martedì 21 agosto 2012

Ogni volta che sei nudo c'è qualcuno che cerca di incularti.

La mia coinquilina, quando esco la mattina dalla mia camera rincoglionita di sonno e anche un po' scocciata perché non sono riuscita ad alzarmi al suono della sveglia, ma solo mezz'ora dopo, mi saluta col suo sonoro Hallo. Poi quando entro in bagno e, per risparmiare tempo, mi spoglio mentre piscio, lei urla qualcosa da fuori che naturalmente non capisco, ma io illusa che in fondo non sia rivolto a me, non rispondo. Lei non si lascia scoraggiare e bussa alla porta del bagno, convinta di essere ancora in tempo per parlarmi: in realtà, oltre a disturbare la mia pisciata mattutina, a beccarmi nuda seduta sul cesso, incapace di connettere in italiano, figuriamoci in tedesco, mi blocca anche ogni possibilità di cagare; so che per alcuni di voi questa scena poteva essere eccitante, e non volevo guastarvela parlandovi di merda, ma davvero lei è capace di fare danni simili al mio intestino pigro, e oltre tutto mi fa perdere cinque minuti del mio prezioso tempo, e perché? Per chiedermi qualcosa. Qualcosa in prestito. Come? Cosa? La sua voce attraverso la porta chiusa è ancora più biascicata. Deo. De-o. Ripete. Insomma: vuole un deodorante, ma non ne vedo sul suo ripiano. Intanto mi allaccio l'asciugamano attorno al corpo, perché oltre al suo deodorante, non vedo là in bagno nemmeno la possibilità di concludere attraverso la porta la conversazione mangia-maroni del giorno. Penso anche di aprire l'acqua della doccia per sovrastare la sua voce e non sentirla più, ma opto per lo sciacquone solo perché ho il terrore di ritrovarmela là fuori dopo venti minuti di doccia calda rilassante, e fredda tonificante, e la sua vista annullerebbe questi due benefici effetti. Perciò mi decido per l'apertura della porta, mentre le chiedo "il tuo?". Povera illusa che sono, figuriamoci se mi chiede di passarle il suo deodorante che ha scordato di mettere prima di vestirsi (non dico "dopo essersi lavata" per ovvie ragioni di insicurezza, ossia non sono sicura che si sia davvero lavata). Mi risponde, una volta aperta la porta, con queste esatte parole "No, il tuo. Io non ne ho". Lo dice giusto per non farmi salire il sangue al cervello all'idea che abbia il suo ma voglia usare il mio, cosa che di solito fa solo col pane. Mi becca sempre al momento del rincoglionimento e della fretta, ma siccome pur di levarmela di torno glielo infilerei lassù, il mio deodorante, con un borbottio che voleva essere, ma non ci è riuscito, un gentile "sì certo" le passo attraverso la porta socchiusa il cazzo del deo, e aspetto dietro la porta socchiusa che termini con le tre spruzzate per ascella e me lo restituisca, poi chiudo finalmente la porta, in faccia al suo ciao.

5 commenti:

  1. Non so se proprio "ogni volta" debba andare a finire come dici, però la probabilità è effettivamente altina. Spero che il resto sia meglio del risveglio :-) Buon pomeriggio

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  2. ...guai a chi rompe in bagno! sacralità sconsacrata!!!

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  3. L'importante è grattarsi sotto le ascelle, come diceva il mitico Buk.

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  4. Mio dio che scena apocalittica!

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  5. Ma in Germania, un tempo, non era "di moda" dividere la toilette dal bagno (con doccia ecc..deo..ecc..)??Cavolicchi...sarebbe tornata utile..se non altro per l'intestino pigro:-)

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