giovedì 30 agosto 2012

Il grado di gravità della reazione superiore.

Sto lavorando il doppio, se non il triplo, senza però raddoppiare il numero di ore o giorni di lavoro, infatti è sufficiente avere come colleghe una come Ines, che fa il capo, o Valeria che non capisce nemmeno dove è messa, o se è messa, o Nele o Ute che stanno solo alla cassa, e tutto il resto lo faccio comunque io, per avere la sensazione di aver lavorato il doppio, se non il triplo, senza però raddoppiare il numero di ore o giorni di lavoro; ci mancava solo Lena innamorata ad incasinarmi con lo stress da lavoro, cosa che finora, devo dire, con questo lavoro non avevo ancora assaggiato.

Oggi quindi è stata una tragica giornata, e tutto per colpa delle cazzo di farfalle nello stomaco che aveva Lena innamorata, la quale non ha fatto altro che chiedermi di stare io alla cassa perché stava male e doveva vomitare; se ha vomitato lo yogurt, la banana, o il caffè non lo so, so solo che è tutto ciò che è riuscita ad ingerire; poi ha fatto una miriade di telefonate per chiedere aiuto psicologico a chiunque fosse presente nella sua rubrica telefonica, dato che io non gliene fornivo, ma considerato che normalmente non do volentieri questo genere di aiuto, darlo addirittura in tedesco mi è sembrato chiedermi troppo.
Infatti se l'uomo di cui si è innamorata dovesse entrare di nuovo in negozio, capirei che è lui solo dal sorriso di Lena innamorata, perché non saprei riconoscerne il viso nemmeno se qualcuno mi desse un aiutino diverso dal sorriso di Lena innamorata, eppure lei mi ha chiesto cosa penso di lui e se secondo me è la persona giusta per lei, e sembra che la sua unica preoccupazione sia il fatto che lui abbia 12 anni più di lei, cosa che io tenderei a considerare un vantaggio, piuttosto, ma perché è questione di gusti. Io però non solo ricordo meglio i numeri che le facce, ma conosco Lena sì e no da 2 mesi e abbiamo finora parlato sempre e solo di lavoro: sapete dirmi voi come cazzo potrei sapere se 1 di cui non mi ricordo nemmeno la faccia, anche se mi ricordo che ha 12 anni più di lei, è adatto a una di cui a malapena so nome e cognome? Le ho gentilmente risposto che solo lei può sapere quale sia la sua "persona giusta", e detta così sembra pure una frase saggia; apparentemente è rimasta soddisfatta della risposta, infatti l'ha ripetuta pensierosa e in perfetto tedesco (mica come me), poi ha annuito con la testa come se io avessi semplicemente dato voce ai suoi più intimi pensieri, infine mi ha chiesto qualcos'altro.


A parte farmi domande sul nuovo rapporto e darsi risposte, Lena mi ha anche chiesto se secondo me lasciare il suo attuale fidanzato che la ama e tutto il resto sia la cosa giusta da fare, domanda alla quale ancora oggi, dopo 4 ore, non saprei cosa rispondere, non in tedesco, almeno, ma dato che si rispondeva da sola ("sì, è la cosa giusta" si diceva), non ho mai veramente dovuto cercare le parole per farle tutto il discorso che mi sarebbe venuto fuori in italiano, e che non voglio fare nemmeno ora, perché dopo otto ore passate con lei, e non le definisco "di lavoro" perché sarebbe riduttivo, dovrei come minimo aggiungere l'aggettivo "forzato" per rendere l'idea giusta, non voglio più sentir parlare di fidanzati a Londra da lasciare per telefono, né di nuovi amori a Berlino che ci fanno stare bene. Io sono sola, non ho di questi problemi. Mi ha anche chiesto se io ho mai dovuto lasciare qualcuno, e le ho risposto in tutta sincerità "no, sono sempre stata lasciata"; ci è rimasta male, ha detto che è una cosa brutta, ma a questo punto non so se intendesse dire "che brutto, ora che ci penso è peggio essere lasciati" oppure "è brutto lasciare qualcuno, te lo dico io visto che tu non lo sai", ma siccome ha subito ripreso a parlare della sua decisione di lasciare il suo uomo londinese, anziché commiserarmi per la mia sfiga, suppongo che la seconda interpretazione delle sue parole sia quella più aderente alla realtà dei suoi pensieri egocentrici; non oso immaginare come si sentirebbe se venisse lasciata lei, all'improvviso, visto che all'idea di dover lasciare qualcuno sembrava quasi in fin di vita.
Ha anche scritto una lettera in tedesco e ha chiesto alla nostra collega inglese, e a questo punto credo anche sua amica, di tradurla in inglese, lingua madre dello sfigato che tra oggi e domani verrà lasciato all'improvviso; questa poveraccia è stata martellata di telefonate, è dovuta venire due volte in negozio con scuse varie di lavoro, ha rischiato di trascorrere anche la sua pausa pranzo da noi impegnata in questa traduzione urgente e chissà se alla fine sono rimaste amiche oppure no.


