lunedì 22 ottobre 2012

Da quando? Dall'inizio.


Esistono diversi tipi di incipit*.
1) evocazione di un paesaggio pieno di presagi:

Da quando aveva iniziato a piovere, tutte le sue certezze erano sparite: era la terza notte di pioggia, ogni notte, da tre notti, alle 23 e 10 in punto iniziava a piovere.

2) evocazione dei caratteri dominanti del tempo storico corrente:

Da quando frequentava l’università, tutte le sue certezze erano sparite. Erano gli anni delle prime contestazioni studentesche, e nessuno, nella sua famiglia, aveva mai raccontato un’esperienza simile, che potesse aiutarlo ad integrarsi a scuol.. all’università.

3) immissione in media res, nel cuore dell’azione:

Eccola uscire dal portone, con addosso il cappotto nero, quello delle grandi occasioni. Da quando aveva scoperto che sua moglie usciva di casa ogni pomeriggio senza dirgli nulla, tutte le sue certezze erano sparite. Ma ora aveva deciso di seguirla: si staccò dal muro dietro il quale si nascondeva e accelerò il passo dietro di lei, senza staccare gli occhi dal suo cappotto nero.

4) presentazione immediata d’un personaggio:


Era così alto, perché anche suo padre era così alto, aveva gli occhi e i capelli scuri perché anche sua madre aveva occhi e capelli scuri, balbettava un pochino, proprio come suo padre, e quando era in imbarazzo si torturava l’indice sinistro con la mano destra, come se cercasse di svitarlo dalla mano, esattamente come faceva sua madre. Ma da quando aveva scoperto di essere stato adottato, tutte le sue certezze erano sparite.

5) presentazione di una situazione banale e tranquilla, lasciando immaginare che proprio questa tranquillità verrà di lì a poco interrotta dall’evento catastrofico:

Come al solito aveva finito lo zucchero e non l’aveva scritto sulla sua lista della spesa.

Gli incipit posso variare anche in base al genere di narrazione che introducono*.
1) horror:

Si chiuse la porta alle spalle, si guardò attorno ansimante, vide l’accetta, corse ad afferrarla e si voltò indietro. Allora vide la figura deformata, viscida e rantolante che l’aveva seguito stagliarsi contro la porta ancora chiusa. Non aveva occhi, ma lui sapeva che lo stava fissando con odio affamato.

2) giallo:

- Non credo si tratti della stessa persona che è arrivata ieri. – disse la receptionist osservando il cadavere sul pavimento della sala ristorante come se fosse una fetta di pane caduta dal tavolo. – Perché l’uomo arrivato ieri è andato via stamattina: ha restituito a me le chiavi della stanza, verso le sei. –

3) rosa:

Da quando l’aveva visto per la prima volta nella biblioteca del quartiere, tutte le sue certezze erano sparite. Forse per l’odore di piedi della sala lettura, ricollegava quel viso splendido ad una sensazione corporale di fastidio, eppure si sentiva schifosamente innamorata, cotta, andata per sempre.

4) fantascienza:

Ogni mattina controllo allo specchio che la mia pelle sia verde lucido, e se necessario mi do un po’ d’olio di roccia per coprire l’opaco col quale mi sveglio. Non esco di casa se non ho controllato, eppure il mio capo ha sempre da ridire: “non ho mai visto un mutante più sciagurato di te”, dice quello stronzo, “guarda che faccia spenta”, ed io non ho mai il coraggio di fargli notare che “spento” e “sciagurato” non sono conseguenti.

5) spy-story:

Sedeva al tavolino e fingeva di leggere il giornale; in realtà si guardava attorno con circospezione, ma non mi aveva ancora visto. La Nigna aveva ragione, qualcuno mi teneva d’occhio.

6) avventura:

“Corri, porco cane, corri!” Non era la prima volta che mi ritrovavo in una selva oscura, sapevo perfettamente dove andare, e se solo fossimo riusciti a correre più veloci, ce l’avremmo fatta.

7) umoristico:

Eccolo, il tanto odiato inverno. Aveva le mani così fredde, che ogni volta che stringeva la mano a un potenziale cliente, temeva che questo le consigliasse di farsi fare al più presto un’autopsia.

8) giovanilistico:

Doveva ancora nascere un’amica di quella sfigata di sua sorella che non gliela dava subito.
Su bi to.

*Tipologie ed etichette di genere sono prese da Ricettario di scrittura creativa di S. Brugnolo e G. Mozzi, cap. 8 Le forme del narrare.

Gli incipit invece sono miei.

11 commenti:

  1. Gli incipit che mi intrigano di più sono :
    1 e 5 del primo gruppo..e mi ha fatto sorridere l'8 del secondo gruppo..che dici ?? Li giochiamo questi numeri ? ;)
    Buona giornata ! :)

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    1. Ora che nomini i numeri, mi rendo conto che ne ho scritti tanti, e mi sento stanca.
      Su quale ruota? La nazionale?
      Buona giornata :)

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  2. gli incipit fanno già capire se un libro ti può prendere o no

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    1. Sì, è vero. Ma la cosa peggiore è quando l'incipit piace, il libro rapisce, e il finale fa cagare!
      Ciau

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  3. Aahahhah bellissimi i tuoi incipit, soprattutto quello rosa! Comunque io preferisco di gran lunga l'incipit in medias res! ;-) bacioni cara

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    1. Il rosa ami ha creato difficoltà. Anche a me piace il media res ;)

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  4. Risposte
    1. Sperando che non deludano (opto per il finale a piacere, in questi casi)..

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    2. Argh, il finale. Io sono sempre stata pessima, con i finali.

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  5. Gli incipit sono importantissimi! Ed ho letto con grande curiosità le tue catalogazioni .. Sei meglio di un manuale non scritto (perché non ho mai trovato un manuale così) e sei anche gratis ;)
    Tu lo sai che ho un piccolo progetto nel cassetto.. Ahimè che e' ancora nel cassetto...

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    Risposte
    1. Il manuale che ho fa esempi brutti, forse per spingere me a farli più belli. Allora se hai bisogno di aiuto, tu hai la storia, io te la abbellisco con l'incipit intrigante e il finale a sorpresa, ci stai? ;)

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