giovedì 25 ottobre 2012

Astenersi perditempo.


Ad aggiornare un curriculum si rischia sempre il tuffo nel passato, soprattutto se si hanno molte e diverse esperienze lavorative di breve durata.
Basta aprire il documento sul computer, ed ecco apparire all’improvviso una foto non troppo recente, sebbene non vecchia. Una foto di cui non ci si ricordava nulla, perché la si era ritagliata da una foto più grande, in cui comparivano altre persone, dato che ormai da tempo si evitava di inserire in curriculum la foto segnaletica, o foto tessera che dir si voglia.
L’impaginazione del documento fa parte del passato come le esperienze che sono riportate sul curriculum: non solo il progresso tecnologico traspare dalle pagine di un curriculum, o le nuove pretese europee di curriculum i più uniformi possibili, ma anche l’idea personale di ordine.
E poi ci sono le ribellioni momentanee, i decisivi “questo non lo scrivo più” che eliminano fette inutili di vita lavorativa; ma anche i riempitivi dei periodi morti che, aggiunti ad uno ad uno man mano che i mesi di inattività aumentavano per dare un suono ritmato al silenzio più totale, alla fine del periodo possono essere facilmente riassunti in una esperienza generica, che assume forma di continuità lavorativa pur mantenendo una sostanza inventata.
E ci si chiede se il corso di 10 ore di imprenditorialità giovanile “seguito” alle superiori serva ancora dentro un curriculum che, spontaneamente, è andato da tutt’altra parte e dopo una vita in cui ci si è resi conto che, indipendentemente dallo spirito di iniziativa personale e dai corsi per sviluppare la propria imprenditorialità nascosta, senza un’adeguata rapina in banca non si va da nessuna parte.

Ho acceso la tv, sul canale della mia radio preferita, e sono tornata indietro nel tempo, alla mia musica del novantotto, dei miei primi curriculum, delle mie prime fototessere, ogni volta con un colore di capelli diverso, ma la stessa faccia seriamente indifferente alla foto, fissa come quella di una bambola, con un occhio un po’ sbilenco e le labbra strette in un mezzo sorriso forzato dall’obiettivo. Allora mi truccavo.
Ho frugato nel computer, e tagliato un’altra foto, eliminando un’amica che non è più mia amica, e inquadrando il mio viso sorridente, perché quello era un periodo sereno, solo dopo si è spento (per la seconda volta) il mio lume. Sapientemente pettinata, ho ancora oggi quella faccia, infatti la foto mi piace perché di tutte quelle fatte con quell’amica che sapeva sorridere a comando, è l’unica in cui ho i capelli mossi e solo un filo di mascara, in cui sono io come sono ora, perciò nonostante siano passati quattro anni, è una foto molto attuale anche per ciò che rappresenta.

I curriculum non li legge mai nessuno, ci si ferma alla foto e all’indirizzo, perciò dopo aver cambiato la foto, aggiornato le esperienze lavorative e il livello di lingua, controllato che fra gli hobby fosse incluso il corso di acquerello e le varie attività creative, ho dato una nuova disposizione alle informazioni.
Foto sulla sinistra, dettagli anagrafici sulla destra: nome, cognome, indirizzo del domicilio (lo cambio in base alla città in cui mando il curriculum, per andare incontro ai datori di lavoro), indirizzo e-mail e numero di cellulare, data e luogo di nascita, età (la calcolo in base all’anno di nascita, così il datore di lavoro non deve fare questo immenso sforzo prima di dirmi che sono troppo giovane o troppo vecchia), indirizzo di residenza (per completezza anagrafica).
Un dato importante è fornito da che mondo è mondo dalla frase fatta “in possesso di patente B e automunita” che io ho modificato in “ho la patente B e una macchina”. Questa frase significa che posso guidare qualsiasi macchina, ma che ho la mia, e significa anche che ne ho solo una, quindi se si rompe devo prendere il pullman.
Siccome nessuno va oltre la prima pagina, benché sia riuscita a riassumere il mio curriculum fino a tre pagine da cinque che erano (è il problema di chi da importanza a qualsiasi inutile dettaglio della propria vita), ho deciso di agevolarne la lettura inserendo proprio sotto la foto una descrizione di me, ‘fanculo al curriculum europeo che prevede questa sezione come ultima del modello. Mi piace perché puntualizzo il mio modo di essere, lo rileggo e mi sembra quasi scortese, cozza un po’ col sorriso dolcissimo (giuro) della foto, per questo mi piace, c’è una sorta di contrasto, e sono proprio io.
Poi parto con le esperienze lavorative, dall’ultima fino alla più antica, e ufficialmente l’unico anno in cui non ho lavorato nemmeno per un mese, nemmeno per un giorno, è il 2010. Nella realtà non è così, ho avuto lunghi periodi di inattività nel corso di tutta la mia vita, ed è per questo che odio scrivere il curriculum, che odio leggere gli annunci, che odio sostenere colloqui, perché non finisce mai, perché è l’ennesima volta, perché mi fa sentire sfigata, perché è deprimente, perché sembra che siano gli altri a farti un favore se ti assumono io invece mi sento come se facessi un favore a loro, e ti rompono le palle con quell’altra frase del cazzo “astenersi perditempo”, poi vai lì e vogliono sapere tutto di te però rimangono vaghi su se stessi, non ti dicono nemmeno di cosa ti dovrai occupare, se questo non è farmi perdere tempo!

