo.
Bob: noo Elle non ci posso credere, una cosa del genere non la dovevi fare, sei passata col rosso, ed io sono salito in macchina con te?
Pippi: Bob la prossima volta ti prendi il 9, parte da piazza Matteotti.
Bob: no dai scherzo, stavo scherzando, hai fatto bene, Elle passa sempre col rosso.
Il Cara: ti fermi vicino alla mia macchina?
Bob: no alla mia, è lì dietro.
Io penso: semmai vicino alla mia, me lo merito.
Pippi: vicino un cazzo, mettiamo la macchina in garage.
Il Ciupi: ziti, ziti tuti: adesso mejàmo la machina dentro però prima di metere la màina dentro facciamo una cosa: scendiamo tutti sennò tocca, rimane solo Elle.
Vedete? Il Ciupi di me si fida perché peso poco.

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