Io ho cercato di farmi un'idea del tutto, ma mi son venuti fuori solo una serie di quesiti assurdi:
1- si può essere così agitati solo perché si deve lasciare qualcuno?

2- ci si può davvero preoccupare di 12 anni di più, quando se ne hanno 36?
3- ha rilevanza il fatto che il fuoristrada della sua nuova fiamma valga da solo più della casa dei miei genitori?
4- tutte queste domande che faceva a me, ma a cui lei stessa rispondeva, avevano forse lo scopo di convincere sé stessa che sta facendo la cosa giusta? Ossia che sta facendo la cosa "per amore", e non perché il nuovo uomo è gentile, si piacciono, lui vive a Berlino e lei invece a Londra non si vuol trasferire, lui ha i soldi che gli escono anche dal buco del culo (anche se le ha regalato solo due banane, una per lei e una per la sua collega, ossia io) e può assicurarle un futuro stabile e una presenza fissa nella sua vita e in quella di suo figlio diciassettenne, altro motivo per il quale, ho pensato, non vuole trasferirsi a Londra dallo sfigato che tra oggi e domani verrà lasciato all'improvviso ma che la ama e tutto il resto?
5- si può essere così agitati solo perché si deve lasciare qualcuno, o è necessario anche volerlo lasciare perché fatti due conti è meglio mettersi con un altro che offre di più?
6- ci si può preoccupare di 12 anni di più quando se ne hanno 36, o solo quando la differenza d'età si somma alla differenza di entrate finanziarie e può dare come risultato l'impressione che l'unione sia più economica che sentimentale?
7- forse ha davvero rilevanza il fatto che il fuoristrada della sua nuova fiamma valga da solo più della casa dei miei genitori, soprattutto in sede decisionale (e penso allo sfigato che tra oggi e domani verrà lasciato all'improvviso e che la ama e tutto il resto, ossia proposta di matrimonio e anello di fidanzamento).

Insomma, io posso capire le farfalle nello stomaco dovute all'amore, posso capire la nausea dovuta all'amore e al vino della cena di ieri sera perché non si è abituati a bere, posso capire anche l'ansia di dover lasciare qualcuno e di non averne il coraggio di persona (ne consegue annullamento del volo per Londra prenotato per fine maggio) e nemmeno per telefono, perché è un mezzo bastardo per farlo (ne consegue martellamento a Meghan per avere la traduzione di una lettera durante la sua pausa pranzo), posso capire anche di dover lavorare il doppio se non il triplo, ma non capisco la faccia stravolta come se fosse morto qualcuno, o gli occhi lucidi sempre sull'orlo delle lacrime come se la triste notizia la si fosse ricevuta anziché aver deciso di darla.
Continuo a pensare: e se venisse lasciata, cosa farebbe? Il grado di gravità della reazione superiore è il suicidio, a questo punto.

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