Il curriculum l’ho scritto in italiano.
Perché io non voglio restare a Berlino.
Perché dalla scuola di tedesco mi hanno risposto che sì, appena torno posso già frequentare il C1, e che se ce la faccio, se io mi sento pronta, se le mie insegnanti mi danno l’ok dall’alto, posso iscrivermi all’ultima data utile del 2012 per l’esame per la certificazione: il 14 e 15 dicembre.
Io l’ho scritto sul curriculum che il 15 dicembre ho l’esame, e i cerchi di stoffa per fare fiori durante il freddo inverno berlinese li ho messi in valigia come porta fortuna, come un tempo facevo coi libri in vacanza, quando la mia vita era una merda.

Mettevo i libri in valigia e pensavo: se la vacanza va male, avrò pur sempre dei bei libri da leggere per consolarmi, se invece non leggo significherà che la mia vacanza in fondo è andata bene, che ho vissuto bei momenti: l’unica alternativa alla lettura che mi sia mai venuta in mente.
Stavolta ho rischiato grosso coi chili di troppo, perché non ho voluto rinunciare a mettere in valigia una cartelletta con gli schemi da ricamo, ago e filo e i cerchi di stoffa, nonché tre romanzi e il mio Ricettario di scrittura creativa. Sono i miei porta fortuna, che mi salveranno dalla sopportazione di qualche mese di lavoro che, se non ci fosse il corso di tedesco, sarebbe terribile, oppure no, non scriverò, non leggerò, non cucirò, e questo vorrà dire che sarò perfettamente impegnata col corso di tedesco e con la preparazione dell’esame.
Non ho tempo da perdere in nessun'altra attività.

18 commenti:

  1. Il sorriso dolce lo hai senza bisogno di giurare :)
    comunque, il miglior vademecum per l'elaborazione dei curricola lo ha scritto la Szymborska.Si intitola scrivere un curriculum.Prendi spunto, la prossima volta :)))

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    1. Mi ricordo dei consigli della Szymborska! (e grazie alla mia amica polacca ora so anche come si pronuncia il suo cognome)
      Allora, vediamo:
      A prescindere da quanto si è vissuto, è bene che il curriculum sia breve : fatto, sono scesa da 5 a 3 pagine;
      Cambiare paesaggi in indirizzi e malcerti ricordi in date fisse: fatto, è pieno di numeri;
      I viaggi solo se all’estero: non ho parlato delle visite ai musei di storia, perché il viaggio nel tempo non conta come spazio;
      Scrivi come se non parlassi mai con te stesso e ti evitassi: infatti ho scritto che non mi piace socializzare con nessuno, e che parlo poco;
      Meglio il prezzo che il valore e il titolo che il contenuto :ho fatto un sacco di corsi, ho scritto ad esempio che sono Operatore Windows senza specificare che era windows 98;
      Aggiungi una foto con l’orecchio in vista: merda, è coperto dal boccolo!
      E’ la sua forma che conta, non ciò che sente: la formattazione è perfetta, solo indagando potrei sentirmi falsa.
      Se mi assumono ti regalo un altro sorriso :)

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  2. Il mio curriculum è più o meno invariato da circa 10 anni, visto che sono circa 10 anni che faccio lo stesso lavoro. Gli aggiornamenti riguardano solo i corsi specifici di aggiornamento a cui partecipo ogni anno. Lavoro in un settore dove gli aggiornamenti sono continui. Secondo me hai fatto bene a cambiare la disposizione e a mettere proprio sotto la foto le informazioni su di te. Io odio i curriculum, mi danno di qualcosa di freddo, distaccato, impersonale..un elenco senza cuore e senza anima di se stessi..ma purtroppo è così che funziona..ma tu, Ellina mia, mi piaci perché riesci sempre ad essere originale ;) Sai che è una cosa importante il fatto che tu abbia capito e deciso che non vuoi rimanere a Berlino ??Io credo che sia una cosa assolutamente positiva capire ciò che non si vuole..
    Buona serata :)

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    1. L'invariabilità del curriculum non la riesco nemmeno ad immaginare!
      Anche i corsi specifici all'interno dello stesso settore/ambito hanno importanza, se cambi lavoro, il problema è quando il settore è saturo o obsoleto e devi cambiare quello!
      Cerco di personalizzare il curriculum, in modo che rappresenti proprio me e il mio lato creativo oltre che quello preciso, col rischio che nessuno mi richiami.. e di positivo c'è che ho capito di non voler restare a Berlino, questo sì, nonostante l'Italia non offra il meglio e non sia il paradiso e potrebbe riservarmi brutte sorprese: chi se ne frega, per ora mi seno così ;)

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    2. Esatto...fai quello che ti senti ora...e se poi cambi idea, andrà bene uguale ;)

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  3. Tempi duri, penso che se io dovessi perdere il mio lavoro (dove ho fatto già un salto indietro di circa 6/7 anni, praticamente buttati come se nulla fosse e ovviamente non per mia scelta) il mio curriculum varrebbe più o meno come quei piccoli pezzi di merda di cane di cui il marciapiede vicino casa era disseminato fino a qualche tempo fa. Ora dice che ci fanno un supermercato. Magari ci mando il curriculum.

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    1. Già, io mi lamento ma almeno ho dalla mia una certa esperienza nella compilazione di curriculum secondo aspettativa altrui, e di reinvenzione di me stessa, vera o presunta che sia. Mi fregano i colloqui, quando per caso il curriculum fa breccia (raramente) e mi chiamano...
      Manda il curriculum, così ti ritrovi a consegnare buoni sconto alla cassa per convincere i clienti a tornare anche se i prezzi sono i più alti del tuo angolo di città :) (a me oggi hanno dato quello per due confezioni di caffè)

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  4. Tasto dolente cara.. non ritocco il mio CV da non so quanto tempo! A 7 anni dalla laurea, dopo aver inviato miliardi di CV e aver sostenuto pochissimi colloqui ho perso le speranze. Tra l'altro, al solo pensiero di affrontare un colloquio mi prende la nausea! Sono inutili, a meno che tu non sia raccomandato, quindi perché sprecare tempo? E quando ti fanno quelle domande che io li strozzerei tutti quelli che si occupano di risorse umane: "Fra cinque anni come ti vedi?" "Quali sono i tuoi pregi?" "E i tuoi difetti?" Mavvaff e mi fermo qui.. non sono mai volgare, ma questi argomenti fanno uscire il peggio di me!
    Tesoro, baci e buon weekend

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    1. Esatto, le domande sono proprio queste, fortuna che nel frattempo ho letto alcuni libri sull'argomento e so che basta avere l'aria sognante ma decisa, e poi dare una risposta qualsiasi perché tanto se non hai amicizie in sede non esiste una risposta giusta. Ok, dai, non siamo così negativi, in fondo sono disposta anche a far pulizie io, l'importante è che mi paghino il giusto, puntualmente, e che abbia le mie ferie :D

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  5. Perchè non vuoi restare a Berlino ?
    Avevo capito che vivere a Berlino fosse uno sei tuoi sogni. Mi sono sbagliato ?

    Un abbraccio.

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    1. Anche io mi sono sbagliata, pensavo così ma, forse, faceva parte dei miei soggetti di autoipnosi, e l'immagine è sempre stata così forte che mi aveva convinta. Tornare indietro non sempre giova, e ci sono così tanti posti che ancora non ho visto, ma soprattutto, in questi anni di visioni berlinesi nostalgiche e lagnose, ho portato avanti la mia vita verso due direzioni, di cui una non può che essere italiana (scrivere), mentre l'altra (cucire) è internazionale quindi non fa testo quando c'è da decidere.
      Granduca bevo alla tua, non farmi ubriacare! :)

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  6. mi hai fatto venire voglia di fare un corso di imprenditorialità giovanile, se non fosse che sono fuori età.
    cazzate a parte, io ho concentrato 15 anni di lavoro in tre quarti di un foglio di word (forse esagero con la sintesi oppure è un modo per sentire la pensione più vicina, non saprei).

    buon progetto di fuga da berlino, cara elle!

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    1. Grazie Metiu. Purtroppo metà foglio è occupato dal mio bellissimo primo piano, così "astenersi perditempo" non lo devo neppure scrivere ;)
      ps. ma la cazzata qual'è? quella del fuori età? infatti non ci avevo creduto!

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    2. uh grazie. i miei 40+1 ti ringraziano commossi

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  7. "Cerco di personalizzare il curriculum, in modo che rappresenti proprio me e il mio lato creativo"...
    Io credo che fai bene!

    In bocca al lupo per l'esame...Però poi torna a cucire ;)

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    1. Crepi. Tranquilla Doria, ho tolto un maglione dalla valigia* e infilato alcune stoffine, almeno qualche addobbo di natale lo faccio, per gli abiti aspetto l'estate prossima e il prossimo pezzo di maglina cucito a forma di sacco ;)
      *l'ho indossato, qui fa un freddo cane non pensavo di lasciarlo a casa

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  8. Mamma mia, il curriculum... non sono mai stata capace di stenderlo in maniera decente e soprattutto sintetica. Anche a me hanno sempre detto che dovrebbe stare su una pagina soltanto, solo che mica è facile. E l'European Pass non mi sembra fatto per stare su una pagina sola... Comunque in bocca al lupo per l'esame e per il resto della permanenza a Berlino :-)

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    1. Proprio con l'European Pass ero arrivata alle cinque pagine! Ora ho lasciato stare i suggerimenti europei e sono scesa a tre. Dpo averlo stampato ho trovato tre errori: uno di ortografia, uno di stampa, e uno di distrazione ;)
      Crepi!!

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